<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509</id><updated>2012-02-08T03:53:19.784-08:00</updated><category term='Un ipotesi per l&apos;organizzazione mentale.'/><category term='L&apos;idea di realtà condivisa.'/><title type='text'>Articoli ultimi!</title><subtitle type='html'>Qui troverete gli ultimi articoli e pubblicazioni varie dei nostri siti,Psyco, Ipnosicostruttivista, Aerf, gli stessi articoli verranno in seguito archiviati mensilmente ed eventualmente pubblicati sui siti ma in tempi differenti.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://chisotti.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>92</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-14487894124805118</id><published>2012-02-08T03:53:00.001-08:00</published><updated>2012-02-08T03:53:19.789-08:00</updated><title type='text'>Arte e cognizione. Marco Chisotti.</title><content type='html'>&lt;br /&gt;Son sempre stato attratto dalle persone anticonformiste, gli artisti spesso lo sono, anarchici, detentori di un pensiero divergente, mi piace annoverarmi tra loro immodestamente, pensare come loro, mi sento un poco artista dei pensieri, delle idee.&lt;br /&gt;David Hockney artista inglese del 1936 in un intervista recente dice di unirsi alla destra per come sa esaltare la forza dell'individuo e si sente legato alla sinistra per come sa sollevare lo spirito collaborativo tra le persone, nell'ultima parte della sua vita è tornato alla natura, all'origine, ala sua ultima mostra si è presentato con un iPad sotto braccio, personalizzato con una cornice di legno, è una cosa bella dice, sarebbe piaciuto anche a Picasso, pure lui si circondava di tecnologia.&lt;br /&gt;Saper prendere il meglio è lo spirito giusto, saper guardare le cose belle è saper vivere la vita.&lt;br /&gt;L'arte ci aiuta a guardare il mondo, ma sopratutto ci aiuta a vederlo con occhi nuovi, la cultura filtra attraverso le opere spesso senza bisogno d'essere capita, i nostri stati d'animo si nutrono di cultura, spesso di semplici modi con cui punteggiare la vita, le esperienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il segreto è non fermarsi all'apparenza, ma lasciarsi permeare da quella curiosa visione del mondo, da quello scorciò mai osservato prima, da quella differenza che fa la differenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator"style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-W8Mm2FyHGec/TzJiHF3Gh-I/AAAAAAAAACw/OYI5ietgowk/s640/blogger-image-1623237958.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh5.googleusercontent.com/-W8Mm2FyHGec/TzJiHF3Gh-I/AAAAAAAAACw/OYI5ietgowk/s640/blogger-image-1623237958.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator"style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-sNvrP2byZU8/TzJiIWiI1BI/AAAAAAAAAC4/Xlt-qnXAhDw/s640/blogger-image-600866744.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh4.googleusercontent.com/-sNvrP2byZU8/TzJiIWiI1BI/AAAAAAAAAC4/Xlt-qnXAhDw/s640/blogger-image-600866744.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator"style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-lqJ0qWw1SqU/TzJiJsGn5lI/AAAAAAAAADA/TSLI4jLCF6Y/s640/blogger-image--287009690.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh4.googleusercontent.com/-lqJ0qWw1SqU/TzJiJsGn5lI/AAAAAAAAADA/TSLI4jLCF6Y/s640/blogger-image--287009690.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator"style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-LRU-acBgvlw/TzJiKag7UoI/AAAAAAAAADI/Uq3yBotCPXg/s640/blogger-image--2092283969.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh3.googleusercontent.com/-LRU-acBgvlw/TzJiKag7UoI/AAAAAAAAADI/Uq3yBotCPXg/s640/blogger-image--2092283969.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator"style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-5mMLtsDNvpc/TzJiLdCxWQI/AAAAAAAAADQ/WInjzSIW1SU/s640/blogger-image--1987586103.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh5.googleusercontent.com/-5mMLtsDNvpc/TzJiLdCxWQI/AAAAAAAAADQ/WInjzSIW1SU/s640/blogger-image--1987586103.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-14487894124805118?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/14487894124805118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/14487894124805118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2012/02/arte-e-cognizione-marco-chisotti.html' title='Arte e cognizione. Marco Chisotti.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh5.googleusercontent.com/-W8Mm2FyHGec/TzJiHF3Gh-I/AAAAAAAAACw/OYI5ietgowk/s72-c/blogger-image-1623237958.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-1871343842167734412</id><published>2012-01-28T04:11:00.001-08:00</published><updated>2012-01-28T04:16:03.906-08:00</updated><title type='text'>Istituto Universitario Ipnosi e di Comunicazione.</title><content type='html'>&lt;br /&gt;Qui di seguito i seguenti i temi del nostro I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione in sinergia con la Scuola di Ipnosi Costruttivista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Linee guida dell’I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione.&lt;br /&gt;Il nostro I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione sviluppa le competenze professionali più significative su cui formare gli allievi.&lt;br /&gt;Come il nostro I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione attiva le competenze professionali.&lt;br /&gt;Premesse operative e presupposti dell’I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione.&lt;br /&gt;************************&lt;br /&gt;I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Linee guida dell’I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione.&lt;br /&gt;Sono ormai 12 anni che la Scuola di Ipnosi Costruttivista forma operatori nella figura professionale del Counsellor, in tutti questi anni ci siamo orientati sempre più a definire i confini operativi di questa figura professionale nel contesto delle relazioni d’aiuto. &lt;br /&gt;La nostra formazione si è arricchita dell’I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione, fino a considerare l’emergere di un profilo trasversale alle professioni nelle relazioni d’aiuto. &lt;br /&gt;Sono cinque le parti che compongono il nostro percorso di formazione che vede nella figura del Counsellor il punto centrale nel nostro percorso:&lt;br /&gt;Formatore, esperto dell’apprendimento.&lt;br /&gt;Motivatore, entusiasta trascinatore, fiducioso nel futuro.&lt;br /&gt;Counsellor, persona competente nelle relazioni d’aiuto.&lt;br /&gt;Coach, in grado di accompagnare al risultato finale.&lt;br /&gt;Mentore, persona con esperienza vista come modello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;********************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il nostro I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione sviluppa le competenze professionali più significative su cui formare gli allievi come:&lt;br /&gt;Esperti ma del cambiamento, non esperti cui delegare il cambiamento, a noi il compito di tirare fuori le risorse che le persone posseggono, gli utenti sono gli esperti della loro vita, noi ci limitiamo a favorire un processo Socratico, aiutando le persone ad organizzare il proprio mondo interno.&lt;br /&gt;Consulenti, ermeneuti, stimolatori di conversazioni e azioni, noi perturbiamo la mente creativa attendendo una risposta come un’intuizione, un’illuminazione, una soluzione.&lt;br /&gt;Consapevoli della nostra identità, prestiamo attenzione ai nostri valori, alle credenze, alle conoscenze che le persone, e noi, ci portiamo appresso.&lt;br /&gt;Rispettosi, non ci presentiamo con un’idea preconcetta degli stili di vita o degli standard di salute, sappiamo valorizzare l’altro e riconoscere la sua specificità.&lt;br /&gt;Curiosi, e attenti proponiamo un sapere in continuo divenire, che si rinnova sempre alimentandosi del dubbio e della ricerca.&lt;br /&gt;Responsabili, proponiamo un rapporto paritario ma asimmetrico in cui il cambiamento e il miglioramento dipendono da noi.&lt;br /&gt;Attenti e sensibili sappiamo ascoltare e sospendere il giudizio, il dialogo interno, lasciando spazio all’esperienza dell’altro.&lt;br /&gt;Come facilitatori lavoriamo per creare nuove possibilità di scelta, ed insegnamo ad agire, perché la conoscenza avviene attraverso l’azione.&lt;br /&gt;Irriverenti e curiosi, in quanto non crediamo mai ad una versione statica della “realtà” ma facciamo emergere ipotesi e colleghiamo fatti, come la religione, res lego, leghiamo assieme le esperienze ottenendone risultati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;************************************&lt;br /&gt;3. Come il nostro I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione attiva le competenze professionali:&lt;br /&gt;Attraverso la vita sociale, dove la riflessione comune possa far emergere capacità che permettono lo sviluppo di potenzialità e un ripensamento della propria filosofia di vita, la costruzione di un “senso comune condiviso”.&lt;br /&gt;Con processo costruttivo, non informativo, in quanto le conoscenze sono rese attraverso l’azione, l’agire, l’interazione, il dare strumenti operativi. &lt;br /&gt;Due principi fondamentali dal pensiero di Heinz von Foerster divenuti principi della scuola:&lt;br /&gt;Il principio etico, aumentare alle persone la possibilità di scelta.&lt;br /&gt;Il principio estetico, se si vuole conoscere bisogna agire.&lt;br /&gt;Attraverso il dialogo, in cui si utilizzano le differenze (competenze, posizioni gerarchiche, conoscenze, posizioni politiche, religiose….) dove diventa importante sapersi relazionare e saper ascoltare, cioè saper entrare e mantenere un dialogo, con se stessi, un dialogo col mondo interno, di cui come Counsellor siamo “sacerdoti” il cui Uffizio é quello di far conoscere alla persona il proprio “inconscio”, e verso il mondo esterno, la società, gli altri.&lt;br /&gt;Con una partecipazione attiva, dove viene valutata la trasparenza sia degli obiettivi che degli strumenti e dove conta la capacità nel costruire concetti e categorie, nel discutere i risultati, le tappe e determinare il corso del processo, e il senso della forma, come descrizione, storia, che ne scaturisce. Uno spirito partecipativo anche perché nei gruppi, come nelle persone è importante non azzerare quello che si trova ma valorizzare il sapere di base, il sapere dell’altro.&lt;br /&gt;La costruzione di storie autocorrettive che scorrono nel tempo verso uno scopo, un fine. In quanto la vita di per sé non ha un fine, siamo noi a darle un fine.&lt;br /&gt;Un attenzione ai presupposti, le premesse, e alla discussione delle soluzioni fin ora tentate per cui la definizione e la ridefinizione diventano costanti della storia stessa.&lt;br /&gt;Un processo costruttivo, in quanto a partire dalle risorse presenti si tenta di lavorare alla costruzione di una realtà possibile, alla co-creazione di processi possibili e viabili, adattabili.&lt;br /&gt;Un processo coevolutivo, basato sul costante feedback, in quanto restituire e rivalutare diventano strumenti importanti e i concetti che emergono sono inerenti al tipo di rappresentazioni messe in gioco da tutte le persone presenti.&lt;br /&gt;Un’indagine positiva, basata sulle risorse (non sugli aspetti deficitari e sulle mancanze), in quanto sono le risorse dei contesti i punti di forza delle persone ad essere utilizzati e messi in campo.&lt;br /&gt;Con la collaborazione, non gerarchica, basata sulla convinzione che si è nella stessa barca animati da uno scopo comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***************************&lt;br /&gt;4. Premesse operative e presupposti dell’I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mente umana è un complesso di elementi, è una realtà psico-socio-fisio-antropologica. Comprende quantomeno corpo fisico e cervello in un tutt’uno.&lt;br /&gt;Il mondo in cui viviamo ed il senso comune che condividiamo sono costruiti dalle persone che comunicano tra loro attraverso il linguaggio e nel sistema sociale che formano comunicando e relazionandosi tra loro.&lt;br /&gt;La realtà, la mente e l’individuo sono aggregati di parti interagenti, la vita passa attraverso le relazioni di ogni parte. Il fenomeno della coscienza é legato alle relazioni che si generano tra parti differenti del cervello, le esperienze umane sono complesse e non riducibili, la complessità è alla base della vita. La complessità come il mondo del sacro, non è possibile disvelarla, è solo possibile contemplarla e viverla in un atto di fede.&lt;br /&gt;La realtà è una costruzione sociale, che emerge da un’operazione di distinzione costruita nel dominio linguistico, il linguaggio veicola il consenso e la condivisione.&lt;br /&gt;Ogni osservazione implica la scelta dei fenomeni da considerare in primo piano e quelli da mettere nello sfondo. L’idea dell’immagine e dello sfondo è fondamentale nella percezione, nel guardare come atto fisico, meccanico, e nel vedere come atto cognitivo, per poter vedere dobbiamo conoscere, saper distinguere.&lt;br /&gt;I processi son ben descritti dalle metafore informative, le informazioni, differenze che creano una differenza, noi viviamo in un mondo di idee dove i fatti son diversi dalle forze, un fatto è frutto di una comprensione ed una decisione da parte di un soggetto autonomo, autoreferenziale.&lt;br /&gt;Utilizzare metafore processuali, il processo è il mezzo, è l’obiettivo, la forma, la descrizione in un dominio linguistico. La metafora aiuta a distinguere i nostri processi e a creare in tal modo la conoscenza. La metafora rappresenta, facilita la comprensione e crea il consenso.&lt;br /&gt;La vita si svolge attraverso la nostra punteggiatura degli eventi, ciò che scegliamo di vedere, questo è determinato da come guardiamo le cose che succedono nelle nostre esperienze. L’esperienza é la causa, il mondo è la sua conseguenza. Detto con l’attenzione di Heinz von Foerster, “è il mondo la causa primaria e la mia esperienza ne è la conseguenza, o è la mia esperienza a essere causa primaria e il mondo la conseguenza?”.&lt;br /&gt;Un’epistemologia, studio della conoscenza, in cui l’osservatore è parte del sistema di riferimento ed è un prodotto del sistema stesso, non si posiziona all’esterno, non è neutrale, non osserva da un luogo privilegiato, così siamo parte della definizione, del mantenimento e della dissoluzione del problema che ogni coscienza porta. Non possiamo prescindere da come siamo fatti per dire come siamo fatti, siamo elaboratori di terz’ordine, organismi autopietici, che si auto generano in un dominio linguistico, dal pensiero di Maturana e Varela.&lt;br /&gt;A partire da un’ottica dualistica, si passa alla complementarietà, doppie descrizioni, complementarietà dei punti di vista come garanzia di complessità. L’idea ed il rispetto della complessità, fondamentale nel processo della conoscenza, e come ci ricorda Edgard Morin, rinnovarsi costantemente nelle acque del dubbio.&lt;br /&gt;La conoscenza nasce dalla nostra trasformazione di un universo in un multiverso, deriva dalla riflessione sulle operazioni che lo hanno fatto emergere, che gli hanno dato la forma, la conoscenza deriva dall’aver fatto una distinzione, per Spencer e Brown, le due regole della conoscenza sono, la prima “fare una distinzione”, la seconda “ricordare quale distinzione si è fatta”.&lt;br /&gt;La nostra idea del mondo non può prescindere dai nostri valori, le premesse determinano ciò che si vede, i sistemi di riferimento, le categorie, i nostri giudizi, le etichette influenzano gli eventi, il ruolo dei pre-giudizi, le aspettative, obbligano alla capacità di riflettere sulle proprie rappresentazioni del mondo e della vita.&lt;br /&gt;Le spiegazioni no son utili a cambiare, ma serve ipotizzare, descrivere infatti è costruire, dalle rappresentazioni alle approssimazioni, così si può guardare al futuro attingendo dalle deduzioni ottenute nella storia del passato. &lt;br /&gt;Il passato serve per poter guardare al futuro con occhi nuovi. Non dividere, scomporre, ma vedere le cose assieme, alla ricerca dei pattern, modelli, di collegamento, per conoscere la struttura che connette, dal pensiero di Gregory Bateson.&lt;br /&gt;Ogni conoscenza va vista come rapporto tra forma e processo, dal pensiero di Gregory Bateson, la contestualizzazione, l’introduzione del tempo e della processualità alla ricerca di un fine, di uno scopo, storicizzando passato, presente e futuro. Una visione teleologica dell’esistenza.&lt;br /&gt;Ogni persona é eticamente responsabile delle scelte osservative che compie, verso la costruzione di una realtà come processo etico, aumentando le possibilità di scelta, ed estetico, agendo per conoscere, dal pensiero di Heinz von Foerster.&lt;br /&gt;Vi é un limite nell’autoreferenzialità, una forma di aspettativa che si autoavvera, riflettere sui concetti che utilizziamo al fine di falsificare anziché validare le nostre idee, dal principio di falsificabilità scientifica di Karl Popper.&lt;br /&gt;La conoscenza della conoscenza, un concetto nel metodo di Edgar Morin, sapere di sapere, sapere di non sapere, la conoscenza é un processo affettivo cognitivo e relazionale, è un processo complementare all’interno di una comunità, la base dell’unione e della comprensione, noi viviamo nella relazione.&lt;br /&gt;Preferiamo ad una posizione ontologica, la realtà come esperienza stabile, vera, una posizione ontogenetica, pensando in termini evolutivi oltre che processuali, i sistemici riferimento, i confini, l’ordine che diamo alle cose, non sono a priori dati in natura, son definiti dalla punteggiatura che diamo agli eventi.&lt;br /&gt;Consideriamo che saggezza è nell’individuo: gli individui si auto-regolano, auto-producono, auto-correggono, auto-mantengono, autoguariscono.&lt;br /&gt;Non sono gli individui a dare origine ai problemi ma il loro dominio linguistico e cognitivo. Con la costruzione di un metodo cibernetico, con un lavoro in gruppo a non morire di incertezze o di certezze, la condivisione di più voci aiuta ad affrontare la complessità della vita.&lt;br /&gt;Una particolare attenzione al concetto di circolarità, aspettativa, dai costrutti personali di G. A. Kelly noi siamo psicologicamente canalizzati, orientati dal modo in cui anticipiamo gli eventi.&lt;br /&gt;Pensiero e azione sono indissolubili, agire per conoscere.&lt;br /&gt;Importanza fondamentale del linguaggio: il linguaggio come costruttore di realtà. Apparentemente il linguaggio è denotativo, descrittivo, in sostanza il linguaggio è connotativo, costruisce la realtà.&lt;br /&gt;In ogni individuo agiscono contemporaneamente forze omeostatiche e forze evolutive, cambiamento e stabilità, sono tutti processi complementari. Tre sono i principi che seguono le persone omeostasi appunto, fuga dal dolore, dal possibile danno, ed economia, minimo sforzo, massimo rendimento.&lt;br /&gt;Neuroscienza costruttivismo e visione sistemica come modalità di approccio al reale, come studio della figura del Counsellor, come comprensione del potenziale e sviluppo dell’esperienza dell’ipnosi e degli stati mentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator"style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-PwVdnEw5khk/TyPmP37-CfI/AAAAAAAAACg/clPYZ1VO3hE/s640/blogger-image-546182698.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh5.googleusercontent.com/-PwVdnEw5khk/TyPmP37-CfI/AAAAAAAAACg/clPYZ1VO3hE/s640/blogger-image-546182698.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-1871343842167734412?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/1871343842167734412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/1871343842167734412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2012/01/istituto-universitario-d-e-di.html' title='Istituto Universitario Ipnosi e di Comunicazione.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh5.googleusercontent.com/-PwVdnEw5khk/TyPmP37-CfI/AAAAAAAAACg/clPYZ1VO3hE/s72-c/blogger-image-546182698.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-8075252190400440929</id><published>2012-01-25T23:21:00.001-08:00</published><updated>2012-01-28T04:19:11.426-08:00</updated><title type='text'>Un universo dentro di se.</title><content type='html'>L'universo, o la realtà, nacque esattamente il giorno della nostra nascita, le due nascite avvennero allo stesso posto, nello stesso momento. C'è un mondo per ogni nascere, e il non nascere non ha nulla di personale, significa semplicemente che il mondo non c'è. Nascere senza trovare un mondo non è possibile, non si è mai visto un essere ritrovarsi senza mondo alla nascita, il che induce a credere che siamo noi stessi a portare la realtà che vi si trova, e che non rimarrà nulla di ciò che si conosce nel momento che ci allontaneremo da questa terra, come molti temono.&lt;/p&gt;&lt;span&gt;Il mondo è inseparabile dal soggetto, da un soggetto che altro non è se non una proiezione del mondo, il soggetto è inseparabile dal mondo, da un mondo che il soggetto stesso proietta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Non possiamo che considerare ciò che conosciamo, tutto il percepibile, il mondo attorno a noi, è fatto di cose a cui noi abbiamo dato nome e forma definendole e confinandole entro una cornice che si è fatta sempre più complessa man mano che è cresciuta la nostra conoscenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Poi c'è il resto, ciò che non può rientrare nell'ovvio, nel conosciuto, si apre un mondo in cui le persone in trance, ipnosi, usano il loro cervello in un modo creativo e particolare, si limita l'approccio razionale e si da spazio all'inconscio, come nell'opera di Salvator Dalì, il mondo dell'inconscio è compreso da quella porzione di esistenza che definiamo mondo sacro, ma di questo mondo non si può parlare, solo la fede ci porta al suo interno, qui mi fermo considerando che si può parlare con l'inconscio personale, ogni individuo possiede il proprio, ma non si può parlare dello spirito, si può solo parlare allo spirito, con la propria preghiera personale, nelle fiducia che Lui ci ascolti e se può ci aiuti, questo è possibile, legittimo ed auspicabile nell'accrescimento personale.&lt;div class="separator"style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-ZhmTYDu-6Ao/TyPno9_VVhI/AAAAAAAAACo/3ltO6XC_BK4/s640/blogger-image-1070671368.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh4.googleusercontent.com/-ZhmTYDu-6Ao/TyPno9_VVhI/AAAAAAAAACo/3ltO6XC_BK4/s640/blogger-image-1070671368.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-8075252190400440929?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8075252190400440929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8075252190400440929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2012/01/untitled.html' title='Un universo dentro di se.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh4.googleusercontent.com/-ZhmTYDu-6Ao/TyPno9_VVhI/AAAAAAAAACo/3ltO6XC_BK4/s72-c/blogger-image-1070671368.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-5810442797128696705</id><published>2012-01-25T11:59:00.001-08:00</published><updated>2012-01-25T11:59:55.938-08:00</updated><title type='text'>Dal costruttivismo. Marco Chisotti</title><content type='html'>Paradosso = ciò che mina la limitazione dell’ortodosso.&lt;br /&gt;Verità = l’invenzione di un bugiardo.&lt;br /&gt;Conoscenza = nasce quando si ignora l’ignoranza.&lt;br /&gt;Apprendimento = apprendere ad apprendere.&lt;br /&gt;Scienza = l’arte di fare distinzioni.&lt;br /&gt;Osservatore = colui che crea un universo, che fa una distinzione.&lt;br /&gt;Oggettività = credere che le proprietà dell’osservatore non entrino nelle descrizioni delle sue osservazioni.&lt;br /&gt;Costruttivismo = quando la nozione di “scoperta” è sostituita da quella di “invenzione”.&lt;br /&gt;Realtà = una stampella comoda, ma superflua, che nasce attraverso il dialogo quando la forma apparente (denotativa) del linguaggio è scambiata per la sua funzione (connotativa).&lt;br /&gt;Dialogo = vedersi attraverso gli occhi di un altro.&lt;br /&gt;Etica = “Come” parlare; non si può parlare dell’etica senza fare del moralismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Heinz con Foerster.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sono cose che nella mia testa non tramontano mai continuano a girare come pietre miliari, come punti attrattori, parole chiave, ma nel linguaggio c’è connotazione, la costruzione del mondo dove ci troviamo a vivere!&lt;br /&gt;Due riti affiancati nella fotografia di Ennio Martignago, la chiesa ed il rito nella fede e nello spirito, l’industria e la fede nella scienza, il progresso, almeno l’idea che ne deriva. Difficile muoversi da entrambe le imbalsamature, dove sta la vita, il vivere, dove i confini, le parole di Heinz von Foerster consolano la mia ragione e mi fanno vivere il senso di quell’intelligenza che suppongo mi sia stata data per esser libero.&lt;div class="separator"style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-Sy2B4OniFLQ/TyBfOZE38OI/AAAAAAAAACM/4sYLUo6jkhA/s640/blogger-image-1276033275.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh5.googleusercontent.com/-Sy2B4OniFLQ/TyBfOZE38OI/AAAAAAAAACM/4sYLUo6jkhA/s640/blogger-image-1276033275.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-5810442797128696705?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/5810442797128696705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/5810442797128696705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2012/01/dal-costruttivismo-marco-chisotti.html' title='Dal costruttivismo. Marco Chisotti'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh5.googleusercontent.com/-Sy2B4OniFLQ/TyBfOZE38OI/AAAAAAAAACM/4sYLUo6jkhA/s72-c/blogger-image-1276033275.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-5513813446031686035</id><published>2012-01-18T15:53:00.001-08:00</published><updated>2012-01-18T16:02:55.084-08:00</updated><title type='text'>Ipnosi regressiva dal vivo.</title><content type='html'>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In molte occasioni mi son trovato a ricevere critiche sulle esperienze di ipnosi regressiva tanto da voler dare alcuni dettagli per riportare l'attenzione sul mondo interiore delle persone, sul loro bagaglio di risorse, per lo più inconsce che emergono in questi particolari momenti in cui si va in trance. A nome della nostra scuola di Ipnosi Costruttivista per chi ancora non ha visto in dettaglio i seguenti video vi auguro una buona visione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;Il video qui di seguito è apparso in un ultima esperienza televisiva dove abbiamo lavorato con Daniele Bossari, come spesso succede in questo tipo di esperienze molti commenti che ci son pervenuti parlano di finzione, voglio dirvi che l'esperienza qui presentata è autentica perché Daniele ha un intelligenza creativa ed è capace di coinvolgersi profondamente in ciò che fa, quando si lavora con l'ipnosi regressiva bisogna aspettarsi esperienze particolari che, quando si vive l'esperienza di rivivificazione, è come entrare in un sogno e si sa, è comune a tutti, quando si sogna è praticamente impossibile distinguere la realtà dal sogno.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/br_HPHQgbbk?fs=1&amp;hl=en_US&amp;border=0&amp;rel=0&amp;color1=0x666666&amp;color2=0xefefef"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/br_HPHQgbbk?fs=1&amp;hl=en_US&amp;border=0&amp;rel=0&amp;color1=0x666666&amp;color2=0xefefef" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ancora più criticata è l'esperienza qui di seguito, ancora una volta si parla di finzione, dobbiamo dar retta a Sullivan famoso psichiatra psicanalista del secolo passato che dice, con parole mie, che noi abbiamo tante personalità quante sono le nostre relazioni, è così che siamo fatti, così viviamo le nostre esperienze con trasporto e coinvolgimento, in quest'esperienza Mr. Lap, così vuole che venga chiamata quella sua parte "nascosta" che emerge ogni notte e lo guida in una vita parallela, pur nella sua vita assolutamente normale la persona che vedete è speciale, capace di un trasformismo inconscio radicale, al pari di molte esperienze d'impossessamento, esorcismo, dove però non c'entra la religione ed i suoi protagonisti, angeli e diavoli, ma c'entrano i Maja e la loro cultura, i suoi guerrieri, il loro cuore, e re Salem è uno di loro!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0q_5SI9_BNc?fs=1&amp;hl=en_US&amp;border=0&amp;rel=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/0q_5SI9_BNc?fs=1&amp;hl=en_US&amp;border=0&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La persona qui sotto non ha bisogno d'essere presentata, è conosciuta e la sua storia è particolare, quello che vive con noi è proprio ciò che ha vissuto nella sua esperienza, la sua intelligenza, come ho detto, ci ha guidato a considerare una vera esperienza rivissuta con noi, difficile negarne l'autenticità!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LNG0Gu6Y2Tk?fs=1&amp;hl=en_US&amp;border=0&amp;rel=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/LNG0Gu6Y2Tk?fs=1&amp;hl=en_US&amp;border=0&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La donna avvenente che parla in trance con grande naturalezza che potete seguire nel video seguente, è realmente in trance, in uno stato naturale di trance dove vive un momento di semplice vita quotidiana, così capita spesso di portare le persone in ipnosi regressiva e loro, quasi deluse, tornano a ricordare l'esperienza vissuta come una vita normale, semplice, dove non succede nulla di particolare, dove tutto è semplice e normale, l'ipnosi è questo, uno stato mentale che non si può comandare con la ragione!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XtlK1qeccMA?fs=1&amp;hl=en_US&amp;border=0&amp;rel=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/XtlK1qeccMA?fs=1&amp;hl=en_US&amp;border=0&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;Forse con l'intervista che potete seguire qui di seguito in due trances vi chiarite alcuni passaggi dell'esperienza dell'ipnosi da cui nasce anche l'esperienza di ipnosi regressiva.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8Zx0fnvu9Rg?fs=1&amp;hl=en_US&amp;border=0&amp;rel=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/8Zx0fnvu9Rg?fs=1&amp;hl=en_US&amp;border=0&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/object&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/N3A0R18bm28?fs=1&amp;hl=en_US&amp;border=0&amp;rel=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/N3A0R18bm28?fs=1&amp;hl=en_US&amp;border=0&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per qualunque approfondimento con articoli e dispense potete accedere ai nostri siti dal link sottostante.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Http://www.aerf.it&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Buona lettura e per qualunque cosa potete mandarci un email.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Info@ipnosicostruttivista.it&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Marco Chisotti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-5513813446031686035?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/5513813446031686035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/5513813446031686035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2012/01/ipnosi-regressiva-dal-vivo.html' title='Ipnosi regressiva dal vivo.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-8851249504465697218</id><published>2011-12-28T06:40:00.001-08:00</published><updated>2011-12-28T06:40:07.797-08:00</updated><title type='text'>Qualcosa che deve esser vero perché quel che dico abbia un senso.</title><content type='html'>Sono sempre stato affascinato dai perché, ogni bambino praticamente lo è, ma ci son bambini più "ossessionati" di altri dalle spiegazioni, ancora oggi cado irretito da questa magia, capire e spiegare ci rende come partecipi ad un disegno divino, difficile resistergli.&lt;br /&gt;Ma da quando m'interesso di psicologia ho dovuto piegarmi alla dimensione della comprensione, lasciando in parte la dimensione della spiegazione.&lt;br /&gt;La spiegazione sta alla comprensione come il calcio europeo sta al football americano, il calcio è giocato su di un terreno condiviso, le squadre s'affrontano con l'idea di superare l'avversario condividendo il terreno di gioco, mentre il football  un gioco in cui si conquista il territorio a spese della squadra avversaria, non vien condiviso il campo ma al contrario viene conquistato.&lt;br /&gt;Le spiegazioni son esperienze di conquista, le condivisioni sono esperienze di partecipazione.&lt;br /&gt;Buona parte dei nostri comportamenti volontari son giustificati, se giustifichiamo le nostre scelte siamo più facilmente accettati, la ragione guida la dimensione della spiegazione, mentre l'emozione guida la dimensione della partecipazione.&lt;br /&gt;Spiegare un fatto non è semplicemente orientarsi verso la ragione, in fondo portando avanti una spiegazione allineiamo coscienza e pensiero, ci facciamo una ragione, fin qui niente di male, purtroppo le spiegazioni non si fermano a spiegare un fatto, pongono le condizioni perché un fatto ci continui ad influenzare. &lt;br /&gt;Condividendo empaticamente le esperienze emotive, siamo condizionati dalle conseguenze dei fatti che reputiamo credibili. &lt;br /&gt;Gli interazionisti simbolici nel campo della sociologia sostengono: "Se un fatto è reale, o vien considerato reale, lo è comunque nelle sue conseguenze." &lt;br /&gt;L'interazionismo simbolico è un approccio teorico sviluppatosi negli Stati Uniti d'America, costituisce una prosecuzione in sociologia e psicologia del pensiero pragmatista di William James, un filosofo psicologo statunitense dell'800, veramente un pragmatico, citando il suo acuto pensiero, per lui la più grande scoperta della sua generazione è che gli esseri umani possono cambiare le loro vite cambiando le abitudini mentali, William James pare dicesse ai candidati al suicidio: "Aspettate il giornale di domani". E ancora: "L'arte d'essere saggi è l'arte di capire a cosa si può passar sopra", "Il genio [...] è poco più che la facoltà di percepire in un modo inconsueto". &lt;br /&gt;Il suo pensiero è di matrice costruttivista infatti: "Mentre una parte di ciò che noi percepiamo viene dagli oggetti che ci stanno dinanzi, attraverso i nostri organi di senso, un'altra parte (ed è possibile sia la parte maggiore) proviene sempre dal nostro cervello."&lt;br /&gt;Ma scusate mi son perso a seguire il suo interessante pensiero così ora torno al nostro interazionismo simbolico, che pone l'accento sulla creazione dei significati nella vita e nelle azioni umane, sottolineando la natura pluralistica della società, il relativismo culturale e sociale delle norme e delle regole etiche e sociali e la visione del sé come socialmente strutturato. Esso si occupa principalmente dell'interazione sociale che ha luogo nella vita quotidiana della gente.&lt;br /&gt;Non è dunque importante che sia vero un fatto, se viene creduto vero allora per la persona son vere le sue conseguenze. &lt;br /&gt;Ora facciamo un esempio, per chi non conoscesse  la magia Voodoo, questa risale al popolo degli Yoruba (denominato anche Akù) dell’Africa occidentale: la sua religione, Vodun in effetti è un misto di altre religioni da cui ha ereditato una forte spiritualità arcaica.&lt;br /&gt;Il termine Vodun significa letteralmente “spirito” ed è ascrivibile direttamente a quella che viene definita “magia nera”, ancorché alcuni studiosi ascrivono la religione Vodun a quella della “magia bianca” che evolverebbe in magia atta a nuocere a causa di “stregoni” cattivi chiamati Bokor.&lt;br /&gt;Gli spiriti venerati dalla religione Vodun sono molteplici e prendono il nome di Loa (mistero): durante i riti Vodun questi spiriti vengono non solo “evocati” ma anche nutriti. &lt;br /&gt;Le persone che credono a tali esperienze se colpite da questa magia si disperano, stanno male fisicamente e possono anche morirne, mentre la stessa magia non ha effetto in chi non vi crede. Se un fatto è vissuto come reale, vero, lo è comunque nelle sue conseguenze, ed il corpo fisico risponde alla prima conseguenza.&lt;br /&gt;I fatti son spiegazioni, descrizioni, a cui noi diamo la patente di verità, di conseguenza noi siamo condizionati, orientati dal modo in cui anticipiamo i fatti, gli eventi, siamo i migliori profeti di ciò che crediamo e dunque delle sue conseguenze.&lt;br /&gt;È G.A. Kelly con la sua teoria dei costrutti personali ad avvicinarci semplicemente all'idea che la nostra realtà non è frutto di una esplorazione, la realtà che conosciamo è frutto di una nostra costruzione.&lt;br /&gt;"I processi psicologici sono canalizzati dall'anticipazione degli eventi". Kelly afferma che l'attenzione va focalizzata sulla persona, intesa nel suo insieme come sistema complesso, e sulla natura processuale della sua vita psicologica. Noi passiamo costantemente da una condizione di forma, la descrizione che diamo di ciò che facciamo, ad una condizione di processo, in cui agiamo, ed sviluppiamo le forme descrittive da cui siamo partiti, (mia libera interpretazione del pensiero di Gregory Bateson forma e processo. &lt;br /&gt;Attraverso il linguaggio viene evocato il senso di un continuo movimento, di un muoversi verso, guidato e intenzionato dal modo in cui il soggetto anticipa, attraverso il suo sistema di costrutti, gli eventi del mondo. &lt;br /&gt;La persona, così concepita, è una forma (descrizione) in continuo movimento (processo). Ciò che fa sì che tale movimento non sia caotico e casuale è il concetto di anticipazione predittiva e il controllo delle ipotesi come spinta al cambiamento del sistema di costruzione personale da cui attingere in futuro. L'intelligenza nell'uomo sappiamo è di tipo ipotetico deduttiva, costruiamo ipotesi predittive e deduciamo imparando dalle nostre esperienze passate.&lt;br /&gt;Per il counsellor o lo psicologo è importante capire quanto il processo di anticipazione della realtà non funzioni più come dovrebbe e si protragga in un continuo impatto invalidante con la realtà sino ad arrivare, in casi estremi, dopo continua perdita di autostima, all’annullamento di se stessi.&lt;br /&gt;“In vista di una comprensione psicologica, ciò comporta la necessità di considerare il comportamento di una persona non come reazione, esito o come conseguenza di fatti stimolo ma come ciò che realizza ed esprime un’intenzione, una proposizione, un progetto. Comporta, da uomini scienziati quali siamo, di interrogarci e di costruire ipotesi sul senso che quel comportamento acquista alla luce di ciò che anticipa e non di ciò che l’ha determinato”. G.A. Kelly, non una causa effetto limitante, bensì un intenzione, una volontà orientante la persona verso il mondo come desiderato.&lt;br /&gt;Siamo abituati a considerare la logica della causa effetto, uno fatto che produce un risultato, mentre ci possono essere fatti diversi a produrre stessi risultati, ad esempio un bacio ed uno schiaffo possono esser vissuti entrambi come: "Finalmente ti sei accorto di me!". Al contrario uno stesso fatto può produrre due risultati diversi, un bacio d'amore ed un bacio di giuda.&lt;br /&gt;La nostra realtà è più complessa di quanto ci appare, l'uomo è più complesso di quanto lo facciamo, non risponde ad una semplice logica lineare, neppure ad una elaborata logica circolare. &lt;br /&gt;La vostra intelligenza gioca e scherza con voi costantemente, anche ora, tenendosi sveglia, curiosa ed attiva, come: "Natura vacuum fugit!", (la natura fugge il vuoto), così la mente fugge la noia.&lt;br /&gt;Noi non possiamo prescindere da come siamo fatti per dire come siamo fatti, dunque siamo fatti dei pensieri che ci producono, ci troviamo in un meraviglioso paradosso, la vita, dove ci lamentiamo che non potremmo assolutamente appartenere ad un  gruppo di persone che accettasse tra i suoi membri uno come noi! &lt;br /&gt;Che la costruzione del vostro 2012 vi sia propizia. Marco Chisotti.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator"style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-9uRBm_LFfEs/TvsqJ84t9qI/AAAAAAAAABs/iOHUJ5TobF0/s640/blogger-image-2139481098.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh4.googleusercontent.com/-9uRBm_LFfEs/TvsqJ84t9qI/AAAAAAAAABs/iOHUJ5TobF0/s640/blogger-image-2139481098.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator"style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/--SWLwdN-utg/TvsqM9nkx2I/AAAAAAAAAB0/i-diBqG84VU/s640/blogger-image-2075517654.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh3.googleusercontent.com/--SWLwdN-utg/TvsqM9nkx2I/AAAAAAAAAB0/i-diBqG84VU/s640/blogger-image-2075517654.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-8851249504465697218?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8851249504465697218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8851249504465697218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2011/12/qualcosa-che-deve-esser-vero-perche.html' title='Qualcosa che deve esser vero perché quel che dico abbia un senso.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh4.googleusercontent.com/-9uRBm_LFfEs/TvsqJ84t9qI/AAAAAAAAABs/iOHUJ5TobF0/s72-c/blogger-image-2139481098.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-7495127089740135730</id><published>2011-10-06T01:53:00.000-07:00</published><updated>2011-10-06T01:53:00.510-07:00</updated><title type='text'>Il mondo delle idee ..... in concreto!</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://photo.blogpressapp.com/show_photo.php?p=11/10/06/286.jpg'&gt;&lt;img src='http://photo.blogpressapp.com/photos/11/10/06/s_286.jpg' border='0' width='200' height='200' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Ricordo le prime sensazioni che ho provato usando il mio primo MAC, traduceva le mie idee in concreto, scrivevo, stampavo, creavo qualcosa partendo dai miei pensieri.&lt;br /&gt;Ho sempre fatto fatica a capire il mondo DOS, il linguaggio dei programmatori era lontano dai miei orizzonti e mi son sempre rifiutato di studiarlo, ma con Steve Jobs (1955 2011) e l'invenzione delle finestre (windows) sul PC tutto è diventato semplice. Ricordo che usavo il mouse e cliccavo sulle icone col mio MAC, quando gli altri altri scrivevano lunghe stringhe di comandi, che rendevano la macchina pesante, troppo pesante.&lt;br /&gt;Ha reso semplice per me tradurre il mondo delle idee in concreto, e mi ha permesso di farlo con l'intuizione e non con lo studio, ho avuto solo bisogno di pensare perché il MAC mi traduceva le cose, ha reso semplice qualcosa che era tremendamente difficile.&lt;br /&gt;Poi da lui c'era sempre da aspettarsi una bella sorpresa, i miei più bei regali, che mi son fatto e che ho fatto, son stati Apple ed io mi reputo molto difficile nell'essere accontentato da qualcosa, in questo momento sto scrivendo con una sua creazione di pochi etti, sottile, sensibile al tocco, scrivo coi pollici sostenendo l'iPad con le mani.&lt;br /&gt;Prima con la musica, poi con le applicazioni ha reso fruibile ai più il mondo dell'informazione, dell'organizzazione, della creatività!&lt;br /&gt;Quando vedi le cose che pensi il tuo pensiero diviene più consistente, ed io che mi son sempre interessato di idee e mi son impegnato a rendere fruibili so quanto sia importante.&lt;br /&gt;L'ultima visione di Steve attraverso l'iPhone solo ieri mi ha coinvolto, infatti l'iPhone è in grado di scrivere sotto dettatura direttamente i tuoi sms, le tue email, il suo fine è sempre stato di rendere facile e semplice l'immaginario, anche il più incredibile!&lt;br /&gt;Il mio MAC 25 anni fa m'ha permesso di scrivere la tesi con facilità, di confezionarne un'altra in breve tempo, venderla ad un mio amico e pagarmici il Mac su cui scrivevo, leggeva ciò che scrivevo già 10 anni fa, ed oggi continua ad agevolarmi nella realizzazione dei miei pensieri. &lt;br /&gt;"Siate affamati siate folli!" è ciò che dice meglio di lui, ha rivoluzionato il mondo attraverso la tecnologia, non ha mai cessato di nutrirsi e nutrirci di novità, non ha mai cessato di stupirci con le sue "folli" creazioni.&lt;br /&gt;Credo che siano state tante le cose che son state inventate nel mondo della tecnologia non da lui direttamente, ma son state le sue proposte e le sue visioni che han trasformato un idea in qualcosa di concreto ed usufruibile. È come se qualcuno avesse inventato la ruota ma senza saper che farsene, lui ci ha detto come si poteva usare la ruota, c'è l'ha fatto vedere e noi l'abbiamo capito.&lt;br /&gt;Cercherò di mantenere la visione positiva e creativa che ha sempre avuto verso le vicende della vita, di capire il significato della morte come strategia del nuovo che emerge e rimpiazza il vecchio, spero rimanga questo bel messaggio di crescita e cambiamento che Steve ci ha lasciato anche ad Alice, mia figlia, che ha imparato ad usare il computer su un Mac, anzi sui tre Mac che possedevo nel 1996 quando è nata due iMac e due ibook, ora usa il suo iPhone che gli ho regalato un anno fa, io ancora devo comprarmelo, forse gli resterà anche a lei il gusto di poter concretizzare le sue idee con facilità, come è stato per me. Grazie Steve! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPad Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta Ipnosi terapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-7495127089740135730?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/7495127089740135730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/7495127089740135730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2011/10/il-mondo-delle-idee-in-concreto.html' title='Il mondo delle idee ..... in concreto!'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-136147277029116908</id><published>2011-09-13T06:15:00.000-07:00</published><updated>2011-09-13T06:15:00.444-07:00</updated><title type='text'>Counsellor si Counsellor no!</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://photo.blogpressapp.com/show_photo.php?p=11/09/13/1136.jpg'&gt;&lt;img src='http://photo.blogpressapp.com/photos/11/09/13/s_1136.jpg' border='0' width='281' height='210' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio solo dare alcune rassicurazioni in merito ad una sentenza di primo grado che sta girando tra gli psicologi in merito alle scuole di Counselling, intanto il titolo di Counsellor, non essendo un titolo protetto, sotto una legislazione, non è soggetto ad alcuna restrizione rispetto alla sua figura professionale nell'ambito delle relazioni d'aiuto, la nostra scuola e tutti i suoi docenti stanno per entrare nel dipartimento di Counselling ed Ipnosi dell'Università U.U.P.N OF UNITED POPULAR NATION West Africa - Ouagadougou, 03.B.P 7021 – Burkina Faso Dipartimento of Media and Human comunication, essendo un ente preposto all'insegnamento, come ogni altra università, non gli si può proibire di formare persone nell'arte del Counselling, non credo che potranno ottenere di dismettere ogni forma d'insegnamento dell'arte del Counselling, penso piuttosto che in un clima Europeo di liberalizzazioni, l'Italia è una delle poche nazioni Europee ad inventare ogni giorno una gabella a favore di corporativismi ed ogni altra forma di sbarramento alla libera iniziativa. Vedremo i futuri sviluppi della cosa, che al momento è stata portata avanti in Lombardia, torniamo ad auspicarci una regolamentazione della figura del Counsellor in modo da appacificare questi inutili e sterili battibecchi in cui a farne le spese son sempre i clienti che non possono decidere serenamente a chi rivolgersi, se ad uno Psicologo o ad un Counsellor o ad uno Psicologo Counsellor, per affrontare le loro difficoltà. D'altronde le scuole di Counselling son nate per colmare una forte lacuna dell'università nel formare persone in grado, dal punto di vista concreto, di dare sostegno in una relazione d'aiuto sotto il profilo professionale del Counsellor. Nei 12 anni passati da che esiste la Scuola di Counselling in Ipnosi Costruttivista, abbiamo formato persone le più diverse, ed abbiamo sempre sottolineato di operare a seconda della propria competenza, il Counselling è una prassi operativa, un metodo di lavoro che può essere applicato a tutte le professioni, permettendo di migliorare il proprio Approccio comunicativo e relazionale, aiutando le persone, attraverso la propria relazione, Ad affrontare la propria vita. Non c'è interesse alcuno da parte di un Counsellor a fare diagnosi, esprimere giudizi, costruire profili psicologici, cose che per altro son fatte gratuitamente da parte di tutti, in ogni contesto, il Counsellor sa che certe cose non servono, se non quando ci si trova dinnanzi a patologie, li possono operare solo psicologi e medici, noi prepariamo persone capaci di comunicare, relazionarsi, essere ematiche, condividere e comprendere gli altri, come qualunque madre o padre, o buon educatore sarebbe in grado di fare, che colpa ne ha un Counsellor se le persone si trovan bene a parlar con lui e chiede di tornare per schiarirai le idee. Il Counsellor è solo una persona intelligente che sa di non poer tracciare confini, di non poter creare etichette, costruire contenitori, semplicemente si mette a disposizione degli altri, li ascolta e li aiuta a tirar fuori le proprie risorse, li aiuta a raggiungere i propri obiettivi, non è altro che una persona intelligente e di buon senso. Io continuerò a formare persone intelligenti e di buon senso che si sentiranno in grado di usare gli strumenti dell'Ipnosi e del Counselling, non sono pratiche protette perché sono patrimonio dell'Umanità e non ci si può mettere sopra un sigillo di proprietà. Buone relazioni d'aiuto a tutti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://photo.blogpressapp.com/show_photo.php?p=11/09/13/1137.jpg'&gt;&lt;img src='http://photo.blogpressapp.com/photos/11/09/13/s_1137.jpg' border='0' width='281' height='210' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPad Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta Ipnosi terapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-136147277029116908?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/136147277029116908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/136147277029116908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2011/09/counsellor-si-counsellor-no.html' title='Counsellor si Counsellor no!'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-158098110743735986</id><published>2011-08-29T09:37:00.000-07:00</published><updated>2011-08-29T09:39:18.356-07:00</updated><title type='text'>La sufficienza delle idee e l'insufficienza del vivere. Marco Chisotti.</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://photo.blogpressapp.com/show_photo.php?p=11/08/29/2121.jpg'&gt;&lt;img src='http://photo.blogpressapp.com/photos/11/08/29/s_2121.jpg' border='0' width='281' height='210' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho frequentato tante idee nella mia vita, da addetto ai lavori e da sprovveduto, a seconda delle circostanze, ho saputo dare risposte, ho saputo costruire soluzioni, molte volte le ho semplicemente ascoltate le idee delle persone, son arrivato a capire che con le idee si può vivere o morire, a seconda delle circostanze, si vive quando queste si prestano a renderci adattabili, si muore quando ci costringono a lottare senza un fine adattabile alla vita stessa.&lt;br /&gt;Ma non ci sono solo le idee, la vita è tante cose, caso, necessità, il più delle volte le idee arrivano dopo, arrivano ad aggiustare la logica con cui pensiamo di condurre la nostra vita.&lt;br /&gt;Lavorare con il mondo attraverso le idee che le persone si son fatte del loro mondo è complesso, tutto va al contrario di ciò che ci si potrebbe aspettare, l'unica possibilità è ascoltare, non capire o spiegare, eppure ci vien chiesto molto spesso di addomesticare il loro mondo per renderlo razionale, domande del genere mi fan capire la difficoltà che hanno i sacerdoti a spiegare il fatto che lo sguardo di Dio, giusto ed equo, venga a mancare quando succedono fatti inspiegabili magari nei confronti di bambini, considerati, giustamente, immacolati nei confronti della vita. &lt;br /&gt;Di solito l'uomo di Dio risponde con una spiegazione tautologica, a noi mortali non ci è permesso di comprendere i disegni di Dio, di fatto in questo modo sfuggono alla richiesta di spiegare e capire, sfuggono facendo appello alla fede ed alla speranza, risorse queste che per antonomasia stanno proprio solo dentro di noi! Noi speriamo ed abbiamo fiducia utilizzando la parte non razionale del nostro cervello, usando il pensiero non razionale, lo sguardo del nostro inconscio, del nostro spirito. &lt;br /&gt;Così le soluzioni alla maggior parte dei problemi psicologici della vita non possono passare per una soluzione razionale, perlomeno le soluzioni razionali son frutto di un senso compiuto, son dunque tentate da tutti, son frutto del senso comune e condiviso, e non riescono a farci star meglio. Amiamo, gioiamo, patiamo, lottiamo, alle volte vinciamo, ma per poter vivere tutto questo speriamo, abbiamo fede, poi capiamo, comprendiamo, alla fine realizziamo il nostro disegno nel tempo che ci è dato da vivere.&lt;br /&gt;Le soluzioni ai problemi della vita si trovano nella speranza e nella fede, speranza verso il futuro e fede nel nostro inconscio, l'angelo che ci protegge, lo spirito che ci guida, o il nostro assistente interiore che ci aiuta ad affrontare la vita.&lt;br /&gt;Alle volte mi sento semplice spettatore, osservo, descrivo dando forma a ciò che vedo, alle volte son attivo, mi sento protagonista, anche vincente, quando riesco ad aiutare qualcuna a comprendere che vive in mondo di idee, che queste hanno una loro logica che ci influenza, ci condiziona, in quel momento son nel processo del flusso delle loro idee e le cambio con loro per loro, così cambiano l'idea del loro vivere e tutto si riequilibra, un momento magico, che non succede spesso ma che dà grande soddisfazione, che fa sentire chi si interessa di relazioni d'aiuto veramente utile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo delle idee è affascinante ed è l'unico mondo di cui noi abbiamo coscienza, di cui siamo consapevoli, ma è anche l'unico mondo che non possiamo controllare, almeno concretamente, possiamo solo frequentare, possiamo partecipare, è il mondo del perché alle volte del come, è il mondo dei dubbi, alle volte delle certezze, ma nella nostra testa non c'è posto per altro, come le immagini di un mondo lontano che parla di noi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://photo.blogpressapp.com/show_photo.php?p=11/08/29/2122.jpg'&gt;&lt;img src='http://photo.blogpressapp.com/photos/11/08/29/s_2122.jpg' border='0' width='281' height='210' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPad Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta Ipnosi terapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-158098110743735986?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/158098110743735986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/158098110743735986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2011/08/la-sufficienza-delle-idee-e-l-del.html' title='La sufficienza delle idee e l&amp;#39;insufficienza del vivere. Marco Chisotti.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-3883805740923620605</id><published>2011-08-13T09:51:00.000-07:00</published><updated>2011-08-13T09:51:00.831-07:00</updated><title type='text'>Esiste? Ma come esiste? È vero più del vero!</title><content type='html'>Rompicapo estivo di Marco Chisotti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://photo.blogpressapp.com/show_photo.php?p=11/08/13/2318.jpg'&gt;&lt;img src='http://photo.blogpressapp.com/photos/11/08/13/s_2318.jpg' border='0' width='186' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio provare a fare un salto fuori dal conosciuto attraverso i livelli della conoscenza, userò l'idea dell'osservatore, noi stessi nella veste di esperti in relazioni d'aiuto, ed userò alcuni pensatori a me cari. Per iniziare prendiamo in considerazione le "Osservazioni sopra i fondamenti della matematica" che Wittgenstein scrive dal suo livello filosofico.&lt;br /&gt;Le regole di inferenza logica, il capire ed il capirsi, l'intendersi, sono arbitrarie e modificabili e non sono eterne e immutabili, sono regole di un gioco linguistico e danno senso ai segni, non sono, quindi, né vere né false, anche se i nostri pazienti son pronti a giurare su ognuna delle affermazioni di cui si circondano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In modo analogo, della successione dei numeri 1,2,3,4,.... non si può dire che è vera, ma che è utile e che viene usata. &lt;br /&gt;Contare è un uso. La correttezza del calcolo è temporale, non eterna, "Basta che funzioni" mi verrebbe da aggiungere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La logica precede la verità, non la rispecchia ci suggerisce Wittgenstein, la matematica è logica perché "si muove tra le regole del nostro linguaggio" (Wittgenstein). Le profezie si autoavverano e son gelosamente conservate dai nostri sensi, a livello di percezioni o di vere e proprie emozioni, che si premurano di farceli vedere e rivedere all'occorrenza. La costrizione logica è una costrizione psicologica, linguistica, sociale. Ci convince, perché concordiamo sui suoi risultati, ma tale concordanza, come nel calcolo, è dovuta all’addestramento, all’uso di una tecnica, ad un abitudine, ogni stereotipia di pensiero è un abitudine, da cui difficilmente usciamo e difficilmente ci difendiamo, perché ci appartiene o gli apparteniamo, la memetica ci suggerisce che i memi, le idee, son come i geni per il DNA, portano un comando, si impongono all'ospite, le idee si impongono a chi le pensa, la conoscenza non ci lascia indifferenti, la conoscenza obbliga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le regole di inferenza logica agiscono come comandi, inducono a proseguire in un certo modo, ci mandano in una trance cognitiva. Una inferenza logica corretta, un ragionamento, vuol dire ‘condotta in conformità alle regole’ ; ma tali regole sono poi a loro volta corrette ? Come e chi stabilisce la concordanza sulla ‘concordanza’ sulle regole? Per rispondere a tali questioni bisogna uscire dal sistema di riferimento, l'osservatore, sono problemi che esulano dalla logica e dalla matematica. &lt;br /&gt;Consideriamo, ad esempio, i colori. "E’ verde". Ma è vero che è verde ? "Le persone lo chiamano verde". Wittgenstein lo chiama "i limiti dell’empirismo", il senso comune è pieno di empirismo, frutto a sua volta della logica dei nostri sensi e della nostra intelligenza, non non vediamo di non vedere, vediamo sempre, come nell'esperienza del punto cieco, il punto di immissione del nervo ottico nel bulbo oculare, non non vediamo il punto cieco del nostro occhio perchè il nostro cervello, la nostra intelligenza interiore, provvede a compensare il punto cieco, così non vediamo di non vedere ma vediamo sempre. &lt;br /&gt;Non ci poniamo troppe domande perché ci porterebbero solo a nuove tautologie, enunciati indimostrabili autoreferenziali, l'esempio bello di una tautologia é quello dell'esame di Medicina del secolo passato dove al candidato veniva chiesto: "che cos'è l'oppio?" e lui, dall'alto della sua scienza, doveva rispondere: "l'oppio è una sostanza che contiene il principio dormitivo!", creando così una perfetta tautologia che non spiegava nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wittgenstein ridefinisce la ‘matematica’: essa non è che "un miscuglio variopinto di tecniche di prova"; e’ eterogenea e non ben delimitata. La matematica è normativa, forma una rete di norme. "Il matematico non scopre, inventa". Potremmo dire perfettamente la stessa cosa per la psichiatria o la psicologia, o la psicoterapia, essa è normativa, forma una rete di norme. "Lo psicoterapeuta non scopre, inventa".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wittgenstein ridefinisce, quindi, il compito della filosofia : essa deve occuparsi delle regole e delle istituzioni dei ‘giochi linguistici’ di cui constano la matematica come il linguaggio quotidiano. &lt;br /&gt;Mi sento di sostenere che la psicoterapia, e le relazioni d'aiuto, devono occuparsi delle regole e delle istituzioni, dei ‘giochi linguistici’ di cui constano terapeuti, counsellor, o di cui vivono i pazienti nel loro linguaggio quotidiano.&lt;br /&gt;Tutto è frutto di osservazioni e descrizioni, il mondo è frutto delle descrizioni fatte da un osservatore, è l’osservatore che stabilisce i confini e la gerarchia, e sceglie quale livello studiare, adottando un particolare punto di vista, modificando tale punto di vista, egli ristruttura i confini e i rapporti tra le persone e dentro il proprio mondo, così fan tutti e ognuno nelle proprie vesti, siam tutti e sempre o osservatori o osservati, chi osserva cosa, chi, dove, come e quando è da stabilirsi di volta in volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La considerazione, da parte dell’osservatore, della propria osservazione, gli mostra la relatività del proprio punto di vista rispetto a tutti quelli possibili, ma gli mostra anche l’ineludibilità dei vincoli che l’essere un sistema biologico, psicologico e sociale pongono alla possibilità e capacità di osservazione.&lt;br /&gt;Ora come nasce, si costruisce un osservatore, come esiste l'idea dell’apprendimento che permette di diventare osservatore, dove si genera la sua autoreferenzialità a cui farà riferimento per dichiararsi psicologo, Counsellor, persona dedita alle relazioni d'aiuto?. &lt;br /&gt;L’apprendimento, sulla scia dell’epistemologia genetica di Piaget, viene definito come un processo autonomo e creativo, di auto-organizzazione del sistema cognitivo del soggetto conoscente, il nostro osservatore, o noi stessi se preferiamo nelle vesti di osservatore. Il senso, il significato e la conoscenza sono frutto di una attività di produzione interna in base agli stimoli e alle perturbazioni provenienti dall’esterno, ci insegnano Maturana e Varela in autopoiesi e cognizione, non possiamo più parlare di ‘trasmissione’ della conoscenza, ma della sua costruzione da parte del soggetto conoscente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conoscenza è un concetto complesso, multidimensionale (biologico, sociale e culturale), caratterizzato dall’incertezza e dalla incompletezza ci sottolinea Morin. I processi dell’apprendimento e della conoscenza sono, infatti, strutturalmente inconclusi, alle volte inconcludenti, e forse è ciò che cominciate a pensare nel leggere questo mio articolo, ma vi chiedo di seguire ancora questo rompicapo.&lt;br /&gt;Lo stesso concetto di ragione esce dalla dimensione della universalità atemporale e diventa concetto plurale, come molteplicità di razionalità che si definiscono nel processo di costruzione delle conoscenze. La razionalità perde il fondamento logico della decidibilità bivalente (vero/falso), una realtà in cui era facile decidere, i buoni di qui i cattivi di la, per andare verso una logica polivalente che implica sempre una scelta soggettiva e arbitraria, si è sempre più soli nelle nostre decisioni, tanto più quando prendiamo i panni di un osservatore, ci interessiamo dei problemi degli altri, ci prendiamo l'impegno di seguire e poi guidare, come ogni processo ipnotico, ci prendiamo la responsabilità della guida, qualunque possa essere. &lt;br /&gt;La razionalità è dunque storicamente condizionata e dipendente dalle modalità di osservazione, dal metodo seguito dall'osservatore.&lt;br /&gt;Prendiamo ancora in considerazione A.Einstein, con la "Teoria della relatività", è interessante perché ci induce a considerare la realtà in cui viviamo, come uno spazio a quattro dimensioni, dove la quarta dimensione è costituita dal tempo, le quattro dimensioni non possono essere considerate separatamente, anche se il senso comune e la logica della causa effetto ci impongono di considerarle separatamente.&lt;br /&gt;Continuando sulla logica dell'inseparabilità del tempo e dello spazio consideriamo il concetto di "movimento", con esso si intende il movimento di qualcosa rispetto ad un’altra cosa, non esiste movimento senza un riferimento fisso, come non esiste identità senza un identità di riferimento, l'osservatore per intenderci, punto fermo ed osservatore sono presi come punto di riferimento; quest’ultimo può, però, essere in movimento a sua volta, può essere l'osservatore a muoversi rispetto all'osservato, implicando il movimento all'osservato non al proprio movimento, (di cui non può avere un osservazione "neutrale" se non ipotizzando l'osservatore di un osservatore di un osservato, il che rende impossibile stabilire chi osserva chi), la classica proiezione, dove io provo un sentimento ma lo leggo come tuo e lo implico a te. Lo spazio e il tempo sono relativi perché dipendono dal movimento del sistema di coordinate utilizzato, così l'osservato e la sua vita ( la sua storia), dipendono dal mondo interno dell'osservatore, cosa può capire, cosa può percepire, come nella Teoria della relatività ristretta di Einstein. &lt;br /&gt;Spazio e tempo, come l'osservato, il paziente, e l'espressione temporale di se stesso, la sua identità, il racconto della sua vita, dipendono inoltre, dalla presenza e dai valori dei campi gravitazionali che influenzano il sistema di coordinate, il mondo esterno dell'osservatore, la famiglia, la società, proprio come per lo spazio ed il tempo nella Teoria della relatività generalizzata di Einstein. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste teorie e le loro implicazioni mettono in crisi un presupposto fondamentale della scienza in generale, e più che mai di una scienza sociologica, psicologica o psichiatrica: che esperimenti in condizioni identiche portino a risultati identici. Non possiamo, infatti, considerare uniformi e costanti lo spazio e il tempo, ed un esperimento è precisamente localizzato nelle sue coordinate spazio-temporali, così una vita ed il suo narratore, il nostro osservato, e l'osservatore esterno, noi, che osserviamo...... Ciò fa vacillare, a livello epistemologico, l’idea di una scienza che scopre leggi eterne, evidenziandone invece la dipendenza dalla storia del mondo fisico e, ad un secondo livello di riflessione, dalla storia della scienza. Viene così negata la acritica assunzione di teorie e risultati passati, che aveva permesso la continua accumulazione delle scoperte scientifiche. Nella nostra scienza terapeutica dobbiamo sottolineare la storia che portiamo dentro di noi, o meglio l'idea della storia che ci siamo fatti della nostra vita, per poter aiutare le persone, nel nostro intento di dare aiuto alle persone ad uscire dalle loro trappole, come suggeriva Wittgenstein nel suo intento di fare filosofia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://photo.blogpressapp.com/show_photo.php?p=11/08/13/2320.jpg'&gt;&lt;img src='http://photo.blogpressapp.com/photos/11/08/13/s_2320.jpg' border='0' width='281' height='263' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPad Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta Ipnosi terapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-3883805740923620605?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/3883805740923620605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/3883805740923620605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2011/08/esiste-ma-come-esiste-e-vero-piu-del.html' title='Esiste? Ma come esiste? È vero più del vero!'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-306092837472198936</id><published>2011-08-10T04:10:00.000-07:00</published><updated>2011-08-10T04:10:01.404-07:00</updated><title type='text'>Le briglie del volere: rito e metodo</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://photo.blogpressapp.com/show_photo.php?p=11/08/10/859.jpg'&gt;&lt;img src='http://photo.blogpressapp.com/photos/11/08/10/s_859.jpg' border='0' width='281' height='210' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto si deve conoscere per poter vivere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo delle idee è strano ed imprevedibile, nelle cose materiali è diverso non esiste una pietra relativa ad una pietra, mentre esistono idee relative ad altre idee, relative ad altre idee, così le cose si complicano dentro e fuori di noi!&lt;br /&gt;Con il termine rito (o rituale) si intende ogni atto, o insieme di atti, che viene eseguito secondo norme codificate.&lt;br /&gt;I riti sono connessi con la religione, appartengono al mondo del sacro, il mito (si dice che il rito riassume e riattualizza il mito)  in particolare è l'ambasciatore del sacro: ogni rito religioso è un esperienza sociale, serve a rendere tangibile e ripetibile l'esperienza religiosa, sottraendola alla dimensione privata, personale della mistica.&lt;br /&gt;Tramite il rituale, soprattutto all'interno della celebrazione di una festa, le varie componenti religiose come i miti, le prescrizioni, le formule, divengono reali e normative per tutti i partecipanti con la forza delle parole, fare le cose con le parole, rende neo possibile che qualcosa avvenga attraverso la sua celebrazione.&lt;br /&gt;L'uomo religioso affida al rito i momenti più critici della sua esistenza personale e della collettività di cui fa parte. La nascita, la morte, il raggiungimento della pubertà, la guerra, attraverso la celebrazione dei rituali assumono un immagine diversa, permettendo il mantenimento della propria identità e di quella della comunità di appartenenza. Il rito evoca, avvicina, allontana, crea, ha una sua forza intrinseca, come un identità sua propria.&lt;br /&gt;Il metodo scientifico è la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà cosiddetta oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Esso consiste, da una parte, nella raccolta di evidenze empiriche e misurabili attraverso l'osservazione e l'esperimento; dall'altra, nella formulazione di ipotesi e teorie più generali, spesso sotto forma di leggi universali, da sottoporre al vaglio dell'esperimento per testarne l'efficacia.&lt;br /&gt;Il rito porta con se un metodo nelle sue riutilizzazioni, il metodo porta con se i suoi riti, una parte del sacro "contamina" una parte della scienza ed una parte della scienza "contamina" una parte del sacro.&lt;br /&gt;Nelle relazioni umane sussistono entrambi, noi ci interessiamo di rito e metodo, ed in un certo senso per noi i due termini son la stessa cosa, quando un rituale guarisce una persona, anche utilizzando le sue risorse placebo, allora costituisce un vero e proprio metodo di guarigione, i risultati che si ottengono dipendono da un sistema di credenze che sta a monte, da una parte ci stanno i convincenti mondi della scienza, dall'altra i suggestivi scenari della religione, per entrambe il senso magico del cambiamento, della diversità, del risultato.&lt;br /&gt;Il rito è officiato da un sacerdote che lega le tue richieste con la sua conoscenza ed esperienza, il metodo è presenziato da uno scienziato che unisce le nostre richieste con la sua competenza ed esperienza.&lt;br /&gt;Entrambi, scienziato e sacerdote, sono presenti nelle persone che si interessano di relazioni d'aiuto. Ma perché tutto questo, perché questa complessità di elementi? Noi Counsellor, Psicologi, Medici, Assistenti sociali, Guaritori, Coach, come competenti di relazioni d'aiuto, ci interessiamo delle relazioni tra noi e il mondo, al pari di Sacerdoti e Scienziati, ci interessiamo ad avvicinare il mondo delle emozioni, il mondo del sacro, al mondo della ragione, il mondo condiviso, lo facciamo nelle vesti diverse ma simili dello scienziato, del sacerdote, attraverso parole e gesti, con metodi e rituali, attraverso emozioni e ragione!&lt;br /&gt;Noi tutti dobbiamo prestare attenzione a mondi così straordinariamente diversi, entrambi importanti, anzi fondamentali, capaci di cambiamento, da un lato attraverso i principi attivi della scienza e competenza che ci trasformano, dall'altro attraverso il placebo, le emozioni e le suggestioni che ci cambiano!&lt;br /&gt;Ma non dobbiamo cadere nelle trappole per mosche, in entrambi i luoghi del sapere sacro e profano ci stanno le trappole e le insidie, talora nella ragione, tal re nelle emozioni, dobbiamo avere metodi della scienza competente, dobbiamo avere rituali di sacre credenze, non possiamo appartenere a nessuno dei due mondi pena la perdita del nostro potere, di unire pur differenziando, e di differenziare unendo. Dobbiamo saper essere e credere, aver fede e conoscenza, sperare o esser certi, dobbiamo convincere, persuadere e suggestionare, con la stessa fede, con la stessa conoscenza! Bel casino!&lt;br /&gt;Eppure son 30 anni ormai che mi dibatto per trovare la Via, una unica strada, ma non ci son riuscito, mi devo dar pace, e rimanere ad osservare,ascoltare, è nell'ambiguo, nell'incerto che ci muoviamo, nel dubbio dobbiamo saper rimanere, perché chi si ferma alla prima certezza è destinato ad arenarsi, a non vivere.&lt;br /&gt;Qui ci sta la nostra volontà nelle relazioni d'aiuto, nel pensiero debole, nelle acque del dubbio, nell'incerto, nella fede, nella speranza, come nelle credenze, nei valori, nelle certezze, nella volontà, una volontà che si nutre di storia e mito, di certezza e di sogno, di riti, magia, di conoscenza e sapienza.&lt;br /&gt;Noi creiamo continui legami ed in questo siamo estremamente religiosi, ma diamo sicurezze e certezze comprovate da una scienza accesa, siamo scienziati ed alchimisti, tra cristallo e fumo, tra certo ed incerto, creiamo mondo perfetto e poi cerchiamo l'attrito, perché percepiamo la differenza e crediamo con fede nell'uguaglianza!&lt;br /&gt;Vi dico questo perché credo che a noi serva la consapevolezza pur rimanendo consapevoli di dover vivere nell'oblio, dunque siate consapevoli di cosa è corretto fare e dire per dar forma al processo della vita e dimenticatevi di tutto di fronte al vostro paziente o cliente, per tornare ad incuriosirvi e stupirvi guidando le persone, con l'arte dell'ipnosi, (la via di mezzo della conoscenza e la terra di confine del sacro), attraverso la Via della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://photo.blogpressapp.com/show_photo.php?p=11/08/10/860.jpg'&gt;&lt;img src='http://photo.blogpressapp.com/photos/11/08/10/s_860.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPad Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta Ipnosi terapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-306092837472198936?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/306092837472198936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/306092837472198936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2011/08/le-briglie-del-volere-rito-e-metodo.html' title='Le briglie del volere: rito e metodo'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-9030586362701393982</id><published>2011-07-25T10:39:00.000-07:00</published><updated>2011-07-27T10:25:37.493-07:00</updated><title type='text'>Il mondo, al contrario del mondo al contrario, è un mondo.</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://photo.blogpressapp.com/show_photo.php?p=11/07/27/2253.jpg'&gt;&lt;img src='http://photo.blogpressapp.com/photos/11/07/27/s_2253.jpg' border='0' width='281' height='277' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non sono le cose in sé che ci preoccupano, ma le opinioni che abbiamo di quelle cose." Epitteto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ci insegnò Giambattista Vico, vero padre del costruttivismo, la mente umana giudica le cose lontane ed inaccessibili tramite ciò che le è familiare e vicino, compresi i sentimenti.&lt;br /&gt;È necessario considerare la verità come un insieme di processi (un "network") a più livelli irriducibili tra loro. La realtà, in questo caso, passa ad essere pluralista e processuale, é l'osservatore che la rende unica introducendovi il suo ordine: ciò che viene definita realtà é il prodotto dell'interazione tra osservatore e ambiente. Noi diveniamo ciò che psicologicamente pensiamo prima, durante e dopo le nostre esperienze. Il mondo è perciò la conseguenza delle nostre esperienze.&lt;br /&gt;L'individuo diviene così un sistema coerente, in grado di filtrare la realtà, strutturato attraverso costrutti e sistemi di credenze, che gli permettono di organizzare le proprie esperienze in un contesto pieno di scopi, intenzioni, piani e strategie.&lt;br /&gt;Lo stesso comportamento umano nasce dall'interdipendenza e dall'adattamento reciproco delle proprie premesse, credenze, valori e fini ai quali gli individui relazionandosi fanno continuamente riferimento.&lt;br /&gt;Il rapporto tra osservatore e osservato mette in luce la semplice idea ingenua di descrizione dell'uno sull'altro, questi vengono messi in relazione diadica continua dalla quale è impossibile prescindere, come scrive Varela (1985): "Questa situazione consiste nel fatto che colui che descrive non può uscire dall'unità per considerare i confini e l'ambiente, ma é associato con il funzionamento dell'unità sempre, in quanto elemento che la determina. Tali situazioni, alle quali appartengono molti dei sistemi sociali autonomi, sono caratterizzate da una dinamica in cui la stessa descrizione del sistema rende il sistema differente. Ad ogni stadio, l'osservatore é in rapporto con il sistema attraverso una comprensione, che modifica la sua relazione con il sistema. Questo é, propriamente parlando, il circolo ermeneutico d'interpretazione e azione, sul quale sono basate tutte le faccende umane."&lt;br /&gt;È interessante notare come anche nella teoria dei sistemi un sistema, come l'osservatore, è considerato come possibile parte di un campo di osservazione più ampio, le cui parti possono essere, a loro volta, altri sistemi; qualsiasi sistema è contemporaneamente un sottosistema ed un sovrasistema a seconda di dove si ponga lo sguardo, dalla parte dell'osservatore o dell'osservato. L’assunzione di quest’ottica di indagine mostra all’osservatore la relatività del proprio punto di vista rispetto a tutti quelli possibili e l’impossibilità di eliminare i vincoli che l’essere un individuo biologico, psicologico e sociale pongono alle possibilità e capacità di fare un osservazione assoluta, sono possibili solo osservazioni relative, dove ogni relazione è relativa, coi suoi limiti e le sue possibilità.&lt;br /&gt;Carl Rogers, psicoterapeuta, limita l'importanza del terapeuta, l'osservatore nelle relazioni d'aiuto, per lui è fondamentale, per iniziare una relazione d'aiuto, un ambiente accogliente, non direttivo, Rogers ha fiducia nella capacità delle persone di capirsi e di risolvere da sole i propri problemi, per questo pone l'accento sull'importanza della relazione col cliente. Nella sua impostazione il risultato dipende più dalla qualità della relazione che dalle conoscenze tecniche del consulente, ed in questo mi trovo personalmente in pieno accordo col suo pensiero, aggiungo che neppure le tecniche son importanti quanto la relazione che si viene a costruire tra consulente e cliente.&lt;br /&gt;Lo psicologo svizzero Jean Piaget, uno dei padri della scuola costruttivista nel XX secolo, caratterizzava l'esperienza umana dicendo: “La mente organizza il mondo organizzando se stessa”, ed è attraverso una relazione dopo l'altra che noi ci costruiamo la nostra storia, nel concetto del tempo, dell'inizio e della fine, un gioco, un intreccio di emozioni, pensieri parole, in ruoli da osservatori, osservati, in ogni come ed in ogni dove della nostra vita.&lt;br /&gt;Come diceva Albert Einstein “è la teoria che determina ciò che osserviamo”, la teoria, o conoscenza strutturata dall'esperienza, indica il modo in cui decodificare le esperienze, e quindi creare gli oggetti di cui ci circondiamo, l'osservatore, infatti, stabilisce un ordine fra i tanti possibili e costruisce così la sua realtà.&lt;br /&gt;A Francisco Varela il compito di dare spazio alle leggi della conoscenza che ci permettono di chiarire l'ordine con cui considerare il mondo: "Il punto di partenza di questo calcolo è l'atto di distinguere. Con questo atto primordiale noi separiamo le forme che ai nostri occhi sono il mondo stesso. Da questo punto di partenza noi affermiamo il primato del ruolo dell'osservatore, che traccia distinzioni dovunque gli piaccia. Così le distinzioni, che danno origine al nostro mondo, rivelano proprio questo: le distinzioni che noi tracciamo - e queste distinzioni riguardano più la dichiarazione del punto in cui si trova l'osservatore che non l'intrinseca costituzione del mondo, il quale, proprio a causa di questo meccanismo di separazione tra osservatore e osservato, appare sempre sfuggente. Noi facciamo le distinzioni che danno forma al processo percettivo, conosciamo e memorizziamo le nostre conoscenze, dopodiché dimentichiamo quante e quali distinzioni abbiamo fatto per essere quello che siamo.&lt;br /&gt;Nel percepire il mondo così come lo percepiamo, dimentichiamo ciò che abbiamo fatto per percepirlo come tale; e quando questo ci viene ricordato e percorriamo a ritroso il nostro cammino, quel che alla fine incontriamo è poco più di un'immagine specchiante di noi stessi e del mondo. Contrariamente a quanto di solito si presume, una descrizione sottoposta ad analisi approfondita rivela le proprietà dell'osservatore. Noi osservatori distinguiamo noi stessi esattamente distinguendo ciò che in apparenza non siamo, e cioè il mondo."&lt;br /&gt;Forse la risposta a tutto quest'incalzare di distinzioni, conoscenze, esperienze è proprio l'ipnosi, in fondo quello che succede con l'esperienza dell'ipnosi è fare come se, una piccola finzione che genera una grande funzione, quella di convincere, persuadere e suggestionare portando così i nostri pensieri all'altezza dei nostri sogni, superando così i limiti del conosciuto, generando la magia di nuove implicazioni che ci cambiano cambiando così l'osservazione del mondo, perché il mondo, al contrario del mondo al contrario, è sempre un mondo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://photo.blogpressapp.com/show_photo.php?p=11/07/27/2254.jpg'&gt;&lt;img src='http://photo.blogpressapp.com/photos/11/07/27/s_2254.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPad Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta Ipnosi terapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-9030586362701393982?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/9030586362701393982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/9030586362701393982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2011/07/il-mondo-al-contrario-del-mondo-al.html' title='Il mondo, al contrario del mondo al contrario, è un mondo.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-6452066194113784232</id><published>2011-07-25T08:14:00.000-07:00</published><updated>2011-07-25T08:14:00.785-07:00</updated><title type='text'>Il libero e l'arbitrio.</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://photo.blogpressapp.com/show_photo.php?p=11/07/25/1580.jpg'&gt;&lt;img src='http://photo.blogpressapp.com/photos/11/07/25/s_1580.jpg' border='0' width='281' height='210' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gruppo Master estivo San Sebastiano luglio 2011. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il banco di prova di un'intelligenza superiore è la capacità di contenere due idee opposte allo stesso tempo conservando la propria funzionalità.&lt;br /&gt;Francis Scott Key Fitzgerald&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La natura, la flora e la fauna non è libera, e l'arbitraggio è dettato da un preciso schema super partes la libertà è prettamente umana, con essa l'arbitraggio.&lt;br /&gt;L'ipnosi l'affronto sempre con la capacità espressa da Fitzgerald anche se onestamente non mi sento di essere superiore in qualcosa verso qualcun'altro, forse diverso, credo però fondamentalmente che la libertà e l'arbitraggio son prettamente umane, in questi giorni ho condotto la settimana d'ipnosi intensiva che ogni anno da dieci anni conduco con i miei corsisti e le persone interessate all'ipnosi. È stata anche quest'anno una bella settimana, son fortunato, mi ritrovo sempre circondato da belle persone, all'altezza dell'intelligenza di Fitzgerald, così abbiamo lavorato tra lo stato ordinario di veglia e il mondo sacro dell'inconscio, una posizione strana che lascia un vuoto nella mente, un vuoto positivo, un vuoto istruttivo per quanto mi riguarda.&lt;br /&gt;La libertà è un idea complessa, un idea che si declina nei tuoi significati, nei tuoi valori, nella tua vita intera.&lt;br /&gt;Dopo una trance ci si sente bene perché si da spazio all'attività inconscia del cervello, lo si riporta ad un naturale equilibrio, lo si usa in modo inconsueto, si attiva un potenziale mentale che esalta le nostre risorse.&lt;br /&gt;Ci sono cose che mai verrebbero vissute se non si facesse uso delle risorse degli stati mentali durante l'ipnosi, in più è possibile richiamare le risorse a disposizione quando ne sentiamo la necessità.&lt;br /&gt;"E voglio che tu scelga un momento nel passato in cui eri una bambina piccola piccola. E la mia voce ti accompagnerà. E la mia voce si muterà in quelle dei tuoi genitori, dei tuoi vicini, dei tuoi amici, dei tuoi compagni di scuola e di giochi, dei tuoi maestri. E voglio che ti ritrovi seduta in classe, bambina piccolina che si sente felice di qualcosa, qualcosa avvenuto tanto tempo fa, qualcosa tanto tempo fa dimenticato." Milton Erickson.&lt;br /&gt;Le emozioni si fermano nelle nostre esperienze ritornando sotto forma di ricordi, falsando i vissuti vivendo esperienze nuove, come fossero per la prima volta ospiti della nostra mente.&lt;br /&gt;Così noi ci narriamo in una storia, lasciando il concerto del destino, nel significato di storia ci ritroviamo protagonisti dei nostri significati.&lt;br /&gt;"Parlare in modo lento, incisivo e significativo, e "sentire" letteralmente in se stessi, momento per momento, il pieno significato di ciò che si dice. Milton Erickson.&lt;br /&gt;Quando si guida qualcuno verso la Trance basta semplicemente essere consapevoli della propria comunicazione per ottenere dei risultati.&lt;br /&gt;In questo modo si riesce a dar retta a tutti quei piccoli dettagli, minimal cues, che fanno della semplice conversazione uno strumento di ascolto, condivisione ed aiuto, nonché un preciso veicolo di Ipnosi. &lt;br /&gt;La trance è un evento relazionale che fa emergere alcuni fenomeni nella coppia terapeuta-paziente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si instaura una relazione esclusiva e selettiva tra ipnotista ed ipnotizzato,&lt;br /&gt;Una focalizzazione ed un assorbimento reciproco, un interesse comune mutuato da entrambi verso la condivisione&lt;br /&gt;Un aumentata responsività reciproca, e il &lt;br /&gt;sincronismo, una sensibilità mutuale sia dell'ipnotista che del soggetto ai minimal cues, piccoli dettagli dell'altro.&lt;br /&gt;Una prevalenza di attività inconsce congiunte, ed una riduzione bilaterale della consapevolezza periferica.&lt;br /&gt;Così la tendenza a sviluppare idee e significati comuni (monoideismo relazionale), e attentività responsiva reciproca.&lt;br /&gt;Come si può dedurre facilmente lo stato di trance attiva un vero e complesso potenziale mentale che si declina in un denso fiume di attività e significato che tendiamo a seguire nel nostro operato.&lt;br /&gt;La trance ipnotica coinvolge e si mantiene attraverso il lavoro di concentrazione, come uno zoom ottico, permettendoci di utilizzare le nostre risorse mentali, ottenendo l'attivazione del potenziale mentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://photo.blogpressapp.com/show_photo.php?p=11/07/25/1581.jpg'&gt;&lt;img src='http://photo.blogpressapp.com/photos/11/07/25/s_1581.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPad Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta Ipnosi terapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-6452066194113784232?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/6452066194113784232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/6452066194113784232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2011/07/il-libero-e-l.html' title='Il libero e l&amp;#39;arbitrio.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-3712669455373802694</id><published>2011-07-03T09:55:00.000-07:00</published><updated>2011-07-03T10:03:41.773-07:00</updated><title type='text'>Dal pensare all'agire,dall'astratto al concreto nelle relazioni d'aiuto</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://photo.blogpressapp.com/show_photo.php?p=11/07/03/2665.jpg'&gt;&lt;img src='http://photo.blogpressapp.com/photos/11/07/03/s_2665.jpg' border='0' width='214' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Quali forme e figure vedi? Un cane, una mano? Un naso un gomito? Un orecchio una donna?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dr. Marco Chisotti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ipnosi costruttivista offre alcuni spunti per sviluppare una relazione d'aiuto.  È possibile enucleare alcuni dei principi fondamentali dell'ipnosi costruttivista. &lt;br /&gt;L’individuo e l’ambiente rappresentano un unico ecosistema interagente, che si autoregola e cresce in funzione di ogni elemento che ne fa parte. &lt;br /&gt;Un ecosistema dove vige un ecologia della mente, nei termini definiti da Gregory Bateson, il disagio psicologico assume perciò un significato di adattamento creativo in risposta all’ambiente. &lt;br /&gt;La viabilità è ciò che vien cercato dall'individuo ed il suo adattamento, che si è sviluppato nelle sue esperienze passate,  ma che può non aver più la stessa utilità raggiunta nella situazione presente, nel qui ed ora.&lt;br /&gt;Noi tendiamo ad utilizzare le esperienze passate, evitando i cambiamenti, andando verso la nostra neghentropia, idea ed esperienza del nostro ordine interno, ad avere il massimo dando il minimo, e siamo più sensibili a ciò che può danneggiarci, piuttosto che esser attenti a ciò che ci fa star bene, per questa ragione tendiamo a preoccuparci, ci pre occupiamo di ciò che potrebbe danneggiarci.&lt;br /&gt;Ora il vissuto che va proposto per focalizzare il problema è: "Ora cosa succede nella tua esperienza!", usare il tempo presente, il momento preciso ora, adesso, "A quale obbligo stai rispondendo!", a quali devo sei sottomesso, "cosa succederebbe se...", la dissociazione creata permette questa esperienza, permette un confronto ed uno sviluppo attraverso il gioco delle parti suggerite e la proiezione nel tempo.&lt;br /&gt;Noi esistiamo attraverso un dialogo col nostro mondo interno, l'inconscio, col quale ci confrontiamo e costruiamo il nostro "esistere nel mondo".&lt;br /&gt;L’approccio dell'ipnosi costruttivista considera importante l’intera esperienza di vita di una persona: fisica, psicologica, intellettuale, emotiva, relazionale e spirituale.&lt;br /&gt;L'ipnosi costruttivista si occupa soprattutto di osservare e verificare la consapevolezza del processo dei pensieri, sentimenti e azioni di un individuo, prestando maggiore attenzione al “cosa” e al “come”, piuttosto che al “perché” di un'azione o di un comportamento. &lt;br /&gt;La consapevolezza del come qualcosa avviene, infatti, conduce più facilmente alla possibilità di compiere un cambiamento genuino e responsabile. &lt;br /&gt;Prendendo spunto dal pensiero di Ormon Mcgill possiamo dire che la consapevolezza ci rende protagonisti della nostra vita, non possiamo esimerci dall'essere, la vita è un divenire nell'essere (esistere). Ma la consapevolezza è un processo, meglio detto è un dare forma ad un processo, per poter raggiungere la consapevolezza dobbiamo poter immaginare, astrarre l'esperienza, il sogno da forma e permette le realizzazioni future, ma da dove arriva l'esperienza concreta? &lt;br /&gt;L'essere umano è in grado di coordinarsi nella realizzazione della sua vita concreta, attraverso l'astrazione immaginaria, il sogno, che ci porta consapevolezza, partendo da un esperienza concreta, quella dell'imitazione! Faccio finta di essere, comincio ad agire l'esperienza che desidero raggiungere fingendo, poi continuo a sognarmi nell'esperienza, astraggo per pensarmi, immaginando e dando forma al processo che sto vivendo, ricavandone consapevolezza, fino alla realizzazione del progetto.&lt;br /&gt;La relazione d'aiuto rappresenta il laboratorio di ricerca ideale in cui una persona può scoprire, osservare e integrare aspetti diversi della sua persona. Sulla base dell’esperienza diretta guidata dall'ipnotista, per il quale è più importante l’esperienza di un comportamento che l’interpretazione di questo, o la ricerca del perché, fino a portare la persona a costruire quel dialogo interno, preghiera, che restituisce sicurezza, serenità, fiducia alla realizzazione dei propri progetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ipnosi esplora il rapporto tra il sé ed il mondo, i confini dell’io, l'identità vanno negoziati col cliente, perché c’è molto all’esterno di cui abbiamo bisogno. Il processo attraverso il quale facciamo passare qualcosa attraverso i confini della persona si chiama trance ipnotica. Fare contatto richiede un dispendio di energia ricordava Fritz Perls riteneva che appena una situazione è chiusa, siamo aperti per la successiva situazione che si presenti come una figura che emerge da uno sfondo; secondo lui la nevrosi è frutto di un numero ripetuto di situazioni incompiute, di Gestalt, forme incompiute.&lt;br /&gt;Fritz Perls - che in origine ebbe una formazione freudiana - riteneva che la personalità avesse più strati.&lt;br /&gt;Strato dei cliché: è lo strato più esterno, una piccola parte del sé genuino che viene impiegata per fare domande su persone senza un interesse reale.&lt;br /&gt;Strato dell’impersonificazione dei ruoli appresi: la rappresentazione del ruolo diventa automatica e serve a mascherare il sé genuino, ad es. padre o madre, professore o studente.&lt;br /&gt;Strato dell’impasse: a questo livello si sperimenta un senso di vuoto o nullità.&lt;br /&gt;Strato implosivo-esplosivo: la persona è consapevole delle proprie emozioni che esprime verso l’esterno e verso l’interno.&lt;br /&gt;Personalità genuina spogliata di tutti i modi di esistere appresi nel mondo.&lt;br /&gt;Con la consapevolezza completa si diventa coscienti dell’autoregolazione dell’organismo. Perls riteneva importante la differenza tra la realizzazione del sé e la realizzazione dell’immagine del sé, la protezione dell’immagine attraverso ruoli, implica che non si ha diritto di esistere così come si è. Riguardo all'essere nel mondo delle persone, il modo in cui ci orientiamo nella nostra vita, Fritz Perls divideva le persone in tre grandi categorie riguardo al loro modo di essere:&lt;br /&gt;Devisti: vivono in base a regole e regolamenti imposti. Il loro comportamento è stabilito dal confronto con regole e regolamenti imposti. Come si dovrebbe e non dovrebbe essere.&lt;br /&gt;Circaisti: tra questi si trovano gli intellettuali, quelli che preferiscono pensare piuttosto che fare, persone prese dal passato e dal futuro.&lt;br /&gt;Esistenzialisti: persone che si accettano così come sono. &lt;br /&gt;È semplice poter premiare scelte e decisioni di un esistenzialista, una persona che si conosce, padrona del proprio dialogo interno, libera da operatori modali di necessità, devo, libera dalla focalizzazione continua in tempi diversi dal qui ed ora, ieri, domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le modalità di resistenza che sviluppiamo quando non siamo in grado di sviluppare la nostra esistenza sono un adattamento creativo della nostra persona alle difficoltà dell'ambiente. Esse possono esser distinte in cinque reazioni differenti: introiezione, proiezione, deflessione, retroflessione, confluenza.&lt;br /&gt;L’introiezione è la caratteristica umana di incorporare sentimenti, atteggiamenti e pensieri altrui. La proiezione è la caratteristica umana di accreditare ad altri sentimenti, atteggiamenti e pensieri propri. Questi due atteggiamenti son molto comuni, vengono vissuti da tutte le persone, ciò che cambia è di solito la modalità con cui introiettiamo o proiettiamo durante la nostra vita. Come ho detto viene utilizzata l'introiezione quando si percepisce qualcosa che fa parte dell'ambiente come se facesse parte di noi stessi: se assimilare significa decomporre un elemento dell'ambiente scegliendo ciò che è nutriente e respingendo ciò che è tossico, con l'introiezione non si fa tale distinzione e di conseguenza si “ingoia” un'esperienza in maniera acritica. Quando si sviluppa la logica del carceriere si vive un meccanismo di questo tipo, ci si immedesima senza distinguo.&lt;br /&gt;Col meccanismo della proiezione invece ho detto che si attribuisce all'ambiente qualcosa che in realtà ci appartiene, ma non si riconosce. Ma si possono attribuire agli altri anche atteggiamenti, emozioni o pensieri complementari ai nostri, in modo tale da legittimarli, "così fan tutti".&lt;br /&gt;E anche l'anticipazione delle reazioni dell'ambiente è una forma di proiezione, poiché per far ciò io utilizzo le mie esperienze passate, le mie personali conoscenze per fare delle inferenze su ciò che accadrà, creiamo e ci creiamo aspettative e profezie che tendono ad avverarsi. &lt;br /&gt;La deflessione include tutte quelle manovre che utilizziamo per diminuire l'intensità del contatto, del coinvolgimento con gli altri, quando ci emozioniamo o pensiamo di poter perdere il controllo tendiamo ad utilizzare un linguaggio vago o perifrasato, sfuggire lo sguardo, scherzare, non comprendere, o cadiamo dalle nuvole più e più volte, è li è ovvio ma la nostra mente, il nostro inconscio, provvede a farlo sparire.&lt;br /&gt;Infine la retroflessione consiste nel fare a se stessi ciò che vorremmo fare all'ambiente o che l'ambiente facesse a noi, una forma diretta su di se di qualunque esperienza vissuta, nel bene ma anche nel male.&lt;br /&gt;Questi atteggiamenti come si può vedere sono normali, si vedono e si sentono costantemente nei rapporti umani, ciò che li rende dannosi sono la quantità, e un atteggiamento di impotenza nel renderceli consapevoli.&lt;br /&gt;Per utilizzare le risorse del cliente ed avvicinarci alla sua consapevolezza, e favorire il suo processo di auto-consapevolezza ci dobbiamo chiedere "Cosa sta facendo?" "Come si comporta, è coerente, è tranquillo, agitato, spontaneo, manierato?", "Quali emozioni sta provando?" "Quali emozioni ha vissuto in passato, ricerca, desidera vivere?", "Quali sono le sue intenzioni?", "Da cosa si allontana, evita, rifugge?", "Quali attese, cosa si aspetta?".&lt;br /&gt;Dobbiamo accompagnare la persona nel suo mondo e farci raccontare ora quello che vive, sente, prova, attraverso le emozioni, le azioni, i ragionamenti, dobbiamo stimolarlo, incuriosirlo, arricchirgli il suo dialogo interno, dargli nuove possibilità di scelta e farlo muovere nella sua vita, farlo agire in modo concreto e diretto. Renderlo consapevole dei suoi pensieri delle sue azioni, delle risposte, delle situazioni, delle sue scelte, delle sue possibilità ed opportunità.&lt;br /&gt;L'ipnosi costruttivista nasce dall'idea di agire la conoscenza che una persona si costruisce di sé attraverso un dialogo consapevole, concreto e diretto col nostro inconscio, il nostro angelo custode, il nostro spirito guida. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://photo.blogpressapp.com/show_photo.php?p=11/07/03/2667.jpg'&gt;&lt;img src='http://photo.blogpressapp.com/photos/11/07/03/s_2667.jpg' border='0' width='232' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPad Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta Ipnosi terapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-3712669455373802694?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/3712669455373802694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/3712669455373802694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2011/07/dal-pensare-all-al-concreto-nelle.html' title='Dal pensare all&amp;#39;agire,dall&amp;#39;astratto al concreto nelle relazioni d&amp;#39;aiuto'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-8313080222305635437</id><published>2011-06-27T09:33:00.000-07:00</published><updated>2011-06-27T09:34:24.790-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>La forza della narrazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://photo.blogpressapp.com/show_photo.php?p=11/06/27/1994.jpg'&gt;&lt;img src='http://photo.blogpressapp.com/photos/11/06/27/s_1994.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Son stato da poco a visitare la Biennale di Venezia, per me è sempre bello tornarci, ogni volta assaporo il piacere della diversità, è facile dire siamo tutti diversi, ma poi ci comportiamo troppo come tutti, alla fine si perde il gusto della diversità, alla Biennale non ci si sforza a cogliere la diversità ed in questa non solo il forzatamente diverso, il macroscopicamente differente, ma il sottile e delicato modo d'essere veramente diversi.&lt;br /&gt;Trovo nelle stesse letture la mia diversità, le ripeto più e più volte quasi a rassicurarmi e trovo il fascino della differenza.&lt;br /&gt;L'unico modo di esistere è attraverso la consapevolezza, la forma narrativa che diamo al nostro esistere attraverso l'azione, parliamo di ciò che che facciamo e facciamo ciò di cui parliamo. &lt;br /&gt;Forse è tutto qui, e lo sarebbe in fondo se non ci fossero le emozioni, parliamo di ciò che abbiamo fatto e ci emozioniamo, pensiamo a ciò che faremo e ci emozioniamo, non sempre non solo naturalmente, ma siamo in continua attesa del piacere di ritrovarci nella nostra consapevolezza emotiva per come è bello esistere, o come è importante, o più semplicemente per esser protagonisti del nostro vivere e raccontare la vita.&lt;br /&gt;Il costruttivismo torna preciso ogni volta che penso a qualcosa di creativo, l'arte che porta in palmo la creatività è un un veicolo continuo di novità e diversità, mi piace pensare al costruttivismo perché mi apre gli scenari del possibile, mi rende interessante ogni momento della mia percezione, sempre orientata a cogliere quel diverso che stimola, interessa, piace.&lt;br /&gt;Quando sai che ciò che pensi va a influenzare ciò che vedi hai un grande potere a disposizione, ed io ho notato nel corso degli anni di cadere sempre meno nel solco lasciato dai miei pensieri, mi vien da dire dalla salute mi guardi Dio che dai presupposti me ne guardo io!&lt;br /&gt;Si la salute rappresenta per me l'incontestato assoluto, proprio come un Dio, in cui non credo ma che uso per rappresentarmi il complesso ed ingovernabile infinito, sarà per le incomprensibili esperienze personali, sarà perché ne ho sentite raccontare di tutti i colori, la lascio li, col più gran rispetto di chi si dedica a riequilibrare, ma purtroppo o per fortuna mai a cambiare, il corso della vita.&lt;br /&gt;I presupposti son un gioco dell'intelligenza, non solo di studi ed approfondimenti, sopratutto di collegamenti ed adattamenti, sono modificabili, appartengono al mondo delle idee, e le idee, a differenza della materia, son esperienze relative, relative ad altre idee, mentre per trovare qualcosa che si avvicini alla relatività nella materia dobbiamo viaggiare all'improponibile velocità della luce, come ci suggerisce Albert Einstein.&lt;br /&gt;I presupposti pur appartenendo al mondo dei convincimenti hanno il sapore del vero, li mettiamo poco in discussione, ci appartengono perché sono ciò che deve essere vero perché ciò che diciamo, sosteniamo, crediamo abbia un senso.&lt;br /&gt;La forza delle parole sta nel fatto che dentro la nostra testa non ci stanno che parole, dunque idee, noi siamo fatti attraverso le parole che ci descrivono, ci danno consapevolezza, consistenza, identità.&lt;br /&gt;I presupposti del costruttivismo sono visibili  nella concezione secondo la quale la realtà non va considerata come un qualcosa di oggettivo, indipendente dal soggetto che ne fa esperienza, poiché è il soggetto stesso che la crea, partecipando in maniera attiva alla sua costruzione. &lt;br /&gt;In base a tale prospettiva si hanno le seguenti conseguenze: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Le leggi di natura non vengono scoperte bensì inventate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Non è possibile una distinzione netta tra colui che osserva e l'oggetto osservato, poiché si definiscono come tali attraverso la reciproca interazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Ciò che si definisce conoscenza non può essere considerata una "rappresentazione" del mondo esterno ricavata dal mondo reale, ma è una costruzione fatta dal soggetto con materiali presi al proprio interno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. La cognizione non è un mezzo per conoscere la realtà oggettiva, ma serve all'organismo per adattarsi all'ambiente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Ciò che viene osservato non sono cose, proprietà o relazioni di un mondo che esiste indipendentemente dall'osservatore, bensì delle distinzioni effettuate dall'osservatore stesso, in seguito alla propria attività nell'ambiente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. La sensazione non è la rilevazione impersonale di un dato, come quella derivante dalla lettura di uno strumento, quanto piuttosto un fenomeno che coinvolge profondamente il soggetto.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Secondo l’epistemologia costruttivista il sapere non esiste indipendentemente dal soggetto che conosce, dunque imparare non significa apprendere la "verità" o la vera natura delle cose, possedere cioè una fotografia oggettiva o rappresentazione del mondo.&lt;br /&gt;È una soggettiva costruzione di significato che ci permette di dare un senso alla realtà, a partire da una complessa rielaborazione interna di sensazioni, conoscenze, credenze, emozioni che non hanno in sé ordine o struttura, sulla quale orientiamo la nostra attenzione. Questo processo trova la sua cornice e al contempo il suo sfondo nel linguaggio, culturalmente, socialmente e storicamente determinato. &lt;br /&gt;Nell'incontro del soggetto con il mondo non è possibile definire una distinzione netta tra osservatore e oggetto osservato, poiché entrambi si definiscono come tali all’interno del rapporto di osservazione. Non osserviamo “cose”, ma definiamo proprietà e relazioni che sono costruite a partire dalla nostra azione organizzante e questa conoscenza, che è bio-psico-socio-culturale ci serve per adattarci all'ambiente; quindi le cosiddette leggi naturali non sono scoperte bensì invenzioni e l'idea di verità perde di significato, e come ci ricorda Heinz von Foerster "La verità è l'invenzione di un bugiardo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'idea di verità viene sostituita dal concetto di adattamento funzionale e di viabilità, termine coniato da Ernesto vo Glasersfeld, secondo il quale i concetti, costruiti a partire dalle regolarità che si incontrano nell’esperienza, hanno prima di tutto una funzione predittiva, sono strumentali all’azione e vengono appunto definiti viabili quando permettono di raggiungere uno scopo pratico. Noi viviamo nell'idea del mondo e della realtà e quest'idea è maturata da un lavoro costruttivo che fin da bambini ci ha coinvolti, i costrutti personali hanno delineato per noi il senso della vita.&lt;br /&gt;Per comprendere il concetto di costrutto riporto direttamente un pensiero di George Alexander Kelly padre della teoria dei costrutti personali: “Un costrutto, come la stessa radice semantica lascia intuire, è l'unità elementare di discriminazione attraverso la quale si attua il processo di costruzione. È una dimensione di senso, "un asse di riferimento, un criterio fondamentale di valutazione" che può essere "esplicitamente formulato o implicitamente agito, verbalmente espresso o totalmente inarticolato, intellettivamente ragionato o vegetativamente sentito ma che, in ogni caso, permette di riconoscere due cose come simili e, allo stesso tempo, differenti da una terza. I costrutti sono le chiavi di lettura che rendono il mondo intelligibile: se non disponessimo di tali criteri di discriminazione, il fluire degli eventi ci apparirebbe indifferenziato e di conseguenza privo di significato”.&lt;br /&gt;ll costruttivismo assume un approccio di carattere pragmatico e non ontologico, focalizzando l’attenzione sul processo di costruzione dei significati e della loro comunicazione.&lt;br /&gt;Ritornando a G. A. Kelly "I processi psicologici sono canalizzati dall'anticipazione degli eventi", con questo ci dice che l'attenzione è focalizzata sulla persona, intesa nel suo insieme come sistema complesso, nonché sulla natura processuale della sua vita psicologica. Attraverso il linguaggio viene evocato il senso di un continuo movimento, di un muoversi verso, guidato e intenzionato dal modo in cui il soggetto anticipa, attraverso il suo sistema di costrutti, gli eventi del mondo. La persona, così concepita, è una forma in continuo movimento. Ciò che fa sì che tale movimento non sia caotico e casuale è il concetto di anticipazione predittiva e del controllo delle ipotesi come spinta al cambiamento del sistema di costruzione personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come è possibile la comunicazione se la conoscenza è costruzione individuale e continuo di un significato? In realtà il significato è allo stesso tempo individuale e sociale: comprendiamo il mondo attraverso la costruzione di concetti e categorie che lo organizzano, in parte li adattiamo per renderli compatibili con quelli degli altri, in parte li cambiamo per adattarli alle nostre personali aspettative, in questa complessa operazione veniamo guidati, condizionati, limitati dagli strumenti culturali che abbiamo a disposizione. &lt;br /&gt;Voglio prendere in considerazione un pensatore, Erich Fromm, che insiste sullo stato di solitudine e di isolamento proprio della condizione umana, considerandole una conseguenza del distacco dalla natura e dalla progressiva conquista di maggiore libertà. A tale condizione sarebbero legati cinque specifici bisogni: &lt;br /&gt;1) bisogno di relazioni e quindi di relazionarci con la vita e gli altri&lt;br /&gt;2) bisogno di trascendenza (o di creatività) andare oltre all'immanente, dunque metterci in contatto col mondo interno, il nostro spirito, l'inconscio&lt;br /&gt;3) bisogno di radicamento (nella natura e nel mondo) un bisogno che ci fa accorpare agli altri, alla vita, alla materia di cui siam fatti&lt;br /&gt;4) bisogno di identità, costruendo e descrivendo il nostro esistere, il nostro essere, la narrazione del nostro esistere&lt;br /&gt;5) bisogno di un sistema di orientamento, una guida, un fine, uno scopo, una storia in cui riconoscerci e lasciarci guidare dalle sue, che son le nostre, profezie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'adattamento dell'uomo alla società è visto come un compromesso tra i bisogni intimi e le richieste dell'ambiente. Il problema del rapporto tra uomo e società è ritenuto fondamentale da Erich Fromm, poiché la società è vista come qualcosa di creato dall'uomo allo scopo di realizzare la natura che gli è propria, e questa creazione è manifestata dalla nostra descrizione, dalla nostra narrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conoscenza è individuale e situata, in questo senso non è possibile condividere completamente il significato che si attribuisce ad un concetto in quanto colorito dall’esperienza personale, ma attraverso la comunicazione concordiamo con l’interlocutore quali aree di significato di quel concetto sono compatibili con l’esperienza comune. Sono proprio queste aree di compatibilità che fanno nascere la convinzione che le parole si riferiscano ad oggetti del mondo reale invece di essere astrazioni culturali. Nel linguaggio quotidiano è difficile rendersene conto, ma appare evidente quando ci spostiamo sul piano del pensiero complesso, dove siamo spesso costretti ad esplicitare e ridefinire il senso dei termini che stiamo utilizzando. Allo stesso modo non conosciamo mai completamente le altre persone, anche in questo caso ne costruiamo modelli interpretativi, che restano probabilistiche previsioni di comportamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi ci aspettiamo ed aspettiamo gli altri, ci confrontiamo e ci confondiamo con loro, nel narrarci esistiamo ma anche deduciamo ed ipotizziamo, poi torniamo a domandarci dove stanno i confini della realtà, e questi non son chiari, non son semplici, ci chiedono impegno, rimangono nel frutto delle nostre convenevoli approssimazioni in relazione con le quali ci troviamo a vivere, dove ha molto più peso il senso comune condiviso di qualunque scienza o conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPad Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta Ipnosi terapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-8313080222305635437?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8313080222305635437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8313080222305635437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2011/06/la-forza-della-narrazione.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-8063298199956221336</id><published>2011-04-26T14:55:00.000-07:00</published><updated>2011-04-26T14:54:01.592-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Il frutto del vivere tra mente e corpo: l&amp;#39;emotivit&amp;#224;, la razionalit&amp;#224;, la presenza ed il contatto fisico nelle relazioni d&amp;#39;aiuto.&lt;br&gt;A cura del dr. Chisotti Marco.&lt;p&gt;La relazione &amp;#232; il fulcro di ogni esperienza di vita, le relazioni d&amp;#39;aiuto sono ancora pi&amp;#249; presenti ed impegnative da seguire e gestire che altre esperienze comunicative, sapersi destreggiare tra la parola e l&amp;#39;ascolto, la presenza ed il contatto fisico risulta pi&amp;#249; un arte o un sincero gesto d&amp;#39;amore che una specifica competenza acquisita. Le semplici esperienze di vita non sempre son allineate ai bisogni d&amp;#39;aiuto, la vicinanza e la lontananza tra le persone son pi&amp;#249; dettate da sottili equilibri inconsci, culturali e fisici, pi&amp;#249; che da chiare spiegazioni date o semplici abilit&amp;#224; acquisite.&lt;br&gt;Il mondo interno ed il mondo esterno, conscio ed inconscio sono due facce delle stessa medaglia, la persona.&lt;br&gt;Ogni persona porta con se il proprio mondo esterno, col quale condivide la vita coi suoi simili, ed il proprio mondo interno che difficilmente sveliamo agli altri, col quale ci proteggiamo, ci scherniamo, alle volte ci scontriamo. Ogni nostro comportamento, atteggiamento, parola, pensiero, idea svela la presenza di questo nostro mondo interiore, che va dunque accettato, rispettato, accolto, qualunque esso sia, perch&amp;#233; li dietro ci sta l&amp;#39;identit&amp;#224; delle persone, la cosa pi&amp;#249; sacra che possediamo.&lt;br&gt;Quando le decisioni del senso comune condiviso, il mondo sociale in cui viviamo, si scontrano con le intenzioni personali inconsce, allora abbiamo difficolt&amp;#224; ad accettare, condividere, acconsentire e ci ritraiamo, ci allontaniamo dagli altri.&lt;br&gt;Tutto questo &amp;#232; dovuto al fatto che nel corso della nostra vita accumuliamo tantissime esperienze ed ogni esperienza &amp;#232; la causa di un mondo che ne &amp;#232; la conseguenza, da bambini poi da adolescenti, fino a quando si diviene adulti, viviamo esperienze che generano mondi differenti, ogni mondo che si crea in noi rimane presente con una sua volont&amp;#224;, con suoi desideri, con suoi pensieri, ogni mondo &amp;#232; per la nostra esperienza uno stato mentale particolare, con un suo carattere, un modo d&amp;#39;essere, di fare. &lt;br&gt;Ogni stato mentale ha una sua memoria, frutto delle esperienze fatte, che non condivide con gli altri stati mentali, ogni mondo &amp;#232; cos&amp;#236; separato dagli altri, solo un lavoro organizzativo di questi mondi interiori permette di unire, sotto un unico stato mentale, tutti questi mondi differenti.&lt;br&gt;Questi mondi ci accompagnano per tutta la vita ed alternativamente s&amp;#39;affacciano avanzando le loro pretese, ognuno deve far i conti coi propri mondi e quando ci incontriamo e ci relazioniamo con gli altri questi mondi ci fanno comportare in modi differenti, rendendoci persone differenti.   &lt;br&gt;Il parlare, comunicare, relazionarci con gli altri, ci fa incontrare i loro mondi, i loro pensieri, le loro esperienze, dobbiamo sensibilizzarci alla complessit&amp;#224; degli esseri umani, per poterci destreggiare ed esser in grado di aiutare, chi mi sta ascoltando, chi mi sta guardando, cosa sta comprendendo, cosa pensa la persona con la quale mi relaziono, ed io come mi sento, cosa provo, chi sono ora che mi relaziono con lui o con lei. &lt;br&gt;In questa complessa giostra relazionale tutti quanti ci ritroviamo, solo rispettando tale complessit&amp;#224; &amp;#232; possibile apprezzare ogni pi&amp;#249; umile e circoscritta intelligenza si possa incontrare, rendendo cos&amp;#236; &amp;#39;intervento d&amp;#39;aiuto, ricco di luce, comprensione e calore.&lt;p&gt;&lt;br&gt;Dr. Marco Chisotti&lt;br&gt;Psicologo Psicoterapeuta&lt;br&gt;Ipnosi Terapeuta&lt;br&gt;Cell. 3356875991&lt;br&gt;Tel. 0119187173&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;http://www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.aerf.it"&gt;http://www.aerf.it&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.ipnosicostruttivista.it"&gt;http://www.ipnosicostruttivista.it&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Inviato da iPad&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-8063298199956221336?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8063298199956221336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8063298199956221336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2011/04/il-frutto-del-vivere-tra-mente-e-corpo.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-8428194715966381843</id><published>2011-04-24T23:15:00.001-07:00</published><updated>2011-04-24T23:15:21.642-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;i&gt;&lt;b&gt;Ipnosi e Stati Mentali di riferimento.&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;a cura del dr. Chisotti Marco.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L&amp;#39;ipnosi è uno stato di coscienza caratterizzato da uno stato mentale, che si colloca tra la veglia e il sonno, denominato trance o stato di ipnosi, che permette di influire sulle condizioni psichiche, somatiche e viscerali di una persona per mezzo di una relazione tra questa (cliente) e un&amp;#39;altra persona (ipnotista) o che lui stesso può crearsi attraverso l&amp;#39;autoipnosi.&lt;br&gt; &lt;br&gt;In tale stato mentale si ha una riduzione delle capacità critiche, un aumento della convinzione, persuasione e suggestionabilità e una limitazione del campo di consapevolezza alle sole richieste suggerite dall&amp;#39;ipnotizzatore. &lt;br&gt; &lt;br&gt;La persona regredisce a livelli infantili di funzionamento mentale e di comportamento, caratterizzato da fenomeni di ideoplasia e monoideismo, ossia di trasformazione in realtà soggettiva e oggettiva di quanto viene intensamente immaginato, trasformando l&amp;#39;idea in azione, movimento, rimanendo concentrati su una solo idea alla volta.&lt;br&gt; &lt;br&gt;L&amp;#39;ipnosi arriva dall&amp;#39;antichità attraverso le pratiche magico religiose che da sempre hanno accompagnato l&amp;#39;uomo nella sua storia, prima fase della storia dell'ipnosi, ma è stata introdotta in Europa da Mesmer nel 1779 con una prima opera creata per spiegare meglio le operazioni da eseguire durante le cure mediche, scrivendo il saggio: Mémoire sur la découverte du magnétisme animal (Memoria sulla scoperta del magnetismo animale, 1779).&lt;br&gt; Mesmer ipotizzava di possedere un fluido magnetico e di poterlo far passare da se al proprio paziente, con lui Braid, altro medico del tempo, che propose un&amp;#39;interpretazione neurologica con il metodo dell&amp;#39;induzione verbale. &lt;br&gt; In verità erano vicinanza e contatto fisico col paziente le ragioni dell&amp;#39;attivazione neuro fisiologica notata nei loro pazienti dai medici. &lt;br&gt;In seguito, allo studio specifico dell'ipnosi, si dedicò dapprima Charcot, che ne distinse gli stadi (letargo, catalessi e sonnambulismo), annotando le modificazioni organiche relative al tono muscolare e ai movimenti riflessi, e in seguito anche Freud che utilizzò l&amp;#39;ipnosi, nella terapia dell&amp;#39;isteria, seguendo il metodo catartico, consistente nel far defluire o abreagire la carica emotiva, impedendo che questa potesse cercare vie anormali di sfogo attraverso la manifestazione di sintomi. Tale tecnica fu in seguito abbandonata a favore della psicoanalisi, in quanto egli pensava, erroneamente, che tale stato di semi-incoscienza dovesse essere profondo e dunque non consentisse al paziente di elaborare il proprio vissuto psichico, mentre bastava una media trance, facilmente ottenibile con ogni soggetto, per poter ottenere l&amp;#39;attivazione del potenziale mentale.&lt;br&gt; L&amp;#39;ipnosi da questa fase psicologica si è poi legata al percorso delle neuroscienze ed in particolare al lavoro di Pavlov che nel trattamento di pazienti traumatizzati, portandoli a regredire al momento del trauma, scoprì casualmente l&amp;#39;importanza delle emozioni nei processi di riequilibrio psichici, le emozioni permettono di cancellare ricordi e far spazio nella mente. &lt;br&gt; L&amp;#39;ultima fase della storia dell&amp;#39;ipnosi si è consumata con la nuova ipnosi e il lavoro di Milton Erickson che ne ha fissato le basi, avvicinando, con l&amp;#39;ipnosi naturalistica, l&amp;#39;idea particolare che l&amp;#39;ipnosi non esiste perchè tutto quanto è ipnosi.&lt;br&gt; L&amp;#39;evoluzione dell&amp;#39;ipnosi dal mio punto di vista è poi continuata appoggiandosi alle neuroscienze, e per quel che riguarda il lavoro portato avanti nella nostra scuola, l&amp;#39;idea di coniugare l&amp;#39;ipnosi col costruttivismo, precursore filosofico del lavoro delle neuroscienze, tenendo a sottolineare il lavoro del cervello come emulazione della realtà, l&amp;#39;attività mentale, immanente e non trascendente all'ambiente in cui si trova, è alla base di tutti i processi costruttivi del pensiero, compreso il processo di identificazione nell'identità personale.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Esistono due forme legate al trattamento dell&amp;#39;ipnosi: l&amp;#39;ipnoterapia ( psicoterapia sotto ipnosi attraverso esperienze meditative e contemplative, gioco di ruolo, drammatizzazioni), e l&amp;#39;ipnoanalisi (percorso di analisi psicologica attraverso associazioni libere, parole chiave, analisi dei sogni, esperienze regressive e progressive).&lt;br&gt; &lt;br&gt;L&amp;#39;ipnosi è attualmente una tecnica che viene utilizzata come strumento di ricerca sulle modalità psico-fisio-biologiche con cui si attua l&amp;#39;interazione mente-corpo, in particolare coniugando l&amp;#39;ipnosi e l&amp;#39;effetto placebo creando così un nuovo termine di riferimento "ipnobo"; ed inoltre come mezzo di intervento psicoterapico in quanto metodologia che si avvale dell&amp;#39;attivazione del potenziale mentale della persona, a favore dell&amp;#39;organizzazione del suo mondo interno (strutturando e riequilibrando il mondo inconscio del soggetto).&lt;br&gt; &lt;br&gt;La base neurologica ed organica dell&amp;#39;ipnosi sembra risiedere a livello del sistema nervoso centrale in strutture differenziate, (parti differenti del cervello collegate fra loro da specifiche connessioni creative), nuove connessioni sinaptiche e neurormonali a formare gruppi neuronali funzionali differenti, integrati attraverso un sistema d&amp;#39;apprendimento facilitato dallo stato d&amp;#39;ipnosi e dall&amp;#39;abbassamento della critica. &lt;br&gt; Sono sicuramente coinvolti nel processo ipnotico la corteccia cerebrale, il sistema fronto-limbico ipotalamico, la sostanza reticolare ascendente di attivazione e i suoi nuclei specializzati pontini (in specie, il locus coeruleus). &lt;br&gt; &lt;br&gt;L&amp;#39;ipnosi è mediata da contenuti comunicativi che sono le convinzioni, a seguire le persuasioni, fino alle suggestioni, le quali possono essere proposte dall&amp;#39;ipnotista o autoindotte dal soggetto. &lt;br&gt;&lt;br&gt;La suggestione può essere espressa verbalmente e/o non verbalmente ed essere diretta, cioè riconosciuta dal soggetto come rivolta alla sua parte cosciente, o indiretta, come nel metodo ipnotico Ericksoniano, cioè rivolta alla sua parte inconscia e da lui non compresa. &lt;br&gt; Il monoideismo ideoplastico (ideomotorio) trasforma dunque la parola da pensata in vissuta, avviando così il processo ipnotico.&lt;br&gt;La trance ipnotica viene indotta secondo vari procedimenti, il più comune dei quali consiste nell&amp;#39;invitare il paziente a fissare un punto dinanzi a se, poi chiedendo di chiudere gli occhi e successivamente suggerendogli uno stato di profonda stanchezza. &lt;br&gt; &lt;br&gt;Gli aspetti dinamici che caratterizzano l&amp;#39;induzione ipnotica sono di tipo regressivo: &lt;br&gt;a) la riduzione delle afferenze sensoriali, limitando il campo di consapevolezza, dal momento che in assenza di stimolazioni sensoriali la persona tende ad allucinare, creare con la mente, per mantenere la sua corteccia sotto l&amp;#39;influsso di una stimolazione continua (focalizzazione); &lt;br&gt; b) la limitazione del movimento, per ridurre il contatto realistico con il mondo esterno, attraverso associazioni di rilassamento, perdita di consapevolezza, sonno (implicazioni); &lt;br&gt;c) la manipolazione dell&amp;#39;attenzione, che trasferisce l&amp;#39;attenzione del soggetto sulle proprie funzioni mentali interiori (dissociazione); &lt;br&gt; d) gli stimoli ripetitivi o impositivi che esaurendo l&amp;#39;attenzione disponibile, la mente è in grado al massimo di tener sotto controllo 7+o- 2 informazioni contemporaneamente, producono un impoverimento ideativo (intensificazione).&lt;br&gt; &lt;br&gt;Il punto di arrivo dell&amp;#39;induzione è rappresentato dallo stato ipnotico, che si caratterizza per una modificazione della funzione dell&amp;#39;Io, in cui le idee vengono sostituite da immagini visive e acustiche, e da un transfert ipnotico con l&amp;#39;ipnotista, in cui l&amp;#39;attenzione diventa selettiva e il soggetto ascolta solo la voce e i comandi dell&amp;#39;ipnotizzatore, assumendo toni e ruoli inconsueti come la simulazione di comportamenti di età regresse o impersonando il comportamento di altre persone. &lt;br&gt; &lt;br&gt;Lo stato ipnotico può raggiungere diversi livelli di profondità, ciascuno dei quali presenta sintomi (segnali) differenti, torpore, fenomeni catalettici (blocchi) di breve durata, sonno leggero con catalessia, sonno profondo, contratture, analgesia suggestiva e discreta amnesia, obbedienza automatica con amnesia più profonda, allucinabilità positiva (il soggetto vede cose che non ci sono), sonnambulismo e amnesia completa spontanea, allucinabilità negativa (il soggetto non vede cose che ci sono) durante la trance e per l'attività favorita da messaggi post ipnotici. &lt;br&gt; &lt;br&gt;Nell&amp;#39;uso dell&amp;#39;ipnosi le modalità di applicazione nell&amp;#39;ambito psicoterapico dell&amp;#39;ipnosi possono essere varie. In primo luogo, può essere indicata come tecnica di rilassamento, in quanto alcune reazioni neurofisiologiche dello stato di trance ritraggono lo stato d&amp;#39;ansia allontanandola. &lt;br&gt; Altro impiego è nel comportamento, con interventi destrutturanti su comportamenti negativi, ristrutturando al loro posto comportamenti più adeguati. &lt;br&gt;Ancora può essere utilizzata nell&amp;#39;ipnoanalisi, analizzando il materiale analitico emerso durante lo stato di trance ipnotica. In ambito clinico, l&amp;#39;ipnosi è utile nel trattamento di sindromi nevrotiche neurasteniche e nell&amp;#39;ipocondria. Può essere inoltre utile nei disturbi somatoformi e nelle varie forme di conversione somatica (paralisi isteriche, afasie, manifestazioni pseudosincopali o pseudoepilettiche, disfagie, sindromi vertiginose, turbe dell&amp;#39;intestino) o psichica (nevrosi isteriche, amnesie, stati crepuscolari, arresti psicomotori); inoltre, è utile nelle forme psicogene delle sindromi postraumatiche da stress, nelle sindromi ganseriformi e nella pseudodemenza. &lt;br&gt; Altri ambiti d&amp;#39;impiego dell&amp;#39;ipnosi sono le nevrosi d&amp;#39;ansia e fobiche, il controllo delle abitudini, obesità, alcolismo, tossicomanie, fumo. &lt;br&gt;Particolare difficoltà nel trattamento ipnotico si ha nei pazienti psicotici ed in particolare con pazienti soggetti a scompensi di tipo dissociativo ( schizofrenici). &lt;br&gt; L&amp;#39;anestesia ipnotica è di grande aiuto, ad esempio, negli interventi di chirurgia plastica, dove, ad esempio, l'innesto di lembi cutanei deve essere seguito da settimane di immobilità. Nel corso degli interventi si ha un vantaggio per il paziente ipnotizzato, rispetto a quello narcotizzato, perchè può facilitare il lavoro del chirurgo durante l&amp;#39;intervento. &lt;br&gt; Inoltre l&amp;#39;uso dell&amp;#39;ipnosi abbrevia il decorso post-operatorio, previene dolori e vomito e favorisce la cicatrizzazione. Molto utile risulta talvolta l&amp;#39;anestesia bilanciata, dove l&amp;#39;anestesia farmacologica è preceduta dall&amp;#39;ipnosi che ne moltiplica l&amp;#39;efficacia, in questi termini se ne fa uso anche in campo odontoiatrico e alle volte, per brevi interventi, in sostituzione all&amp;#39;anestetico stesso.&lt;br&gt; Sono stati molti, nel corso degli anni, gli interventi chirurgici praticati in stato sonnambolico (appendicectomia, erniectomia, tonsillectomia, interventi odontoiatrici, oculistici, ostetrici); al risveglio si è avuta un&amp;#39;amnesia completa per l&amp;#39;evento e un buon decorso post-operatorio. &lt;br&gt; Non sono ancora del tutto chiari i meccanismi neurofisiologici e psicologici alla base dell&amp;#39;analgesia ipnotica, si pensa che i procedimenti psicologici intellettivi ed emotivi abbiano la possibilità di influenzare l&amp;#39;equilibrio delle sinapsi dei centri nervosi dove convergono stimoli periferici sensitivi centripeti e centrali centrifughi; in tal senso, verrebbero modificate, in modo parzialmente conscio, la conduzione e la percezione del dolore mediante un&amp;#39;interazione continua tra eccitazione e inibizione. &lt;br&gt; Di da che con l&amp;#39;induzione ipnotica si ottiene un alterazione percettiva, ossia la soppressione delle componenti emotivo-affettive del dolore e la conseguente indifferenza del soggetto dovuta all&amp;#39;eliminazione a livello centrale dei circuiti limbo-ipotalamici coinvolti nei processi di integrazione cenestesica affettiva. &lt;br&gt; Nel controllo del dolore vi è anche un&amp;#39;interpretazione legata alla biochimica che prevede come il cervello in ipnosi, o durante particolari stati alternativi di coscienza, è in grado di sollecitare la produzione di endorfine, sostanze morfino-simili che neutralizzano lo stimolo doloroso.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Il lavoro e l&amp;#39;esperienza nel campo dell&amp;#39;ipnosi ci ha permesso di sviluppare nella nostra Scuola di Ipnosi Costruttivista un acronimo TIFIDIDIME che permette di fissare i punti da prendere in considerazione durante un induzione con l&amp;#39;Ipnosi Costruttivista, si possono generare stati di Trance Ipnotica con 4 induzioni e quattro metodologie ipnotiche differenti:&lt;br&gt; &lt;br&gt;T terapeuta (trance)&lt;br&gt;I ipnotizzato (ipnosi)&lt;br&gt;F focalizzazione (spostamento nel tempo e nello spazio)&lt;br&gt;I intensificazione (aumento/diminuzione di una sensazione)&lt;br&gt;D dissociazione (orientamento al mondo interno inconscio)&lt;br&gt; I implicazione (associazione, causa effetto, se X allora Y)&lt;br&gt;D descrizioni usate da parte sia da parte dell'ipnotista come dell&amp;#39;ipnotizzato &lt;br&gt;I induzioni standard o pre strutturate dall&amp;#39;ipnotista&lt;br&gt;M manipolazione consapevole del soggetto di riferimento anche attraverso il contatto fisico&lt;br&gt; E elicitazione, fare emergere un nuovo stato mentale desiderato&lt;br&gt;&lt;br&gt;Così brevemente qui di seguito tutti i passaggi dello stato di trance ipnotica con un altro acronimo di riferimento SEMOLTAFEDE:&lt;br&gt;SE sincronismo emotivo nella relazione col paziente/cliente&lt;br&gt; MO monoidea di riferimento suggerita dall&amp;#39;ipnotista&lt;br&gt;L limitazione del campo percettivo di consapevolezza per il cliente&lt;br&gt;T trance ipnotica ottenuta con la metodologia della pratica ipnotica scelta&lt;br&gt;A attivazione del potenziale mentale creativo del cliente, come conseguenza della trance indotta&lt;br&gt; FE fenomenologia osservabile dall'esterno, segnali della trance in corso&lt;br&gt;DE detrance come graduale ritorno allo stato di veglia del cliente guidato dall'ipnotista&lt;br&gt;&lt;br&gt;In questi due semplici acronimi tutta la nostra attenzione all&amp;#39;Ipnosi Costruttivista e lo sviluppo nel tempo di un approccio pragmatico con l'ipnosi, utilizzando tutto ciò che si conosce fino ad oggi di efficace nella pratica della trance ipnotica.&lt;br clear="all"&gt; &lt;br&gt;-- &lt;br&gt;Dr. Chisotti Marco&lt;br&gt;Psicologo psicoterapeuta &lt;br&gt;ipnosi terapeuta&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;br&gt;Cell 3356875991&lt;br&gt;Tel 0119187173&lt;br&gt;&lt;/i&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-8428194715966381843?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8428194715966381843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8428194715966381843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2011/04/ipnosi-e-stati-mentali-di-riferimento.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-4074506710044990165</id><published>2010-12-27T01:07:00.000-08:00</published><updated>2010-12-27T01:07:00.645-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/27/117.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/27/s_117.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'inebriante vela ipnotica del pensare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Son confuso dai segni, il pensare posa la sua attenzione al frastuono del tutto, tutto quello che mi circonda, che sta vicino, che sta lontano, quasi un eccitazione mi accompagna, forse non sto nei giusti panni, ora mi sposto, ti faccio luce, forse è più facile per te ora parlare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Chiunque crede nello spirito, e alla libertà dello spirito, e vuole il progresso all’infinito dello spirito per mezzo della libertà, dovunque sia nato e qualunque lingua parli è della nostra razza; egli ci appartiene; egli verrà con noi."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;J.G. Fichte, Discorsi alla nazione tedesca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È più facile proseguire se si ha qualcosa da dire, non è però vero solo perché è scritto e detto, si confonde il significato solo perché è nominato col vero, forte e sincero. Meglio esser liberi, meglio anche di non sapere, conoscere e capire, esser liberi. La conoscenza obbliga, impegna, partecipa e vive in noi, alle volte per noi, ci confonde e si diffonde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Come massima disgrazia della nostra epoca, che non permette ad alcunché di pervenire a maturità, devo considerare il fatto che nell’istante prossimo si consuma quello precedente, si sprecano i giorni e si vive sempre alla giornata, senza combinare nulla."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;J. W. Goethe, lettera del novembre 1825&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure non c'è certezza che vi si sostituisca, rimaniamo in attesa di una vita completa e ben spesa, ma ci dobbiamo arrangiare, alle volte arrancare, per vivere, sentire, guardare, provare, ci dobbiamo allungare, alla fine è tutto un pensare, anche ci vogliamo allontanare, pensare, pensare.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;" Il metodo corretto della filosofia sarebbe propriamente questo: nulla dire se non ciò che può dirsi: dunque, proposizioni della scienza naturale- dunque qualcosa che con la filosofia non ha nulla a che fare-, e poi, ogni volta che altri voglia dire qualcosa di metafisico, mostrargli che, a certi segni nelle sue proposizioni, egli non ha dato significato alcuno. Questo metodo sarebbe insoddisfacente per l'altro- egli non avrebbe il senso che gli insegniamo filosofia-, eppure esso sarebbe l'unico rigorosamente corretto. Le mie proposizioni illustrano così: colui che mi comprende infine le riconosce insensate, se è salito per esse- su esse- oltre esse; (Egli deve, per così dire, gettar via la scala dopo che v'è salito). Egli deve superare queste proposizioni; allora vede rettamente il mondo. Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere. " &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LUDWIG WITTGENSTEIN Tractatus, 6.53-7&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Troppe volte non si sta zitti, anche con noi stessi, nella nostra intima mente, oltre con gli altri, alcoltest, guardare, senza pensare, è pura disciplina, la terapia alle volte inizia dal domandare l'azzurro, l'irriverente, l'inaspettato, perché tutto ciò che è scontato lascia indifferenti, conoscenti di un mondo scontato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Tutta la bellezza e la magnificenza che abbiamo prestato alle cose reali e immaginate, io voglio rivendicarla come proprietà e opera dell'uomo: come la sua più bella apologia. L'uomo come poeta, pensatore, Dio, amore, forza; ammiriamo la sua regale generosità, con cui ha fatto doni alle cose per impoverire se stesso e sentirsi miserabile ! Finora il suo maggiore disinteresse fu questo, che egli ammirò e adorò e seppe nascondere a se stesso che egli stesso aveva creato ciò che ammirava."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nietzsche, "La volontà di potenza"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimaniamo dunque un pò assieme all'uomo al suo pensiero, al tuo pensiero, abbiamo solo questo, lo chiamiamo in tanti modi ma il nostro vivere è pur sempre un pensare, è il mondo delle idee e dei fatti, non il mondo delle masse e delle forze, anche se da queste siamo influenzati e forse anche generati, il pensiero, nelle idee, porta a noi la forza dell'inaspettato, del caso, quello che noi poi ribattezziamo come volontà, desiderio, destino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Voglio capire come Dio ha creato il mondo. Non mi interessa questo o quel fenomeno in particolare: voglio penetrare a fondo il Suo pensiero. Il resto sono solo minuzie ... l'esperienza più bella che possiamo avere è il senso del mistero. E' l'emozione fondamentale che accompagna la nascita dell'arte autentica e della vera scienza. Colui che non la conosce, colui non può più provare stupore e meraviglia è già come morto e i suoi occhi sono incapaci di vedere."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Einstein&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È questa la finestra sul mondo, ci da aria, luce, pace, è la meraviglia, lo stupore, il mistero, di questo in fondo ci nutriamo, questo è ciò che cerchiamo, l'idea del mistero, l'azione del pensiero nel mistero della vita, chi perde il proprio pensiero ha perso un pò del mistero, troppa logica, razionalità, un mondo intero che se ne va. L'ipnosi torna a permettere di sperare, incrociare ancora il dubbio, al di la delle certezze, entrare nel profondo della mente inconscia dove gli ordini si modificano, le sensazioni cambiano. Con le sensazioni cambiano anche le idee che le hanno orientate o con nuove idee che la mente, in modo inaspettato e creativo, ha generato cambia ogni cosa, anche ciò che si vorrebbe immutabile ed eterno, si perde il senso del tempo, in una trance profonda profonda ....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Fino allora egli era avanzato per la spensierata età della prima giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve, così che nessuno nota la loro partenza. Si cammina placidamente, guardandosi con curiosità attorno, non c'è proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme di dietro e nessuno ci aspetta, anche i compagni procedono senza pensieri, fermandosi spesso a scherzare. Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l'orizzonte con sorrisi di intesa; così il cuore comincia a battere per eroici e teneri desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo. Ancora molto? No, basta attraversare quel fiume laggiù in fondo, oltrepassare quelle verdi colline. O non si è per caso già arrivati? Non sono forse questi alberi, questi prati, questa bianca casa quello che cercavamo? Per qualche istante si ha l'impressione di sì e ci si vorrebbe fermare. Poi si sente dire che il meglio è più avanti e si riprende senza affanno la strada. Così si continua il cammino in una attesa fiduciosa e le giornate sono lunghe e tranquille, il sole risplende alto nel cielo e sembra non abbia mai voglia di calare al tramonto. Ma a un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che già precipita verso il fiume dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una sull'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire. Chiudono a un certo punto alle nostre spalle un pesante cancello, lo rinserrano con velocità fulminea e non si fa tempo a tornare."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dino Buzzati, "Il deserto dei Tartari"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si ha il tempo di tornare, solo di cambiare, ma non è un male tutto questo è solo un fatto! Vi lascio andare, la mia parlata è così andata a dove era cominciata, ma solo perché pensata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/27/118.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/27/s_118.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPad Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta Ipnosi terapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-4074506710044990165?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/4074506710044990165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/4074506710044990165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/12/linebriante-vela-ipnotica-del-pensare.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-2076810507877857242</id><published>2010-12-24T23:44:00.000-08:00</published><updated>2010-12-24T23:44:01.002-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/24/4217.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/24/s_4217.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ipnosi: un passo avanti rispetto ad ogni altra pratica nelle relazioni d'aiuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E voglio che tu scelga un momento nel passato in cui eri una bambina piccola piccola. E la mia voce ti accompagnerà. E la mia voce si muterà in quelle dei tuoi genitori, dei tuoi vicini, dei tuoi amici, dei tuoi compagni di scuola e di giochi, dei tuoi maestri. &lt;br /&gt;E voglio che ti ritrovi seduta in classe, bambina piccolina che si sente felice di qualcosa, qualcosa avvenuto tanto tempo fa, qualcosa tanto tempo fa dimenticato."&lt;br /&gt;Milton Erickson, 1959&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Mia madre la ricordo come una persona che cercava sempre di riparare le cose che si erano rotte” – “Penso che questa sia una delle ragioni per cui ho successo con persone con cui nessuno ha voluto avere più a che fare. Ho visto in loro il potenziale. Me lo insegnò lei.”&lt;br /&gt;Virginia Satir, 1965&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il bello e il brutto, il letterale e il metaforico, il sano e il folle, il comico e il serio... perfino l'amore e l'odio, sono tutti temi che oggi la scienza evita. Ma tra pochi anni, quando la spaccatura fra i problemi della mente e i problemi della natura cesserà di essere un fattore determinante di ciò su cui è impossibile riflettere, essi diventeranno accessibili al pensiero formale."&lt;br /&gt;Gregory Bateson, 1978&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il sè nasce linguisticamente nella ricorsività linguistica che costruisce l'osservatore come entità spiegandone il funzionamento entro un dominio di distinzioni consensuali. L'autocoscienza nasce linguistamente nella ricorsività linguistica che costruisce la distinzione del sè come entità quando spiega il funzionamento dell'osservatore che, in un dominio consensuale di distinzioni, distingue il se da altre entità. Dunque la realtà sorge insieme con l'autocoscienza linguisticamente come spiegazione della distinzione tra sè e non-sè nella prassi dell'osservatore. Il sè, l'autocoscienza e la realtà esistono nel linguaggio come spiegazione dell'esperienza immediata dell'osservatore." &lt;br /&gt;Humberto Maturana 1993&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Conseguenze delle operazioni del sistema sono le operazioni del sistema."&lt;br /&gt;Francisco Varela 1970&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Io devo, a ogni istante, chiedermi: ho controllato abbastanza le mie proiezioni? Ho verificato abbastanza le mie pulsioni? Mi sto inebriando e intossicando con le mie stesse fermentazioni teoriche, oppure sono troppo timoroso, troppo prudente, a proposito del soggetto, appunto? Perché è su questo capitolo del soggetto che mi sento più audace e più intimidito, perché è qui che provo l'esaltazione della scoperta e l'insicurezza del no man's land, il desiderio dell'elogio e il timore del biasimo."&lt;br /&gt;Edgar Morin, 1980&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E come Fritz dice dell'esperienza della vita "L'unica via è passarci attraverso".&lt;br /&gt;Fritz Pearl. 1954&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/24/4218.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/24/s_4218.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essere in anticipo sui tempi! Mi son sempre trovato a guardare il futuro, ad andare avanti, anche trascurando il presente, non completando quello che volevo raggiungere ed andando oltre i limiti di quello che conoscevo. Al tempo della mia tesi di laurea mi interessavo già di ipnosi, studiavo la PNL, astro nascente nell'America degli anni 70, primo valido tentativo di lasciare il mondo contemplativo ed interpretativo della psicoanalisi, per affrontare la terapia in modo operativo, che solo la pragmatica americana poteva immaginare. Al tempo io, studente "fresco" di psicologia, da poco migrato dalla facoltà di medicina, frequentavo una scuola di specializzazione in terapia della famiglia, è li che ho conosciuto Ennio Martignago, anch'esso studente di psicologia ed insieme abbiamo frequentato un corso di PNL, in particolare ci siamo interessati della fonte di ispirazione del lavoro di Bandler e Grinder, i due fondatori della PNL, il fenomeno Milton Erickson, padre dell'ipnosi moderna, Virginia Satir magica terapeuta della famiglia, Fritz Pearl fondatore della terapia della Gestalt. &lt;br /&gt;In ogni esperienza vissuta si può cambiare qualcosa, il modo di vederla, pensarla o raccontarla cambierà la storia stessa dell'esperienza, il modo di affrontarla, crederla e viverla, il modo di rifuggirla, negarla ed allontanarla, ogni approccio con la vita è un esperienza vissuta in modo straordinariamente diverso dalle persone.&lt;br /&gt;Con Ennio ho approfondito gli studi sugli stati di coscienza e la coscienza che possediamo di noi stessi, in lunghe ed infinite passeggiate nel parco di una antica biblioteca Torinese ci siamo confrontati in cammini differenti, momenti separati, momenti uniti nel pensiero.&lt;br /&gt;In particolare la mia tesi di laurea, su cui lavoravo al tempo, era un approfondimento della teoria sostanziale che doveva stare alla base di studi così innovativi ed approfonditi della mente umana, incontrai, nel mondo letterario naturalmente, il padre dell'ecologia, Gregory Bateson e ne fui illuminato, l'idea della mente unica e della struttura che la connette l'ho riportata nella mia tesi appunto il cui titolo è "Sviluppi epistemologici della seconda cibernetica."  &lt;br /&gt;A quel tempo lavoravo con Fabio Rondot un collega psicologo, anche lui al tempo vicino alla PNL, un grande creativo, anche con lui un piacevole confronto di anni d'amicizia e studi, un altra biblioteca, tanti pensieri, un lungo lavoro che ancora oggi pratico sugli algoritmi cognitivi, le parole chiave che al tempo avevo appreso da lui. Curioso devo dire, tante biblioteche ma pochi libri, almeno pochi rispetto ai miei amici colleghi, ho letto 101 libri per fare la mia tesi, giusto per arrotondare una cifra che ricordo come la carica dei 101, poi basta, ancora oggi leggo libri ma qua e la, il leggere un libro per me è stato sempre leggerli dall'inizio alla fine, senza saltare nulla, spesso posso dire d'aver riletto libri come la maggior parte di quelli di Morin, perché il suo è veramente un pensiero complesso&lt;br /&gt;Maturava e Varela, in particolare, in particolare li ho letti e riletti perché sono impegnativi, e son stati particolarmente innovativi, in particolare l'albero della conoscenza e un dominio cognitivo del sapere. In particolare a Varela devo le mie idee della coscienza, credo sia tra le persone più innovative ed anticipatrici che abbia potuto conoscere nei miei studi.&lt;br /&gt;Assieme a Ennio, che me lo ha fatto conoscere, ho approfondito il pensiero di Edgar Morin e mi sono avvicinato alla complessità, la stessa materia plasmata in campo terapeutico da Fritz Pearl mettendo in modo geniale le persone a confrontarsi con loro stesse attraverso una drammatizzazione del proprio dialogo interno nel famoso gioco delle sedie. È con Antonello Musso che ho cominciato un lungo sodalizio terapeutico con continua ancora oggi dopo 16 anni, detto così può sembrare un lavoro tra di noi, in effetti lo è stato, un lavoro di confronto e supervisione continua sui lavori che andavamo ed andiamo ad affrontare coi nostri pazienti.&lt;br /&gt;Oggi più che mai dopo 23 anni di attività come clinico ed altrettanti di formatore ho trovato e trovo nell'ipnosi lo strumento ideale, la metafora più giusta per comprendere ed aiutare, niente di più che permettere alle persone di riscrivere alcune pagine della loro vita, niente di più che permettergli di scrivere alcune delle loro più belle pagine della vita che e andranno a vivere.&lt;br /&gt;Siamo nella storia e siamo una storia, una particolare storia che raccontiamo semplicemente vivendo, ed il ricordo diviene vita che riviviamo, ed il futuro diviene progetto che anticipiamo vivendolo ancora, ogni momento è la nostra vita ed il vivere è rimanere nel sogno di ciò che è stato e che sarà, in un presente continuo, il nostro stato mentale che fluttua tra i nostri pensieri e le nostre sensazioni.&lt;br /&gt;Oggi penso tanto e mi ritrovo tra le mani delle bellissime perle di conoscenza, le mie citazioni iniziali, che mi accompagnano nel mio lavoro, così ho voluto condividerne alcune con voi.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPad Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta Ipnosi terapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-2076810507877857242?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/2076810507877857242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/2076810507877857242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/12/lipnosi-un-passo-avanti-rispetto-ad.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-8894034753963016731</id><published>2010-12-23T09:13:00.000-08:00</published><updated>2010-12-23T09:14:34.236-08:00</updated><title type='text'>L'ipnosi regina dell'estetica e dell'adattamento.</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/23/1607.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/23/s_1607.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzi all'articolo che mi son promesso di scrivere, con l'intento di dare la mia testimonianza a ciò che amo e di cui mi occupo, l'ipnosi, due parole a chi mi conosce direttamente, che lavora con me nella mia scuola, che porta a me la sua esperienza e viene a conoscere la mia, dandomi la straordinaria occasione di insegnare ed apprendere, insegnare ancora ed apprendere ancora. È tanto che rincorro le mie idee ed il desiderio di portare il mio saluto oltre ai soliti auguri, ma poi non riesco ad alzare il tono e mi sento imbottigliato, voglio però salutarvi in modo semplice con l'augurio che il nuovo anno passa essere per voi tutti un anno all'insegna del vostro inconscio, della vostra creatività. &lt;br /&gt;Dal mio canto l'augurio per la mia scuola è che possa continuare a portare il suoi contenuti attraverso il lavoro dei miei più stretti collaboratori, nonché amici stretti, che voi conoscete bene, e che intendo ringraziare direttamente per il loro contributo ed il loro lavoro ed impegno, Antonello Musso, Luca Chisotti, Ennio Martignago, Costanza Battistini, per la sede di Torino, nonché altri collaboratori diretti ed indiretti delle sedi distaccate dell'AERF di Cesena con Costanza Battistini, di Roma con Attilio Scarponi ed Adriano Bilardi, di Cagliari con Sergio Murgia e Cristian Livolsi nel tentativo di portare in modo stabile un corso della nostra scuola anche in Sardegna.&lt;br /&gt;Un augurio dunque che possa la buona relazione col vostro inconscio, o spirito guida, darvi le più grandi soddisfazioni, un abbraccio a tutti Marco Chisotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/23/1608.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/23/s_1608.jpg' border='0' width='210' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ipnosi regina dell'estetica e dell'adattamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'esperienza più bella &lt;br /&gt;che possiamo avere è il senso del mistero. &lt;br /&gt;È l'emozione fondamentale che accompagna la nascita &lt;br /&gt;dell'arte autentica e della vera scienza."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Albert Einstein&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questa frase di Einstein a voi, credo pensiate la stessa cosa che penso io, il mistero e l'emozione dell'ipnosi, è per me l'innesto per qualunque forma di psicoterapia, Counselling, e relazioni d'aiuto, arte autentica nell'esprimerla e nel viverla, vera scienza per ciò che oggi si conosce della mente attraverso le neuro scienze.&lt;br /&gt;Concluderò questo 2010 con alcune riflessioni, son sempre più convinto che non esistano verità, la vita va affrontata passo per passo, cercando di adattarsi e cambiarsi poco alla volta, la verità è la propria concreta realtà, anch'essa molto personale, ciò che dobbiamo affrontare son le nostre convinzioni, le nostre credenze, queste son le uniche verità. &lt;br /&gt;Quando mi accorgo di scelte fatte da persone magari in modo leggero, o superficiale, allora dietro vedo il limite dell'adattamento, la rinuncia, fino anche alla sofferenza, se non si è in grado di confrontare le nostre realtà.&lt;br /&gt;Ora, al contrario, avrei tante storie di persone che in modo curioso ed interessato mi hanno insegnato ad affrontare la verità quotidiana, cambiando le mie rigidità in nuove scelte, nuove opportunità, queste storie le ascolto e le racconto spesso ai miei corsi. Trovo che chi desidera conoscere l'ipnosi e sia interessato/a a divenire un buon Counsellor o Terapeuta, parta nel condividere le proprie verità con gli altri, facendo uscire la propria parte saggia, il proprio inconscio, e vivendo in questo modo un confronto continuo.&lt;br /&gt;La vita viene addentata sempre con le migliori intenzioni, alla luce di buoni principi e di forti verità, ma presto ci si accorge che non è possibile rimanere legati a queste verità, che c'è bisogno d'altro, ed è ancora la nostra creatività a darci la soluzione, magari con una semplice, quasi magica soluzione.&lt;br /&gt;Il mio tormentone ultimamente l'ho trovato in una frase, che è anche il titolo di uno dei film, a mio giudizio, tra i più riusciti di Woody Allen,  è racchiuso il senso di ciò che vi sto dicendo, "Basta. che funzioni!". Le soluzioni migliori spesso stanno in un adattamento totale, che inizialmente può sembrare limitante, fuori dal consueto, privo di gusto estetico, ma in grado di esprimere ciò che serve in quel momento.&lt;br /&gt;Anche il lavoro sul cambiamento risente del caso e della necessità che ci portiamo avanti nel corso della vita, caso come coincidenza di fattori spaziali e temporali, e necessita per come spesso ci troviamo a reagire per bisogno stretto alle situazioni che incontriamo.&lt;br /&gt;Le soluzioni che impariamo da bambini spesso si fanno avanti in queste circostanze, nei momenti inaspettati o di bisogno, quando dobbiamo dare una risposta immediata, allora emerge una natura istintiva che solo pochi riescono a mediare. &lt;br /&gt;Caso e necessità riescono a smascherare le persone e mostrarle nella loro intima natura, spesso una natura animale, non negativa necessariamente, ma essenziale, priva dei fronzoli culturali e dei retaggi dell'educazione ricevuta.&lt;br /&gt;Ma esistono comportamenti diversi, che un tempo ingenuamente non consideravo, ogni individuo reagisce con le proprie qualità dando risposte molto diverse a seconda del contesto da affrontare. &lt;br /&gt;L'intelligenza è a disposizione per questo, nel momento che si affrontano le difficoltà la nostra intelligenza cerca una soluzione con il minimo sforzo possibile, evitando il danno, e cercando di mantenere l'equilibrio stesso, in questo modo molte volte non si trova la soluzione "migliore", al contrario solo una soluzione.&lt;br /&gt;Ma voglio tornare a parlare di ipnosi con la ferma convinzione dell'importanza del lavoro con gli stati mentali, l'inconscio e le risorse. Gli stati mentali (ipnosi) sono la chiave di volta di ogni forma di psicoterapia, cambiamento, ristrutturazione, se ne parlerà sempre di più, si chiariranno le chiavi d'accesso ed i principi attivi della terapia, riscontrando alla base il costruttivismo coi suoi concetti, la complessità, l'ecologia, la messa in gioco della propria persona e della relazione nei rapporti terapeutici, e nelle relazioni d'aiuto.&lt;br /&gt;Vi lascio al senso del vostro mistero, come emozione fondamentale, con l'augurio di trovare nell'estetica e nell'arte dell'esperienza ipnotica, l'efficacia delle relazioni d'aiuto, e la loro piena utilità quando rivolte a restituire fiducia, serenità, sicurezza, buon umore, equilibrio, armonia, pace, tranquillità, indipendenza, sia alle persone che si incontrano per professione o per empatia umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/23/1609.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/23/s_1609.jpg' border='0' width='281' height='229' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPad Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta Ipnosi terapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-8894034753963016731?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8894034753963016731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8894034753963016731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/12/l-regina-dell-e-dell.html' title='L&amp;#39;ipnosi regina dell&amp;#39;estetica e dell&amp;#39;adattamento.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-2713435388352584610</id><published>2010-10-26T04:05:00.001-07:00</published><updated>2010-10-26T04:05:03.004-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;br&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;i&gt;" &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;&lt;i&gt;Noi siamo quel che è rimasto dopo le nostre scelte…"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;Questo è forse il motivo per cui siamo portati ad imputare tanto peso al passato e, non appagati, a ricercare in ipotetiche vite precedenti le ragioni del nostro essere di come siamo al presente, al di la del reale ed importate contributo terapeutico che lasciano le terapie d'ipnosi regressiva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;I nostri valori, le nostre credenze, sono frutto di esperienza, rientrano tra le nostre conoscenze e come ogni esperienza tendiamo a volerla mantenere e riprodurre, cercando di applicarla come sistema di comprensione per ogni nuova cognizione. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;Per conoscere abbiamo bisogno di modelli, senza non siamo in grado di farlo; i nostri modelli sono la base delle nostre spiegazioni e conoscenze. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;Non si apprende nulla di nuovo senza la modificazione dei modelli dai quali generiamo la nostra esperienza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;Conoscere è cambiare, cambiare è lasciare, decidere, dividere, modificare la metodologia dalla quale dipende la nostra consapevolezza. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;I modelli che apprendiamo da bambini sono la base da cui partono le nostre conoscenze; la nostra intelligenza si sviluppa partendo da questi, tutto può originare da semplici matrici apprese da bambini, dalle quali si è poi sviluppato il nostro mondo e le sue regole. Le nostre conoscenze partono da come siamo stati per farci diventare come saremo, infanzia ed adolescenza lasciano un segno indelebile nell'adulto, introducendolo in un flusso di potenzialità che va ad accrescere l'idea che abbiamo di noi e della nostra identità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;L'ipnosi si deve imparare da bambini!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;Portando l'attenzione sui processi d'apprendimento è bello notare come ogni forma d'apprendimento sia una specie di evoluzione per l'individuo. La crescita è un'evoluzione e dunque è strettamente collegata ad esso. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;E' fondamentale, dunque, pensare all'apprendere come ad un processo di adattamento; la crescita è di per sé un insieme di cambiamenti adattativi dell'individuo alla vita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;La trance ipnotica intesa come modificazione dello stato mentale è la migliore risposta di adattamento per l'individuo; permette di apprendere, aprendo il canale percettivo ed abbassando la critica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;L'attività creativa del nostro cervello risulta sempre più marcata, rispetto agli elementi di realtà condivisi con le altre persone; noi immaginiamo prima di percepire ed influenziamo completamente ogni percezione, attraverso il mondo della relazione con gli oggetti e con le persone, modificando con le nostre aspettative ed i nostri desideri l'intero mondo di realtà.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;Difficile considerare il sottile diaframma che divide il sogno dalla realtà, tanto che potrebbe risultare più semplice e corretto considerare la realtà come un sogno condiviso con gli altri. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;Noi siamo continuamente influenzati dal modo in cui anticipiamo gli eventi (G. A. Kelly). Se pensiamo alla nostra immagine del mondo, questa è prodotta dal nostro cervello utilizzando tutti gli input percettivi che si trova a possedere, usando al contempo i dati incamerati nella memoria e tutti gli elementi collegati alle esperienze avute in precedenza. Pur portando con noi l'idea di realtà condivisa, ogni nostra esperienza risente tantissimo di come ci siamo immaginati quello che sarebbe potuto essere, da come immaginiamo come sarà.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;Considerando l'esperienza dell'uomo, possiamo dire che ogni realizzazione umana passa attraverso due precise fasi: la prima è il costruire un'immagine, l'immaginare una situazione ed i suoi sviluppi; la seconda è collegata alla presa di coscienza o consapevolezza della situazione. Non sempre però si è in grado di possedere sufficienti esperienze da poter considerare l'immagine e, dunque, la conseguente consapevolezza, la fase preparatoria alla possibilità di realizzare un'esperienza; è una fase particolare e dal momento che l'esperienza ancora non esiste, dev'essere inventata. Per poterla attuare è necessario &lt;i&gt;fare finta&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt; che possa realizzarsi e questa finzione permetterà di &lt;i&gt;immaginarsi&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt; l'esperienza, &lt;i&gt;rendersi consapevoli&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;, fino a &lt;i&gt;realizzarsi &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;(McGill).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;Il bambino conosce molto bene le circostanze necessarie alla realizzazione di qualunque esperienza, l'adulto se n'é dimenticato. Già all'età di due anni un bambino impara a far finta, è in grado di fare come &lt;i&gt;se fosse&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;, da quel momento in poi il suo apprendimento accelera permettendo grandi realizzazioni attraverso continui lavori di immedesimazione ed emulazione, finge per poter essere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;L'intelligenza si sviluppa attraverso dei picchi discontinui, non si accresce in un processo graduale; il bambino utilizza l'intelligenza per necessità ed in base alle situazioni che si trova ad affrontare mette alla prova la sua capacità di adattamento, accresce la sua capacità analitica, attraverso la raccolta di dati sensoriali e la capacità elaborativa, sviluppando in un primo tempo un'intelligenza concreta, per poi arrivare ad affrontare lo sviluppo dell'intelligenza astratta, ipotetico deduttiva; qui si fissano le basi del pensiero analitico, dei suoi sviluppi, dei limiti e delle possibilità ad esso collegati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;Ogni comportamento è come collegato ad una sequenza di operazioni, parte delle quali sono analizzabili dal punto di vista della consapevolezza della persona, fino ad arrivare a prevedere procedure e liste di comandi nelle quali ogni persona è impegnata a dare la propria disponibilità, se desidera raggiungere la propria realizzazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;Fin da bambini si apprendono e si memorizzano metodi, procedure e listati di comandi; fin da bambini si apprende l'ipnosi, si sviluppano stati mentali che vengono mantenuti come riferimenti collegati alla vita stessa. Viene da sé quanto sia importante tutto ciò che si lega alle esperienze durante le fasi evolutive, le fasi di apprendimento di ogni individuo, in ogni momento della vita, con specifico riferimento alle prime fasi di sviluppo dell'intelligenza concreta ed ipotetico deduttiva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;Lo strutturarsi dell'esperienza, dunque, crea un insieme di limiti e possibilità per la persona che nella complessità dell'esperienza rimangono strettamente collegati tra loro, rendendo impegnativo ogni tentativo di miglioramento delle proprie possibilità, a scapito dei limiti ad esse collegati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;&lt;i&gt;"Il fine di tutta la nostra esplorazione è quello di arrivare là dove siamo partiti e di conoscere quel luogo per la prima volta". &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;(T. S. Eliot).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;    &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-2713435388352584610?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/2713435388352584610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/2713435388352584610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/10/noi-siamo-quel-che-e-rimasto-dopo-le.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-6185010870034877309</id><published>2010-10-26T04:04:00.001-07:00</published><updated>2010-10-26T04:04:14.296-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;br&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;b&gt;terapia episodica&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;Spesso le persone non chiedono un appuntamento per risolvere un problema, ma per fare un'esperienza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;La nostra può diventare terapia episodica, quando non segue un percorso strutturato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;Al pari della terapia focalizzata sulle risorse, il nostro gruppo di ricerca nell'ambito delle terapie basate sull'ipnosi&lt;span style="color: black;"&gt; (Marco Chisotti, Ennio Martignago, Antonello Musso e Paola Sacchettino), ha ripreso &lt;/span&gt;il termine coniugato da Keeney per definire uno stile terapeutico, la R.F.T. (Resource Focused Therapy), dove l&amp;#39;attenzione viene costantemente orientata alla ricerca delle risorse del cliente. Al pari della terapia episodica sottolinea l&amp;#39;attenzione che va riposta nel considerare ogni incontro come un&amp;#39;esperienza a sé un momento dove attraverso la relazione avvengono dei cambiamenti strutturali in ognuno, terapeuta e cliente. Alle volte i cambiamenti strutturali divengono cambiamenti organizzativi, cambiamenti che interessano l&amp;#39;organizzazione mentale stessa della persona. Ciò che più conta è portare il cliente verso le proprie risorse, quindi lasciarlo continuare nella sua narrazione fino a che non tende ad uscire dalle proprie risorse, a quel punto si interviene nuovamente per riportarlo sulle risorse. Questo atteggiamento terapeutico permette di focalizzarsi sulle possibilità che notoriamente sono svanite in chi denuncia un problema o avverte delle difficoltà. Permette inoltre di affrontare e risolvere un tema alla volta, il rischio che si corre spesso in terapia è proprio quello di correre dietro a mille rivoli narrativi senza riuscire a risolvere nulla, bensì entrando nella complessità ingestibile del tutto indifferenziato in cui si trova la persona. Oltremodo l&amp;#39;attenzione alle risorse ed alle esperienze aiuta a non cedere alle lusinghe fuorvianti che si ottengono nel dar spazio a diagnosi ed aspettative terapeutiche che tendono a generare, a loro volta, comportamenti lusinghieri da parte del cliente rispetto alle attese del terapeuta, a sua volta orientato dalle sue teorie e conoscenze nei confronti del cliente. Non la ricerca di patologie, ma lo sviluppo di risorse.&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; color: black;"&gt;Ecco dunque nascere un percorso terapeutico che genera spiegazioni solo attraverso sequenze di azioni suggerite ed adottate dal cliente durante la terapia. Ecco in sintesi il percorso, nei punti, suggerito dall'approccio alla terapia esperienziale, riportato da Keeney nel suo libro "Terapia focalizzata sulle risorse".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; color: black;"&gt;Il terapeuta deve raccogliere il minor numero di informazioni dal paziente o quelle ritenute essenziali, per evitare un aumento della complessità e perché ogni paziente ha una riserva infinita di contraddizioni, cambiamenti continui, credenze nelle quali sarebbe facile perdersi, inutilmente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; color: black;"&gt;Utilizzare la minima quantità di tempo nel raccogliere informazioni, focalizzando ogni singola seduta sulle sue risorse disponibili, mantenendo la sua attenzione sul momento emotivo/esperienziale che sta vivendo "qui ed ora".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; color: black;"&gt;Al contempo va utilizzata la minor quantità possibile di teoria in quanto il terapeuta non deve arroccarsi dietro la stessa, quanto deve fidarsi di se stesso e delle sue tecniche. Le teorie servono per esercitarsi, ma ciò che conta durante la terapia è il coinvolgimento di se stesso come terapeuta nella relazione con il cliente, all'interno della seduta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; color: black;"&gt;Inoltre il terapeuta deve fare il minimo, ascoltando il cliente fino a che rimane nel contesto delle sue risorse, interrompendolo solo nel momento in cui tende a vittimizzarsi, allontanandosi dalle sue qualità positive, per riportarlo sulle sue risorse e dandogli il giusto equilibrio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; color: black;"&gt;E' bene che il terapeuta rimanga "quieto" e, soprattutto, niente psicologia, che porterebbe fuori dal campo delle risorse per cadere nuovamente nella logica delle teorizzazioni, ovvero occuparsi di condotte vuote di senso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; color: black;"&gt;Niente sociologia, niente ideologia, ma improvvisazione perché il paziente è una teoria a sé.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; color: black;"&gt;E' possibile avere un'inversione del senso comune attraverso un comportamento esplorativo dove la curiosità del terapeuta è fondamentale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; color: black;"&gt;Viene ribaltato il senso comune: non si deve partire da un significato per descrivere le singole azioni, bensì utilizzare le singole azioni per giungere ad un significato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; color: black;"&gt;La vita non è altro che l'emergere delle nostre singole azioni ed esperienze, dunque "agire per vedere e non vedere per agire".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; color: black;"&gt;In una visione sistemica contestuale che tale approccio suggerisce, ci si deve basare totalmente sul vissuto del cliente e di tutte le persone che interagiscono con lui a creare quella rete di relazioni, che mantengono lo status quo, sia solutivo, che problematico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; color: black;"&gt;Ad es. se il panico del terapeuta è reattivo al dubbio che un cliente manifesta relativamente al suicidio, egli contribuisce potenzialmente a rinforzare la credenza del cliente nella realtà del suicidio stesso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; color: black;"&gt;Nella terapia non esiste un narratore ufficiale, che implicherebbe dei ruoli prestabiliti terapeuta/paziente, con tutte le aspettative e i limiti che detti ruoli portano con sé, ma una relazione circolare, come già nell'ipnosi il guidare e l'essere essere guidati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; color: black;"&gt;Il flusso delle spiegazioni va bloccato e si deve lavorare sul "non sense", per aiutare il cliente a costruire nuove strade con cui dare un senso alla propria vita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; color: black;"&gt;Partendo dal presupposto che un fatto non è come è, ma come lo descrivi, aiutare un cliente vuol dire ridisegnare con lui (in corresponsabilità), una nuova mappa di sé e della sua realtà.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="mobile-post" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;; color: black;"&gt;Sono le domande non banali, domande che non hanno ancora una risposta e le reazioni del cliente a queste domande che devono incuriosire il terapeuta; la terapia va vissuta più come teatro, in cui allenare il cliente al personaggio desiderato. Maggiore è il coinvolgimento terapeuta/paziente che si riesce ad ottenere, maggiore è l'indice che ci si trova in un contesto di risorse, dove il comportamento assurdo che rompe gli schemi è legittimo e la sperimentazione è benvenuta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;Esistono metodi preventivi che permettono alla persona di lavorare su se stessa, senza il pericolo da parte del terapeuta di fare danni, perché l'intervento non è medicalizzato o terapizzato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;Alcune esperienze le persone possono farle con un medico, uno psicologo, ma anche con un filosofo, un counsellor, un coach o con il proprio mentore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Agency FB&amp;quot;;"&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;    &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-6185010870034877309?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/6185010870034877309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/6185010870034877309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/10/terapia-episodica-spesso-le-persone-non.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-1459352885792281548</id><published>2010-10-26T04:03:00.001-07:00</published><updated>2010-10-26T04:03:29.660-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;br&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;L&amp;#39;esperienza tra costruzione&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;e conquista: &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;chi siamo da dove veniamo dove andiamo.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La realtà e i suoi pezzi, meglio detto come fare a pezzi la realtà!&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;"Sotto l&amp;#39;immagine rivelata ce n'è un&amp;#39;altra più fedele alla realtà e sotto quest&amp;#39;altra un&amp;#39;altra ancora e di nuovo un&amp;#39;altra ancora fino alla vera immagine di quella realtà assoluta che nessuno vedrà mai".&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; (dal film: "Al di là delle nuvole" di W. Wenders, M. Antonioni).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L&amp;#39;epistemologia, dal greco episteme&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;(scienza) e logos (discorso), è lo studio della teoria della conoscenza; è quel ramo della filosofia che indaga le origini, la struttura, i metodi e la validità della conoscenza e, di fondo, di chi pensiamo di essere. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per epistemologia s'intende, dunque, &lt;i&gt;"discorso critico intorno alle scienze" &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;(naturali e matematiche). Oggi viene anche considerata come &lt;/span&gt;&lt;i&gt;"Teoria della conoscenza"&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, nel senso di riorganizzazione sistematica delle&lt;/span&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;procedure che rendono possibile la descrizione, il calcolo o la&lt;/span&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;previsione controllabile di un oggetto, base fondamentale per&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;l'uso della nostra intelligenza anticipatoria.&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per rappresentazioni epistemologiche s'intendono le rappresentazioni degli eventuali percorsi conoscitivi riguardo un particolare concetto matematico o scientifico in generale. Tali rappresentazioni possono essere messe a punto da un soggetto apprendente o da una comunità scientifica, in un determinato periodo storico.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il linguaggio e la realtà sono strettamente connessi, lo si può facilmente comprendere se si considera il linguaggio non come una semplice descrizione della realtà, linguaggio denotativo, ma come co-costruttore della realtà, linguaggio connotativo. Generalmente si sostiene che il linguaggio sia una rappresentazione del mondo; noi sosteniamo esattamente l&amp;#39;opposto, cioè che il mondo è un&amp;#39;immagine&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;del linguaggio. Il linguaggio viene prima ed il mondo ne è una conseguenza.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Pensiamo alla comprensione: altro non è che un tipo di accordo complesso e riflette le condizioni che hanno reso possibili le interazioni dei partecipanti alla conversazione stessa, dove da un lato un individuo apprende e dall&amp;#39;altra un altro insegna, sia in modo diretto, che in modo indiretto. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In realtà la comprensione prevede un&amp;#39;interazione istruttiva, dove esiste un oggetto esterno di conoscenza (qualcosa da apprendere), e un oggetto interno all&amp;#39;esperienza dell&amp;#39;individuo; ogni oggetto del reale porta con sé una spiegazione o è intriso di spiegazioni differenti. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Gli esseri umani conoscono il mondo tramite i messaggi trasmessi dai sensi al cervello.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;"Il mondo é presente all&amp;#39;interno della nostra mente, la quale é all&amp;#39;interno del nostro mondo"&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; ci ricorda Edgar Morin nel "Metodo"; noi siamo come prigionieri del senso che abbiamo dato al nostro mondo, lo conosciamo e ce lo portiamo dietro, con tutti i suoi limiti e le sue contraddizioni, le sue spiegazioni, le scoperte e le invenzioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Siamo sempre più imbrigliati in sistemi cognitivi, smisuratamente complessi e generalizzati, da non essere più in grado di dettagliare con precisione i confini del sistema educativo di riferimento; in un individuo in crescita la comprensione segue l&amp;#39;esperienza diretta; tutta l&amp;#39;attività umana, ancor prima di essere riflessione scientifica, comunicazione, contemplazione, o quant&amp;#39;altro, è una continua pratica di perseguimento delle conoscenze, attraverso la creazione di strumenti e attrezzature concettuali, fino ad arrivare ad una completa distinzione tra esperienza e conoscenza, una distinzione che ci allontana sempre di più dai dati di realtà comunemente intesi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Emerge, dunque, sempre più l&amp;#39;esigenza di creare processi di insegnamento/apprendimento conversazionale in questa società del controllo generalizzato e della comunicazione spettacolarizzata, creare un mondo di comprensione o meglio ancora di comunione, attraverso il semplice conversare. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Conversare vuol dire dunque creare un ponte tra insegnamento e apprendimento: lo stesso ponte che separa e unisce l&amp;#39;insegnamento e l&amp;#39;apprendimento, consente di intercettare la radiosa essenza di un luogo comune dove l&amp;#39;insegnamento e l&amp;#39;apprendimento possano incontrarsi e collegarsi insieme. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Così si mette con facilità in discussione un altro famoso proverbio molto diffuso, e cioè quello che dice &lt;i&gt;"vedere per credere".&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; E&amp;#39; corretto dire &lt;/span&gt;&lt;i&gt;"credere per vedere!" &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Occorre capire ciò che si vede, diversamente non si è in grado di vederlo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La mente è guidata dai sensi che son guidati dalla mente!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;   &lt;br&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-1459352885792281548?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/1459352885792281548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/1459352885792281548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/10/l-tra-costruzione-e-conquista-chi-siamo.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-4578795989044589307</id><published>2010-09-05T00:44:00.000-07:00</published><updated>2010-09-05T00:43:57.947-07:00</updated><title type='text'>I frutti dell'albero della psiche.</title><content type='html'>I frutti dell&amp;#39;albero della psiche secondo me.  Quello che credo.&lt;br&gt;Quello che penso. Quello che voglio.  Credo che viviamo una sola vita,&lt;br&gt;che scorre veloce per ricostituire in tempo la sua integrit&amp;#224;&lt;br&gt;contrastando la sua disgregazione.  Penso che la coscienza sia alla&lt;br&gt;base del nostro esser al centro della nostra vita, senza la coscienza&lt;br&gt;non esistiamo, non esiste nulla. Voglio vivere la mia unica vita in&lt;br&gt;libert&amp;#224;, in leggerezza, in amore, sensibile a tutto ci&amp;#242; che d&amp;#224; vita e&lt;br&gt;da cui dipendiamo.  Quello che amo. Quello che cerco. Quello che ho.&lt;br&gt;Amo la vita in tutte le sue manifestazioni, dagli esseri viventi, agli&lt;br&gt;eventi naturali, alle risposte della coscienza umana. Cerco ogni cosa&lt;br&gt;possa esser compresa, consapevole che ogni spiegazione &amp;#232; solo ed unico&lt;br&gt;frutto della ricerca stessa. Ho tutto ci&amp;#242; che serve, la vita, il&lt;br&gt;pensiero, la volont&amp;#224;, consapevole che ognuno di questi processi &amp;#232;&lt;br&gt;sostegno per gli altri, ed io vivo di questi sostegni tautologici.&lt;br&gt;Quello che desidero. Quello di cui ho bisogno. Quello che mi rimane.&lt;br&gt;Desidero il bene nell&amp;#39;accezione che ho imparato a praticare, desidero&lt;br&gt;star bene cercando il piacere e rifiutando il dolore. Ho bisogno di&lt;br&gt;credere, di darmi uno scopo, di sognare, come di mangiare, bere,&lt;br&gt;dormire, respirare, ho bisogno di progettare, comunicare, sperare. Mi&lt;br&gt;rimane ci&amp;#242; a cui credo, ci&amp;#242; a cui penso, quello che voglio, quello che&lt;br&gt;amo, quello che cerco, quello che desidero, ci&amp;#242; di cui ho bisogno,&lt;br&gt;quello che ho.  Quello che sento. Quello che provo. Quello che vivo.&lt;br&gt;Sento la vita fuori di me e dentro di me, sento un senso di stupore&lt;br&gt;per ogni aspetto della vita, sento la mia vita. Provo attaccamento&lt;br&gt;alla vita, provo amore per le persone che mi stanno vicino, provo nel&lt;br&gt;sentire coi sensi. Vivo ogni cosa di cui ho coscienza, vivo ogni&lt;br&gt;istante di cui ho qualche tipo di coscienza, vivo ogni stato della mia&lt;br&gt;mente.  Il pensiero credo ci aiuti continuamente a rincalzare i nostri&lt;br&gt;sensi, i nostri sensi sostengono continuamente i nostri pensieri, la&lt;br&gt;consapevolezza ci deriva dalla vita biologica come inevitabile&lt;br&gt;conseguenza di una struttura ed una organizzazione mentale. Vivere &amp;#232;&lt;br&gt;facile e semplice perch&amp;#233; &amp;#232; un processo contemplativo, dell&amp;#39;esecutivo&lt;br&gt;del vivere non ci dobbiamo preoccupare.  Il pensiero ci porta a&lt;br&gt;cercare, capire, spiegare, &amp;#232; l&amp;#39;emergere della coscienza, viviamo&lt;br&gt;perch&amp;#233; abbiamo una forma di coscienza, altrimenti potremmo esistere&lt;br&gt;senza essere? Probabilmente non saremmo ci&amp;#242; che siamo. Dovrei porre&lt;br&gt;maggior attenzione alla logica con cui affermo tutto ci&amp;#242; ma preferisco&lt;br&gt;rincorrere i pensieri, lasciando a chi desidera rincorrere i miei&lt;br&gt;pensieri che apponga lui stesso ci&amp;#242; che pensa di ci&amp;#242; che ascolta da&lt;br&gt;me. Ogni senso ci racconta qualcosa, ogni storia che ci raccontiamo &amp;#232;&lt;br&gt;legata ai sensi, ridiamo, piangiamo, preghiamo, crediamo, cerchiamo,&lt;br&gt;sentiamo, pensiamo, viviamo e muoviamo. Credo d&amp;#39;aver dimenticato&lt;br&gt;molto, ma so che ci pensate voi a colmare ci&amp;#242; che manca, anzi &amp;#232;&lt;br&gt;importante lasciar spazio a chi ci segue, quello spazio che lo fa star&lt;br&gt;bene nello star con te, nel tuo spazio mentale, nel tuo tempo. Viviamo&lt;br&gt;nell&amp;#39;essere e siamo nel vivere, essere &amp;#232; aver coscienza, ci&amp;#242; di cui&lt;br&gt;non abbiamo coscienza poco importa. La prima magia della vita &amp;#232;&lt;br&gt;sicuramente il viverla, la seconda magia che rende unica la prima &amp;#232;&lt;br&gt;l&amp;#39;aver coscienza del vivere, per poter vivere devo aver coscienza solo&lt;br&gt;cos&amp;#236; partecipo al mio vivere, solo cos&amp;#236; rendo gli altri partecipi al&lt;br&gt;mio vivere. Credo che la nostra mente, considerando il tutto, abbia&lt;br&gt;come fine la relazione, senza relazione non esisterebbe nulla. Viviamo&lt;br&gt;attraverso le relazioni, la prima fondamentale relazione che viviamo &amp;#232;&lt;br&gt;con noi stessi, la viviamo col dialogo interno dei nostri pensieri,&lt;br&gt;dei nostri sensi, in uno scambio continuo che ci d&amp;#224; consapevolezza. La&lt;br&gt;relazione o legame &amp;#232; poi col mondo esterno, con gli altri, viviamo&lt;br&gt;continuamente legami con le cose e con gli altri. Ogni legame o&lt;br&gt;relazione aggiunge un elemento di complessit&amp;#224; al nostro vivere. La&lt;br&gt;conseguenza del nostro vivere attraverso relazioni &amp;#232; che continuiamo a&lt;br&gt;cambiare ogni identit&amp;#224; rendendo la vita un complesso tessuto&lt;br&gt;relazionale di cui abbiamo parziale consapevolezza nello spicchio di&lt;br&gt;esserci che portiamo con noi. Mi accorgo che il discorso diviene&lt;br&gt;complesso, quando si va oltre all&amp;#39;approssimazione e ci si prende la&lt;br&gt;briga di approfondire ci si arena, cos&amp;#236; voglio uscire da questo&lt;br&gt;sabbione e tornare nel terreno compatto. Ci&amp;#242; che sto affermando non ha&lt;br&gt;nessuna pretesa d&amp;#39;essere vero, &amp;#232; &amp;quot;poesia&amp;quot; del mio pensare, libero&lt;br&gt;pensiero che porta con s&amp;#39;&amp;#232; un po&amp;#39; della logica condivisa, ed un po&amp;#39;&lt;br&gt;della logica mia personale. Credo che la vita non abbia un senso,&lt;br&gt;credo che ogni scopo che diamo alla nostra vita sia frutto di una&lt;br&gt;storia, le storie son la coscienza delle cose, oltre che delle&lt;br&gt;persone, che altrimenti sarebbero escluse dalla vita, ci rientrano per&lt;br&gt;i legami che abbiamo con loro. E bello pensar di esser seguita da&lt;br&gt;qualcuno di voi, questo mi fa continuare, l&amp;#39;idea &amp;#232; una creazione della&lt;br&gt;nostra mente ed &amp;#232; confezionata con le parole, ogni parola evoca un&lt;br&gt;esperienza ed ogni esperienza implica un mondo. Son consapevole che la&lt;br&gt;mia vita sia frutto della storia che mi racconto. Le storie son la&lt;br&gt;conseguenza dell&amp;#39;unione dei fatti sentiti e percepiti che ci han&lt;br&gt;emozionati. Vivere &amp;#232; l&amp;#39;emozionarci, attraverso le semplici sensazioni&lt;br&gt;implicate in una storia noi viviamo le emozioni. Ho imparato a legare&lt;br&gt;le cose tra loro nel modo che ricerco nel mio vivere e che chiamo&lt;br&gt;bello, buono, giusto, vero. Cos&amp;#236; quando compongo dei legami suggerisco&lt;br&gt;delle possibilit&amp;#224; di vivere, viviamo attraverso i legami che ci&lt;br&gt;creiamo, non possiamo vivere senza legami, li cerchiamo, li creiamo,&lt;br&gt;li pensiamo, li desideriamo, li crediamo, li sentiamo, li amiamo. Cos&amp;#236;&lt;br&gt;creiamo la vita, la raccontiamo, creiamo le storie, ci crediamo, ne&lt;br&gt;siamo consapevoli, viviamo.&lt;p&gt;Dr. Marco Chisotti&lt;br&gt;Psicologo Psicoterapeuta&lt;br&gt;Ipnosi Terapeuta&lt;br&gt;Cell. 3356875991&lt;br&gt;Tel. 0119187173&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;http://www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.aerf.it"&gt;http://www.aerf.it&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.ipnosicostruttivista.it"&gt;http://www.ipnosicostruttivista.it&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Inviato da iPad&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-4578795989044589307?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/4578795989044589307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/4578795989044589307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/09/i-frutti-dellalbero-della-psiche.html' title='I frutti dell&apos;albero della psiche.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-8193648509516864981</id><published>2010-08-26T07:35:00.000-07:00</published><updated>2010-08-26T07:48:29.711-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.masternewmedia.org/images/rss_what_it_is_480.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 480px; height: 439px;" src="http://www.masternewmedia.org/images/rss_what_it_is_480.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Oggi gli articoli in Rss&lt;br /&gt;Ho aggiunto a questo sito la possibilità di accedere con il formato Rss.&lt;br /&gt;Per molti questo non vorrà dire nulla ma per alcuni significa poter accedere con programmi di composizione come gli integratori di feed&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://0.tqn.com/d/email/1/0/7/m/2/vienna400__2_2.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 334px;" src="http://0.tqn.com/d/email/1/0/7/m/2/vienna400__2_2.png" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;O con i nuovi programmi per Smartphone o iPad, come The Early Edition&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://freelance-zone.com/blog/wp-content/uploads/2010/01/apple-iPad.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 450px; height: 495px;" src="http://freelance-zone.com/blog/wp-content/uploads/2010/01/apple-iPad.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Oppure, infine per leggerli con Google Reader&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.survance.org/hsblogs_news/google_reader_screenshot.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 639px; height: 448px;" src="http://www.survance.org/hsblogs_news/google_reader_screenshot.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-8193648509516864981?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8193648509516864981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8193648509516864981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/08/oggi-gli-articoli-in-rss-ho-aggiunto.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-3370493537648806639</id><published>2010-08-26T05:13:00.000-07:00</published><updated>2010-08-26T07:31:40.196-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Comunicazione e cambiamento.&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img.fkcdn.com/img/043/9780393011043.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 135px; height: 200px;" src="http://img.fkcdn.com/img/043/9780393011043.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La comprensione di un messaggio comunicativo necessita di tre elementi&lt;br /&gt;fondamentali: contenuto, contesto e intenzione (dell'interlocutore).&lt;br /&gt;Per i primi due elementi non c'è difficoltà a comprenderne il&lt;br /&gt;significato. Il contenuto è indispensabile, considerando che può&lt;br /&gt;essere un contenuto non verbale che va dunque ulteriormente&lt;br /&gt;interpretato, ci porta l'elemento del contendere, il messaggio.&lt;br /&gt;Il contesto è fondamentale per l'interpretazione del messaggio stesso:&lt;br /&gt;senza il contesto non è possibile esser sicuri del significato, dal&lt;br /&gt;momento che le parole spesso portano con sé valori e significati&lt;br /&gt;differenti, anche solo per il tono con cui vengon espresse.&lt;br /&gt;Quello che ci risulta in parte nuovo e in parte ancora poco chiaro è&lt;br /&gt;l'intenzione, il senso di questo elemento infatti è più complesso di&lt;br /&gt;quanto appaia.&lt;br /&gt;Nel considerare l'intenzione dobbiamo considerare l'elemento "io",&lt;br /&gt;cioè a dire il soggetto portatore della comunicazione. Se partiamo&lt;br /&gt;dall'idea che l'identità di una persona coincida con la sua coscienza,&lt;br /&gt;il piatto è pronto. Basta domandare e vi sarà detto "Qual è la tua&lt;br /&gt;intenzione?" E la persona ci dirà le sue intenzioni. Ma la persona non&lt;br /&gt;si compone di una semplice unità, noi sappiamo che la coscienza è un&lt;br /&gt;composto di intenzioni distribuite in parti differenti della sua&lt;br /&gt;mente, considerando la mente come un puzzle di parti del cervello la&lt;br /&gt;cui massa critica costituisce il nostro livello di coscienza.&lt;br /&gt;L'intenzione, noi sappiamo bene da come le neuroscienze ci mostrano,&lt;br /&gt;sono spesso ad un livello differente da quello della coscienza di cui&lt;br /&gt;abbiamo una diretta consapevolezza. Il lavoro stesso che si fa nelle&lt;br /&gt;relazioni d'aiuto va spesso a ricercare il significato profondo&lt;br /&gt;presente nella persona, quegli elementi dell'identità che la&lt;br /&gt;compongono creando il senso di un'intenzione in parte conscia ed in&lt;br /&gt;parte inconscia. Nel momento in cui entra in gioco l'inconscio si&lt;br /&gt;comincia a costruire una rete neuronale che collega parti della mente&lt;br /&gt;fino a quel momento non collegate tra loro, si forma un nuovo stato&lt;br /&gt;mentale e da qui una nuova identità possibile.&lt;br /&gt;A questo punto appare chiaro che ciò che consideriamo vero in noi è&lt;br /&gt;più frutto di presupposti implicati nell'operazione mentale in atto&lt;br /&gt;che non frutto di una volontà unica. La volontà è piuttosto uno stato&lt;br /&gt;mentale che porta ad emergere, elicitare, un'intenzione tra le tante&lt;br /&gt;possibili. Noi agiamo e reagiamo sull'emergere di un'intenzione che in&lt;br /&gt;questo momento domina sulle altre.&lt;br /&gt;Il lavoro col proprio inconscio, da pratica utile ai fini terapeutici&lt;br /&gt;diviene fondamentale elemento d'equilibrio per considerare i&lt;br /&gt;differenti livelli, o meglio i differenti presupposti che compongono&lt;br /&gt;il nostro essere. Senza la presenza consapevole del nostro&lt;br /&gt;interlocutore interno non è possibile parlare di dialogo e senza&lt;br /&gt;dialogo, dialettica, non ci sono né osservatore né osservato, non c'è&lt;br /&gt;un soggetto cosciente, non c'è una chiara intenzione.&lt;br /&gt;Il lavoro nel costruire l'inconscio, una parte interiore del nostro&lt;br /&gt;essere, permette di aumentare la consapevolezza e crea un'identità&lt;br /&gt;differente, la possibilità di uscire da molti luoghi comuni in cui ci&lt;br /&gt;troviamo legati, impossibilitati ed esser diversi. Cosa succede in una&lt;br /&gt;persona quando produce un cambiamento? Alla luce di quanto ho esposto&lt;br /&gt;si crea un dialogo interno diverso, parti del cervello si relazionano&lt;br /&gt;in modo differente, certe priorità si impongono su altre, certi&lt;br /&gt;presupposti si impongono su altri. Un uomo di 100 anni fa era diverso&lt;br /&gt;da un uomo d'oggi. Perché? Altri equilibri nella sua mente, altri&lt;br /&gt;dialoghi interni e diverse parti di sé, altri presupposti in gioco,&lt;br /&gt;diverse intenzioni. Creando l'inconscio permettiamo alla persona di&lt;br /&gt;accelerare un processo di cambiamento generando nuove possibilità di&lt;br /&gt;essere, nuovi collegamenti tra parti della sua mente. Un nuovo&lt;br /&gt;equilibrio interno, un diverso stato mentale implicato, una diversa&lt;br /&gt;identità. La comunicazione è una relazione tra parti, quando è esterna&lt;br /&gt;è in relazione con altri individui, quando è interna è tra due o più&lt;br /&gt;entità interiori di riferimento. Molto spesso il dialogo interno è&lt;br /&gt;però limitato, il nostro interlocutore interno non è dalla nostra&lt;br /&gt;parte, non è nostro alleato, è una voce distruttiva, una coscienza&lt;br /&gt;negativa, o quant'altro si possa incontrare.&lt;br /&gt;Creare, costruire strutture interiori, come l'idea dell'inconscio,&lt;br /&gt;permette di organizzare la mente, permette di aumentare la&lt;br /&gt;consapevolezza, creare nuovi equilibri interiori tra le parti che&lt;br /&gt;compongono la nostra mente, tra aree diverse del cervello, permette di&lt;br /&gt;creare un nuovo dialogo interno, ciò che vien usato attraverso il&lt;br /&gt;dialogo delle parti, crea e costituisce nuove intenzioni, nuovi&lt;br /&gt;presupposti. Il cambiamento viaggia attraverso la comunicazione&lt;br /&gt;interna ed esterna degli individui, l'intenzione è ciò che emerge&lt;br /&gt;dall'equilibrio delle parti che entrano in gioco nella nostra mente.&lt;br /&gt;Per comprendere l'intenzione, e dunque il significato di una&lt;br /&gt;comunicazione, è necessario avere un dialogo che permetta di far&lt;br /&gt;emergere gli equilibri presenti all'interno dell'interlocutore, si&lt;br /&gt;deve aggiungere un alleato interno che favorisca tale comprensione.&lt;br /&gt;Se si vuole aiutare una persona la si deve mettere nella condizione di&lt;br /&gt;usare le proprie risorse interiori, aumentando le sue possibilità di&lt;br /&gt;scelta, e lo si può ottenere attraverso un'azione operata dalla mente,&lt;br /&gt;con un dialogo differente, con parole differenti, relazioni&lt;br /&gt;differenti, pensieri differenti. Si ottiene un cambiamento attraverso&lt;br /&gt;parole e pensieri, le preghiere che sono parole e pensieri ripetuti,&lt;br /&gt;son innesti nella struttura cognitiva della persona, agiscono&lt;br /&gt;coordinando nuove connessioni tra parti della mente, nuovi equilibri,&lt;br /&gt;nuovi pensieri e sensazioni.&lt;br /&gt;Aiutare vuol dire, per chi si interessa di relazioni d'aiuto,&lt;br /&gt;comunicare, creare nuove relazioni, aumentare le possibilità di&lt;br /&gt;scelta; lavorare con i contenuti, comprenderli, capirli; lavorare sui&lt;br /&gt;contesti personali, familiari, sociali, culturali, analizzarli,&lt;br /&gt;considerarli. Aiutare vuol dire prendere in considerazione le&lt;br /&gt;intenzioni presenti, quelle consce e quelle inconsce, permettendo così&lt;br /&gt;di comprendere, assieme al comunicatore, il reale significato profondo&lt;br /&gt;della comunicazione presente. Così non è possibile comprendere un&lt;br /&gt;messaggio senza metter in gioco l'organizzazione della mente&lt;br /&gt;dell'individuo, nel suo stesso interesse, permettendogli di&lt;br /&gt;comprendere il peso delle sue reali e profonde intenzioni. Per far&lt;br /&gt;questo bisogna creare il dialogo possibile che mette in luce ed in&lt;br /&gt;gioco la relazione tra le parti della mente. Il dialogo con&lt;br /&gt;l'inconscio, il dialogo tra le parti e le preghiere costruite con il&lt;br /&gt;soggetto son gli strumenti principali. Il risultato che si ottiene è&lt;br /&gt;un cambiamento dei presupposti della persona, nuovi equilibri nelle&lt;br /&gt;relazioni interne (mondo interno) ed esterne (mondo esterno) in&lt;br /&gt;gioco.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dr. Marco Chisotti&lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta&lt;br /&gt;Ipnosi Terapeuta&lt;br /&gt;Cell. 3356875991&lt;br /&gt;Tel. 0119187173&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com/"&gt;http://www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.aerf.it/"&gt;http://www.aerf.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ipnosicostruttivista.it/"&gt;http://www.ipnosicostruttivista.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Inviato da iPad&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-3370493537648806639?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/3370493537648806639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/3370493537648806639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/08/comunicazione-e-cambiamento.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-2550659213299096282</id><published>2010-08-24T07:12:00.000-07:00</published><updated>2010-08-24T07:07:13.363-07:00</updated><title type='text'>Cos'è la coscienza? Uno stato mentale.</title><content type='html'>Cos&amp;#39;&amp;#232; la coscienza? &amp;#200; uno stato mentale!&lt;p&gt;Forse &amp;#232; semplicemente una tautologia la mia, ma entrare in merito dello&lt;br&gt;stato mentale mi permette di fare delle ipotesi operative che&lt;br&gt;permettono di lavorare sulla mente. Ogni intervento di psicoterapia&lt;br&gt;lascia adito ad interpretazioni diverse senza poter mai dare spazio ad&lt;br&gt;un&amp;#39;unica prospettiva operativa, senza dunque riuscire a dare dei&lt;br&gt;riferimenti su come operare.&lt;br&gt;Ci&amp;#242; che si afferma &amp;#232; che i risultati delle psicoterapie son favoriti&lt;br&gt;dalla relazione e non dalle teorie sottese. Costruire una buona&lt;br&gt;relazione permette di accettare l&amp;#39;altro riconoscendone il ruolo e la&lt;br&gt;presenza, riconoscendogli la possibilit&amp;#224; di partecipare in modo attivo&lt;br&gt;alla mutevole posizione interlocutoria, nel momento che si condivide&lt;br&gt;con la relazione uno spazio mentale ci si comprende, ci si capisce e&lt;br&gt;si accetta di guidare ed esser guidati durante il colloquio, la&lt;br&gt;collaborazione, in una condizione in cui entrambi gli individui hanno&lt;br&gt;chiaro il proprio ruolo e si distinguono, e si intendono&lt;br&gt;vicendevolmente.&lt;br&gt;Quello che mi piace pensare &amp;#232; che abbracciando l&amp;#39;idea che la coscienza&lt;br&gt;individuale sia data dal lavoro della collaborazione ed intesa di&lt;br&gt;parti della mente delegate a sovrintendere competenze differenti,&lt;br&gt;nell&amp;#39;intesa che emerge in una buona relazione &amp;#232; come se le parti del&lt;br&gt;cervello di entrambi gli individui si unissero creando una mente unica,&lt;br&gt;il cui lavoro effettivamente arriverebbe ad ottenere un incremento del&lt;br&gt;lavoro di una mente unica, dove le doti e le qualit&amp;#224;, le risorse e le&lt;br&gt;opportunit&amp;#224; di entrambi le menti potessero unirsi e formare una&lt;br&gt;coscienza funzionale ed operativa diversa, in grado di superare,&lt;br&gt;migliorare, compensare limiti, carenze, restrizioni della mente&lt;br&gt;singola, e mantenere in un secondo tempo l&amp;#39;&amp;quot;impronta&amp;quot; ottenuta per&lt;br&gt;continuit&amp;#224;, come se lo spirito emulativo della mente nuova ottenuta&lt;br&gt;prendesse a guidare il soggetto sostituendosi all&amp;#39;attivit&amp;#224; mentale&lt;br&gt;precedente.&lt;br&gt;Per fare un esempio concreto. Un individuo porta con s&amp;#233; una coscienza&lt;br&gt;che emula in s&amp;#233; il presente, il passato ed il futuro, porta con s&amp;#233; una&lt;br&gt;coscienza del presente data dalle sue relazioni stabili, continuative&lt;br&gt;e contingenti, i ricordi di un passato in cui erano presenti altre&lt;br&gt;relazioni con altra coscienza di s&amp;#233; e della propria vita, ed un futuro&lt;br&gt;possibile, con una coscienza aperta a possibilit&amp;#224; di nuove e diverse&lt;br&gt;relazioni con la vita e con gli altri. La massa critica che si&lt;br&gt;raggiunge in questo equilibrio &amp;#232; ci&amp;#242; che noi portiamo con noi stessi,&lt;br&gt;ci&amp;#242; che ci rende possibile di essere e ci impone di essere al tempo&lt;br&gt;stesso. In una relazione terapeutica si cambia la Massa critica e la&lt;br&gt;&amp;quot;buona&amp;quot; relazione permette che si vedano e sentano le possibilit&amp;#224;&lt;br&gt;operative e funzionali che si erano perse, come prese a prestito&lt;br&gt;dall&amp;#39;altra identit&amp;#224; cosciente, operando cos&amp;#236; un cambiamento che&lt;br&gt;comincia a dare i suoi frutti.&lt;br&gt;Ora vediamo cosa pu&amp;#242; portare questo ragionamento dal punto di vista&lt;br&gt;pratico, a cosa si deve puntare per operare in modo costruttivo&lt;br&gt;attraverso la coscienza dell&amp;#39;altro, delle sue necessit&amp;#224;, delle sue&lt;br&gt;differenze, delle sue possibilit&amp;#224;.&lt;br&gt;Prendiamo l&amp;#39;esempio di un legame&lt;br&gt;d&amp;#39;amicizia, o un legame affettivo. Ci&amp;#242; che passa nell&amp;#39;accettare&lt;br&gt;l&amp;#39;altro &amp;#232; molto, si cambia tanto frequentando chi si stima o si ama,&lt;br&gt;il cambiamento &amp;#232; sottile e quando ci si ritrova spesso si prova la&lt;br&gt;sensazione di vivere in un altro mondo, cambiano gli equilibri della&lt;br&gt;coscienza della mente, ci si sente magari leggeri, tranquilli,&lt;br&gt;fiduciosi, in un mix di sensazioni appaganti che ci restituiscono&lt;br&gt;l&amp;#39;equilibrio. Sentiamo, diciamo, pensiamo parole che non usiamo&lt;br&gt;spesso, che non conosciamo magari neppure, ma che poco per volta&lt;br&gt;modificano il sottile equilibrio della nostra coscienza, ci sentiamo&lt;br&gt;diversi, ci sentiamo meglio.&lt;br&gt;Strano ma vero &amp;#232; cos&amp;#236; che credo operi il lavoro terapeutico: si&lt;br&gt;sviluppa una piacevole e profonda relazione in cui la nostra coscienza&lt;br&gt;si modifica, cambiando gli equilibri della nostra mente si modificano&lt;br&gt;tutti gli equilibri presenti, dalla nuova coscienza emerge un nuovo&lt;br&gt;essere, un nuovo esser stato, e sopratutto un nuovo poter essere,&lt;br&gt;nuove opportunit&amp;#224;, nuove azioni, nuove percezioni, che aumentano le&lt;br&gt;nostre possibilit&amp;#224; di scelta, stimolando nuove azioni della mente,&lt;br&gt;nuova attivit&amp;#224; mentale, nuova coscienza di s&amp;#233; e degli altri, migliori&lt;br&gt;adattamenti, maggior libert&amp;#224; o cos&amp;#236; via nel ciclo della vita.&lt;br&gt;Ci&amp;#242; che mi sembra che emerga dal mio ragionare &amp;#232; una ricerca di ci&amp;#242;&lt;br&gt;che rende funzionale, utile e ricercata una relazione positiva con&lt;br&gt;qualcuno, d&amp;#39;amicizia, affettiva, o d&amp;#39;utilit&amp;#224; che sia, e portarla nella&lt;br&gt;relazione terapeutica, considerando dunque di partire dalle proprie&lt;br&gt;doti e qualit&amp;#224; umane che ognuno porta con s&amp;#233; fino a valutare ci&amp;#242; che&lt;br&gt;si cerca e ci&amp;#242; che si trova negli altri, in quel sottile equilibrio&lt;br&gt;che viviamo continuamente nella nostra coscienza quotidiana. Il tutto&lt;br&gt;per portarlo nella relaziona funzionale ed operativa della relazione&lt;br&gt;d&amp;#39;aiuto, il tutto ricordando naturalmente i presupposti fondamentali&lt;br&gt;del mio discorso e cio&amp;#232; che l&amp;#39;attivit&amp;#224; mentale genera necessariamente&lt;br&gt;uno stato di coscienza, che lo stato di coscienza &amp;#232; uno stato&lt;br&gt;ipnotico, e la relazione &amp;#232; frutto d&amp;#39;una esperienza di trance&lt;br&gt;condivisa.&lt;p&gt;&lt;br&gt;Dr. Marco Chisotti&lt;br&gt;Psicologo Psicoterapeuta&lt;br&gt;Ipnosi Terapeuta&lt;br&gt;Cell. 3356875991&lt;br&gt;Tel. 0119187173&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;http://www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.aerf.it"&gt;http://www.aerf.it&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.ipnosicostruttivista.it"&gt;http://www.ipnosicostruttivista.it&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Inviato da iPad&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-2550659213299096282?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/2550659213299096282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/2550659213299096282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/08/cose-la-coscienza-uno-stato-mentale.html' title='Cos&apos;è la coscienza? Uno stato mentale.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-5529744982890697101</id><published>2010-08-23T02:13:00.000-07:00</published><updated>2010-08-23T02:08:35.890-07:00</updated><title type='text'>Luci ed ombre del costruttivismo.</title><content type='html'>Alla luce ed al buio del costruttivismo.&lt;p&gt;Sento sempre d&amp;#39;essere ben accompagnato dal processo costruttivista,&lt;br&gt;sento di poter dare le giuste risposte ad ogni quesito, sopratutto di&lt;br&gt;non ecceder in spiegazioni limitanti ed appassionate che persuadono o&lt;br&gt;addirittura suggestionano pi&amp;#249; che convincere.&lt;p&gt;L&amp;#39;idea che la realt&amp;#224; &amp;#232; prima d&amp;#39;ogni cosa frutto personale di chi la&lt;br&gt;esperisce &amp;#232; semplice da comprendere ma difficile da accettare,&lt;br&gt;sopratutto non si vuole accettare le conseguenze di tale concetto,&lt;br&gt;accettare la limitatezza dell&amp;#39;esperienza sensitiva, noi pensiamo e&lt;br&gt;viviamo costantemente entro il nostro stato mentale difficilmente ne&lt;br&gt;dubitiamo, difficilmente lo confutiamo, per farlo dobbiamo negarci&lt;br&gt;l&amp;#39;unica esperienza che in fondo possediamo l&amp;#39;idea di noi stessi, la&lt;br&gt;nostra identit&amp;#224;.&lt;p&gt;Cos&amp;#236; non potendo sfuggire alla logica costruttivista, i fatti di cui&lt;br&gt;si circonda l&amp;#39;esperienza dell&amp;#39;ipnosi, m&amp;#39;addentro a dire di trovarmi&lt;br&gt;spesso dinnanzi ai miei limiti, i confini del mio stato mentale, in&lt;br&gt;base a come mi sento sono ed &amp;#232; cos&amp;#236; anche attorno a me, ci&amp;#242; che&lt;br&gt;percepisco &amp;#232; strettamente legato al mio stato mentale, alla logica di&lt;br&gt;quel mondo da cui dipendo per poter esser me stesso.&lt;p&gt;Riconosco che il pensiero costruttivista ricorsivo risulta sempre&lt;br&gt;difficile, o meglio di difficile applicazione, non potendo uscire dal&lt;br&gt;mondo (stato mentale) in cui mi trovo, ogni esperienza dipende da un&lt;br&gt;osservatore, non posso prescindere dal mio essere per dire, sentire,&lt;br&gt;pensare, percepire, interpretare o capire, non poppo prescindere da&lt;br&gt;come sono.&lt;p&gt;Una volta che si comprende il concetto che porta con se l&amp;#39;esperienza&lt;br&gt;della realt&amp;#224;, per quanto mi riguarda si comprende l&amp;#39;idea&lt;br&gt;dell&amp;#39;osservatore ed osservato, non essendoci una posizione migliore&lt;br&gt;d&amp;#39;un altra in assoluto, non rimane che decidere il contesto entro il&lt;br&gt;quale il tutto si dispone, ed &amp;#232; all&amp;#39;intenzione che dobbiamo arrivare&lt;br&gt;per comprendere dove porta la notizia, l&amp;#39;informazione, l&amp;#39;idea.&lt;p&gt;I presupposti del nostro vivere custodiscono la nostra intenzione, non&lt;br&gt;sempre frutto cosciente, spesso prodotto inconscio dietro le nostre&lt;br&gt;scelte, le decisioni, i comportamenti, viviamo costantemente in un&lt;br&gt;equilibrio di scelte e &amp;quot;pulsioni&amp;quot; inconsce, ma &amp;#232; alla volont&amp;#224; a cui&lt;br&gt;diamo meriti e colpe, il prodotto finale di un complesso flusso di&lt;br&gt;azioni mentali.&lt;p&gt;La coscienza ci inganna, facendoci credere, sentire, esperire&lt;br&gt;continuamente l&amp;#39;idea, il pensiero come un fatto, lo sento, lo vedo&lt;br&gt;quindi &amp;#232; vero, dimenticando il complesso articolarsi degli stati&lt;br&gt;mentali sottesi ad ogni attivit&amp;#224; della mente, senza entrare in un&lt;br&gt;dominio di tipo filosofico posso dire d&amp;#39;essere senza menzionare quando&lt;br&gt;e/o dove, o quanto, o senza implicare ripeto a cosa, a chi, e senza&lt;br&gt;cadere in un interpretazione dissociativa in cui parlo di me in terza&lt;br&gt;persona? Non &amp;#232; possibile!&lt;p&gt;Viviamo costantemente in uno stato di trance dal momento che siamo&lt;br&gt;soggetti costantemente a focalizzarci nel tempo e nello spazio,a&lt;br&gt;quantificare oltre che qualificare le nostre sensazioni, ad implicare&lt;br&gt;ed implicarci in pensieri, concetti, ragionamenti &amp;quot;superstiziosi&amp;quot; del&lt;br&gt;tipo causa effetto, e siamo costantemente dissociati in altro dal&lt;br&gt;quell&amp;#39;io da cui partiamo.&lt;p&gt;Senza renderci complicato un delicato pensiero di trance, siamo&lt;br&gt;costantemente in uno stato mentale che produce in noi l&amp;#39;idea stessa,&lt;br&gt;dunque lo stato mentale che lo produce. &amp;#200; altamente ricorsivo il&lt;br&gt;nostro vivere, non c&amp;#39;&amp;#232; da stupirsi che si possa dare in escandescenze&lt;br&gt;quando gli equilibri del nostro vivere si alterano, ieri, tanto per&lt;br&gt;fare un esempio, tornato da un viaggio di 500 km nel manovrare in&lt;br&gt;cortile la macchina ho strisciato quella di mio padre senza neppur&lt;br&gt;accorgermi ne  sentir rumore, cos&amp;#236; da rendermi conto di quanto la&lt;br&gt;percezione possa esser distratta o deviata dal contingente, da stimoli&lt;br&gt;e sensazioni dimenanti, o concentrazioni protratte o quant&amp;#39;altro, cos&amp;#236;&lt;br&gt;viviamo quotidianamente in un&amp;#39;identit&amp;#224; (stato mentale) che i sui&lt;br&gt;limiti e le sue possibilit&amp;#224; ma i cui confini spesso son persi di vista&lt;br&gt;assieme alla logica, al buon senso, al buon pensiero, alla&lt;br&gt;comprensione .....&lt;p&gt;Non so ben da dove son partito ma torno alla coscienza, quella che mi&lt;br&gt;ritrovo, ai suoi confini, alla sua esistenza, sono la coscienza che&lt;br&gt;penso di essere, sono confinato nella coscienza che dichiaro,&lt;br&gt;confronto, vivo costantemente, ma sono anche nel flusso delle trac e,&lt;br&gt;stati mentali da cui dipendo, sono in una costante idea del mondo,&lt;br&gt;della vita, del reale di cui ho bisogno e da cui dipendo&lt;br&gt;costantemente, cos&amp;#236; rimango in attesa di un comprendere, conoscere,&lt;br&gt;capire pi&amp;#249; esteso di quello da cui son partito.&lt;p&gt;Una buona fine estate a chi &amp;#232; rimasto ad ascoltare il proprio mondo&lt;br&gt;sincronizzandolo al mio!&lt;p&gt;&lt;p&gt;Dr. Marco Chisotti&lt;br&gt;Psicologo Psicoterapeuta&lt;br&gt;Ipnosi Terapeuta&lt;br&gt;Cell. 3356875991&lt;br&gt;Tel. 0119187173&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;http://www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.aerf.it"&gt;http://www.aerf.it&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.ipnosicostruttivista.it"&gt;http://www.ipnosicostruttivista.it&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Inviato da iPad&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-5529744982890697101?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/5529744982890697101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/5529744982890697101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/08/luci-ed-ombre-del-costruttivismo.html' title='Luci ed ombre del costruttivismo.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-8762235262968743286</id><published>2010-06-30T17:20:00.000-07:00</published><updated>2010-06-30T17:33:43.448-07:00</updated><title type='text'>L'arte della terapia, ciò che non si dice ma si sa!.</title><content type='html'>Come ho già detto diverse volte lavoro da anni con l'ipnosi e trovo le mie risposte dentro l'esperienza dell'ipnosi, son arrivato alla conclusione, tra esperienze e competenze, che non sono le tecniche a far cambiare le persone, ne le filosofie, l'ipnosi, in effetti, non è una tecnica, ne è una filosofia, è uno piuttosto stato della mente, generato dall'attività della mente, uno stato che favorisce l'apprendimento per la mente.  Le tecniche son solo carta da regalo, ciò che fa è la relazione, la relazione che costruiamo con l'altro è il regalo. Le terapie, qualunque esse siano, passano attraverso la relazione, ciò che "cura" è la relazione, per questo motivo nessuno può sostituirsi a noi, ne noi a loro, possiamo solo portare avanti le nostre relazioni. Farsi strada nella vita equivale a costruire relazioni significative, il nostro cliente, il nostro paziente cambia, migliora, alle volte risolve il suo problema per quanto crede nella nostra relazione con lui.  Dicendo questo si può capire che non credo proprio nelle tecniche in se, la relazione al contrario è tutto ed ognuno ha la sua personale modalità di costruire una relazione che può diventare terapeutica.  Ora non è facile comprendere come far crescere una relazione, è la cosa più naturale e normale del mondo relazionarsi con gli altri, ma perché la relazione possa diventare terapeutica occorre altro, forse non si può apprendere l'arte di relazionarsi con gli altri ma si può curare la modalità con cui ci relazioniamo con gli altri. Ancora una volta ci vien in aiuto l'ipnosi, per imparare qualcosa bisogna entrare nello stato mentale giusto, la passione, il coinvolgimento ci avvicinano a tale stato, relazionarsi nello scopo di aiutare gli altri, è immedesimarsi, comprendere, vivere ciò l'altro porta, è stupirai, incuriosirsi, andare oltre ogni giudizio. Le tecniche che vengono insegnate son il contesto in cui si studia la relazione che è il contenuto,  è nella relazione il segreto del "guarire", noi preghiamo Dio ma diamo il messaggio a noi stessi, guariamo attraverso la relazione con noi stessi, crediamo a qualcosa di esterno a noi ma attiviamo il potenziale che è in noi. Aiutare qualcuno è permettergli di migliorare la relazione con se stesso attivando la relazione che può avere con gli altri, dialogo interno, dialogo esterno, fiducia e collaborazione col proprio mondo interno, fiducia e relazione con gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPod Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-8762235262968743286?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8762235262968743286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8762235262968743286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/06/l-della-terapia-cio-che-non-si-dice-ma.html' title='L&amp;#39;arte della terapia, ciò che non si dice ma si sa!.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-3027902513326914081</id><published>2010-06-27T11:36:00.001-07:00</published><updated>2010-06-27T11:36:24.343-07:00</updated><title type='text'>Ipnosi regressiva e progressiva.</title><content type='html'>Visioni diverse del"ipnosi regressiva a cura di Giovanna Lombardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A chiunque di noi sarà capitato qualche volta di vedere una persona sconosciuta o entrare in un posto mai visto e avere la sensazione di conoscerli già. Si tratta del così detto déjà vu. Chi crede nelle vite passate non può fare a meno di chiedersi se quella persona o quel luogo appartengano a una vita precedente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa idea appare bizzarra a noi occidentali, che siamo tanto razionali e tanto legati a questa nostra vita terrena dopo la quale, al massimo, ci potrà essere ad aspettarci solo il Regno dei cieli.. Nelle filosofie orientali, invece, la reincarnazione è comunemente accettata.  Ci si reincarna migliaia di volte, a seconda del karma, – cioè delle azioni compiute nelle vite precedenti, che determinano le vite successive-  fino all’illuminazione, stadio in cui non ci si reincarna più e ci si unisce al Tutto o ci si incarna per aiutare gli altri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ipnosi regressiva&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ipnosi regressiva è uno strumento usato comunemente dalla psicoterapia per far riaffiorare dall‘inconscio ricordi, eventi o traumi dell’infanzia o del passato che influenzano la vita presente di un paziente e gli provocano dei problemi psicologici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia la normale ipnosi regressiva ha cominciato ad assumere connotati inquietanti quando sotto ipnosi alcuni pazienti hanno cominciato a descrivere situazioni collocabili in epoche e luoghi del tutto slegati dalla loro vita presente. Il caso più frequente è quello di pazienti che cominciano inaspettatamente a parlare lingue che in realtà non conoscono o che descrivono nei dettagli luoghi in cui non sono mai stati. A volte i pazienti rivivono sotto ipnosi la propria morte e spesso è a causa di una morte particolarmente violenta (soffocamento, annegamento, sepoltura da vivi, etc) che le persone si portano dietro fobie o dolori fisici altrimenti inspiegabili e fino al momento dell’ipnosi inguaribili.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brian Weiss, il più famoso sostenitore dell’ ipnosi regressiva a livello mondiale, nel suo libro Molte vite molti maestri racconta ad esempio la storia di Cathrine, una sua paziente affetta da depressione e attacchi di panico, che durante le sue regressioni ha raccontato i particolari di incredibili vite come quella nei panni di una sacerdotessa nell’antico Egitto, quella nell’identità di Aronda, morta durante un’immane inondazione circa 2000 anni prima di Cristo o quella nelle spoglie di un giovane guerriero trafitto alla gola da un nemico nel 1400.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dottor Weiss ha assistito alla completa guarigione di Cathrine proprio grazie al riaffiorare di questi ricordi. Le sue fobie, ad esempio, derivavano dai traumi legati alle morti violente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora, cioè dal lontano 1980, di ipnosi regressive nelle vite passate il dottor Weiss ne ha condotte molte e ha scritto tanti libri sull’argomento. Uno di questi, dal titolo Lo specchio del tempo ha allegato un cd che guida verso l’autoipnosi. Weiss sostiene infatti che ciascuno di noi dovrebbe imparare ad esplorare le vite passate per andare a cercare le cause dei conflitti attuali  e risolvere molti dei propri disturbi fisici ed emozionali (chi scrive questo articolo, invece, sconsiglia vivamente l’ipnosi regressiva “fai da te”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia la regressione nelle vite passate si pratica da pochi anni. E’ nata solo nel 2005 l’AIIRE, cioè l’Associazione Italiana Ipnosi Regressiva, il cui presidente è il dottor Angelo Bona, una sorta di Brian Weiss italiano.    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I messaggi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso delle sedute di ipnosi regressiva spesso gli psicoterapeuti si imbattono nei cosiddetti “messaggi dei maestri”, cioè in anime altamente evolute che attraverso i pazienti si mettono in contatto con loro per dare delle piccole lezioni sulla vita. I maestri ci dicono ad esempio che la Terra è un pianeta-scuola in cui si reincarnano le anime che si devono purificare. E’ proprio la legge del karma di cui da millenni ci parlano le filosofie orientali a regolare le reincarnazioni: in ogni vita noi mettiamo delle cause di cui raccoglieremo inevitabilmente gli effetti, in parte nella vita stessa e in parte nelle vite successive. La responsabilità dei nostri problemi è dunque solamente nostra e in noi risiede anche la possibilità di capire dove sbagliamo e cambiare il nostro comportamento. Acquisendo coscienza di questo ordinamento causale, dice Brian Weiss, si smette di sentirci vittime degli altri o incapaci di cambiare le cose e “si comprende che la vita non ha un senso punitivo ma educativo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I maestri ci dicono anche che vita dopo vita possiamo incontrare nuovamente sia le persone a cui siamo più legati che quelle con le quali abbiamo delle difficoltà di relazione: ciascuno di noi farebbe parte infatti di una famiglia di anime, e incontrerebbe le stesse anime (anche se cambierebbero continuamente i sessi e i rispettivi ruoli) finché non riuscirà a sciogliere i relativi nodi karmici.    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le teorie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa ne pensa la comunità  scientifica? Esistono veramente le vite passate o no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le teorie finora elaborate per spiegare ciò che può accadere durante una seduta di ipnosi regressiva sono sette e meritano di essere ricordate tutte (fonte: dottor Chisotti Marco):  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Teoria della fabulazione cosciente: ritiene che il racconto del soggetto ipnotizzato corrisponda a un sogno guidato. Quando costui racconta all’ipnotista una storia di vita, non serve indagare se è vera o falsa, ma usarla con buona fede per aiutarlo; essa deve solo essere coerente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Teoria delle personalità multiple: spiega che le visioni in regressiva non sono altro che prodotti di atteggiamenti schizofrenici o quasi, cioè appartenenti a parti scisse dell’Io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Teoria della giustificazione e motivazione, valore simbolico o soluzione di un problema di vita attuale: ritiene che gli episodi emersi in regressiva servono per soddisfare il bisogno del soggetto di trovare una giustificazione per il suo problema, che se non è già stata individuata nel presente viene pertanto estrapolata dal passato.. Questa teoria spiegherebbe perché certe persone che conducono una vita amena e spiacevole, in regressione si vedono come persone ricche e importanti; semplicemente per compensazione psicologica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Teoria della gelificazione dei ricordi di chi si è stati: si basa sulla teoria dei memi e spiega che durante la regressione si otterrebbero elementi ereditari di natura mnemonica riguardo esperienze passate. Quest’ottica serve per creare connessioni logiche tra la storia del cliente e quella di altri suoi familiari (se non coi genitori magari con nonni o bisnonni, coi quali riconoscersi), che venga supportata scientificamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Teoria degli universi paralleli: ritiene che in regressiva possano emergere ricordi che appartengano al proprio doppio esistente in un universo parallelo (che non è un altro universo esterno a questo). Questa teoria può essere utile per disidentificare il soggetto con ciò che ha “ricordato”, però per fargliela accettare ci vuole un po’ di tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Teoria della reincarnazione: ritiene che in regressiva possano emergere ricordi di una propria vita passata, e che quindi tramite essi si possano sbloccare traumi “karmici” che hanno riversato il loro influsso negativo sulla vita attuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) Teoria del ricordo collettivo: spiega che in regressiva possono emergere memorie provenienti dall’inconscio collettivo. Se provengono da una collettività diversa dalla propria, la spiegazione può rimanere plausibile in base alla teoria dei campi morfogenetici.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ipnosi progressiva&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La più  moderna tecnica di ipnosi non si sposta più indietro sulla linea del tempo, ma va in avanti. Si chiama, appunto ipnosi progressiva. Non si tratta tuttavia di andare a vedere veramente ciò che sarà, quanto piuttosto di un viaggio che la nostra parte creativa fa per fissare degli obiettivi o per provare a risolvere problemi che nel presente risultano ingestibili. Di questo viaggio creativo e “costruttivista” al risveglio rimane nella mente del paziente un ricordo che lo arricchisce e lo rende più forte: se infatti è riuscito a cambiare il presente sotto ipnosi, grazie alla guida dello psicoterapeuta, ha fiducia di avere le risorse per cambiarlo anche nella realtà..  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così  si esprime a riguardo il dottor Marco Chisotti, uno dei migliori ipnologi a livello europeo, e pioniere dell’ipnosi progressiva: “il principio su cui si basa l’ipnosi è la costruzione nell’individuo di una stato mentale funzionale all’obbiettivo che si desidera raggiungere. La vera portata del lavoro con la trance ipnotica è proprio questo, utilizzare lo stato mentale permettendo alla persona di cambiare le proprie abitudini, credenze, convinzioni, apprendendo con facilità un nuovo modo di comportarsi, pensare, vivere le proprie emozioni, e questo è reso accessibile con  &lt;br /&gt;l’uso dell’ipnosi e degli stati mentali connessi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con le parole del dottor Chisotti ci tornano i dubbi: i pazienti ricordano veramente le vite passate o se le inventano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ difficile dare una risposta definitiva a questo quesito.  E’ plausibile che sia il nostro emisfero destro del cervello, la nostra parte creativa, a inventare e creare connessioni tra una presunta vita passata e la nostra vita presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia cosa dobbiamo pensare quando a raccontare le proprie vite passate sono dei bambini di due o tre anni? Che dire ad esempio del piccolo Cameron Macaulay che fin da quando ha cominciato a parlare diceva di aver già vissuto una vita nella lontana isola di Barra e che quando ci è stato portato ha ritrovato tutti i particolari che aveva descritto?  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Approfondiremo nel prossimo articolo i bambini che ricordano le vite passate.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanna Lombardi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPod Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-3027902513326914081?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/3027902513326914081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/3027902513326914081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/06/ipnosi-regressiva-e-progressiva.html' title='Ipnosi regressiva e progressiva.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-2317315051584742944</id><published>2010-06-01T00:20:00.001-07:00</published><updated>2010-08-26T13:44:47.998-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un ipotesi per l&apos;organizzazione mentale.'/><title type='text'></title><content type='html'>Un ipotesi per l&amp;#39;organizzazione mentale.&lt;p&gt;Appoggiando l&amp;#39;idea della coscienza come identit&amp;#224;, consapevolezza di  &lt;br /&gt;se, la cui funzione avviene attraverso l&amp;#39;attivazione e il collegamento  &lt;br /&gt;di alcune aree del nostro cervello. Noi abbiamo consapevolezza,  &lt;br /&gt;coscienza appunto di noi stessi, attraverso il lavoro interattivo di  &lt;br /&gt;alcune aree del cervello mantenute attive  e collegate assieme,  &lt;br /&gt;funzione che rimane attiva, come dimostrano alcuni recenti studi neuro- &lt;br /&gt;scientifici, solo in presenza di uno stato di veglia, attraverso una  &lt;br /&gt;massiccia attivazione corticale, o in stato di trance, in misura pi&amp;#249;  &lt;br /&gt;contenuta, con una parziale attivazione corticale ed una sensibilit&amp;#224;  &lt;br /&gt;concentrata pi&amp;#249; nel mondo interiore.&lt;br /&gt;&amp;#200; possibile, in tal modo, considerare il maturare del nostro stato di  &lt;br /&gt;coscienza come un accrescersi graduale di questi collegamenti, fino a  &lt;br /&gt;raggiungere un certo equilibrio tra queste parti, creando cos&amp;#236; una  &lt;br /&gt;sorta di sistema organizzato adattabile a circostanze differenti.&lt;br /&gt;Usando l&amp;#39;idea dei tre cervelli, il cervello rettile, il cervello  &lt;br /&gt;mammifero e  il cervello evoluto, la neo corteccia, come componenti  &lt;br /&gt;presenti all&amp;#39;interno del cervello umano, possiamo considerare che la  &lt;br /&gt;singola maturazione cerebrale, di tipo evolutivo per la specie uomo, e  &lt;br /&gt;di tipo educativo nel singolo individuo, come la creazione di ponti di  &lt;br /&gt;collegamento ed interazioni tra aree differenti del cervello, che  &lt;br /&gt;bilanciando i comportamenti, permettono alla coscienza di mantenere  &lt;br /&gt;stati mentali adattati anche in presenza di stimoli interpretabili  &lt;br /&gt;dalle singole aree del cervello come potenzialmente pericolosi. Ne  &lt;br /&gt;consegue che tutti i mal funzionamenti adattivi accorsi ad un  &lt;br /&gt;individuo possono esser imputati ad un mancato o limitato collegamento  &lt;br /&gt;tra aree diverse del cervello, lasciando intuire che l&amp;#39;adattamento &amp;#232;  &lt;br /&gt;frutto di relazioni orientate all&amp;#39;esterno verso la realt&amp;#224; e  &lt;br /&gt;all&amp;#39;interno attraverso l&amp;#39;equilibrio dell&amp;#39;attivit&amp;#224; delle singole parti  &lt;br /&gt;interessate del cervello.&lt;br /&gt;La terapia consisterebbe dunque nel favorire l&amp;#39;attivit&amp;#224; relazionale  &lt;br /&gt;delle singole aree, creando dei ponti di collegamento tra queste  &lt;br /&gt;differenti realt&amp;#224;. Il giocare con parti diverse di personalit&amp;#224;  &lt;br /&gt;favorisce la costruzione di questi ponti, la relazione concilia un  &lt;br /&gt;attivit&amp;#224; mentale bilanciate e dunque un buon adattamento.&lt;p&gt;Dr. Marco Chisotti&lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta&lt;br /&gt;Ipnosi Terapeuta&lt;br /&gt;Cell. 3356875991&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;http://www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Inviato da iPod&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-2317315051584742944?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/2317315051584742944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/2317315051584742944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/06/articolo.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-2428584862397324050</id><published>2010-05-14T07:34:00.000-07:00</published><updated>2010-05-14T07:34:28.107-07:00</updated><title type='text'>Mistero Italia Uno</title><content type='html'>Alla fine abbiamo saputo il motivo per cui non è stata mandata in onda la nostra registrazione Dell'ipnosi regressiva nella trasmissione Mistero su Italia Uno di cui avevo dato annuncio. La redazione della rete televisiva ha ritenuto che l'esperienza sembrasse falsa, dal momento che l'induzione ipnotica è stata rapida, il soggetto utilizzato per l'esperienza è abituato ad andare in trance, così non avendo fatto una debita preparazione con un intervista per il pubblico, dall'esterno l'esperienza può sembrare taroccata, ora attendiamo per vedere come procedere in merito. Intanto si sta studiando la possibilità di fare un intera trasmissione sull'ipnosi in modo da poter offrire le spiegazioni ed i chiarimenti che quest'esperienza merita. Vi faremo sapere in merito gli sviluppi e ci scusiamo per acervi data un informazione errata. Marco Chisotti e Antonello Musso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPod Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-2428584862397324050?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/2428584862397324050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/2428584862397324050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/05/mistero-italia-uno.html' title='Mistero Italia Uno'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-1175708344598281173</id><published>2010-05-01T23:19:00.000-07:00</published><updated>2010-05-01T23:19:00.611-07:00</updated><title type='text'>La storia non detta.</title><content type='html'> Ogni volta che studiamo i processi mentali coscienti tendiamo a riportare la conoscenza razionale come riferimento, essenzialmente la conoscenza dei processi mentali è filtrata dall'analisi di processi psicologici. Ha la fortuna di lavorare da una quindicina d'anni con il mio collega, amico Antonello Musso, ed il confronto con lui mi ha permesso di comprendere l'"animale" che c'è in ognuno di noi. Una delle strutture più interessanti del nostro cervello è l'amigdala, una piccola porzione di cervello, grande poco meno di una noce che ha una funzione particolare, riconosce il nostro stato d'animo attraverso il nostro comportamento, la nostra postura. Essendo parte del cosidetto primo cervello il cosidetto cervello rettile, la più antica porzione del nostro cervello, non è collegata ai processi logici e razionali della neocortecci, la terza parte evoluta del cervello presente solo nell'uomo, per cui non è aggiornata dai pensieri, semplicemente fa da staffetta tra il comportamento evidenziato ed i processi interiori impegnandoci ad avere reazioni fisiologiche basandosi unicamente sull sua acquisizione, il risultato èsorprendente, reagiamo, senza renderci conto direttamente, alla posizione che prendiamo prima che ai pensieri che utilizziamo. In poche parole "siamo" per quello che facciamo. Ma l'amigdala non si ferma ai comportamenti, essa è responsabile anche dell'adeguamento da parte dell'individuo all'ambiente oltre che agli altri, l'ambiente umano in effetti è il primo riferimento che abbiamo attorno a noi, possiamo accordarci o allontanarci dal gruppo, essere assonanti o dissonanti col gruppo, tendenzialmente l'uomo tende a conformarsi automaticamente al gruppo, sentendosi in tal modo protetto, guidato e sorretto dal gruppo stesso. La pratica della psicoterapia tiene poco in considerazione questi importanti suggerimenti da parte delle neuroscienze, portando spesso eccessiva attenzione ai processi logici e coscienti del pensiero, si allontana da soluzioni semplici ed efficaci quali fingere per essere, il comportamento di emulazione dell'adulto da parte del bambino, il quale copia ciò che vede fare dall'adulto per poi impararlo e proporlo in prima persona. La drammatizzazione di comportamenti corretti da parte dell'individuo è un'importante esperienza da perseguire, molto più utile e  risolutiva di tante parole e tanti ragionameni. Così come ci ricorda Mc Gill, ipnologo e poi psicoterapeuta americano, per poter raggiungere un risultato abbiamo bisogno di fare tre tipi di esperienza nell'ordine: fare finta, fingere per apprendere, donare, immaginare ciò che vogliamo e renderci consapevoli di ciò che abbiamo bisogno per realizzare. Solo con la consapevolezza possiamo realizzare, solo sognando, immaginando, possismo raggiungere la consapevolezza, ma solo fingendo d'essere ci avviciniamo alle espererieze che ci fan sognare d'essere, prendere consapevolezza e realizzare. A questo processo emulativo, tipico di ogni forma d'apprendimento, in cui rientrano le attività dei neuroni specchi, aggiungiamoci le aspettative, ciò che gli altri si aspettano da noi, che noi  emuliamo o da cui ci lasciamo guidare, e ciò che noi ci aspettiamo dagli altri naturalmente, col loro comportamento adeguante, ed abbiamo chiara l'influenza dell'amigdala ed il suo potenziale uso in psicoterapia.     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPod Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-1175708344598281173?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/1175708344598281173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/1175708344598281173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/05/la-storia-non-detta.html' title='La storia non detta.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-2365460228737977145</id><published>2010-04-14T01:04:00.000-07:00</published><updated>2010-04-14T01:42:13.374-07:00</updated><title type='text'>La regressione a tempi lontani!</title><content type='html'>La verità è l'invenzione di un bugiardo! Heinz von Foerster&lt;br /&gt;Cos'è vero, cosa non lo è, è più vero ciò che provo sento e vivo io in prima esperienza o quello che mi vien presentato come vero, che che dovrei vedere, sentire e vivere in base ai vissuti altrui, alle convinzioni culturali, ai credo collettivi? &lt;br /&gt;Posso assicurare che quello che mi raccontano le persone quando vivono esperienze in trance regressiva sono storie vere, i loro vissuti, le sensazioni, i sentimenti provati, il tormento, la passione son veri autentici momenti vissuti nel trasporto di un esperienza d'ipnosi regressiva in cui si trovano dissociati in quel momento. Son storie che posson succedere a chi ha vissuto o sta vivendo qualcosa di intenso, come può succedere ad ognuno di noi, non è facile farsi una ragione della vita, tantomeno dei sentimenti o della loro "tragica" fine, la verità in psicoterapia per me è semplicemente il vissuto che la persona mi porta, non fa differenza per law persona aver vissuto concretamente o aver rivivificato una storia, tutto è uguale, stessi circuiti neuronali, stesse reazioni fisiche, stessi sentimenti ed emozioni, chi lavora con l'ipnosi questo lo sa.  &lt;br /&gt;Il lavoro con l'ipnosi può aiutare in questa direzione, a far luce sul ripetersi di momenti così intensi nello stato di coscienza quotidiano come nello stato di coscienza dissociato che portan con se vissuti simili.  &lt;br /&gt;Avvicinare simili esperienze è importante e terapeutico, solo ieri sera ho accompagnato un mio paziente, Mr Lap assieme al mio collega dr Musso Antonello, a rivisitare, attraverso un esperienza regressiva, la sua reincarnazione in uno spirito di guerriero Maya, lo abbiamo fatto per far conoscere l'esperienza al pubblico in una puntata della trasmissione Misteri che andrà in onda su Italia Uno credo già il 4 maggio prossimo. Son sempre più le persone che chiedono di far luce su loro esperienze inquietanti. Siamo sempre più curiosi sull'origine della nostra coscienza, della nostra esperienza, dei motivi e delle ragioni per cui amiamo, odiamo, soffriamo o gioiamo, nel corso della nostra vita.  &lt;br /&gt;Questo fine settimana a Torino ci sarà un corso di due giorni sull'ipnosi regressiva, se può interessatè una prima occasione, puoi trovare le informazioni sul sito http://www.ipnosicostruttivista.it. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPod Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-2365460228737977145?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/2365460228737977145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/2365460228737977145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/04/la-regressione-tempi-lontani.html' title='La regressione a tempi lontani!'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-6176052155891196003</id><published>2010-04-04T22:35:00.000-07:00</published><updated>2010-04-04T22:43:54.124-07:00</updated><title type='text'>La vita le storie.</title><content type='html'>&lt;br /&gt;Noi tutti amiamo la vita quando la comprendiamo, un insieme di spiegazioni, ipotesi e deduzioni. Amiamo vivere con un fine chiaro, un fine che vogliamo vero. &lt;br /&gt;Amiamo i film perché hanno una storia, anche quando raccontano un fatto vero lo fanno attraverso una storia vista e raccontata da una persona che esalta per moi i nostri desideri, i nostri piaceri, i nostri sentimenti. La nostra storia è bella perché richiama ciò in cui speriamo, ciò che desideriamo di più.  &lt;br /&gt;La psicoterapia, come il counselling, aiuta a raccontarci una nuova storia, terapeuta e counsellor sono dei cantastorie che se anche non ti raccontano una storia l'han ben chiara nella loro mente la storia che dovresti raccontarti. Così come San fare nel tuo interesse ascoltandoti ti indirizzano a trovare la tua storia, che piace anche a j loro, che li fa felici rendendo un pò felice anche te! La vita dal canto suo sta a guardare e prosegue per la sua strada senza tanto clamore, la strada che avrebbe scelto anche senza ciò che noi ci raccontiamo, o ciò che diciamo "vero". È prettamente umano il senso che diamo alla vita, così personale che ce ne innamoriamo, così da buoni Narcisi seguiamo il nostro amore in ogni dove! Quando ad amare un fine si è in due allora si è innamorati, si pensa alla vita in un modo simile alle volte si pensa in una direzione vivendone un altra, alle volte si è convinti di vivere la propria di vita ma di sta vivendo la vita di qualcun'altro, ma va bene così è bello crederlo, perché in fondo crederlo è pensarlo ed è un pò viverlo.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPod Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 / 0119187173&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-6176052155891196003?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/6176052155891196003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/6176052155891196003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2010/04/la-vita-le-storie.html' title='La vita le storie.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-6494026233546879373</id><published>2009-12-24T10:48:00.001-08:00</published><updated>2009-12-24T10:48:33.515-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal" align="center"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt;Meccanismi empatici e sintonia affettiva nella relazione ipnotica.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="TEXT-ALIGN: right; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt; Marco Chisotti&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt;La scoperta dei cosiddetti neuroni specchio, oltre ai semplici neuroni che possiedono proprietà visivo motorie, sono stati scoperti diversi neuroni che rispondono sia quando una persona compie una determinata azione, sia quando lo osserva compiere da un&amp;#39;altra persona. L&amp;#39;individuazione di questi neuroni mette in primo piano il concetto di empatia, che costituisce l&amp;#39;elemento chiave di qualunque forma di psicoterapia. Nell&amp;#39;ipnosi, nell&amp;#39;ipnosi clinica in particolare, l&amp;#39;aspetto empatico, il cosiddetto rapport interpersonale, è sempre stato considerato responsabile per lo sviluppo di qualunque forma di terapia.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt;Secondo Milton Erickson " un atteggiamento di empatia e di rispetto è fondamentale per ottenere il cambiamento terapeutico" Erickson e Zeig 1980.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt;Le stessa psicologia evolutiva studiando di apparenti meccanismi innati ha messo in luce come il neonato, dopo appena 18 ore dalla nascita, riesce a riprodurre movimenti della faccia e della bocca dell&amp;#39;adulto che si trova ad avere di fronte.(Meltzof 2002; Meltzof Moore 1977).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt;Già dal secondo mese di vita del bambino stabilisce con la madre una sintonia affettiva (Stern 1985) individuabile con uno scambio in modi differenti di espressioni affettive. Non è un semplice comportamento di imitazione dell&amp;#39;altro ma un vero e proprio immedesimarsi nello stato d&amp;#39;animo della persona. Movimenti del corpo, espressioni facciali, localizzazioni sono espressioni diverse per intensità e forma quelle che sono espresse nella sintonia affettiva del bambino in questa sua prima fase di vita. Anche l&amp;#39;imitazione precoce e ulteriore capacità del neonato di stabilire l&amp;#39;equivalenza tra relazioni che avvengono in momenti differenti, imitazione precoce dimostra che le interazioni si stabiliscono già all&amp;#39;inizio della nostra esistenza, anche quando il bambino non è ancora in grado di stabilire la propria rappresentazione soggettiva. Non avendo stabilito a coscienza di se stesso il bambino riesce comunque a condividere uno spazio con l&amp;#39;altro, condivide uno spazio del "noi" con individui che lo abitano. Queste capacità si sviluppano molto prima della padronanza del linguaggio da forma più completa e complessa dell'astrazione e dell'interazione sociale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt;Dunque la coscienza dell&amp;#39;io è secondaria, nella sua apparizione, all&amp;#39;esistenza del noi percepito, sembra dunque più facile e prioritario riconoscersi nella relazione nella propria individualità. Nell&amp;#39;adolescenza stessa si passa molto tempo a identificarsi attraverso la relazione con l&amp;#39;altro, riconoscendoci attraverso la relazione noi esistiamo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt;Gli stessi neuroni specchio hanno la capacità di generare la simulazione, l&amp;#39;acquisizione stessa della conoscenza passa attraverso la simulazione mentale dell&amp;#39;elemento da conoscere, nella nostra testa non esistono oggetti, esistono solo idee, concetti, parole che simbolicamente richiamano l&amp;#39;oggetto.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt;Il processo di simulazione è presente sia nell&amp;#39;uomo come nel primate, la scimmia, e come questa probabilmente altri animali, è in grado di simulare possedendo gli stessi neuroni specchio presenti nell&amp;#39;esperienza umana. L&amp;#39;immaginazione stessa pur non essendo processo intuitivo a che fare col processo di simulazione. La simulazione cosiddetta "incarnata" come esperienza alla base dell&amp;#39;empatia, è sostenuta dall&amp;#39;attività dei neuroni specchio.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt;L'ipnosi utilizza l&amp;#39;immaginazione, l'ipnosi naturalistica in particolare, basando suo intervento su naturali processi relazionali che avvengono tra le persone, utilizza la base del rapport, e dunque la base del processo cognitivo di simulazione e conoscenza si sviluppa dall&amp;#39;attività dei neuroni specchio. In tal modo più che mai l&amp;#39;ipnosi è in grado d&amp;#39;essere messe in rilievo dall&amp;#39;attività neurologica rilevata nel cervello. L&amp;#39;esperienza naturale dell&amp;#39;ipnosi è alla base di qualunque processo educativo, formativo, cognitivo, in molte occasioni nelle neuroscienze sono in grado di evidenziarne più che mai l&amp;#39;attività.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;font size="3" face="Times New Roman"&gt;Lavorare attraverso rapport, attraverso la relazione, è il più semplice mezzo per accedere al sistema di apprendimento dell&amp;#39;individuo, nello stato ipnotico col rallentamento dell&amp;#39;attività cognitiva, in particolare rallentando il processo di scannerizzazione del talamo sulla neocorteccia, si mette la mente nella condizione ideale di poter attingere al mondo interno, memoria, esperienza ed intuizioni, affiancando in tal modo il processo razionale con quello creativo, ottenendo in molte occasioni cambiamento del riequilibrio dell&amp;#39;individuo, soluzione e superamento dello stato di disagio, meccanismi fondamentali da utilizzarsi in ogni relazione d&amp;#39;aiuto.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;br clear="all"&gt;&lt;br&gt;-- &lt;br&gt;Dr. Chisotti Marco&lt;br&gt;Psicologo psicoterapeuta &lt;br&gt;ipnosi terapeuta&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;br&gt;Cell 3356875991&lt;br&gt;Tel 0119187173&lt;br&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-6494026233546879373?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/6494026233546879373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/6494026233546879373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2009/12/meccanismi-empatici-e-sintonia.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-3048948794052518233</id><published>2009-11-27T17:55:00.000-08:00</published><updated>2009-11-27T17:54:46.224-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>La visione Junghiana.&lt;p&gt;Difficile dire in poco cos&amp;#236; tanto, la storia delle persone pu&amp;#242; essere  &lt;br&gt;un indice del loro pensiero, alle volte la storia si trasforma in  &lt;br&gt;storie dove son troppe le cose da considerare perdendo un unicit&amp;#224; del  &lt;br&gt;pensiero per lasciare spazio alla sua molteplicit&amp;#224;.&lt;br&gt;Per me la curiosit&amp;#224; per Jung emerge quando si interessa del sacro,  &lt;br&gt;come risulta dalla citazione qui di seguito, Jung ha appoggiato la  &lt;br&gt;filosofia come studio del pensiero per aprire una visione laica del  &lt;br&gt;mondo spirituale attraverso la filosofia e la scienza medica,  &lt;br&gt;sottraendo il monopolio alla religione, fino a prima di Freud,  &lt;br&gt;inizialmente suo mentore, unica detentrice dell&amp;#39;idea di Uomo e di  &lt;br&gt;Spirito.&lt;p&gt;Jung riteneva che &amp;quot;va ammesso che noi psicoterapeuti dovremmo essere  &lt;br&gt;dei veri filosofi o medici filosofi; anzi, che gi&amp;#224; lo siamo anche se  &lt;br&gt;non vogliamo ammetterlo, poich&amp;#233; una differenza troppo grande divide  &lt;br&gt;ci&amp;#242; che noi facciamo da quello che all&amp;#39;universit&amp;#224; viene insegnato  &lt;br&gt;come filosofia&amp;quot;&lt;p&gt;La sua idea di Psicoterapia e la sua concezione del mondo passa per  &lt;br&gt;Jung come   &amp;quot; l&amp;#39;acquisizione progressiva della totalit&amp;#224; psichica, il  &lt;br&gt;cammino verso il S&amp;#233;, questa &amp;#232; la sola possibilit&amp;#224; di divenire un  &lt;br&gt;essere umano totale, sapiente, felice e realizzato, di comprendere  &lt;br&gt;l&amp;#39;incomprensibile&amp;quot;.&lt;br&gt;  la curiosit&amp;#224; e l&amp;#39;interesse porta Jung ad interessarsi dei confini del &lt;br&gt;la conoscenza e trova l&amp;#39;alchimia e anche l&amp;#39;ipnosi attraverso l&amp;#39;idea  &lt;br&gt;dell&amp;#39;inconscio.&lt;p&gt;&amp;#171; L&amp;#39;alchimia &amp;#232;, come il folclore, un grandioso affresco proiettivo di  &lt;br&gt;processi di pensiero inconsci. A causa di questa fenomenologia mi sono  &lt;br&gt;sottoposto allo sforzo di leggere da cima a fondo l&amp;#39;intera letteratura  &lt;br&gt;classica dell&amp;#39;alchimia&amp;#187;&lt;p&gt;Infine la sua visione globale dell&amp;#39;inconscio come spirito o inconscio  &lt;br&gt;collettivo, molto illuminata come visione dal momento che introduce  &lt;br&gt;una visione ecologica, globale, dove il tutto &amp;#232; nell&amp;#39;uno che &amp;#232; nel  &lt;br&gt;tutto, anche dopo la vita stessa.&lt;p&gt;&amp;#171; Quel che viene dopo la morte &amp;#232; qualcosa di uno splendore talmente  &lt;br&gt;indicibile, che la nostra immaginazione e la nostra sensibilit&amp;#224; non  &lt;br&gt;potrebbero concepire nemmeno approssimativamente...Prima o poi, i  &lt;br&gt;morti diventeranno un tutt&amp;#39;uno con noi; ma , nella realt&amp;#224; attuale,  &lt;br&gt;sappiamo poco o nulla di quel modo d&amp;#39;essere. Cosa sapremo di questa  &lt;br&gt;terra, dopo la morte? La dissoluzione della nostra forma temporanea  &lt;br&gt;nell&amp;#39;eternit&amp;#224; non comporta una perdita di significato: piuttosto, ci  &lt;br&gt;sentiremo tutti membri di un unico corpo &amp;#187;.&lt;p&gt;La ricerca del sacro come tentativo d&amp;#39;andar oltre al conosciuto  &lt;br&gt;abbracciando l&amp;#39;inconscio &amp;#232; per me la visione Junghiana, un tentativo  &lt;br&gt;coraggioso che si ribella alla teorizzazione dell&amp;#39;individuo di stampo  &lt;br&gt;psicanalitico, che al tempo riduceva tutta la volont&amp;#224; umana ad una  &lt;br&gt;manciata di pulsioni in cui quella sessuale, di cui era molto  &lt;br&gt;impregnata la cultura borghese Viennese del tempo di Freud, era la pi&amp;#249;  &lt;br&gt;risonante.&lt;br&gt;Libera e dunque individuale interpretazione dell&amp;#39;inconscio per  &lt;br&gt;riscattare il singolo individuo e la sua storia, dunque la sua visione  &lt;br&gt;di un fine ed uno scopo che la concezione del tempo, come storia  &lt;br&gt;appunto, ci permette si avere, restituendogli cos&amp;#236; la sua visione del  &lt;br&gt;sacro, questa per me in sintesi la visione Junghiana.&lt;p&gt;&lt;br&gt;Dr. Marco Chisotti&lt;br&gt;Psicologo Psicoterapeuta&lt;br&gt;Ipnosi Terapeuta&lt;br&gt;Cell. 3356875991&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;http://www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Inviato da iPod&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-3048948794052518233?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/3048948794052518233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/3048948794052518233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2009/11/la-visione-junghiana.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-1429304995815859405</id><published>2009-10-27T02:11:00.000-07:00</published><updated>2009-10-27T02:10:18.487-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>L&amp;#39;Ipnosi non &amp;#232; una semplice tecnica di rilassamento che induce in  &lt;br&gt;una persona un semplice stato psicofisico. L&amp;#39;ipnosi permette di  &lt;br&gt;influire sulle condizioni psichiche, somatiche e viscerali, dunque &amp;#232;  &lt;br&gt;un mezzo specifico per permettere ad un individuo di cambiare stato  &lt;br&gt;mentale, l&amp;#39;equilibrio tra pensieri e sensazioni.  Per mezzo del  &lt;br&gt;rapporto creatosi fra paziente/cliente e l&amp;#39;ipnotizzatore si lavora  &lt;br&gt;sullo stato mentale della persona che, proprio perch&amp;#233; differente dallo  &lt;br&gt;stato mentale di veglia, permette un facile apprendimento, essendo  &lt;br&gt;ogni stato mentale memoria dipendente, l&amp;#39;individuo non porta con s&amp;#39;&amp;#232;  &lt;br&gt;le barriere della sua identit&amp;#224;, barriere che si son strutturate dal  &lt;br&gt;bambino in avanti attraverso le sue esperienze e conoscenze  &lt;br&gt;tratificatosi nel tempo. Questa constatazione  ormai condivisa dalla  &lt;br&gt;maggior parte degli specialisti &amp;#232; realmente costata secoli di  &lt;br&gt;discussioni e di alterni giudizi sul metodo in questione. La pi&amp;#249;  &lt;br&gt;antica delle interpretazioni risale ai popoli greci, egizi e romani  &lt;br&gt;che utilizzavano lo stato di trance ipnotica per &amp;quot;avvicinarsi alle  &lt;br&gt;divinit&amp;#224;&amp;quot; e predire il futuro. Tuttavia il padre dell&amp;#39;ipnosi pre- &lt;br&gt;moderna &amp;#232; considerato Franz Mesmer (1734-1815), dalla cui  &lt;br&gt;interpretazione sono poi discese tutte le teorie di tipo magnetico e  &lt;br&gt;fluidico. Egli riteneva che il fenomeno ipnotico fosse da attribuire  &lt;br&gt;al &amp;quot;magnetismo animale&amp;quot;, intesto come forza che, traendo origine  &lt;br&gt;dai corpi viventi, anche inanimati come le piante, potesse passare in  &lt;br&gt;altri, tra cui i malati, come fluido magnetico e curativo.Tali teorie  &lt;br&gt;ebbero tanta risonanza in Francia, dove dal 1825 si avviarono numerosi  &lt;br&gt;studi per cui il mesmerismo, inteso come forza magica, venne ben  &lt;br&gt;presto sostituito da conoscenze che pretendevano di essere pi&amp;#249;  &lt;br&gt;scientifiche e spiegavano il fenomeno in termini di fluido o di onde  &lt;br&gt;che, attraverso lo spazio si irradiavano dall&amp;#39;ipnotizzatore ad altri  &lt;br&gt;soggetti. Charcot (1825-1893), il celebre clinico che teneva le  &lt;br&gt;lezioni alla Scuola della Selpetriere, svilupp&amp;#242; meglio quest&amp;#39;ultimo  &lt;br&gt;concetto sostenendo che solo in soggetti affetti da isteria e  &lt;br&gt;caratterizzati quindi, da una particolare disposizione psicologica,  &lt;br&gt;era possibile produrre tale trasmissione di fluido psichico.Oltre alle  &lt;br&gt;teorie di Charcot ne nacquero molte nello stesso periodo; in  &lt;br&gt;opposizione a quelle di tipo magnetico-fluidico, Faria (1776-1819)  &lt;br&gt;diede il via ad interpretazioni di tipo psicologico che cercavano,  &lt;br&gt;nell&amp;#39;ipnotizzato stesso, le spiegazioni del fenomeno. Si inizi&amp;#242;  &lt;br&gt;quindi a studiare processi quali l&amp;#39;attenzione, la suggestione e  &lt;br&gt;finalmente si ipotizz&amp;#242; l&amp;#39;importanza di un rapporto tra ipnotizzatore  &lt;br&gt;ed ipnotizzato, escludendo quindi la possibilit&amp;#224; di ottenere una  &lt;br&gt;trance come effetto di una meccanica trasmissione di onde  &lt;br&gt;psichiche.Bernheim (1837-1919) ed i suoi allievi, che in particolar  &lt;br&gt;modo si sono occupati dei processi relativi alla suggestionabilit&amp;#224;, si  &lt;br&gt;caratterizzarono come gli oppositori della Scuola di Charcot,  &lt;br&gt;sostenendo che la possibilit&amp;#224; di essere ipnotizzati non era  &lt;br&gt;assolutamente una caratteristica patologica, ma l&amp;#39;effetto di una  &lt;br&gt;tecnica che sfruttava la suggestionabilit&amp;#224; degli individui.Anello di  &lt;br&gt;congiunzione tra queste teorie e quelle pi&amp;#249; prettamente  &lt;br&gt;psicoanalitiche &amp;#232; costituito dalle teorie dell&amp;#39;autosuggestione di  &lt;br&gt;Cou&amp;#232; (1857-1926): egli sosteneva che la suggestione non agisce sulla  &lt;br&gt;volont&amp;#224; ma sull&amp;#39;immaginazione e che, quest&amp;#39;ultima,  &lt;br&gt;corrisponderebbe all&amp;#39;inconscio; il soggetto, elaborando le  &lt;br&gt;suggestioni ricevute, otterrebbe una sorta di autosuggestione ed  &lt;br&gt;andrebbe cos&amp;#236; ad agire sul proprio inconscio. Per quanto riguarda la  &lt;br&gt;interpretazione psicoanalitica, l&amp;#39;ipnosi rappresenta un fenomeno di  &lt;br&gt;regressione, nel quale il soggetto reagisce rivivendo una situazione  &lt;br&gt;passata e sostituendo l&amp;#39;originale attore con il terapeuta.Nell&amp;#39;est  &lt;br&gt;europeo, accanto a interpretazioni di natura psicologica, vennero  &lt;br&gt;enunciate varie spiegazioni fisiologiche. Pavlov (1849-1936) dimostr&amp;#242;  &lt;br&gt;che l&amp;#39;induzione ipnotica produceva inibizione neuronale a livello  &lt;br&gt;della corteccia cerebrale, che si andava irradiando a tutto il  &lt;br&gt;cervello ma lasciando comunque delle zone di vigilanza; lo stato di  &lt;br&gt;trance rappresenterebbe quindi una specie di difesa dell&amp;#39;organismo  &lt;br&gt;dall&amp;#39;afferenza di stimoli monotoni e ripetitivi (abitazione) o, se  &lt;br&gt;l&amp;#39;ipnosi viene indotta bruscamente, per un blocco induttivo per  &lt;br&gt;eccessiva stimolazione.Attualmente come tecnica specifica ed acquisita  &lt;br&gt;con un corso specialistico, l&amp;#39;ipnosi pu&amp;#242; essere inserita in un  &lt;br&gt;progetto di relazione d&amp;#39;aiuto pi&amp;#249; ampio, valutando sempre la  &lt;br&gt;disponibilit&amp;#224; del paziente e la sua motivazione al cambiamento.&lt;br&gt;L&amp;#39;ipnosi moderna trova il suo padre in Milton Erickson, a lui  &lt;br&gt;l&amp;#39;introduzione in terapia di un incoscio &amp;quot;buono&amp;quot; utile, interessato a  &lt;br&gt;dare un aiuto alla persona.  Un&amp;#39;induzione ipnotica non rappresenta un  &lt;br&gt;problema tecnico in s&amp;#233;, ma proprio per il suo principio attivo, agisce  &lt;br&gt;sull&amp;#39;apprendimento della persona, ed il suo effetto di riduzione del  &lt;br&gt;senso critico del soggetto, che contempla della conoscenza la sua  &lt;br&gt;parte che ci obbliga, l&amp;#39;ipnosi pu&amp;#242; indurre reazioni anche intense, sia  &lt;br&gt;dal punto di vista psicologico che fisiologico volte al miglioramento  &lt;br&gt;della situazione del soggetto. La capacit&amp;#224; di gestire tale  &lt;br&gt;eventualit&amp;#224; fa parte della professionalit&amp;#224; dell&amp;#39;ipnotizzatore.  &lt;br&gt;Molte sono le tecniche induttive ed &amp;#232; necessario che l&amp;#39;ipnologo le  &lt;br&gt;conosca per poter rapidamente decidere quale &amp;#232; la pi&amp;#249; adatta al  &lt;br&gt;paziente da trattare o al suo specifico problema.Le suggestioni  &lt;br&gt;ipnotiche sono rappresentate da atti che il soggetto compie pur non  &lt;br&gt;sapendosene spiegare il motivo, o durante la seduta ipnotica o anche  &lt;br&gt;ad una certa distanza di tempo dalla seduta in cui queste sono state  &lt;br&gt;suggerite. Possono essere suggestioni psichiche, motorie, sensitive,  &lt;br&gt;sensoriali, o riguardare le funzioni della vita vegetativa. Possono  &lt;br&gt;interessare anche l&amp;#39;attivit&amp;#224; onirica del paziente inducendone dei  &lt;br&gt;sogni. Vi sono diversi livelli di profondit&amp;#224; della trance che rendono  &lt;br&gt;pi&amp;#249; forti tali suggestioni.&lt;p&gt;&lt;br&gt;Dr. Marco Chisotti&lt;br&gt;Psicologo Psicoterapeuta&lt;br&gt;Ipnosi Terapeuta&lt;br&gt;Cell. 3356875991&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;http://www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Inviato da iPod&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-1429304995815859405?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/1429304995815859405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/1429304995815859405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2009/10/l-non-una-semplice-tecnica-di.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-6473887319517637852</id><published>2009-10-16T09:17:00.000-07:00</published><updated>2009-10-16T09:16:46.427-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Ipnosi e tipi logici!&lt;br&gt;A cura di Marco Chisotti.&lt;p&gt;L&amp;#39;ipnosi per sua natura lavora su differenti livelli logici  &lt;br&gt;contemporaneamente, se dico &amp;quot; ora chiudi gli occhi &amp;quot; il significato &amp;#232;  &lt;br&gt;chiaro ma a seconda dell&amp;#39;intonazione posso imporre con un comando o  &lt;br&gt;guidare dolcemente la persona verso un&amp;#39;esperienza, solo usando il  &lt;br&gt;paraverbale oriento e guido in modo efficace l&amp;#39;individuo nel suo mondo  &lt;br&gt;interno, al contempo toccando e sollevando la sua mano ad un altro  &lt;br&gt;livello conduco una levitazione del braccio.  Usando livelli logici  &lt;br&gt;diversi destabilizzo pi&amp;#249; facilmente la parte logica, dominante nello  &lt;br&gt;stato di veglia, a favore della parte creativa. Favorendo la  &lt;br&gt;differenza percettiva col tocco faccio lavorare a pi&amp;#249; livelli la  &lt;br&gt;persona generando facilmente una dissociazione. Tutta la vita mentale  &lt;br&gt;di un individuo &amp;#232; di un grado pi&amp;#249; astratta del mondo fisico,  &lt;br&gt;l&amp;#39;intelligenza si esprime proprio grazie a questo livello logico  &lt;br&gt;differente, esistono le forme che stanno ad un livello logico  &lt;br&gt;superiore dei processi che son da esse descritti, ma a sua volta un  &lt;br&gt;nuovo processo pu&amp;#242; contenere pi&amp;#249; forme dando vita ad una nuova  &lt;br&gt;descrizione. &amp;quot;Cos&amp;#236; posso sollevare la tua mano (forma di un processo)  &lt;br&gt;e mentre la sollevo il tuo cuore batte, il tuo respiro solleva il tuo  &lt;br&gt;petto (processo di una forma) e tutto questo esprime il tuo vivere  &lt;br&gt;profondo (forma di un processo) un vivere inconscio che non devi  &lt;br&gt;seguire perch&amp;#232; &amp;#232; parte di te che sei parte del vivere (forma di un  &lt;br&gt;processo di una forma&amp;quot;. La trance &amp;#232; un processo ( guidare ) condotto a  &lt;br&gt;livelli differenti la mente inconscia  dell&amp;#39;individuo attraverso forme  &lt;br&gt;( descrizioni ) sempre mutevoli con l&amp;#39;intento di creare un cambiamento  &lt;br&gt;( nuovo processo ) che decliner&amp;#224; nell&amp;#39;individuo una nuova filosofia di  &lt;br&gt;vita ( nuova forma ), cos&amp;#236; avanti in un processo di forme, di forme di  &lt;br&gt;processi senza fine.&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;Dr. Marco Chisotti&lt;br&gt;Psicologo Psicoterapeuta&lt;br&gt;Ipnosi Terapeuta&lt;br&gt;Cell. 3356875991&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;http://www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Inviato da iPod&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-6473887319517637852?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/6473887319517637852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/6473887319517637852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2009/10/ipnosi-e-tipi-logici-cura-di-marco.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-1574225852524664737</id><published>2009-10-13T00:57:00.000-07:00</published><updated>2009-10-13T00:56:57.640-07:00</updated><title type='text'>Atti linguistici ed atti ipnotici.</title><content type='html'>L&amp;#39;atto ipnotico nell&amp;#39;induzione.&lt;p&gt;Considerando il lavoro di J. Austin sugli atti linguistici, il qual  &lt;br&gt;lavoro ora si ritrova come base operativa nella filosofia analitica,  &lt;br&gt;ogni espressione linguistica &amp;#232; un atto: anche l&amp;#39;enunciato ritenuto  &lt;br&gt;constativo (constatare attraverso un analisi visiva, o logico  &lt;br&gt;cognitiva) &amp;#232; un&amp;#39;azione (ad esempio, dire &amp;quot;e mentre chiudi gli occhi ti  &lt;br&gt;accompagno…&amp;quot; equivale a un impegno, a un atto, &amp;#232; enunciazione  &lt;br&gt;performativa e non solo indicativa e descrittiva).&lt;br&gt;Cos&amp;#236; il linguaggio ipnotico &amp;#232; scomponibile iin tre atti ipnotici  &lt;br&gt;differenti:&lt;p&gt;L&amp;#39;atto ipnotico locativo &amp;#232; quello con cui si dice qualcosa dotato di  &lt;br&gt;significato (ad esempio, &amp;quot;i tuoi occhi sono aperti la tua mano &amp;#232;  &lt;br&gt;leggera&amp;quot;) e pu&amp;#242; essere elaborato dal punto di vista paralinguistico  &lt;br&gt;(tono, timbro, ritmo e volume della voce).&lt;p&gt;L&amp;#39; atto ipnotico illocutivo &amp;#232; un atto effettuato col dire qualcosa:  &lt;br&gt;esso, oltre a informare, constatando una data realt&amp;#224; (ad esempio, il  &lt;br&gt;fatto che i tuoi occhi siano effettivamente aperti, o che la mano sia  &lt;br&gt;proprio leggera), pu&amp;#242; contenere un&amp;#39;esclamazione, una preghiera o un  &lt;br&gt;suggerimento (ad esempio, l&amp;#39;invito a chiudere gli occhi o nel caso di  &lt;br&gt;chiudere ancora pi&amp;#249; fortemente i tuoi occhi o l&amp;#39;invito a sollevare la  &lt;br&gt;mano ora ). L&amp;#39;atto illocutivo ha quindi una forza collegata alla reale  &lt;br&gt;intenzione di chi compie quell&amp;#39;atto ipnotico.&lt;p&gt;L&amp;#39; atto ipnotico perlocutivo &amp;#232; l&amp;#39;atto compiuto per il fatto di dire  &lt;br&gt;qualcosa: quello per cui si raccoglie il suggerimento (o comando,  &lt;br&gt;invito, ecc.) implicito in quell&amp;#39;atto &amp;quot;illocutorio&amp;quot; e si esegue ci&amp;#242;  &lt;br&gt;che viene suggerito (si chiudono, cio&amp;#232;, gli occhi, si solleva la  &lt;br&gt;mano). Mette in evidenza l&amp;#39;interattivit&amp;#224; costitutiva dell&amp;#39;ipnosi,  &lt;br&gt;cio&amp;#232; gli effetti sugli interlocutori che l&amp;#39;atto ipnotico determina.&lt;br&gt;Queste specifiche aiutano a distinguere e comporre con precisione  &lt;br&gt;l&amp;#39;esperienza dell&amp;#39;ipnosi.&lt;br&gt;Per quanto riguarda il lessico ipnotico (le parole usate durante un  &lt;br&gt;induzione) &amp;#232; utile fare una distinzione:&lt;p&gt;Il lessico passivo, viene capito tramite il senso del contesto  non si  &lt;br&gt;riesce ad utilizzarlo attivamente, mentre il lessico ipnotico attivo  &lt;br&gt;risulta produttivo, viene utilizzato anche mentre si parla e le sue  &lt;br&gt;possibilit&amp;#224; di impiego sono cos&amp;#236; conosciute che vi si possono formare  &lt;br&gt;frasi sensibilmente comprensibili, che raggiungono con facilit&amp;#224; la  &lt;br&gt;possibilit&amp;#224; di guidare la persona.&lt;p&gt;Per quanto riguarda il numero di parole da usare con l&amp;#39;ipnosi in  &lt;br&gt;generale bastano dalle 400 alle 800 parole, le parole usate nella vita  &lt;br&gt;quotidiana.&lt;br&gt;L&amp;#39;uso di parole pi&amp;#249; difficili come quelle usate in riviste, giornali o  &lt;br&gt;nei classici arrivando fino a 4.000 alle 5.000 parole, o in casi  &lt;br&gt;eccezionali come son presenti in Dante o James Joyce, parole fino a  &lt;br&gt;80.000 o 100.000 parole, ha solo lo scopo di generare o confusione o  &lt;br&gt;saturazione del canale razionale cognitivo o quello percettivo.&lt;br&gt;Il linguaggio e di conseguenza il lessico deve essere semplice durante  &lt;br&gt;l&amp;#39;induzione come si parlasse ad un bambino, al massimo usando parole  &lt;br&gt;pi&amp;#249; difficili all&amp;#39;inizio dell&amp;#39;induzione e via via che si prosegue  &lt;br&gt;nell&amp;#39;induzione usare un lessico pi&amp;#249; semplice.&lt;br&gt;Ad esempio osservando la costruzione di nuovi campi di comunicazione  &lt;br&gt;(Chat, SMS, ...) nei quali si utilizza un lessico che va dalle 100  &lt;br&gt;alle 200 parole, si pu&amp;#242; arrivare ad usare e ripetere in modo  &lt;br&gt;rafforzativo le stesse parole.&lt;p&gt;L&amp;#39;esperienza che si crea con l&amp;#39;uso mirato delle le parole &amp;#232; come una  &lt;br&gt;nagia, una tecnica che si prefigge lo scopo di influenzare gli eventi  &lt;br&gt;e dominare i fenomeni fisici, di creare ed usare l&amp;#39;inconscio,  &lt;br&gt;servendosi di gesti, atti ipnotici formule verbali e rituali  &lt;br&gt;appropriati a far cambiare, adattare, riequilibrare la persona che  &lt;br&gt;stiamo portando o mantenendo in trance ipnotica.&lt;p&gt;&lt;br&gt;Dr. Marco Chisotti&lt;br&gt;Psicologo Psicoterapeuta&lt;br&gt;Ipnosi Terapeuta&lt;br&gt;Cell. 3356875991&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;http://www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Inviato da iPod&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-1574225852524664737?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/1574225852524664737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/1574225852524664737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2009/10/atti-linguistici-ed-atti-ipnotici.html' title='Atti linguistici ed atti ipnotici.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-4948096333288983140</id><published>2009-10-09T14:38:00.000-07:00</published><updated>2009-10-09T14:37:51.108-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Il lavoro della mente umana &amp;#232; per me ben rappresentato dal pensiero  &lt;br&gt;del costruttivismo radicale, qui di seguito i principi del pensiero  &lt;br&gt;costruttivista.&lt;br&gt;I principi fondamentali del costruttivismo radicale!&lt;p&gt;La conoscenza non viene ricevuta passivamente ne attraverso i&lt;br&gt;sensi ne grazie alla comumcazione;&lt;p&gt;La conoscenza viene attivamente costruita dal soggetto  &amp;quot;cconoscente&amp;quot;.&lt;p&gt;La funzione della conoscenza &amp;#232; adattiva, nel senso biologico del&lt;br&gt;termine, e tende verso l&amp;#39;adattezza o la viabilita.&lt;p&gt;La conoscenza serve all&amp;#39;organizzazione del mondo esperienziale dei  &lt;br&gt;soggetto, non alla scoperta di una realt&amp;#224; ontologicamente oggettiva.&lt;br&gt;Di fondo due punti fondamentali son presenti nel costruttivismo, il  &lt;br&gt;meccanismo percettivo che si lega alla nostra conoscenza, e  &lt;br&gt;l&amp;#39;attegiamento adattivo alla ricerca di un&amp;#39;organizzazione.&lt;br&gt;Di fondo questi due punti riguardano l&amp;#39;assimilazione e l&amp;#39;  &lt;br&gt;accomodamento. L&amp;#39; uno ci guida al cofronto col mondo esterno, l&amp;#39;altro  &lt;br&gt;col mondo interno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-4948096333288983140?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/4948096333288983140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/4948096333288983140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2009/10/il-lavoro-della-mente-umana-per-me-ben.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-9069373043240172676</id><published>2009-08-21T03:24:00.000-07:00</published><updated>2009-08-21T03:23:47.216-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Bisogni e motivazioni.&lt;p&gt;Oltre ai bsogni fisiologici (come aria, fame, sete, ambiente ecc.),  &lt;br&gt;che vanno soddisfatti per la spravvivenza, esistono molti altri  &lt;br&gt;bisogni che vanno a legarsi alla conoscenza degli individui, la  &lt;br&gt;quantit&amp;#224; di bisogni &amp;#232; strettamente legata alla conoscenza. Gli stessi  &lt;br&gt;bisogni fisiologici divengono altamente interpretabili, la quantit&amp;#224; e  &lt;br&gt;la qualit&amp;#224; del cibo e delle bevande che necessita una persona &amp;#232;  &lt;br&gt;veramente personale, difficile stabilirne i confini, si pu&amp;#242; dire che  &lt;br&gt;senza non si sopravvive.  Il certi luoghi son rarefatti certi  &lt;br&gt;componenti, o sovrabbondano tanto da rendere la vita stessa biologica  &lt;br&gt;estremamente vulnerabile. Ma andando oltre al livello base vediamo in  &lt;br&gt;fondo cosa cercano nella loro vita le persone.&lt;br&gt;Uno dei bisogni che si ritrova facilmente nelle persone &amp;#232; il bisogno  &lt;br&gt;di sicurezza e protezione, &amp;#232; facile vedere che le persone sviluppano  &lt;br&gt;pi&amp;#249; fortemente tale bisogno se hanno avuto esperienze negative a  &lt;br&gt;proposito nella loro infanzia, la conoscenza dunque amplifica un  &lt;br&gt;bisogno per esperienza. Dalla protezione e sicurezza si ottiene anche  &lt;br&gt;il senso di riconoscimento, proteggo con amore ed attenzione,  &lt;br&gt;implicitamente riconosco la persona. Naturalmente &amp;#232; facile perdere i  &lt;br&gt;confini di tale bisogno, nel sentirmi minacciato nella mia sicurezza  &lt;br&gt;posso facilmente eccedere in un comportamento che passa da difesa a  &lt;br&gt;offesa, &amp;#232; dunque difficile stabilire criteri, il tutto torna ad essere  &lt;br&gt;un problema di esperienze, conoscenza e cultura presente nel contesto.&lt;br&gt;Alla protezione e sicurezza segue un altro bisogno presente in ogni  &lt;br&gt;persona, sempre considerando la propria esperienza e cultura di  &lt;br&gt;riferimento, il bisogno di appartenenza (affetto, identificazione), si  &lt;br&gt;pu&amp;#242; intuire quanto sia legato al bisogno di protezione, si sa anche  &lt;br&gt;che allontanarsi, anche solo per diverse opinioni, dal proprio gruppo  &lt;br&gt;di riferimento ci fa sentire a disagio, noi cerchiamo costantemente  &lt;br&gt;l&amp;#39;assonanza cognitiva con gli altri, &amp;#232; impegnativo reggere la  &lt;br&gt;dissonanza cognitiva dagli altri.&lt;br&gt;Fenomeni come la moda, la tendenza, rivelano un forte bisogno negli  &lt;br&gt;individui di uniformarsi al senso comune, al contrario si prova in  &lt;br&gt;forte senso di inadeguatezza in molte circostanze in cui ci  &lt;br&gt;allontaniamo dalla cultura e conoscenza del gruppo.&lt;br&gt;Le persone hanno poi  bisogno di stima,  prestigio e successo, la  &lt;br&gt;stima degli altri ci permette di rimanere a contatto con le esigenze  &lt;br&gt;collettive, successo e prestigio arricchiscono la nostra identit&amp;#224;, son  &lt;br&gt;un forte stimolo a proseguire di una strada anche quando questa si  &lt;br&gt;presenta con grandi difficolt&amp;#224;. Anche questa esperienza risulta  &lt;br&gt;dipendere dalle esperienze avute che si son tradotte in conoscenza  &lt;br&gt;fino ad orientarci.&lt;br&gt;La naturale continuazione del bisogno di stima e riconoscimento &amp;#232; il  &lt;br&gt;bisogno di realizzazione di s&amp;#233;, realizzando la propria identit&amp;#224; e le  &lt;br&gt;proprie aspettative e occupando una posizione soddisfacente nel gruppo  &lt;br&gt;sociale noi completiamo la catena di appagamenti che ci motivano. Qui  &lt;br&gt;possiamo annoverare anche il bisogno d&amp;#39;essere protagonisti della e  &lt;br&gt;nella vita.&lt;br&gt;Penso sia importante aggiungere a questo insieme di bisogni,  &lt;br&gt;conosciuti come la catena dei bisogni di Maslow, alcuni altri che  &lt;br&gt;contribuiscono in gran misura al nostro comportamento.&lt;br&gt;Naturalmente ognuno di questi bisogni per quantit&amp;#224; e qualit&amp;#224; attinge  &lt;br&gt;alla propria cultura di riferimento.&lt;br&gt;Il bisogno d&amp;#39;amare e prendersi cura degli altri (amare, dedicarsi,  &lt;br&gt;curare, crescere, accudire.&lt;br&gt;Il bisogno di conoscere, capire, scoprire, esser curiosi, soddisfare i  &lt;br&gt;perch&amp;#233; ed i come. Il bisogno di procreare, dare vita ad un essere in  &lt;br&gt;cui riconoscerci.&lt;br&gt;Sento dal mio personale punto di vista che esiste un bisogno di  &lt;br&gt;libert&amp;#224; ed indipendenza, molto importante, sia di tipo materiale che a  &lt;br&gt;carattere spirituale. A tale proposito c&amp;#39;&amp;#232; bisogno di sacro e di  &lt;br&gt;mistero, difficile quantificare e qualificare tale esperienza, la si  &lt;br&gt;comprende e la si vive a livello personale.&lt;br&gt;L&amp;#39;orientanento, la decisione, la motivazione, la volont&amp;#224; si alimentano  &lt;br&gt;tutti dalla nostra conoscenza che porta con se, in parti differenti,  &lt;br&gt;ognuno dei bisogni in cui abbiamo potuto riconoscerci.&lt;p&gt;&lt;br&gt;Dr. Marco Chisotti&lt;br&gt;Psicologo Psicoterapeuta&lt;br&gt;Ipnosi Terapeuta&lt;br&gt;Cell. 3356875991&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;http://www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Inviato da iPod&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-9069373043240172676?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/9069373043240172676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/9069373043240172676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2009/08/bisogni-e-motivazioni.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-1905913036261210491</id><published>2009-08-18T22:43:00.000-07:00</published><updated>2009-08-18T22:42:50.883-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Le vie dell&amp;#39;ipnosi.&lt;p&gt;Nel rispondere ad una persona entusiasta dell&amp;#39;ipnosi che domandava  &lt;br&gt;come poter accedere alla nostra scuola di Ipnosi, mi &amp;#232; tornato in  &lt;br&gt;mente il mio entusiasmo e la mia passione nello studiare il  &lt;br&gt;comportamento umano, la strada dell&amp;#39;ipnosi &amp;#232; probabilmente la strada  &lt;br&gt;del futuro per chi si interessa di relazioni d&amp;#39;aiuto. Si parte con la  &lt;br&gt;curiosit&amp;#224; poi si approfondiscono i temi fino a farsi un idea  &lt;br&gt;direttamente sul campo di ci&amp;#242; che pu&amp;#242; servire ad una persona, non  &lt;br&gt;condivido appieno il bisogno di teorizzare un intervento terapeutico  &lt;br&gt;in ipnosi regressiva come fanno certi miei colleghi come Angelo Bona,  &lt;br&gt;e il famoso Brian Weiss, giustamente hanno incuriosito e strappato il  &lt;br&gt;plauso, divulgando la pratica dell&amp;#39;ipnosi regressiva, ma la terapia  &lt;br&gt;ipnotica viaggia molto spesso nella complessit&amp;#224; della mente umana ed  &lt;br&gt;ha bisogno di essere espletata nel rispetto di tale complessit&amp;#224; e non  &lt;br&gt;banalizzando con ipotesi interpretative, se non che arrivino  &lt;br&gt;direttamente dal soggetto interessato che facendosi una sua personale  &lt;br&gt;visione dei fatti riesce a darsi una ragione del suo vissuto e questo  &lt;br&gt;gli serve a trovare una nuova strada. In terapia non &amp;#232; vero ci&amp;#242; che  &lt;br&gt;&amp;#232; vero, ma ci&amp;#242; che viene creduto tale, le credenze, le convinzioni,  &lt;br&gt;son loro a &amp;quot;vincere&amp;quot; sulle ipotesi e le teorie, anche quelle  &lt;br&gt;scientifiche, cos&amp;#236; aiutare una persona non vuol dire persuaderla o  &lt;br&gt;convincerla di qualcosa, come era dedita fare la teoria  &lt;br&gt;psicoanallitica, creando una dipendenza cronica dal terapeuta, vuol  &lt;br&gt;dire piuttosto approfondire e conoscere il suo mondo per restituirielo  &lt;br&gt;riequilibrato, arricchito ed in parte cambiato, nel rispetto della  &lt;br&gt;complessit&amp;#224; della vita e del suo personale sistema di riferimento.  &lt;br&gt;Come dice molto bene Zeig, studioso della terapia ipnotico  &lt;br&gt;Ericsoniana, ed autore dell&amp;#39;idea che la terapia &amp;#232; un arte pi&amp;#249; che una  &lt;br&gt;teoria, e le tecniche sono per lo pi&amp;#249; una carta da regalo, molto  &lt;br&gt;utile, con cui presentare la nostra competenza, e coinvolgere  &lt;br&gt;emotivente le persone.  Ogni processo terapeutico ha bisogno di un  &lt;br&gt;intenzione che orienta il processo stesso. Ogni terapeuta ha bisogno  &lt;br&gt;di tre forse quattro fedi personali:&lt;br&gt;La prima fede &amp;#232; credere che se avessimo il problema che la persona ci  &lt;br&gt;porta potremmo risolverlo.&lt;br&gt;La fede numero due &amp;#232; credere che la persona ha una risorsa nella sua  &lt;br&gt;vita che pu&amp;#242; essere tirata fuori ed utilizzata, credendo alle risorse  &lt;br&gt;della persona e non ai suoi limiti.&lt;br&gt;Fede numero tre utilizzare tutto ci&amp;#242; che il soggetto mi porta.&lt;br&gt;La quarta fede &amp;#232; la fede che posso inventarmi sul momento, si possono  &lt;br&gt;avere tanti modelli operativi ma un buon terapeuta, inteso come  &lt;br&gt;persona che si interessa di relazioni d&amp;#39;aiuto, deve sapersi inventare.&lt;br&gt;L&amp;#39;ipnosi &amp;#232; e ci chiede d&amp;#39;essere tutto questo.&lt;br&gt;La mia personale idea &amp;#232; che ogni seduta terapeutica sia come un  &lt;br&gt;momento a se dove si vivono in modo diretto esperienza ed emozioni, ed  &lt;br&gt;&amp;#232; questo alternarsi in momenti esperienziali di momenti emotivi e  &lt;br&gt;cognitivi che apre la strada al cambiamento in termini di riequilibrio  &lt;br&gt;come di ristrutturazione.&lt;br&gt;La terapia episodico esperienziale &amp;#232; a tutti gli effetti l&amp;#39;idea che  &lt;br&gt;rende meglio l&amp;#39;intervento con l&amp;#39;ipnosi.&lt;p&gt;&lt;p&gt;Dr. Marco Chisotti&lt;br&gt;Psicologo Psicoterapeuta&lt;br&gt;Ipnosi Terapeuta&lt;br&gt;Cell. 3356875991&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;http://www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Inviato da iPod&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-1905913036261210491?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/1905913036261210491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/1905913036261210491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2009/08/le-vie-dell-nel-rispondere-ad-una.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-6267766981071572390</id><published>2009-08-18T09:02:00.001-07:00</published><updated>2009-08-18T09:02:17.739-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Processi attivi del pensare.&lt;p&gt;Il perch&amp;#233; si plasma con facilit&amp;#224;, ad ogni esperienza che facciamo con  &lt;br&gt;facilit&amp;#224; troviamo una spiegazione, la nostra intelligenza ha un  &lt;br&gt;intrinseco bisogno di finalizzare ogni nostro operato.&lt;br&gt;Il senso della vita lo si raccoglie quotidianamente si costituisce  &lt;br&gt;attraverso l&amp;#39;esperienza, noi impariamo, consciamo attraverso le nostre  &lt;br&gt;esperienze, facendo esperienza abbiamo costruito il mondo in cui  &lt;br&gt;viviamo, la mappa di questo mondo non &amp;#232; altro che la nostra conoscenza.&lt;br&gt;Conoscere &amp;#232; vivere, quello che possiamo vedere &amp;#232; parte della nostra  &lt;br&gt;conoscenza che si incrocia e tesse il nuovo intorno a noi. La  &lt;br&gt;conoscenza &amp;#232; la nostra vita, percepiamo, riconosciamo ed utilizziamo  &lt;br&gt;ogni cosa attraverso la forza del nostro conoscere, tanto  che non ci  &lt;br&gt;poniamo tante domande in merito, ci lasciamo guidare dalla conoscenza  &lt;br&gt;che guida a sua volta i nostri sensi che guidano la nostra esperienza.&lt;br&gt;Se il S&amp;#232;, la nostra identit&amp;#224; &amp;#232; possibile considerarla in  &lt;br&gt;un&amp;#39;entit&amp;#224; di relazione, non pu&amp;#242; trovare un suo spazio negli oggetti  &lt;br&gt;dell&amp;#39;esperienza, l&amp;#39;identit&amp;#224; o meglio semplicitamrnte il nostro  &lt;br&gt;essere, &amp;#232; un esperienza che non si ferma, &amp;#232; un divenire facendo, la  &lt;br&gt;consapevolezza di ci&amp;#242; che siano e di ci&amp;#242; che facciamo.&lt;br&gt;La nostra identit&amp;#224; non risiede nel cuore, come pensava Aristotele, e  &lt;br&gt;neanche nel cervello, come siamo propensi a pensare al giorno d&amp;#39;oggi,  &lt;br&gt;&amp;#232; nella relazione che siamo ed  in cui esistiamo.&lt;br&gt;Non risiede completamente in alcun luogo, ma si manifesta prettamente  &lt;br&gt;nella continuit&amp;#224; della nostra attivit&amp;#224; di differenziazione e  &lt;br&gt;relazione, nonch&amp;#232; nell&amp;#39;intuitiva certezza o consapevolezza che la  &lt;br&gt;nostra esperienza sia veramente nostra, che siamo noi a vivere ed a  &lt;br&gt;provare ci&amp;#242; che siamo e che viviamo.&lt;br&gt;Quando si parla ad una persona si danno per scontate tante cose a  &lt;br&gt;partire dall&amp;#39;identificarsi in se stessi, divenendo una parte  &lt;br&gt;dell&amp;#39;esperienza, l&amp;#39;altra parte &amp;#232; intuitivamente frutto dell&amp;#39;esperienza  &lt;br&gt;dell&amp;#39;altro che diamo per scontata.&lt;br&gt;Il pi&amp;#249; delle volte la nostra conversazione cammina per suo conto  &lt;br&gt;sostenuta da un unica idea logica di riferimento, il senso comune  &lt;br&gt;condiviso. Abbiamo bisogno di identificarci quando un ragionamento non  &lt;br&gt;risulta pi&amp;#249; condiviso, bens&amp;#236; si genera, meglio si crea un nuovo  &lt;br&gt;significato.&lt;br&gt;Il nostro cervello ripete in modo economico ci&amp;#242; che conosce, ma cos&amp;#236;  &lt;br&gt;facendo si preclude il nuovo, la novit&amp;#224; ha bisogno dell&amp;#39;identit&amp;#224;  &lt;br&gt;senza la quale non potrebbe esistere. Noi praticamente esistiamo  &lt;br&gt;consapevolmente solo in un atto creativo, quando generiamo il nuovo.&lt;br&gt;Nell&amp;#39;esperienza dell&amp;#39;ipnosi noi attiviamo un processo creativo di  &lt;br&gt;generazione di significato, senza per questo conoscere il senso di  &lt;br&gt;quello che andiamo a vivere, vivendo uno stato di trance ci lasciamo  &lt;br&gt;guidare da una persona che possiede un suo stato di coscienza e che  &lt;br&gt;conduce l&amp;#39;esperienza per noi, in tal modo seguiamo una logica esterna  &lt;br&gt;alla nostra che d&amp;#224; un senso ed un fine alla nostra esperienza. Non  &lt;br&gt;filtrando in modo consapevole l&amp;#39;esperienza non siamo soggetti alla  &lt;br&gt;nostra conoscenza che ci obbliga, siamo &amp;quot;obbligati&amp;quot; dalla conoscenza  &lt;br&gt;dell&amp;#39;altro, dunque portati a vivere il nuovo. In tal senso abbiamo a  &lt;br&gt;disposizione quotidianamente un certo numero di cellule staminali  &lt;br&gt;indifferenziate, nel nostro cervello, che utilizziamo per ampliare  &lt;br&gt;l&amp;#39;area del cervello interessata alla nuova esperienza. Forse si pu&amp;#242;  &lt;br&gt;dire che viviamo costantemente in attesa di confermarci nella nostra  &lt;br&gt;identit&amp;#224;, ma ci identifichiamo consapevolmente solo quando abbiamo  &lt;br&gt;nuove esperienze. La nostra intelligenza, come processo identificativo  &lt;br&gt;di noi stessi, ha costantemente bisogno di nuovo identificarsi in un  &lt;br&gt;s&amp;#232; diverso per potersi identificare.&lt;br&gt;Ci attirano le esperienze che non possiamo conoscere, quelle che non  &lt;br&gt;possiamo prevedere, ci attirano le esperienze che chiedono alla nostra  &lt;br&gt;intelligenza di potersi impegnare.&lt;p&gt;Dr. Marco Chisotti&lt;br&gt;Psicologo Psicoterapeuta&lt;br&gt;Ipnosi Terapeuta&lt;br&gt;Cell. 3356875991&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;http://www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Inviato da iPod&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-6267766981071572390?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/6267766981071572390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/6267766981071572390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2009/08/processi-attivi-del-pensare.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-7366066651098343015</id><published>2009-08-14T20:56:00.000-07:00</published><updated>2009-08-14T20:55:37.060-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Costruttivismo scelte di vita e terapia mediante l&amp;#39;ipnosi.&lt;p&gt;La vita umana &amp;#232; un continuo susseguirai di scelte e decisioni che ci  &lt;br&gt;orientano e condizionano continuamente, ma con quale metro procediamo  &lt;br&gt;nella vita, cosa ci guida nelle nostre scelte?&lt;br&gt;Heinz von Glasersfield, studioso della comunicazione uomo-animale, e  &lt;br&gt;della traduzione meccanica ha sviluppato il suo modello di  &lt;br&gt;costruttivismo radicale secondo il quale si deve rinunciare  &lt;br&gt;all&amp;#39;ontologia. Contesta l&amp;#39;idea che la conoscenza umana debba  &lt;br&gt;perseguire una rappresentazione vera ed oggettiva di un mondo gi&amp;#224;  &lt;br&gt;esistente &amp;quot;in s&amp;#233;&amp;quot; poich&amp;#233; per dimostrare una tale verit&amp;#224; sarebbe  &lt;br&gt;necessario confrontare ogni conoscenza con quella parte della realt&amp;#224;  &lt;br&gt;che essa dovrebbe rappresentare, cosa non possibile poich&amp;#233; per fare  &lt;br&gt;questo confronto, si dovrebbe conoscere la realt&amp;#224; cos&amp;#236; com&amp;#39;era  &lt;br&gt;prima di passare attraverso le operazioni del soggetto osservatore, in  &lt;br&gt;altre parole si richiederebbe un confronto tra una cosa che si conosce  &lt;br&gt;ed un&amp;#39;altra che non &amp;#232; conoscibile. Egli &amp;#232; convinto, ed io con lui,  &lt;br&gt;che i concetti che adoperiamo per &amp;quot;maneggiare&amp;quot; il mondo della nostra  &lt;br&gt;esperienza, siano il risultato della nostra attivit&amp;#224; costruttiva, nel  &lt;br&gt;corso della quale applichiamo una selezione negativa (principio di  &lt;br&gt;viabilit&amp;#224;), eliminando tutto quello che non serve o non funziona, in  &lt;br&gt;modo che ci&amp;#242; che rimane alla fine risulti adatto, adoperabile o come  &lt;br&gt;egli preferisce dire &amp;quot;viabile&amp;quot;, cio&amp;#232; percorribile.&lt;br&gt;Le scelte nella vita dunque passerebbero dal setaccio dell&amp;#39;utilit&amp;#224; e  &lt;br&gt;della fattibilit&amp;#224; fino a dare spazio ad una scelta utile al soggetto e  &lt;br&gt;percorribile.&lt;br&gt;La vita &amp;#232; un processo cognitivo: vivere significa conoscere e  &lt;br&gt;conoscere significa vivere. &amp;#200; attraverso il processo cognitivo, che  &lt;br&gt;nasce dall&amp;#39;esperienza individuale, che ogni essere vivente genera il  &lt;br&gt;proprio mondo. L&amp;#39;esperienza vissuta &amp;#232; il punto di partenza di ogni  &lt;br&gt;conoscenza e l&amp;#39;uomo compie le proprie esperienze attraverso il  &lt;br&gt;proprio corpo avente struttura determinata. Soggetti diversi  &lt;br&gt;rispondono in maniera diversa ad uno stesso stimolo e la risposta sar&amp;#224;  &lt;br&gt;determinata dal modo in cui l&amp;#39;osservatore &amp;#232; strutturato. &amp;#200; la  &lt;br&gt;struttura dell&amp;#39;osservatore che determina come esso si comporter&amp;#224; e  &lt;br&gt;non l&amp;#39;informazione ricevuta. L&amp;#39;informazione in s&amp;#233; non ha esistenza  &lt;br&gt;o significato se non quello che le attribuisce il sistema con cui  &lt;br&gt;interagisce, perci&amp;#242; l&amp;#39;informazione non pu&amp;#242; avere un&amp;#39;esistenza  &lt;br&gt;oggettiva e poich&amp;#233; il principio di oggettivit&amp;#224; &amp;#232; intrinseco al  &lt;br&gt;significato convenzionale del termine informazione, si conclude che  &lt;br&gt;non esiste l&amp;#39;informazione&lt;br&gt;In tal senso &amp;#232; arbitrario distinguere il soggetto dalla sua vita, ogni  &lt;br&gt;soggetto vive attraverso una continua relazione tra se e il resto,  &lt;br&gt;trovando via via la strada pi&amp;#249; &amp;quot; viabile &amp;quot; rispetto alle sue esigenze,  &lt;br&gt;non potendo prescindere dalla propria struttura interna, da come siamo  &lt;br&gt;fatti.&lt;br&gt;Nella terapia si assiste ad un fenomeno riorganizzativo, in  &lt;br&gt;particolare con l&amp;#39;uso dell&amp;#39;ipnosi il soggetto accetta di usare un  &lt;br&gt;approccio creativo al pensiero, le nuove esperienze conseguenti a  &lt;br&gt;questo approccio creativo rendono possibile una nuova relazione col  &lt;br&gt;mondo e la vita, cambiando sostanzialmente l&amp;#39;approccio cambia l&amp;#39;intero  &lt;br&gt;processo di adattamento.&lt;br&gt;Credo sostanzialmente che la vita venga affrontata attraverso il suo  &lt;br&gt;aspetto viabile, noi percepiamo, dunque riconosciamo ed utilizziamo  &lt;br&gt;contemporaneamente in ogni processo cognitivo.&lt;br&gt;Nel momento che la nostra mappa adattativa non ci permette di  &lt;br&gt;adattarci alla vita, abbiamo bisogno di un nuovo processo adattativo,  &lt;br&gt;un processo creativo, che ci permetta di farlo. L&amp;#39;intelligenza &amp;#232;  &lt;br&gt;strettamente legata al processo creativo, l&amp;#39;intelligenza crea per noi  &lt;br&gt;una nuova realt&amp;#224; e la mantiene stabile, e questo vien fatto  &lt;br&gt;continuamente ma la nostra coscienza non controlla, o possiede, la  &lt;br&gt;struttura mentale, ne possiede soltanto l&amp;#39;usofrutto, noi non siamo i  &lt;br&gt;possessori del nostro cervello, noi viviamo unicamente del suo  &lt;br&gt;usofrutto.&lt;br&gt;Usare l&amp;#39;ipnosi vuol dire avanzare un processo creativo che modifica la  &lt;br&gt;relazione che abbiamo col mondo, vien da se che qualunque approccio  &lt;br&gt;nuovo, dunque creativo, va favorito in un processo di cambiamento fino  &lt;br&gt;a raggiungere un nuovo equilibrio.&lt;br&gt;Si perturba il sistema fino ad ottenere una nuova mappa viabile,  &lt;br&gt;percorribile, per il soggetto.&lt;br&gt;Qui l&amp;#39;essenza dell&amp;#39;approccio Ipnotico Costruttivista.&lt;p&gt;&lt;br&gt;Dr. Marco Chisotti&lt;br&gt;Psicologo Psicoterapeuta&lt;br&gt;Ipnosi Terapeuta&lt;br&gt;Cell. 3356875991&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;http://www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Inviato da iPod&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-7366066651098343015?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/7366066651098343015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/7366066651098343015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2009/08/costruttivismo-scelte-di-vita-e-terapia.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-8895090399104228835</id><published>2009-08-11T19:57:00.001-07:00</published><updated>2009-08-11T19:57:14.440-07:00</updated><title type='text'>Ipnosi e contorni.</title><content type='html'>Nessuna tecnica o disciplina scientifica ha impiegato cos&amp;#236; tanto tempo  &lt;br&gt;come l&amp;#39;ipnosi a liberarsi dalle connotazioni magiche che ne limitavano  &lt;br&gt;l&amp;#39;utilizzo e la confinavano alle competenze di pochi sedicenti  &lt;br&gt;specialisti.&lt;br&gt;In epoca moderna, spogliata da ogni orpello di superstizione, &amp;#233;  &lt;br&gt;possibile vedere l&amp;#39;ipnosi nelle sue varie forme, con un occhio nuovo,  &lt;br&gt;restituendogli quel ruolo fondamentale nella gestione dei rapporti  &lt;br&gt;interpersonali e delle dinamiche comunicative di massa.&lt;br&gt;Nella storia dell&amp;#39;ipnosi Mesmer, Charcot, Jung, Schultz, Erickson,  &lt;br&gt;Granone, furono i principali studiosi dell&amp;#39;ipnosi, ma altri personaggi  &lt;br&gt;indirettamente coi loro studi e le considerazioni in merito al  &lt;br&gt;costruttivismo, alla cibernetica, ed alle neuroscienze, hanno  &lt;br&gt;contribuito a comprendere meglio il fenomeno, cos&amp;#236; si pu&amp;#242; dire che  &lt;br&gt;direttamente o indirettamente Piaget, Bateson, Maturana, Varela, von  &lt;br&gt;Foerster, Ceccato, von Glasersfeld, e altri ancora hanno orientato la  &lt;br&gt;conoscenze di un fenomeno cos&amp;#236; complesso ed affascinate quale &amp;#233;  &lt;br&gt;quello della trance ipnotica.&lt;br&gt;Mentre nell&amp;#39;antichit&amp;#224;, i nostri antenati con i loro riti magici,  &lt;br&gt;religiosi, hanno adoperato l&amp;#39;ipnosi per costruire legami con se  &lt;br&gt;stessi, gli altri, le cose, oggi si stenta ancora a riconoscere il  &lt;br&gt;fenomeno, sebbene sia inequivocabile la sua esistenza.&lt;br&gt;A partire dagli albori della civilt&amp;#224; &amp;#233; sempre stato conosciuto l&amp;#39;uso  &lt;br&gt;della voce, delle parole, dei gesti per orientare le persone, per  &lt;br&gt;guidare o condizionare gli altri, e durante tutto il XIX secolo  &lt;br&gt;l&amp;#39;ipnosi ebbe un momento di grande popolarit&amp;#224;, con Freud, all&amp;#39;inizio  &lt;br&gt;del 900 si ebbe una brusca frenata, la teoria della Psicoanalisi, da  &lt;br&gt;lui inventata, non potendo spiegare il fenomeno dell&amp;#39;ipnosi, le  &lt;br&gt;neuroscienze al tempo erano ancora molto lontane, venne messa al bando  &lt;br&gt;per un lungo periodo, ancora oggi, malgrado la scienza ci permetta di  &lt;br&gt;avvicinare in modo differente il fenomeno, dell&amp;#39;ipnosi si ha una  &lt;br&gt;visione limitata e distorta.&lt;br&gt;Moderni studi e ricerche hanno ridato luce all&amp;#39;ipnosi e l&amp;#39;hanno  &lt;br&gt;tradotta in metodologie e modelli pi&amp;#249; comunemente conosciuti nel campo  &lt;br&gt;psicologico con i nomi di Programmazione Neuro Linguistica, Training  &lt;br&gt;Autogeno, Ipnosi Moderna o Ericksoniana, Ipnosi Dinamica, Training  &lt;br&gt;Mentale. Ma &amp;#232; attraverso il principio dello stato mentale, la  &lt;br&gt;costruzione di uno stato di equilibrio tra pensieri e sensazioni nella  &lt;br&gt;mente dall&amp;#39;individuo, una dimensione mentale alternativa allo stato di  &lt;br&gt;realt&amp;#224; che conosciamo, che si pu&amp;#242; comprendere meglio la portata della  &lt;br&gt;stessa ipnosi, infatti, il principio su cui si basa l&amp;#39;ipnosi &amp;#232; la  &lt;br&gt;costruzione nell&amp;#39;individuo di una stato mentale funzionale  &lt;br&gt;all&amp;#39;obbiettivo che si desidera raggiungere, la vera portata del lavoro  &lt;br&gt;con la trance ipnotica &amp;#232; proprio questo, utilizzar&amp;#39; lo stato mentale  &lt;br&gt;permettendo alla persona di cambiare le proprie abitudini, credenze,  &lt;br&gt;convinzioni, apprendendo con facilit&amp;#224; un nuovo modo di comportarsi,  &lt;br&gt;pensare, vivere le proprie emozioni, e questo &amp;#232; reso accessibile con  &lt;br&gt;l&amp;#39;uso dell&amp;#39;ipnosi e degli stati mentali connessi.&lt;br&gt;I passaggi seguiti in un induzione ipnotica sono gli stessi passaggi  &lt;br&gt;che accomunano i momenti dell&amp;#39;apprendimento, che guidano il  &lt;br&gt;cambiamento personale sviluppato nell&amp;#39;ambito della psicoterapia, che  &lt;br&gt;accompagnano la meditazione, la preghiera, che strutturano le nostre  &lt;br&gt;emozioni, che traducono i sentimenti in precise sensazioni,  &lt;br&gt;manifestando i nostri pensieri attraverso la fisiologia del corpo.&lt;p&gt;Malgrado le potenzialit&amp;#224; presenti lavorando direttamente con gli stati  &lt;br&gt;mentali, nel 2001 (XXI secolo) ancora l&amp;#39;ipnosi fa paura, &amp;#232; circondata  &lt;br&gt;da pregiudizi assurdi, senza senso, anche se la trance ipnotica  &lt;br&gt;(vissuta come indotta dall&amp;#39;esterno o come autoipnosi), non &amp;#232; ricevuta  &lt;br&gt;passivamente, &amp;#232; una costruzione partecipata ed acconsentita,  &lt;br&gt;attivamente costruita o acconsentita dal soggetto &amp;quot;cosciente&amp;quot;, non c&amp;#39;&amp;#232;  &lt;br&gt;bisogno di una trance profonda per ottenere concentrazione e  &lt;br&gt;sviluppare un buon potenziale mentale per apprendimento e cambiamento,  &lt;br&gt;come si credeva un tempo, ogni atteggiamento partecipativo che  &lt;br&gt;richieda attenzione e concentrazione &amp;#232; gi&amp;#224; una valida trance ipnotica.&lt;p&gt;Ma che cos&amp;#39;&amp;#232; allora l&amp;#39;ipnosi?&lt;p&gt;Essenzialmente &amp;#233; la possibilit&amp;#224; di strutturare uno stato mentale  &lt;br&gt;(stato di coscienza o consapevolezza) alternativo allo stato di  &lt;br&gt;veglia, ma anche un modo differente di utilizzare le proprie risorse  &lt;br&gt;mentali, un modo diverso di comprendere e vivere la realt&amp;#224;,  &lt;br&gt;nell&amp;#39;esperienza di noi stessi e degli altri. Ma &amp;#232; anche un modo di  &lt;br&gt;usare la fantasia e la creativit&amp;#224; per affrontare e superare i problemi  &lt;br&gt;e i limiti della concezione attuale che la psicologia dell&amp;#39;individuo  &lt;br&gt;offre.&lt;br&gt;Il nostro cervello si divide in due parti definite emisferi: quello  &lt;br&gt;sinistro, specializzato nella formulazione del linguaggio, razionale,  &lt;br&gt;logico; quello destro legato all&amp;#39;intelligenza emotiva, istintivo,  &lt;br&gt;utilizzato dall&amp;#39;immaginazione, dalla fantasia e dalla creativit&amp;#224;.&lt;br&gt;L&amp;#39;ipnosi ci permette di &amp;quot;staccare&amp;quot; l&amp;#39;emisfero sinistro del cervello e  &lt;br&gt;usare quello destro per fare della nostra vita un sogno che si  &lt;br&gt;realizza, permettendo, nello stesso tempo all&amp;#39;emisfero sinistro  &lt;br&gt;&amp;quot;razionale&amp;quot;, di equilibrarsi con l&amp;#39;emisfero destro &amp;quot;emotivo&amp;quot;, di  &lt;br&gt;rigenerarsi, per ripartire al meglio delle sue possibilit&amp;#224;.&lt;br&gt;Per ottenere questo occorre essere curiosi, aver voglia di abbandonare  &lt;br&gt;lo scetticismo, la critica e le nostre certezze, per aprirsi ad  &lt;br&gt;esperienze emotive oltre che razionali.&lt;br&gt;Vivere l&amp;#39;ipnosi, abbandonandosi alla trance, &amp;#232; entrare in uno stato  &lt;br&gt;mentale alternativo durante il quale, senza perdere il controllo di  &lt;br&gt;noi stessi e dei nostri pensieri, raggiungiamo uno stato di benessere  &lt;br&gt;psicofisico e di rilassatezza rigenerante per tutto il nostro essere.&lt;p&gt;&lt;br&gt;&amp;quot;L&amp;#39;ipnosi non esiste, tutto &amp;#232; ipnosi&amp;quot;, con questo si intende  dire che  &lt;br&gt;l&amp;#39;ipnosi possiamo viverla ogni volta che lo vogliamo, ed in ogni  &lt;br&gt;situazione, anche senza rendercene conto direttamente, infatti, ogni  &lt;br&gt;90 minuti circa, abbiamo tutti quanti un momento di trance naturale,  &lt;br&gt;un meccanismo naturale durante il quale nostro organismo recupera  &lt;br&gt;energia fisica e psicologica, ci si pu&amp;#242; accorgere facilmente di questo  &lt;br&gt;meccanismo ponendo attenzione al fatto che ogni tanto ci si &amp;quot;incanta&amp;quot;,  &lt;br&gt;almeno viene usato questo termine, gettando lo sguardo sfocato,  &lt;br&gt;fissando un punto di riferimento, senza pensieri, concedendosi  &lt;br&gt;semplicemente e naturalmente un momento diverso da ci&amp;#242; che si stava  &lt;br&gt;facendo.&lt;br&gt;Abbiamo creato un acronimo per fissare le tappe attraverso cui  &lt;br&gt;raggiungiamo una buona trance, &amp;quot;SE MOLTA FEDE&amp;quot;, le cui iniziali  &lt;br&gt;possono aiutarci ad entrare meglio nello spirito della trance ipnotica:&lt;br&gt;Il Sincronismo, sincronizzarci con noi stessi, coi nostri tempi, con  &lt;br&gt;le persone attorno a noi, con il mondo esterno, attraverso le  &lt;br&gt;Emozioni, le immagini positive, le sensazioni, sviluppando una  &lt;br&gt;MOnoidea forte e determinante che ci permette di mettere a fuoco le  &lt;br&gt;singole idee sparse in un unico punto di interesse. Tutto questo  &lt;br&gt;sviluppa una Limitazione del campo di consapevolezza e contribuisce a  &lt;br&gt;definire in un unico punto attrattore in grado di farci sviluppare la  &lt;br&gt;Trance ipnotica. Prima conseguenza di questo stato mentale alternativo  &lt;br&gt;&amp;#233; l&amp;#39;Attivazione del potenziale mentale che ognuno possiede, un modo  &lt;br&gt;per costruire una nuova &amp;quot;realt&amp;#224;&amp;quot; di riferimento, il principio del  &lt;br&gt;cambiamento, vedere con altri occhi la &amp;quot;realt&amp;#224;&amp;quot; condivisa con gli  &lt;br&gt;altri. La FEnomenologia che si rende evidente, sia a chi guida  &lt;br&gt;l&amp;#39;esperienza ipnotica, sia a chi la vive direttamente, ci mostra  &lt;br&gt;l&amp;#39;approfondimento dello stato di attivazione della trance. L&amp;#39;uscita  &lt;br&gt;dal proprio stato di trance la DE-trance ci riporta allo stato di  &lt;br&gt;veglia o &amp;quot;realt&amp;#224;&amp;quot; condivisa da cui siamo partiti, ma con la  &lt;br&gt;possibilit&amp;#224; di vivere in modo differente, emozionandoci, pensando,  &lt;br&gt;esprimendo la nostra presenza in maniera differente.&lt;br&gt;Ogni fenomeno che interessi la nostra mente lo ritroviamo coinvolgerci  &lt;br&gt;profondamente in una elaborazione simile, per avere un idea chiara del  &lt;br&gt;fenomeno ipnotico pensiamo al processo dell&amp;#39;innamoramento, quando ci  &lt;br&gt;si innamora, infatti, succede di sviluppare un forte interesse per  &lt;br&gt;un&amp;#39;altra persona e questo ci porta inevitabilmente a:&lt;p&gt;• Assomigliare all&amp;#39;altro, prendere abitudini e comportamenti  &lt;br&gt;dall&amp;#39;altra persona (Sincronismo)&lt;p&gt;• Essere fortemente emozionati e vivere irretiti dai sentimenti e  &lt;br&gt;dalle emozioni (Emotivo)&lt;p&gt;• Pensare costantemente all&amp;#39;altra persona, a ci&amp;#242; che rappresenta per  &lt;br&gt;noi (MOnoidea)&lt;p&gt;• Ogni altro interesse passa in secondo piano (Limitazione del campo  &lt;br&gt;di coscienza)&lt;p&gt;• Si vive l&amp;#39;innamoramento come in un sogno, uno stato etereo (Trance)&lt;p&gt;• Si diviene creativi, pieni di entusiasmo e vita (Attivazione del  &lt;br&gt;potenziale mentale)&lt;p&gt;• Si perde appetito o si acquista, non si dorme, si sta bene pieni di  &lt;br&gt;vita (FEnomenologia)&lt;p&gt;• Quando si smette di essere innamorati si esce dal sogno tornando  &lt;br&gt;nel presente (DE-trance)&lt;p&gt;Ogni coinvolgimento duraturo implica in noi un attaccamento e dunque  &lt;br&gt;una forma di &amp;quot;innamoramento&amp;quot;, dedizione, infatuazione, i punti  &lt;br&gt;facilmente riconoscibili in questo nostro acronimo riportano le tappe  &lt;br&gt;presenti in ogni processo attrattivo, sono quindi alla base di comuni  &lt;br&gt;esperienze di stati mentali alternativi.&lt;p&gt;Riteniamo per queste ragioni che l&amp;#39;ipnosi debba essere portata nella  &lt;br&gt;giusta considerazione e si possa prendere in considerazione il lavoro  &lt;br&gt;degli stati mentali sulle persone per procedere ad una profonda  &lt;br&gt;rivisitazione della psicologia dell&amp;#39;individuo, nonch&amp;#233; delle masse.  &lt;br&gt;Solo cos&amp;#236; si potr&amp;#224; permettere alla scienza psicologica di unificare  &lt;br&gt;teorie e ricerche in una unica direzione in cui l&amp;#39;ipnosi trova una sua  &lt;br&gt;collocazione ed uno specifico utilizzo pratico e concreto oltre che  &lt;br&gt;ipotetico e deduttivo.&lt;p&gt;&lt;p&gt;  Memoria ipnosi ed apprendimento&lt;p&gt;Due tipi di ipnosi possono essere sviluppati con la mente dell&amp;#39;uomo,  &lt;br&gt;un ipnosi che potremmo definire a breve termine ed un ipnosi a lungo  &lt;br&gt;termine, l&amp;#39;esperienza dell&amp;#39;ipnosi, strettamente correlata a quella  &lt;br&gt;dell&amp;#39;apprendimento, costituendo la base stessa dell&amp;#39;apprendimento, &amp;#232;  &lt;br&gt;collegata al processo di memorizzazione dell&amp;#39;individuo. Non esistono  &lt;br&gt;esperienze che mutano essenzialmente nella vita, molti elementi  &lt;br&gt;dell&amp;#39;esperienza infantile rimangono per tutta la vita, il  &lt;br&gt;coinvolgimento, la passione, la dedizione sono modalit&amp;#224; emotive di  &lt;br&gt;avvicinarsi alle esperienze che ci accompagnano tutta la vita. Perch&amp;#233;  &lt;br&gt;si possa avere memorizzazione il soggetto deve vivere un esperienza  &lt;br&gt;che lo coinvolga, noi questa esperienza la definiamo &amp;quot;ipnotica&amp;quot; perch&amp;#233;  &lt;br&gt;si sviluppa sempre nello stesso ordine in ogni periodo della vita, e  &lt;br&gt;varia unicamente nella sua intensit&amp;#224; e nella sua durata:&lt;p&gt;• Pi&amp;#249; il coinvolgimento della persona &amp;#232; alto pi&amp;#249; si pu&amp;#242;  &lt;br&gt;riscontrare un forte sincronismo della persona verso l&amp;#39;oggetto  &lt;br&gt;d&amp;#39;interesse, sia che questo appartenga al mondo animato, sia che  &lt;br&gt;appartenga al mondo inanimato, la persona riuscir&amp;#224; a strutturare un  &lt;br&gt;sincronismo, il cosiddetto animismo vissuto verso cose o animali &amp;#232;  &lt;br&gt;riscontrabile anche nel comportamento adulto, al pari di quello avuto  &lt;br&gt;nel periodo infantile.&lt;p&gt;• Il campo percettivo si ridurr&amp;#224; aumentando la concentrazione  &lt;br&gt;dedicata, il focus attentivo metter&amp;#224; in luce unicamente l&amp;#39;oggetto di  &lt;br&gt;interesse, la realt&amp;#224; di contorno verr&amp;#224; sfocata gradatamente o messa  &lt;br&gt;in secondo piano.&lt;p&gt;• Si sviluppa una monoidea dominante nella persona che oltre ad  &lt;br&gt;alzare il livello di presenza dedicata, permette la stessa persistenza  &lt;br&gt;legata al neo indotto campo percettivo, aumentando la sensibilit&amp;#224;  &lt;br&gt;generale e particolare lavorando su una cresciuta emotivit&amp;#224;,  &lt;br&gt;dipendente a sua volta dall&amp;#39;accresciuta concentrazione.&lt;p&gt;• L&amp;#39;accresciuta emotivit&amp;#224; determina una persistenza  &lt;br&gt;nell&amp;#39;attaccamento portando l&amp;#39;esperienza da un livello a breve termine  &lt;br&gt;ad un livello a lungo termine.&lt;p&gt;• Il concentrarsi su di un esperienza fa dimenticare ogni cosa  &lt;br&gt;precedentemente seguita, distrae come si sul dire, e si possono  &lt;br&gt;evidenziare delle particolari reazioni collegate al nuovo interesse,  &lt;br&gt;noi definiamo trance, al pari della trance ipnotica questo momento di  &lt;br&gt;concentrazione, dedizione ed attaccamento.&lt;br&gt;Naturalmente, ed usiamo il termine naturale per definire il momento  &lt;br&gt;particolare che viene a definirsi perch&amp;#233; ad ogni et&amp;#224; si riscontra un  &lt;br&gt;esperienza analoga, il cervello si attiva ad un esperienza nuova ed  &lt;br&gt;arricchente, questo succede anche a giustificazione dell&amp;#39;attaccamento  &lt;br&gt;e della concentrazione crescente nella persona, il potenziale  &lt;br&gt;elaborativo del cervello si attiva per incrementare ogni possibile  &lt;br&gt;utilizzo dell&amp;#39;esperienza nel futuro.&lt;p&gt;Da un punto di vista fisiologico l&amp;#39;esperienza dell&amp;#39;ipnosi facilita  &lt;br&gt;ogni fase preliminare legata ad un processo di apprendimento ed in  &lt;br&gt;secondo luogo di memorizzazione, nell&amp;#39;ipnosi a breve termine  &lt;br&gt;l&amp;#39;attivazione del cervello, nelle varie fasi viste in precedenza,  &lt;br&gt;determina a livello cellulare, nelle cellule nervose direttamente  &lt;br&gt;interessate, un aumento di attivit&amp;#224; e dunque un iniziale aumento di  &lt;br&gt;volume di scambio, gli atomi, presenti in una cellula nervosa, che  &lt;br&gt;veicolano la trasmissione tra le cellule nervose, attraversano i  &lt;br&gt;canali ionici della cellula portandosi con se una carica elettrica. Al  &lt;br&gt;variare della loro concentrazione, si crea una differenza di  &lt;br&gt;potenziale tra l&amp;#39;interno e l&amp;#39;esterno della cellula. Cos&amp;#236; i neuroni  &lt;br&gt;generano i segnali elettrici che usano per comunicare tra loro. Quando  &lt;br&gt;un circuito nervoso viene stimolato ripetutamente, nel persistere di  &lt;br&gt;una certa esperienza, le sue cellule producono sostanze chimiche che  &lt;br&gt;si legano ai canali ionici e alterano il loro funzionamento: lasciano  &lt;br&gt;passare una quantit&amp;#224; maggiore di atomi, e dunque veicolano maggiore  &lt;br&gt;informazione locale. In tal modo il potenziale elettrico aumenta e la  &lt;br&gt;propagazione del segnale nervoso lungo il circuito viene potenziata.  &lt;br&gt;Questo &amp;#232; il meccanismo di registrazione della memoria a breve termine  &lt;br&gt;sul sistema nervoso. Nell&amp;#39;arco di poche ore, se l&amp;#39;esperienza non si  &lt;br&gt;itera e dunque non viene pi&amp;#249; stimolata a livello locale la produzione  &lt;br&gt;mirata di segnali elettrici, il funzionamento dei canali ionici torna  &lt;br&gt;allo stadio iniziale e la memoria dell&amp;#39;esperienza svanisce in tempi  &lt;br&gt;relativamente brevi.&lt;br&gt;Se lo stimolo viene ripetuto pi&amp;#249; a lungo, l&amp;#39;esperienza dell&amp;#39;ipnosi si  &lt;br&gt;ripete o si protrae nel tempo, il ricordo si consolida e la memoria  &lt;br&gt;diventa stabile. A livello cellulare, in ogni contesto di  &lt;br&gt;apprendimento ripetuto e consolidato si verifica un rimodellamento dei  &lt;br&gt;neuroni. Le cellule del circuito nervoso stimolato producono dei  &lt;br&gt;messaggeri chimici, delle sostanze che raggiungono il nucleo e  &lt;br&gt;agiscono direttamente sul Dna. Stimolano l&amp;#39;attivazione di determinati  &lt;br&gt;geni e ne inibiscono degli altri. Allora, i neuroni coinvolti cambiano  &lt;br&gt;forma: producono delle nuove sinapsi, che sono appunto le giunzioni  &lt;br&gt;che collegano le cellule confinanti tra loro. I legami tra i neuroni  &lt;br&gt;del circuito non solo diventano pi&amp;#249; recettivi, ma aumentano di numero,  &lt;br&gt;si sviluppa una competenza fisiologica e dunque costruttiva, nuove  &lt;br&gt;sinapsi a disposizione del cervello, si incrementa una porzione di  &lt;br&gt;intelligenza, essendo questa determinata non tanto dal numero di  &lt;br&gt;cellule presenti nel cervello, ma dai collegamenti tra le cellule  &lt;br&gt;stesse.&lt;br&gt;Se gli stimoli si interrompono per un periodo molto lungo la memoria a  &lt;br&gt;lungo termine, e dunque l&amp;#39;effetto dell&amp;#39;ipnosi a lungo termine  &lt;br&gt;svanisce, a distanza di alcuni mesi dall&amp;#39;ultima volta, nell&amp;#39;area  &lt;br&gt;interessata all&amp;#39;elaborazione dell&amp;#39;esperienza di apprendimento in cui  &lt;br&gt;si hanno avuti pi&amp;#249; stimoli, possono avanzare lacune strutturali. Le  &lt;br&gt;cellule riassorbono le sinapsi in sovrannumero, &amp;#233; il un fenomeno noto  &lt;br&gt;in neurofisiologia come la &amp;quot;potatura&amp;quot; delle sinapsi.&lt;br&gt;Nel nostro cervello la forza dei legami tra i neuroni aumenta quando  &lt;br&gt;si forma un ricordo. Per esempio, se una persona impara a suonare il  &lt;br&gt;violino, la sua mano sinistra, quella che tocca le corde, riceve  &lt;br&gt;stimoli maggiori rispetto alla mano destra, quella che regge  &lt;br&gt;l&amp;#39;archetto. Con il tempo, la sinistra diventa pi&amp;#249; sensibile al tatto  &lt;br&gt;della destra. E nel cervello, nella porzione di corteccia cerebrale  &lt;br&gt;che corrisponde alla mano sinistra, i legami tra i neuroni si  &lt;br&gt;rafforzano ed accrescono di numero. La rete delle connessioni tra le  &lt;br&gt;cellule cerebrali cambia da persona a persona. E&amp;#39; una caratteristica  &lt;br&gt;unica di ogni individuo e non &amp;#232; determinata dal Dna, ma  &lt;br&gt;dall&amp;#39;apprendimento, e l&amp;#39;apprendimento passa attraverso l&amp;#39;esperienza  &lt;br&gt;della trance, vissuta con induzioni auto od etero indotte nel  &lt;br&gt;soggetto, ogni forma di apprendimento ha dunque a che far&amp;#39;e con  &lt;br&gt;l&amp;#39;ipnosi.&lt;br&gt;I gemelli monozigoti, che sono geneticamente identici, hanno una  &lt;br&gt;diversa distribuzione dei legami tra i neuroni, perch&amp;#233; le loro  &lt;br&gt;esperienze di vita non possono essere identiche in ogni dettaglio. Per  &lt;br&gt;questo motivo si pu&amp;#242; sostenere che noi siamo strettamente legati alle  &lt;br&gt;nostre esperienze, l&amp;#39;esperienza &amp;#232; la causa il mondo &amp;#232; la sua  &lt;br&gt;conseguenza, naturalmente l&amp;#39;esperienza &amp;#232; da leggersi come articolabile  &lt;br&gt;in tutti gli organi percettivi, pu&amp;#242; essere cenestesica (tattile), nel  &lt;br&gt;movimento vanno a fissarsi i parametri del controllo motorio, cos&amp;#236; per  &lt;br&gt;la vista, l&amp;#39;udito, l&amp;#39;olfatto, il gusto e quant&amp;#39;altro nell&amp;#39;intuito  &lt;br&gt;delle persone, ogni elemento che ci perturba pu&amp;#242; essere connesso alla  &lt;br&gt;nostra esperienza di vita.&lt;br&gt;Ogni cosa pu&amp;#242; essere riportata all&amp;#39;esperienza ipnotica perch&amp;#233; ogni  &lt;br&gt;esperienza &amp;#232; per noi ipnotica, ed il suo persistere &amp;#232; legato ad un  &lt;br&gt;monoideismo che si sviluppa in noi e che determina attenzione e  &lt;br&gt;concentrazione mirata e protratta in quella specifica direzione.&lt;br&gt;Ma se apprendimento e memoria sono processi che si possono spiegare in  &lt;br&gt;se perch&amp;#233; ricorrere all&amp;#39;ipnosi?&lt;br&gt;Noi riportiamo l&amp;#39;esperienza dell&amp;#39;ipnosi, dunque la trance ipnotica  &lt;br&gt;connessa, perch&amp;#233; la fenomenologia che si sviluppa con essa &amp;#232;  &lt;br&gt;evidente, misurabile, riproducibile ed esportabile in soggetti  &lt;br&gt;differenti, per tale ragione insistiamo sull&amp;#39;affiliazione di questo  &lt;br&gt;tipo di esperienza mentale, non &amp;#232; possibile, al contrario, avere la  &lt;br&gt;stessa chiarezza di come produrre con facilit&amp;#224; apprendimento e  &lt;br&gt;memorizzazione in una persona.&lt;br&gt;Ogni individuo ha le sue esperienze di trance ed &amp;#232; in grado di  &lt;br&gt;ripeterle, il nostro senso critico, riportandoci ad un senso razionale  &lt;br&gt;e condiviso ci riporta all&amp;#39;esperienza dell&amp;#39;ovvio, un esperienza  &lt;br&gt;scontata e ripetitiva che si auto convalida, il bambino ha avuto  &lt;br&gt;apprendimento di una realt&amp;#224;, l&amp;#39;adulto ha un consolidamento della  &lt;br&gt;stessa, un continuo rinforzo necessario alla sua stessa esistenza, la  &lt;br&gt;memorizzazione &amp;#232; collegata a questa fase seguente all&amp;#39;apprendimento,  &lt;br&gt;l&amp;#39;ipnosi ci mostra il come avviene questo, le neuroscienze ci dicono  &lt;br&gt;perch&amp;#233; avviene questo.&lt;br&gt;A conclusione di questo breve escursus possiamo riportare un pensiero  &lt;br&gt;di Milton Erickson molto attinente al nostro discorso, lui disse:  &lt;br&gt;&amp;quot;L&amp;#39;ipnosi non esiste, tutto &amp;#232; ipnosi&amp;quot;.&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;-- Post From My iPod Marco Chisotti&lt;p&gt;&lt;br&gt;Dr. Marco Chisotti&lt;br&gt;Psicologo Psicoterapeuta&lt;br&gt;Ipnosi Terapeuta&lt;br&gt;Cell. 3356875991&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;http://www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-8895090399104228835?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8895090399104228835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8895090399104228835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2009/08/ipnosi-e-contorni.html' title='Ipnosi e contorni.'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-458562344546823920</id><published>2009-06-16T17:08:00.001-07:00</published><updated>2009-06-16T17:08:02.960-07:00</updated><title type='text'>Ipnosi ed esperienza</title><content type='html'>Pensare all'ipnosi come ad uno stato mentale permette di capire l'essenza dell' esperiena ipnotica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPod Marco Chisotti&lt;br /&gt;http://www.chisotti.com &lt;br /&gt;Psicologo Psicoterapeuta &lt;br /&gt;cell. 3356875991 &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-458562344546823920?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/458562344546823920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/458562344546823920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2009/06/ipnosi-ed-esperienza.html' title='Ipnosi ed esperienza'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-3876007697758934056</id><published>2009-04-26T07:23:00.001-07:00</published><updated>2009-04-26T07:23:58.053-07:00</updated><title type='text'>Il mio nuovo editore di blog</title><content type='html'>Ecco la nuova scrivania dello psicologo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/09/04/26/118.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/09/04/26/s_118.jpg' border='0' width='187' height='281' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPod Marco Chisotti&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-3876007697758934056?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/3876007697758934056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/3876007697758934056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2009/04/il-mio-nuovo-editore-di-blog.html' title='Il mio nuovo editore di blog'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-3516574582031333165</id><published>2009-04-26T07:19:00.000-07:00</published><updated>2009-04-26T07:20:53.057-07:00</updated><title type='text'>Novità</title><content type='html'>Nuova raccolta articoli scuola I&lt;br /&gt;pnosi Costruttivista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- Post From My iPod Marco Chisotti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-3516574582031333165?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/3516574582031333165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/3516574582031333165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2009/04/novita.html' title='Novità'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-4490259386617109060</id><published>2009-01-03T10:38:00.001-08:00</published><updated>2009-01-03T10:38:50.310-08:00</updated><title type='text'>Fwd: [Articoli ultimi!] 1/03/2009 09:01:00 AM</title><content type='html'>---------- Forwarded message ----------&lt;br&gt;From: Marco &amp;lt;&lt;a href="mailto:chisotti@gmail.com"&gt;chisotti@gmail.com&lt;/a&gt;&amp;gt;&lt;br&gt;Date: Sat, 3 Jan 2009 09:01:56 -0800 (PST)&lt;br&gt;Subject: [Articoli ultimi!] 1/03/2009 09:01:00 AM&lt;br&gt;To: &lt;a href="mailto:marco@chisotti.com"&gt;marco@chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Essere ed esistere attraverso l&amp;#39;ipnosi.&lt;br&gt;Il nostro esistere attraverso momenti, circostanze, persone, motivi,&lt;br&gt;cos&amp;#236; accediamo alla conoscenza di noi stessi passa attraverso le&lt;br&gt;esperienze, esistiamo mano mano che diveniamo capaci di riconoscerci&lt;br&gt;nella nostra auto idea di noi stessi, la nostra identit&amp;#224;.&lt;br&gt;Il tempo ci resttuisce l&amp;#39;idea di storia, comportamenti, pensieri,&lt;br&gt;azioni che si articolano in una narrazione da cui traiamo un senso&lt;br&gt;compiuto. Siamo quello che pensiamo di essere e ci perpetuiamo in&lt;br&gt;quest&amp;#39;idea di noi, le parole ed i ragionamenti sostengono, motivano,&lt;br&gt;convincono, persuadono, lavorano nella direzione della costruzione&lt;br&gt;della nostra identit&amp;#224;.&lt;br&gt;Il nostro cervello nel tempo consolida una traccia neuronale in cui si&lt;br&gt;ritrova tutto ci&amp;#242; che &amp;#232; rimasto delle nostre esperienze, la causa del&lt;br&gt;mondo che riguarda la nostra identit&amp;#224;.&lt;br&gt;Questa continua modalit&amp;#224; di auto apprendimento &amp;#232; resa possibile&lt;br&gt;dall&amp;#39;attivit&amp;#224; della nostra intelligenza coinvolta che passa da&lt;br&gt;un&amp;#39;attivit&amp;#224; cognitiva diffusa ad una concentrata, dedicata, a cui&lt;br&gt;segue un abbassamento della critica, lo stato di trance, ipnosi, che&lt;br&gt;segue permette di fissare nuovi elementi all&amp;#39;idea della nostra&lt;br&gt;identit&amp;#224;.&lt;br&gt;Siamo perch&amp;#232; pensiamo e l&amp;#39;idea che ci accompagna in ambito percettivo&lt;br&gt;ci precede dando indicazioni su cosa ha senso, cosa d&amp;#224; significato,&lt;br&gt;cosa serve e cosa no a completare l&amp;#39;idea della nostra identit&amp;#224;.&lt;br&gt;Cos&amp;#236; nel corso del tempo tutto ci&amp;#242; che viene vissuto in stato di&lt;br&gt;trance, abbassamento della critica, si lega all&amp;#39;idea che possediamo di&lt;br&gt;noi stessi, divenendo parte della nostra identit&amp;#224;.&lt;br&gt;--&lt;br&gt;Dr. Chisotti Marco&lt;br&gt;Psicologo psicoterapeuta&lt;br&gt;ipnosi terapeuta&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;br&gt;Cell 3356875991&lt;br&gt;Tel 0119187173&lt;p&gt;--&lt;br&gt;Postato da Marco su Articoli ultimi! il 1/03/2009 09:01:00 AM&lt;p&gt;&lt;br&gt;-- &lt;br&gt;Dr. Chisotti Marco&lt;br&gt;Psicologo psicoterapeuta&lt;br&gt;ipnosi terapeuta&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;br&gt;Cell 3356875991&lt;br&gt;Tel 0119187173&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-4490259386617109060?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/4490259386617109060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/4490259386617109060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2009/01/fwd-articoli-ultimi-1032009-090100-am.html' title='Fwd: [Articoli ultimi!] 1/03/2009 09:01:00 AM'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-604012207414295301</id><published>2009-01-03T09:01:00.001-08:00</published><updated>2009-01-03T09:01:56.455-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Essere ed esistere attraverso l&amp;#39;ipnosi.&lt;br&gt;Il nostro esistere attraverso momenti, circostanze, persone, motivi,&lt;br&gt;cos&amp;#236; accediamo alla conoscenza di noi stessi passa attraverso le&lt;br&gt;esperienze, esistiamo mano mano che diveniamo capaci di riconoscerci&lt;br&gt;nella nostra auto idea di noi stessi, la nostra identit&amp;#224;.&lt;br&gt;Il tempo ci resttuisce l&amp;#39;idea di storia, comportamenti, pensieri,&lt;br&gt;azioni che si articolano in una narrazione da cui traiamo un senso&lt;br&gt;compiuto. Siamo quello che pensiamo di essere e ci perpetuiamo in&lt;br&gt;quest&amp;#39;idea di noi, le parole ed i ragionamenti sostengono, motivano,&lt;br&gt;convincono, persuadono, lavorano nella direzione della costruzione&lt;br&gt;della nostra identit&amp;#224;.&lt;br&gt;Il nostro cervello nel tempo consolida una traccia neuronale in cui si&lt;br&gt;ritrova tutto ci&amp;#242; che &amp;#232; rimasto delle nostre esperienze, la causa del&lt;br&gt;mondo che riguarda la nostra identit&amp;#224;.&lt;br&gt;Questa continua modalit&amp;#224; di auto apprendimento &amp;#232; resa possibile&lt;br&gt;dall&amp;#39;attivit&amp;#224; della nostra intelligenza coinvolta che passa da&lt;br&gt;un&amp;#39;attivit&amp;#224; cognitiva diffusa ad una concentrata, dedicata, a cui&lt;br&gt;segue un abbassamento della critica, lo stato di trance, ipnosi, che&lt;br&gt;segue permette di fissare nuovi elementi all&amp;#39;idea della nostra&lt;br&gt;identit&amp;#224;.&lt;br&gt;Siamo perch&amp;#232; pensiamo e l&amp;#39;idea che ci accompagna in ambito percettivo&lt;br&gt;ci precede dando indicazioni su cosa ha senso, cosa d&amp;#224; significato,&lt;br&gt;cosa serve e cosa no a completare l&amp;#39;idea della nostra identit&amp;#224;.&lt;br&gt;Cos&amp;#236; nel corso del tempo tutto ci&amp;#242; che viene vissuto in stato di&lt;br&gt;trance, abbassamento della critica, si lega all&amp;#39;idea che possediamo di&lt;br&gt;noi stessi, divenendo parte della nostra identit&amp;#224;.&lt;p&gt;-- &lt;br&gt;Dr. Chisotti Marco&lt;br&gt;Psicologo psicoterapeuta&lt;br&gt;ipnosi terapeuta&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.chisotti.com"&gt;www.chisotti.com&lt;/a&gt;&lt;br&gt;Cell 3356875991&lt;br&gt;Tel 0119187173&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-604012207414295301?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/604012207414295301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/604012207414295301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2009/01/essere-ed-esistere-attraverso-l-il.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-5201449260893509764</id><published>2008-06-05T02:41:00.001-07:00</published><updated>2008-06-05T02:41:48.896-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Per poter accedere agli articoli potete andare al nostro sito di&lt;br&gt;facile consultazione ed utilizzo:    &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.aerf.it"&gt;http://www.aerf.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-5201449260893509764?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/5201449260893509764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/5201449260893509764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2008/06/per-poter-accedere-agli-articoli-potete.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-9107111371583533510</id><published>2008-03-21T02:56:00.000-07:00</published><updated>2008-03-21T02:57:37.929-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Cosa crediamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viviamo la nostra cultura, siamo parte di essa, l'umanità, per come la conosciamo, non esisterebbe senza cultura, ma noi non ci accorgiamo di quanto ne facciamo parte, rispondiamo ad essa come ad un programma da cui difficilmente ci possiamo sottrarre proprio perché fa parte di noi, della nostra vita, del nostro pensare, ragionare, scegliere, decidere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così viviamo con una consapevolezza viziata da luoghi comuni, ipotesi dannose, criteri fasulli, ma è un prezzo che dobbiamo pagare per avere legami ed affetti, la forza dei pari, del gruppo, l'aiuto, la solidarietà, e quant'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni organizzazione pur partendo da basi semplici, nell'intento di favorire i risultati che si raggiungono, perde rapidamente la sua funzione iniziale divenendo via via più complessa. Il motivo di tale trasformazione è da ricercarsi nel lavoro dei singoli individui che concorrono al suo mantenimento, appartenendo questi ultimi a sistemi che tendono a complissificarsi, venendo a contatto con realtà più più semplici, quali l'organizzazione da loro creata o gestita, con l'andar del tempo la rendono sempre più complessa, dimenticandone in fondo la sua funzione originaria semplificatrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rischio della complessità è un rischio diffuso, legato alla semplice organizzazione interna della nostra identità, prova ne è il fatto che per non cadere nel tentativo di rendere complessa la nostra organizzazione, accediamo ad un senso comune condiviso che mantiene in noi un minimo comune denominatore all'insegna della semplicità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispondere alla cultura in cui si è nati è dunque importante per mantenersi in comune intesa su come orientarsi nella propria vita. Voglio prendere a prestito un pensiero semplice ma ben articolato, per come l'ho percepito, e senza addentrarmi in merito lo accenno brevemente per chi ama la semplicità come me. "La scoperta consiste nel vedere ciò che tutti hanno visto e nel pensare ciò che nessuno ha pensato"  ci è suggerito da Szent-Gyorgy, l'ipnosi è sostanzialmente un lavoro di questo tipo, scoprire il possibile cambiamento per le persone, anche se è più corretto parlare di costruzione del cambiamento, va cercato dove tutti possono guardare, ma solo pochi riescono a vedere. Il pensiero del terapeuta va di solito dove le persone non son state capaci ad andare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' per questo motivo che l'ipnosi serve per cambiare, cambiare le abitudini, cambiare i pensieri, le idee, i luoghi comuni, far notare i limiti per dare nuove opportunità, abbassando la critica ci permette di apprendere nuove dimensioni di pensiero, nuove esperienze, dunque nuove relazioni possibili. Oltre a questo il lavoro con l'ipnosi sviluppa il potenziale mentale delle persone, mettendole nella condizione di sviluppare più facilmente il proprio cambiamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, per entrare in merito alle struttura delle nostre credenze, e dei meccanismi attraverso cui le formiamo, guardiamo il mondo dell'ipnosi, considerandola come l'esperienza principale in grado di declinare gli stati mentali di una persona, al pari del mondo magico, trae i suoi limiti dai limiti della mente stessa, così è possibile vedere in questi 4 punti cosa succede al contempo nella mente e nell'intelligenza umana, per cui il nostro sistema di credenze si struttura:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mente umana ha l'incapacità o la grande difficoltà di fare tesoro dell'esperienza ed imparare dai propri errori, ogni nuovo individuo ha bisogno di farsi le sue esperienze, che divengono così le sue relazioni con l'esterno, codificando i propri credo, mano a mano che tali esperienze gli “causano” il  mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'intelligenza umana ha come l'incapacità o la difficoltà di modificare i propri schemi mentali, in funzione delle novità incontrate. L'intelligenza tende a mantenere uno status quo, un omeostasi interiore, un equilibrio che non deve modificarsi, dunque qualunque cambiamento di credenze può avvenire solo gradualmente, ci vogliono almeno 4 mesi perché avvenga un modellamento delle nostre strutture neuronali che hanno appoggiato, nella vita dell'individuo, un cambiamento in atto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mente umana ha l'incapacità o la grande difficoltà di discernere i veri presupposti,  problemi e criteri di giudizio da quelli falsi, raccogliendo una inutile mole di dati di riferimento. La mente tende a gestire la quantità, in un principio di economia è più semplice da gestire, che non la qualità, più impegnativa da amministrare. L'intelligenza concreta, la più antica forma intelligente, ha sempre gestito grandi quantità di elementi, non curando i dettagli, valutando l'insieme, con l'intelligenza astratta, un tempo esperienza eletta, elaborata all'interno delle tribù solo da alcune persone designate come sciamani, sacerdoti, stregoni, si è cominciato a porre attenzione a dettagli e conoscenze sempre più particolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'intelligenza umana ha l'incapacità o la grande difficoltà di concepire mezzi adeguati ai fini, ricordare i fini nell'uso dei mezzi, e distinguere cause finali da cause efficienti, il risultato è un accumulo di credo orientati a sostenere, o favorire, certe esperienze accumulate in passato e mai messe in discussione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Approfondendo i meccanismi coi quali costruiamo i nostri sistemi di credenze, dal lavoro di Miller, Galanter e Pribram, autori di “Piani e strutture del comportamento”, tra i primi ad interessarsi della costruzione teorica del concetto di feed-back, emerge che con l’ipnosi si ha qualcosa di simile al sonno profondo: il soggetto elimina il proprio linguaggio interno col quale elabora normalmente i suoi Piani d'azione e a questo subentra la voce ed il Piano dell'ipnotizzatore.&lt;br /&gt;Così anche nel lavoro di Weitzenhoffer emerge questa incapacità, o comunque la difficoltà a parlare dei soggetti in stato di trance già a livello medio oltre che profondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'esperienza ipnotica mette in luce come tutti i sistemi di apprendimento che costituiscono le nostre esperienze, come, in particolare, i quattro livelli che vengono attivati in un sistema educativo rivolto alla crescita o al cambiamento di una persona:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;1. Caricamento nell'individuo di un programma, che viene proposto come base da cui partire, il programma si presenta come un piano coerente e completo di comportamento, al quale l'individuo viene instradato, quasi sempre come unica soluzione, al massimo son presentati più programmi, identici nella sostanza, in grado di generare un illusione di scelta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Viene dato un feed-back positivo dove sono premiati tutti gli atteggiamenti in linea con il programma, così vengono dati riconoscimenti diretti ed indiretti a chi si allinea col piano programmato, non ultimo livello di incentivo è l'adeguamento al gruppo, un forte somiglianza coi pari, ricercata dal singolo per essere accettato, ed entrare in assonanza col gruppo, al contrario non rimane che la dissonanza, difficile da mantenere nel tempo .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Viene dato un feed-back negativo dove vengono puniti direttamente o indirettamente atteggiamenti non in linea coi piani proposti, l'isolamento e l'emarginazione dal gruppo dei pari è solo uno degli esempi di pressione all'uniformismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Vengono poi censurati i piani alternativi al programma proposto, ogni iniziativa personale creativa viene disincentivata, solo poche proposte alternative sono accettate e nel tempo integrate nel programma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed eccoci tornati alla cultura, la struttura da cui siamo partiti è anche il punto d'arrivo, la cultura come conoscenza ci impegna, obbligandoci a prenderla in considerazione, il più delle volte ne siamo influenzati senza poterci accorgere dell'esperienza stessa, dando per scontato o pensando “così fan tutti”. Cosa crediamo è una condizione essenziale per comprendere chi siamo, noi siamo quello che crediamo di essere, e questo sistema di credenze è parte del nostro cervello evoluto, parte della neo-corteccia, gerarchicamente controlla i nostri sensi, la nostra volontà, i nostri desideri, si potrebbe pensare che non ha antagonisti, non ha rivali, ma per nostra fortuna non è proprio così. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sebbene ciò che crediamo è parte essenziale dei nostri meccanismi decisionali e selettivi, esiste almeno un'altra parte in ogni individuo che la pensa diversamente, se non fosse così l'uomo sarebbe, di per sé un robot, asservito ai credo collettivi. Esiste uno spirito in ogni essere umano, oltre all'anima che, lo dice la parola ci anima, e ad un corpo, che ci permette di interagire con la materia esistente, uno spirito che potremmo pensare trasversale all'esistenza individuale, vale a dire che usa l'esistenza individuale, a carattere verticale, per continuare trasversalmente la sua esistenza. Questa nostra parte spirituale, interagendo con la coscienza dell'individuo, è in grado di influenzare il il sistema stesso di credenze del singolo individuo, accrescendo o riducendo il suo impatto nella vita, e così il comportamento finale di un individuo, ma questa è un altra storia e dunque ce la riserviamo per una prossima puntata, dal momento che ci porta nel vivo delle nostre esperienze con l'ipnosi regressiva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-9107111371583533510?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/9107111371583533510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/9107111371583533510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2008/03/cosa-crediamo.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-7313622747597421568</id><published>2008-03-14T00:29:00.001-07:00</published><updated>2008-03-14T00:29:40.436-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>L’ipnosi regressiva e la mente complessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavorare con la mente umana è sempre una straordinaria avventura, non sai mai cosa si può disvelare, e questo anche dopo 20 di attività clinica, anzi potrei dire che il fascino, grazie all’esperienza dell’ipnosi, ed in particolare con l’ipnosi regressiva, è aumentato a dismisura.&lt;br /&gt;Il mio problema è sempre stato la veridicità di un esperienza come la regressione ad ipotetiche vite precedenti, e l’ho risolto focalizzando la mia attenzione su un’altra esperienza che si manifesta anche nelle menti più semplici, l’esperienza della complessità.&lt;br /&gt;Il cervello umano è estremamente complesso ma nella maggior parte delle esperienze si misura con un intelligenza di tipo concreto, quella che accompagna le esperienze di un bambino nei primi 10/12 anni circa della sua vita per intenderci, non essendo implicato in relazioni complesse, e dovendo unicamente rispondere delle operazioni rutinarie legate all’esistenza.&lt;br /&gt;Ma la vita culturale nella quale siamo impegnati ci porta inevitabilmente a complessificarci, ci troviamo quotidianamente a contatto con strutture complesse, come la fitta rete di relazioni in cui siamo implicati costantemente, e chi conosce la teoria del sociologo Luhmann sa che ogni struttura semplice, individuale o sociale, se posta vicino ad una struttura complessa tende a complessificarsi a sua volta.&lt;br /&gt;Siamo figli delle stelle .... diceva una famosa canzone, più complessi di così, le nostre “nobili” origini reclamano voce, così non ci basta più, almeno per l’uomo occidentale, di saper che veniamo dalla terra, vogliamo di più, vogliamo una storia che giustifichi, alle volte consoli, comunque avvalli le nostre “nobili” origini.&lt;br /&gt;Così credo si stia affermando un diritto, quello di pensare d’essere d’origini lontane, e fin qui il nostro DNA non può esser smentito, possediamo parti della struttura, all’interno del DNA stesso, che derivano da uomini e donne nati anche 10.000 anni prima di noi, e tendiamo a tradurre questo fatto innegabile ricercando il “parente nobile” del caso, come disse un famoso giornalista, il nostro destino, e lo facciamo richiamando in noi l’idea di storia. C’ un aneddoto raccontato da Gregory Bateson nel suo libro Mente e Natura, Adhelfi 1979, che aiuta ad entrare nell’ordine di idee della complessità:&lt;br /&gt;“Un uomo voleva sapere cos'è la mente, ma non nella natura, quanto nel suo personale, grosso computer. Così gli chiese (nel suo miglior linguaggio di programmazione, naturalmente): "Tu calcoli che sarai mai come un essere umano?". La macchina si mise subito al lavoro, analizzando la propria struttura intrinseca. Alla fine, come è costume di queste macchine, stampò la risposta su una striscia di carta. L'uomo si precipitò a prenderla e trovò, nero su bianco, le parole: QUESTO MI RICORDA UNA STORIA.”&lt;br /&gt;Noi viviamo, pensiamo, capiamo, impariamo attraverso storie, abbiamo costante bisogno di andar oltre al caso, per spiegarci la nostra personale esperienza di vita, e questo ci fa star bene, ci fa realizzare, ci fa sentire vivi, è fondamentale per l’esistenza stessa.&lt;br /&gt;Avrete compreso dal mio discorso che non posso entrare in merito sulla veridicità di un esperienza di ipnosi regressiva, ne desidero farlo, ne sarei mai in grado di farlo, ma di un fatto son certo, la vita stessa è una storia, non importa come viene raccontata, da dove arriva e dove porta, la storia è conoscenza, e la conoscenza ha una particolarità, quella di non lasciarci indifferenti, la conoscenza “obbliga”, la storia che ci raccontiamo della nostra origine è conoscenza, come tale impatta sulla nostra esperienza, sulla nostra vita, in modo straordinariamente forte.&lt;br /&gt;Dunque il problema non è da porsi sulla condizione di vero o falso, ma su quale storia varrebbe la pena raccontarsi, qui il lavoro di un buon professionista in relazioni d’aiuto, che sia in grado di usare l’ipnosi, entra in merito e permette di far luce su questa esperienza.&lt;br /&gt;Incrociare il proprio destino col destino di persone che, prima di noi, han dato spazio alla loro vita permette di andare oltre l’ovvio e scontato tran tran quotidiano. Permettersi una storia vuol dire comprendere ed avere consapevolezza di altro, oltre al semplice lavoro della nostra intelligenza concreta, di un mondo astratto nelle sue funzioni elevate, un mondo che no si limita all’anima, da animus azione, ne al corpo fisico, ma ambisce a considerare lo spirito, quella parte dell’essere umano che non si limita al tempo presente, quella parte che trascende l’individuo stesso.&lt;br /&gt;Non voglio però addentrarmi in un ambito che non è strettamente di mia competenza, semplicemente ritorno alla complessità, a cui nella società attuale come abbiamo visto siamo soggetti, e ritengo che l’unica esperienza umana in grado di declinare il verbo ”complessità” sia la narrazione, il raccontarci una storia.&lt;br /&gt;Così ecco compreso il fenomenale momento dell’esperienza regressiva, un momento ricco di tutta l’intelligenza della persona, dedicata a trovare o ritrovare se stessa, nella storia di qualcuno che prima di noi ha affrontato la sua vita come noi, con speranza, illusione, dedizione, fiducia, timore, paura, gioia, felicità, con tutte quante le emozioni umanamente possibili, restituendocele sotto forma di trance ipnotica, come un sonno dove un sogno ci guida, un sogno che ascoltiamo dal nostro profondo, un sogno che parla di noi, di quel che è stato ma soprattutto di quel che sarà.&lt;br /&gt;Potrei continuare ma al momento mi fermo qui rimandando curiosi ed interessati a provare l’esperienza dell’ipnosi, ad uscire fuori dalla barbarie dei luoghi comuni sull’ipnosi, ed usare la loro intelligenza in un modo creativo, oltre che utile e funzionale, a costruire in modo nobile le origini del proprio IO oltre ai limiti della conoscenza accademica verso lo spirito che anima il nostro corpo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-7313622747597421568?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/7313622747597421568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/7313622747597421568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2008/03/lipnosi-regressiva-e-la-mente-complessa.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-8299386986961027350</id><published>2008-02-28T00:07:00.000-08:00</published><updated>2008-02-28T03:10:08.643-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: center; line-height: 25px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="5" color="#463c3c" style="font: 18.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;L'ipnosi regressiva&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: center; line-height: 25px; font: normal normal normal 15px/normal Arial; color: rgb(70, 60, 60); min-height: 17px; "&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;L'ipnosi regressiva &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 16px; font: normal normal normal 15px/normal Arial; color: rgb(70, 60, 60); min-height: 17px; "&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;In ipnosi vi sono due modi diversi di richiamare il passato della nostra vita nell'attualità del presente: quello tipico della cosiddetta regressione, in cui il soggetto rivede il suo passato con atteggiamento, critica e sentimenti del presente; e quello della cosiddetta rivivificazione, in cui il paziente dimentica il presente per comportarsi, esprimersi e sentire come in tempi passati. Nel primo caso si tratta di una pseudoregressione durante la quale il soggetto, favorito dall'isolamento sensoriale della trance ipnotica e dalla maggiore capacità di attenzione e concentrazione mentale che si possono avere durante questa, diventa capace di ricordi, che molto più difficilmente rievocherebbe nello stato di veglia. Nel secondo caso invece si instaura un procedimento del massimo interesse, durante il quale il paziente diventa capace non solo di ricordare, ma anche di rivivere alcune situazioni somatiche e viscerali proprie di età da tempo trascorse, anche se la sintomatologia che affiora in questo stato deve essere valutata con acuto senso critico dall'operatore, potendo questa essere inficiata da artefatti della più diversa natura.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;La rivivificazione si instaura di solito in un soggetto in stato sonnambolico, suggerendogli che egli ritornerà indietro con gli anni, sino all'età infantile. Egli si sentirà piccolo, sempre più piccolo, e diventerà come se avesse cinque anni (otto, sei, quattro, a seconda dell'età a cui lo si vuole regredire). Generalmente si fa la regressione usando tappe di cinque anni. Si aspetta quindi un momento finché il paziente si immedesimi nell'epoca regredita; poscia, rimanendo l'ipnotista nel testo e nell'ambiente creato dalla regressione, si indirizzano caute domande su quanto si vuole indagare e secondo le risposte che si hanno. «Io sono uno che tu conosci e che ti vuole bene. Chi sono i tuoi amici? Chi ti è più caro? Quando l'hai visto l'ultima volta? Con chi eri?... Vai a scuola? Chi è il tuo compagno di banco? Chi siede dietro dì te? Chi siede davanti a te? Hai fratelli? ecc.» Dato che la memoria è legata essenzialmente all'interesse e alle emozioni, è chiaro che sarà tanto più facile rivivere episodi trascorsi, quanto più questi furono importanti nella vita del soggetto. Altre modalità di tecniche di rivivificazione sono le seguenti, adoperate anche da Bryan, Erickson, Van Pelt e altri autori: quella del treno, del calendario, dell'orologio, dell'emozione.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;Con la tecnica del treno, si suggerisce la partenza del soggetto su questo e che egli guarda dal finestrino, scorgendo episodi e periodi passati della sua vita, indietro e indietro nel tempo. Quando si raggiunge un avvenimento particolarmente traumatizzante o importante della vita, il treno si ferma ed egli scende, parla e agisce immedesimato nel tempo che rivive appieno.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;Con il calendario si suggerisce al soggetto che egli sfogherà un calendario in cui i giorni sono stampati in modo regrediente e non progrediente nel tempo. Egli alzerà l'indice destro appena vedrà il calendario e i giorni che scorrono all'indietro; quindi si immedesimerà nel tempo che scorre all'indietro, fermandosi a una data specifica, a un periodo importante per lui.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 17px; font: normal normal normal 15px/normal Arial; color: rgb(70, 60, 60); min-height: 17px; "&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;La regressione con l'orologio è come quella del calendario, usata soprattutto per appurare fatti importanti dal lato legale o criminologico e in essa ci si avvale della distorsione del tempo, per cui un soggetto può rivivere un evento traumatico in un tempo più breve di quello in cui il fatto è veramente avvenuto. Si può con questo metodo anche far scaricare l'emozione congiunta all'evento in modo sempre più breve: due giorni in cinque minuti, poi in un minuto, in 10 secondi, in 5 secondi, in un secondo; finché l'evento finirà con l'essere svuotato di ogni emozione.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;Nella regressione per emozione si chiede al soggetto di ritornare indietro al tempo in cui ha provato un'emozione per lui molto spiacevole, di riviverla appieno, invitandolo ad alzare l'indice destro appena vi sia riuscito. Quando ciò accade, si cerca di minimizzare l'avvenimento, di dissociarlo dall'emozione, facendo vivere al paziente l'episodio doloroso come un episodio freddo e ineluttabile, al di sopra di ogni volontà umana e con conseguenze rimediabili.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;Riassumendo le tecniche indicate si può quindi dire che con esse è possibile regredire un paziente a una determinata data o a una determinata età, a uno specifico avvenimento o a una specifica emozione e neutralizzarla del suo significato traumatizzante con appropriate immagini e tecniche di distorsione temporale.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;La rivivificazione è molto efficace per scoprire rapidamente eventuali traumi infantilí, o episodi che sono alla base di sintomi psiconevrotici. Se, inavvertitamente, si facesse regredire il paziente in un tempo in cui egli ha riportato un intenso trauma fisico o psichico, bisogna essere pronti a svolgere un'adeguata psicoterapia e a fronteggiare ogni sua reazione. Prima di svegliare il paziente, lo si fa tornare alla realtà col procedimento opposto a quello con cui si è fatto regredire.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;Sull'autenticità della regressione e sul fatto che questa conduca il soggetto a rivivere un comportamento da lui avuto a diversi livelli di età, in modo da escludere ogni possibilità di simulazione, sono d'accordo Erickson, Estabrooks, Lindner, Spiegel, Shor e Fishman, Bernstein, Wolberg, Raikov e chi scrive. Le modificazioni che si attuano (scrittura, ipermnesia, riflessi ecc.) rientrano nel quadro delle manifestazioni ipnotiche (come la catalessi, le reazioni vegetative, ecc.) essendo possibile l'attivazione di associazioni antiche condizionate ontogeneticamente durante lo sviluppo della personalità, nello stato di coscienza dell'ipnosi profonda.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;E'da tenere soprattutto presente che la regressione di età non è mai statica, ma può venire assai spesso modificata dal funzionamento ad altri livelli di età, cosicché una persona regredita ha spesso un mutevole punto di orientamento.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 17px; font: normal normal normal 15px/normal Arial; color: rgb(70, 60, 60); min-height: 17px; "&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;Usando le tecniche della regressione occorre tenere presenti alcune premesse generali:&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 16px; font: normal normal normal 15px/normal Arial; color: rgb(70, 60, 60); min-height: 17px; "&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 36px; text-indent: -18px; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;1.Il paziente può non rivivificare una determinata situazione perché troppo dolorosa per lui o perché non ha compreso bene come deve fare; può allora mantenersi sulla difensiva o cercare di fingere per condiscendenza verso l'ipnotista.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 36px; text-indent: -18px; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;2.Nel valutare l'attendibilità del materiale evocato si deve osservare il contenuto emozionale di quanto viene espresso; l'uso del tempo presente e non del passato; controllare atteggiamenti, calligrafia, polso, pressione, respiro.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 36px; text-indent: -18px; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;3.Come può variare la profondità della trance ipnotica, così pure può variare quella della rivivificazione, sicché ciò che una persona sta rivivendo può diventare dopo qualche tempo solo un ricordo, con slittamento quindi nel suo discorso dal tempo passato a un altro più presente.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 36px; text-indent: -18px; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;4.E' eccezionale avere una regressione in cui mente e funzioni somatiche neurovegetative regrediscono totalmente, dato che il paziente conserva parte della sua mente al tempo presente e si rende parzialmente conto di ciò che sta accadendo. Ciò permette la comprensione dei comandi dell'ipnotista anche nel paziente regredito alla prima infanzia. Per quanto da vari autori, come abbiamo precedentemente accennato, sia ritenuto possibile, per profonde rivivificazioni a questa età, perdere il contatto verbale con il soggetto.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 36px; text-indent: -18px; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;5.Bisogna essere molto cauti nel regredire cardiopatici a periodi in cui hanno subito eventi gravemente traumatizzanti, essendo ciò pericoloso. In questo caso si possono far rivivere al paziente le scene traumatizzanti passate come spettatore ad esempio con la tecnica del treno e non come attore, in modo da attutire la tensione emotiva.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 36px; text-indent: -18px; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;6.Si deve rispettare, almeno momentaneamente, il desiderio del soggetto di non rispondere alle nostre domande traumatizzanti per lui, e ricorrere eventualmente all'uso di risposte gestuali per cui il soggetto in ipnosi, invece di rispondere a parole, fa un gesto della mano per il si, l'opposto per il no, e un altro ancora per il rifiuto di parlare. Ciò facilita il colloquio durante particolari stati di coscienza nei quali è difficile la formulazione di parole, o scabrosa la loro espressione.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 17px; font: normal normal normal 15px/normal Arial; color: rgb(70, 60, 60); min-height: 17px; "&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 16px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="3" color="#463c3c" style="font: 12.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;Per nostra personale esperienza riteniamo la regressione di età un buon metodo, sia per l'indagine analitica, sia per la psicoterapia, associandola eventualmente alla tecnica della distorsione temporale e della dissociazione dell'avvenimento dall'emozione. Pur non sapendo bene in che modo agiscano sulla persona le esperienze di regressione, il semplice parlare ed esporre esperienze passate aiuta a viverle in modo diverso, finanche a liberarsi del giogo subito negli anni in merito a tali limitazioni vissute.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; line-height: 16px; font: normal normal normal 15px/normal Arial; color: rgb(70, 60, 60); min-height: 17px; "&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 17px; font: normal normal normal 15px/normal Arial; color: rgb(70, 60, 60); min-height: 17px; "&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: right; line-height: 17px; font: normal normal normal 15px/normal Arial; color: rgb(70, 60, 60); min-height: 17px; "&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: right; line-height: 21px; "&gt;&lt;font face="Geneva" size="5" color="#463c3c" style="font: 16.0px Geneva; color: #463c3c"&gt;Materiale della scuola di formazione in Ipnosi costruttivista&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-8299386986961027350?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8299386986961027350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/8299386986961027350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2008/02/lipnosi-regressiva-lipnosi-regressiva_28.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-6674470155269060294</id><published>2008-02-11T00:54:00.000-08:00</published><updated>2008-02-11T00:56:39.115-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;A cura del dott. Massimo SANTORO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Abuso e maltrattamento nell’infanzia: implicazioni psicologiche per un conselling efficace&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Prima di affrontare il problema dell’abuso e del maltrattamento è opportuna una premessa su cosa vuol dire fare e come è stata fatta la storia dell’infanzia. La storia dell’infanzia è forse la più problematica rispetto a ogni altro oggetto delle scienze sociali perché sono poche le notizie che il passato ci offre in merito.&lt;br /&gt;La memoria dell’infanzia è raccontata dagli adulti secondo modalità in cui predomina la concezione e l’interpretazione dell’infanzia in quel momento e contesto storico (Savarese G., 2007 P.619)&lt;br /&gt;Storicamente la società non è mai stata particolarmente sensibile al maltrattamento dei bambini. Nell’antichità erano pratica molto diffusa i sacrifici di bambini e neonati destinati ad essere sacrificati agli dei, in diverse civiltà antiche l’uccisione di bambini deformi o non desiderati era comunemente accettata e praticata.&lt;br /&gt;Il diritto romano nell’antica Roma stabiliva il diritto di vita o di morte sui propri figli. I bambini erano considerati proprietà del pater familias che aveva pieno diritto di trattare i figli come pensava fosse giusto, per cui un trattamento severo veniva giustificato dalla convinzione che potesse essere necessaria una punizione fisica per mantenere la disciplina, trasmettere le buone maniere e correggere le cattive inclinazioni.&lt;br /&gt;Lo sviluppo di una cultura dell’infanzia ha iniziato a diffondersi nei paesi industrializzati solo negli ultimi due secoli e solo dopo il 1900 è osservabile il diffondersi a livello nazionale ed internazionale di iniziative volte alla difesa dei diritti dei bambini, alla protezione dell’infanzia rivolgendosi al problema sommerso dei maltrattamenti, violenze e negligenze verso  minori. Da questa trasformazione culturale è nata anche una diversa valutazione degli abusi che, da atti criminosi ed antisociali, vengono letti oggi come espressione di un disagio emotivo che non riguarda solo l’abusato ma anche l’abusante e tutta la famiglia , con un coinvolgimento di diverse discipline, dal diritto, alla psicologia, alla sociologia ed alla psichiatria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attaccamento e l’amore per i bambini nel nostro Paese oggi è sentito intensamente come sentimento spontaneo e naturale. Viene naturale pensare e desiderare che tutti i bambini vivano felicemente circondati dalle amorevoli cure dei genitori e degli altri adulti che interagiscono con loro, zii, nonni, fratelli,  insegnanti, etcc.. Ma la cronaca ci pone sempre più spesso dinanzi a fatti in cui i minori sono sottoposti a maltrattamenti, sfruttamenti, sevizie e persino abusi sessuali fin anche tra le mura domestiche.&lt;br /&gt;Ascoltare la crudeltà e la gravità dei maltrattamenti inflitti ad un bambino se da un lato suscita sempre emozione ed indignazione dall’altro deve spingere tutti coloro che per il loro operare si trovano a ruotare nel mondo relazionale del bambino (insegnanti, pediatri, operatori sanitari, operatori sociali, forze dell’ordine, magistrati, ….) a conoscere meglio il problema dell’abuso all’infanzia per capire il senso, le radici di ciò che accade, per riconoscere il disagio emotivo e sociale da cui questi fatti derivano, per cogliere i sensi talvolta non molto chiari del disagio del minore abusato e cercare di intervenire per lenire le ferite devastanti che si determinano nel bambino violato.&lt;br /&gt;I fattori di rischio&lt;br /&gt;I fattori di rischio dell’abuso sessuale possono essere diversi:&lt;br /&gt;Età: le fasce di età più a rischio sono rappresentate dalla pubertà e dai primi anni dell’adolescenza; tuttavia comportamenti sessuali anomali possono riguardare anche bambini molto più piccoli.&lt;br /&gt;Composizione e strutturazione del nucleo familiare: nelle famiglie molto numerose la promiscuità favorisce gli abusi intrafamiliari, soprattutto tra padre e figli o tra fratelli o con parenti. Sono famiglie a rischio di abuso le famiglie isolate dal contesto sociale o dalle rispettive famiglie di appartenenza, quelle che vivono in condizioni abitative inadeguate, quelle emarginate ed immigrate.&lt;br /&gt;Dinamiche familiari specifiche: in recenti studi sull’incesto è stato dimostrato che talvolta l’abuso sessuale intrafamiliare va visto nell’ambito di un sistema relazionale organizzato, distorto e “complice”. Inoltre in molti casi costituisce un fattore di rischio la presenza di genitori con esperienza di maltrattamento o abuso e/o che hanno vissuto gravi carenze affettive nella loro infanzia.&lt;br /&gt;Psicopatologie e tossicodipendenze: spesso la presenza di una patologia mentale o le dipendenze possono essere fattori di rischio; madri depresse, genitori alcoolisti o tossicodipendenti possono con diverse motivazioni abusare sessualmente dei loro figli ( per compensare frustrazioni sessuali e isolamento affettivo, per sfruttare sessualmente il minore ecc.).&lt;br /&gt;Deprivazione socio-economica: numerose ricerche condotte nelle diverse regioni italiane nonché all’estero hanno dimostrato che l’abuso sessuale familiare interessa trasversalmente tutti i ceti sociali  contrastando l’opinione generalmente diffusa  che l’abuso sessuale si verifichi solo nelle classi sociali più basse. Spesso la realtà dei fatti mostra invece l’aspetto aberrante e crudele di insospettabili professionisti e di persone anche i una certa cultura. Bisogna comunque riconoscere che in situazioni di deprivazione socio-economica e culturale si possono verificare situazioni di trascuratezza fisica e affettiva che non permettono al bambino di sviluppare la capacità di discriminare i pericoli e lo rende predisposto ad accettare qualsiasi attenzione affettiva gli venga proposta dentro e fuori casa, compensatoria di un vuoto affettivo permanente. Inoltre in questi ambienti è più facile riscontrare un atteggiamento di omertà da parte del genitore o di altri familiari non abusanti per timore delle conseguenze penali ma soprattutto per la situazione di grave insicurezza economica.&lt;br /&gt;Scarsa socializzazione e mancanza di fiducia negli altri: queste persone hanno difficoltà di relazione, sono stati inadeguatamente formati come adulti e sono socialmente isolati in quanto scarsamente capaci di sviluppare e utilizzare i sistemi di supporto.  Essi capiscono poco dello sviluppo di un bambino e quindi anche delle sue ragionevoli aspettative e dei suoi bisogni psicologici.  Un esempio tipico è quello di una madre non sposata, che vive con una serie di compagni, ognuno dei quali resta per un breve periodo per poi andare via ed essere rimpiazzato da un altro.  Questi uomini non hanno alcun interesse nei bambini della donna e tendono ad avere poca pazienza con loro.&lt;br /&gt;Limitata capacità di controllarsi: lo stress, la rabbia e la frustrazione e tendenza ad esplodere con violenza, sia verbale che fisica, in risposta a sentimenti negativi.&lt;br /&gt;Fattori di rischio legati al bambino:&lt;br /&gt;-     Bambini separati alla nascita dalla madre per malattia o prematurità, forse a causa di un legame deteriorato con una madre ad alto rischio.&lt;br /&gt;-     Bambini nati con anomalie congenite o con malattie croniche.&lt;br /&gt;-     Bambini considerati come difficili o diversi.&lt;br /&gt;-     Bambini adottati.&lt;br /&gt;Un pericolo comune che lega tutti questi fattori di rischio, sembra essere quello delle aspettative disattese, sia per aspettative poco realistiche dei genitori che per l'incapacità del bambino di rispondere ad aspettative realistiche in conseguenza di un ritardo di sviluppo, iperattività o disciplina incostante.&lt;br /&gt;Il maltrattamento fisico è definito come il procurare lesioni che suscitano un dolore significativo, lasciano segni fisici, alterano la funzione fisica o mettono in pericolo l'incolumità dei bambino. E' generalmente ripetuto nel tempo e tende ad aumentare di gravità.&lt;br /&gt;La precocità della diagnosi, della denuncia e dell'intervento sono essenziali per prevenire lesioni future e più gravi. I padri e i compagni sono di gran lunga coloro che abusano più comunemente, poi vengono le baby-sitter ed, infine, anche le madri.&lt;br /&gt;Gli eventi scatenati più comuni sono il pianto e i problemi legati all'igiene personale del bambino.  La diagnosi della lesione provocata è stabilita sulla base di una serie di fattori tra cui i dati anamnestici, fisici e comportamentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Epidemiologia dell’abuso nell’infanzia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono una serie di ricerche con cui si individua un range, un arco, anche perché è difficile compiere ricerche sull'abuso all'infanzia, non si possono porre domande dirette ai minorenni, ci saranno altri modi per scoprirlo. Queste ricerche dicono che dal 14% al 64% della popolazione femminile ha subito un abuso e dal 3% al 29% per la popolazione maschile; il che vuol dire che l'abuso è molto diffuso e le vittime sono soprattutto donne. Qualcuno sostiene che il 20% dei minori ha subito una forma di abuso, un bambino su cinque; ovviamente bisogna cercare di capire che tipo di abuso è, quando è avvenuto, perché a seconda dell'età bisogna valutare il consenso, una serie di studi da compiere.&lt;br /&gt;Effetti a breve termine: malattie sessualmente trasmesse, lesioni fisiche, disturbi affettivi. Aggressività, sensi di colpa, crisi di collera, ansia, paura, vergogna e bassa autostima, disturbi del comportamento, devianza, incubi, fobie, disturbi del sonno e dell'alimentazione, problemi a scuola.&lt;br /&gt;Effetti a lungo termine: disfunzioni sessuali, difficoltà nell'eccitamento, evitamento o reazioni fobiche all'intimità sessuale, vulnerabilità ad un successivo abuso o allo sfruttamento sessuale, promiscuità, prostituzione, disagio nelle relazioni intime, isolamento, problemi coniugali, depressione, abuso di alcool e droghe, suicidio e, ancora una volta, disturbi nell'alimentazione.Non c'è molto di specifico, c'è di tutto. Quando ci occupiamo di queste persone che hanno subito, una delle cose che si nota di più è quella chiamata "confusione dei linguaggi", perché chi ha subito un abuso, soprattutto familiare, non sa di aver subito un abuso; la confusione dei linguaggi consente all'abusante, che quasi sempre è il padre, di utilizzare il linguaggio della tenerezza per fare violenza. Poi ci vorranno un bel po’ di anni prima che il bambino si renda conto di aver subito una violenza e quando se ne rende conto iniziano i problemi. Il problema è proprio quello di tenere separati questi linguaggi; quello dell'amore, quello della tenerezza e quello della violenza. E' difficile che queste persone, crescendo, imparino ad amare.&lt;br /&gt;Effetti sulle femmine: 1/3 delle pazienti psichiatriche ambulatoriali e circa la metà delle giovani devianti (tossicodipendenza, prostituzione, condotte antisociali in genere), sono vittime pregresse di incesto. Alcune ricerche hanno dimostrato che il 75% delle prostitute sono state vittime, nella loro infanzia, di abusi sessuali.&lt;br /&gt;Effetti sui maschi: in uno studio condotto su soggetti maschi che hanno subito un abuso sessuale da bambini è emerso che più dell'80% abusa di sostanze stupefacenti, il 50% ha avuto propositi suicidari, il 23% ha tentato il suicidio, il 70% ha ricevuto un trattamento psicoterapeutico, il 31% ha sessualmente abusato di altri bambini. E’ importante sottolineare quest'ultimo dato perché una delle cose più pericolose che si dice,  è che gli autori degli abusi sessuali hanno subito nella loro infanzia, un abuso sessuale; l'hanno subito e lo fanno sugli altri: questa è diventata una vera e propria equazione. Perché è pericoloso continuare a dire questo? Immaginate quando questa notizia viene diffusa (soprattutto tramite la televisione dove si ha il così detto "effetto pioggia", nel senso che non si sa dove va a finire questa informazione) cosa può pensare una bambina che ha subito o che sta subendo un abuso sessuale. Questo minore crescerà con la consapevolezza che prima o poi lo farà lui. Questo, in termini psicologici, si chiama abuso secondario. Non è che non sia vero, ma non è sempre vero (lo è in un terzo dei casi) e, comunque, non è il caso di porgere la notizia come se fosse un'equazione.&lt;br /&gt;Effetti rispetto all'età: più giovane è l'età in cui si scopre l'abuso, peggiori ed insopportabili sono le conseguenze che ne derivano. Se lo scoprono altri, nella vittima rimane il dubbio della complicità. Tutti gli studi clinici che sono stati fatti sulle vittime di abuso hanno accertato una cosa interessante: se lo svelamento, l'autoconsapevolezza dell'abuso, è spontaneo, si supera meglio; l'elaborazione di quello che è successo è più facile. Di solito accade che la bambina che ha subito l'abuso, intorno ai tredici, quattordici anni, si rende conto di averlo subito, si ribella, lo dice alla mamma, sperando che la capisca e che non si schieri con il papà (succede anche questo).Se la rivelazione succede autonomamente, l'elaborazione successiva dell'abuso, cosa molto lunga e laboriosa, va meglio; se invece la rivelazione o lo svelamento dell'abuso viene fatto da altri, di solito la madre, il rischio è che a questa bambina rimane il dubbio “se non lo avesse detto mia madre, io l'avrei mai detto? E perché non lo dicevo? Se è stato necessario che lo dicesse mia madre vuol dire che in qualche modo mi piaceva”.&lt;br /&gt;Questo rientra nella confusione dei linguaggi di cui si parlava prima. Il problema di noi psicologi è: nel momento in cui ci rendiamo conto che c'è un abuso, dobbiamo aspettare che ci sia un'elaborazione autonoma interna? Ovviamente no, non possiamo aspettare che sia lei a denunciare.&lt;br /&gt;Il problema vero è quindi quello di cercare di accompagnare questa vittima nel processo di autoconsapevolezza prima e processo penale poi. Queste denunce vanno fatte, perché se non vengono fatte, non solo non è giusto, ma gli abusanti continueranno a credere che godono di una impunità.I dati forniti dal Consiglio d'Europa riferiscono che i casi denunciati costituiscono dal 5% al 15% dei casi effettivi: il fenomeno è soprattutto sommerso. Nel 94% dei casi le denunce di abuso sessuale fatte dai bambini sono state confermate dalle indagini successive e solo nel 6% dei casi il minore non è attendibile, quindi bisogna smetterla di mettere in dubbio l'attendibilità del minore.&lt;br /&gt;A questo proposito per gli psicologi diventa assolutamente importante l'ascolto del minore. Il problema non è ciò che dice, è come lo ascoltiamo. Se siamo in grado di ascoltarlo, probabilmente, lo renderemo più attendibile.&lt;br /&gt;Altri pregiudizi sull'abuso: che l'abusante di solito è considerato un vecchio sporcaccione, un maniaco, un pazzo, un ubriaco; non è vero: la maggior parte degli abusanti sono giovani maschi, senza alcun segno di disagio mentale, né di abuso di alcool, appartenenti ad ogni classe sociale. L'alcool e la droga, se ci sono, hanno solo l'effetto di slatentizzare una condotta che comunque, in determinate occasioni (solitudine, promiscuità, intimità) può emergere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cause e le configurazioni degli abusi sessuali&lt;br /&gt;Gli approfondimenti prodotti nell’ultimo decennio hanno contribuito ad una migliore comprensione delle cause e della configurazione del fenomeno delle violenze sessuali compiute sui minori.&lt;br /&gt;Numerose sono state le prospettive teoriche che nel corso degli anni hanno proposto delle ipotesi interpretative riguardo al fenomeno dell’abuso sessuale. Tra queste menzioniamo:&lt;br /&gt;-        l’orientamento psicoanalitico; la causa primaria dell’abuso va ricercata nei problemi psicologici e nei conflitti intrapsichici degli adulti aggressori, questi determinerebbero il comportamento abusante;&lt;br /&gt;-        l’orientamento sociale; l’abuso è un comportamento espresso da un determinato gruppo sociale;&lt;br /&gt;-        l’orientamento socio-ambientale; l’abuso è la risultante dell’agire di condizioni sociali e ambientali: disoccupazione, condizioni abitative inadeguate e povertà.&lt;br /&gt;Differentemente secondo un approccio integrato, che prevede il concorrere di più fattori, l’abuso è considerato come l’espressione di un sintomo disfunzionale che origina dal confluire di più variabili interagenti tra loro, appartenenti al sistema familiare, sociale e relazionale e non unicamente legato alla componente psicologica dell’abusante.&lt;br /&gt;L’episodio violento va collocato all’interno di un contesto familiare, dove ogni membro ha una sua storia e porta con sè le esperienze della propria famiglia di origine e del proprio ambiente sociale, esperienze che vengono, poi, ad interagire con quelle degli altri membri appartenenti al nucleo.&lt;br /&gt;Tra i diversi autori si riscontra un parziale accordo circa l’identificazione dei fattori di rischio individuali e socio-familiari nella genesi del comportamento abusante e circa i tratti i specifici del bambino abusato.&lt;br /&gt;Ad esempio alcuni autori reputano la giovane età degli abusanti come favorente le difficoltà nell’espletare le funzioni genitoriali e, quindi, anche l’espressione dell’aggressione di tipo sessuale, mentre altri rilevano che l’autore della violenza possa avere un’età molto superiore a quella della vittima. Dati di altre ricerche collocano l’età media degli abusanti nella fascia d’età che va dai 35 ai 45 anni.&lt;br /&gt;Differiscono poi i risultati di numerosi lavori sul livello di intelligenza di coloro che abusano sessualmente di un minore. Per questi soggetti sono stati riscontrati livelli di intelligenza al di sotto della norma, ma i dati spesse volte non trovano conferma presso altre ricerche.&lt;br /&gt;L’influenza dei fattori sociali, culturali ed economici, invece, non sembra essere rilevante. Il fenomeno dell’abuso sessuale infantile riguarda tutte le classi sociali. Anche se è vero che la maggior parte delle segnalazioni che arrivano ai servizi di assistenza interessano più i nuclei familiari appartenenti a fasce sociali marginali, il cui disagio è più visibile.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l’età del minore abusato, gli studi compiuti in proposito non forniscono dati precisi. Ciò trova spiegazione nel fatto che si interpone un tempo variabile tra il momento di insorgenza ed il riconoscimento dell’abuso in base alle diverse forme di violenza sessuale manifesta o mascherata.&lt;br /&gt;Nel primo caso si verificano veri e propri rapporti sessuali tra l’autore e la vittima dell’abuso ed il riconoscimento avviene in tarda età, in seguito alla raggiunta comprensione del significato dell’atto da parte del bambino stesso. E’ il minore che inizia, se riesce a parlarne con familiari e conoscenti.&lt;br /&gt;Al contrario, per l’abuso mascherato in cui il bambino subisce contatti sessuali non propriamente violenti, accompagnati da una particolare cura e attenzione alle parti intime, il riconoscimento può avvenire con più tempestività e la data di insorgenza si colloca anche prima dei dieci anni. I bambini, difatti, possono esprimere l’abuso subìto attraverso il gioco e le interazioni con l’altro in assenza di quella sensazione di star a tradire un “segreto familiare”, caratteristica invece dell’abuso manifesto.&lt;br /&gt;Circa il sesso delle vittime di abuso sessuale, tutti i dati delle ricerche confermano la maggiore frequenza per il sesso femminile. L’abuso sessuale si configurerebbe come un fenomeno che interessa soprattutto minori di sesso femminile: si stima che per una bambina o adolescente la probabilità di subire abuso sia da due a tre volte superiore rispetto al maschio. E’ però, probabile che le statistiche riguardanti vittime di sesso maschile siano sottostimate a causa della maggiore reticenza maschile ad ammettere esperienze di questo genere anche per il timore della stigmatizzazione sociale dell’omosessualità. Dalle numerose ricerche c’è convergenza sull’individuazione di una popolazione femminile pari al 15% e maschile pari al 6% che avrebbe avuto esperienza di vittimizzazione prima della maggiore età.&lt;br /&gt;Ciò che realmente costituisce un elemento determinante nell’accadimento di un episodio violento, è la composizione del nucleo familiare: la maggior parte delle vittime risulta appartenere a famiglie disgregate e disorganizzate. In particolare nel caso dell’abuso intrafamiliare si deve constatare l’assenza dei confini generazionali.&lt;br /&gt;Nel caso dell’incesto fra padre e figlia l’abusante tende a stabilire con la figlia un rapporto esclusivo, la elegge a figlia preferita, oppure cerca una particolare vicinanza affettiva mostrandosi incompreso e bisognoso di cure. Il padre tende ad invischiarla prospettandole realizzazioni sociali grandiose. Inoltre mette in atto una serie di strategie volte a svalutare la figura materna così da interferire nella relazione madre-figlia.&lt;br /&gt;L’azione del padre volta all’isolamento della figlia agisce in molti casi su una difficoltà preesistente della madre a fornire protezione e vicinanza affettiva alla figlia. Queste difficoltà possono essere legate a sue problematiche personali o a fattori contingenti come malattie fisiche che aumentano la distanza tra le due in modo tale da rendere impotenti entrambi: l’una ad accorgersi dell’abuso e a difendere la figlia, l’altra a chiedere aiuto.&lt;br /&gt;Alcuni autori hanno individuato le fasi attraverso cui si esplica l’abuso sessuale.&lt;br /&gt;-       fase dell’adescamento: l’abusante mette in atto una serie di comportamenti per attirare a sè la vittima;&lt;br /&gt;-       fase dell’interazione sessuale: l’abusante passa a forme via via sempre più intrusive (da discorsi pornografici a esibizionismo, voyeurismo, a contatti fisici fino alla penetrazione);&lt;br /&gt;-       fase del segreto: l’abusante costringe la vittima con vari mezzi a tacere;&lt;br /&gt;-       fase dello svelamento: il bambino comunica l’evento abuso;&lt;br /&gt;-       fase della rimozione: vi è il tentativo da parte della vittima di negare la realtà dell’abuso e il suo danno anche a causa delle frequenti pressioni psicologiche esercitate dal proprio nucleo d’appartenenza.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la durata dell’abuso, quando questo è perpetrato da estranei nella maggior parte dei casi l’evento tende a fermarsi ad un solo accadimento.&lt;br /&gt;Differentemente se l’abuso è compiuto da familiari o persone conosciute dal minore questo evento tende a ripetersi con un aumento della gravità.&lt;br /&gt;Nelle situazioni caratterizzate da una violenza di natura prevalentemente sessuale è poco frequente che l’abuso sia accompagnato da violenza fisica. Inoltre gli studi clinici mettono in evidenza sempre più spesso l’esistenza di un legame tra maltrattamento e abuso sessuale, nel senso che differenti tipi di violenza possono accadere simultaneamente all’interno di un nucleo familiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abuso Sessuale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro grande capitolo è quello dell'abuso sessuale;  è noto ormai che questo fenomeno attraversa tutti i gruppi sociali senza sostanziali differenze di incidenza.  L'influenza degli aspetti sociali, di quelli culturali ed economici appare quindi secondaria nella genesi di questi comportamenti.  Questo non significa affermare che non esistano fattori di rischio psicologico e sociale rapportabili alle situazioni di abuso ma piuttosto che questi fattori di rischio sono in gran parte aspecifici e cioè non collegabili unicamente a queste situazioni.  La definizione più accettata è quella per la quale è definito abuso ogni relazione sessuale imposta da un adulto a un minore. Il coinvolgimento di un minore in una relazione sessuale di questo tipo si basa infatti su una posizione di potere e dominio da parte dell'abusante.  L'abuso costituisce, sul piano delle relazioni interne dell'abusato, una devastante esperienza di intrusione che può sovvertire, se non distruggere, i contenuti del suo mondo interno.  Al bambino abusato vengono, infatti, imposti comportamenti sessuali anomali rispetto al suo stato di maturazione mentale e fisica e che quindi non può contenere, anche perché raramente ha in quel momento la possibilità di avere vicino a sé un adulto “sano” con cui condividere l'esperienza traumatica.  L'abuso sessuale ha in comune con altre esperienze di maltrattamento, la caratteristica di essere, prima di tutto, un abuso psicologico.  Quando l'abusante è, come spesso succede, un parente se non un genitore del bambino, questa caratteristica è ancora più gravida di conseguenze negative. Il bambino vittima di maltrattamento mostra spesso una sintomatologia composita, aspecifica, che pur non costituendo una prova certa che vi sia stato un abuso ai suoi danni, certamente può rappresentare un segnale di allarme per la famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le conseguenze psicologiche nel tempo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema delle conseguenze psicologiche di questi soggetti non ha una evoluzione univoca, ma è in funzione della situazione psicologica individuale e soprattutto di come l’ambiente familiare e sociale in cui vivono reagisce.&lt;br /&gt;Oltre alle reazioni immediate, l’abuso determina nei minori effetti a lungo termine. Occorre inoltre ricordare che alle conseguenze della violenza sessuale in sé si aggiungono, dopo che il fatto è venuto alla luce, gli ulteriori effetti derivanti dall’aggravarsi della disgregazione familiare, dal discredito sociale e dall’intervento istituzionale sul minore. Anche a distanza di anni le vittime possono presentare stati ansiosi, depressione, insicurezza, aumento dell’aggressività, difficoltà di apprendimento, complessi di colpa e problemi sessuali. In certi casi l’esperienza incestuosa può essere responsabile a distanza di tempo di episodi di autolesionismo, di anoressia o bulimia.&lt;br /&gt;Il bambino nella sua evoluzione ha delle fantasie connesse con la sessualità, l’aggressività, le tematiche incestuose (basti pensare ai miti di Edipo e di Elettra), ma queste sono funzionali al suo sviluppo fintantoché rimangono nel campo delle fantasie inconsce.  Se però queste vengono sperimentate nella realtà assumono una possibilità gravemente traumatica perché danno al bambino l’esperienza che tali fantasie possano realizzarsi, e ciò fa perdere la distinzione tra realtà e fantasia, indebolisce l’Io, favorendo la strutturazione di gravi forme di nevrosi, fino allo sviluppo di veri comportamenti psicotici. &lt;br /&gt;L’abuso sessuale è un abuso frequentemente sommerso e che riemerge talvolta nei racconti dei pazienti ormai adulti, poiché, quando l’abuso si era verificato, i sentimenti di vergogna, di imbarazzo, pudore nonché violenze psicologiche avevano impedito al bambino di parlarne o avevano prevalso sulla opportunità da parte di altri familiari non abusanti di denunciare il fatto all’autorità giudiziaria e di occuparsi del minore che aveva subito l’abuso.&lt;br /&gt;Il trauma dell’abuso sessuale non viene mai completamente superato. Spesso l’abuso viene rimosso, cioè viene apparentemente dimenticato perché la vittima non è in grado di sostenere mentalmente l’angoscia ed il dolore dell’accaduto. Ma le conseguenze del trauma rispunteranno fuori con sintomi vari in un altro momento di debolezza o di confusione psichica, creando nuovi ed ulteriori danni. Occorre che la vittima di abuso sessuale venga aiutato da veri terapeuti ad affrontare il dolore che l’abuso provoca in lui, affinché quella esperienza venga circoscritta e isolata per evitare che si verifichino delle distorsioni come l’identificare la violenza subita con l’atto sessuale. Quando ciò si verifica, la successiva vita affettiva e sessuale risulta bloccata perché sentita come violenta e la vittima vivrà sola, incapace di relazioni sentimentali e sessuali. In altri casi la vittima di abuso sessuale può attribuire una connotazione sessuale alle future relazioni con figure importanti, quali insegnanti, medici, superiori, ecc., non tanto perché personaggi importanti in sé quanto per la figura che essi rappresentano.&lt;br /&gt;Infine nei casi in cui il figlio maschio è abusato dal padre può predisporlo ad una ripetitività dell’esperienza, può anche verificarsi cioè che la piccola vittima di un abuso sessuale da adulto si trasformi in aguzzino ripetendo il comportamento abusante nei confronti di altri minori.&lt;br /&gt;Le conseguenze psicologiche dell’abuso sessuale sono particolarmente gravi nei casi in cui l’abuso si è verificato in famiglia. Nei casi di incesto, le modalità dell’abuso sessuale possono essere determinanti. Quando la piccola vittima ha subito un vero e proprio stupro da parte di un genitore violento, le conseguenze saranno quelle di una violenza carnale aggravate dal fortissimo trauma psicologico legato alla trasformazione negativa della figura genitoriale, che passa improvvisamente da un ruolo protettivo a quello di aggressore. La situazione è diversa se il genitore ha agito senza violenza apparente, assumendo un atteggiamento deduttivo, sfruttando l’ingenuità del figlio o della figlia e mettendo in atto ricatti affettivi. In questo caso la partecipazione all’incesto potrà portare la vittima a sviluppare profondi sensi di colpa e di disprezzo nei propri confronti, unitamente alla tendenza all’autoisolamento affettivo e a repulsione verso il sesso opposto. Ne possono derivare comportamenti antisociali, tentativi di suicidio, abuso di alcool e di droghe. Infine in tanti casi le donne vittime di incesto paterno possono facilmente darsi alla prostituzione a causa delle dinamiche masochistiche che sviluppano.&lt;br /&gt;E’ importante sottolineare che lo sviluppo di sentimenti di colpa è determinato in modo decisivo dal comportamento della famiglia e del gruppo sociale di appartenenza, che spesso tende ad attuare un vero e proprio processo di emarginazione e di colpevolizzazione nei confronti delle vittime dell’incesto. Specialmente le femmine subiscono queste conseguenze dal momento che  l’opinione comune tende ad attribuire loro un ruolo attivo nella dinamica dell’incesto, ossia di provocazione verso l’abusante.&lt;br /&gt;Non va tralasciato di parlare delle altre forme di abuso intrafamiliare. Quando è la madre ad abusare sessualmente dei figli, questa esperienza mantiene lo sviluppo psichico del bambino che lo subisce in una situazione endogamica e ad un livello infantile, e lo fissa in tali situazioni con gravi ripercussioni sulla capacità di stabilire relazioni sociali, affettive e sessuali da adulto.&lt;br /&gt;Analogamente deleteria è l’esperienza incestuosa tra fratelli, che  è causa di profonde sofferenze psicologiche e talvolta predispone ad un futuro abusante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sintomi Psicologici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’abuso sessuale dei minori causa la disorganizzazione generale della vittima. Le caratteristiche estreme sono frequenti e possono coesistere. Una persona può essere “un genio stupido” o “tiranno remissivo” o “farabutto onesto”.  Tra le principali manifestazioni di disorganizzazioni della persona si possono menzionare:&lt;br /&gt;-       onestà o disonestà;&lt;br /&gt;-       timidità o aggressività;&lt;br /&gt;-       ipervigilanza o indifferenza;&lt;br /&gt;-       obesità o anoressia;&lt;br /&gt;-       intelletto inferiore o superiore;&lt;br /&gt;-       ricerca per potere o sottomissione;&lt;br /&gt;-       autoaccusa o presunzione;&lt;br /&gt;-       fatalità o pensiero magico;&lt;br /&gt;-       ipersessualità o timore della nudità;&lt;br /&gt;-       ottimismo o ansia cronica;&lt;br /&gt;-       nessuna paura o paranoia;&lt;br /&gt;-       nuotando e bagnandosi o ignoranza dell'igiene;&lt;br /&gt;-       sposi remissivi o autoritari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sintomi di Disturbo di Personalità Multipla&lt;br /&gt;La dissociazione ed il Disturbo di Personalità Multipla sono conseguenze dirette del trauma severo. Gli abusi sessuali sui minori sono la ragione più frequente per avere Personalità Multipla. &lt;br /&gt;-     depressione (Confidenza ~ 100%);&lt;br /&gt;-     attacchi di panico (Confidenza ~ 100%);&lt;br /&gt;-     comportamento seducente (Confidenza ~ 100%). Il comportamento seducente in adulti tende ad accadere con regressione di età;&lt;br /&gt;-     menzogna per nessun motivo;&lt;br /&gt;-     memoria malata di nomi di amici intimi;&lt;br /&gt;-     oblio immediato;&lt;br /&gt;-     animosità ingiusta e sbagliata (religiosa, etnica, razziale, sessuale ed altra);&lt;br /&gt;-     oscillazioni intellettuali;&lt;br /&gt;-     oscillazioni di umore;&lt;br /&gt;-     lacune nella memoria;&lt;br /&gt;-     falsi ricordi;&lt;br /&gt;-     la patologia bulimia;&lt;br /&gt;-     capelli molto corti (donne);&lt;br /&gt;-     barba di capra o baffi con contorni netti (uomini).&lt;br /&gt;Oltre che Disturbo di Personalità Multipla, gli abusi sessuali sui minori producano altri disturbi dissociativi. Questi possono diventare evidenti come autoinganno, credenza nel soprannaturale, aggressione, comportamento impulsivo, confabulazioni, immodesto e una perdita di pensare, di intelligenza, di giudizio razionale e di inibizioni sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conseguenze&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-     Omosessualità &lt;br /&gt;-     Omofobie &lt;br /&gt;-     Incapacità di avere bambini (donne, dovuto gli aborti in età adolescenziale)&lt;br /&gt;-     Ragazze che hanno bambini ad un'età giovane&lt;br /&gt;-     Vegetarismo (dovuto la violenza orale)&lt;br /&gt;Gli effetti di abuso sessuale sui minori sono imprevisti. La stessa natura e lo stesso grado della violazione possono avocare effetti differenti nelle persone differente. Tranne la dissociazione, le vittime dell'incesto non hanno indicatori universalmente comuni. La dissociazione è l'indicatore.&lt;br /&gt;Indicatori comportamentali e psicologici di chi ha subito un abuso&lt;br /&gt;Estremo interesse per adulti di un sesso in particolare, insolito interesse per i genitali di altri adulti, atti sessuali  mimati con adulti, bambole o altri bambini, esibizionismo, masturbazione in pubblico, precocità, promiscuità, precoce condotta sessuale ripetitiva, repentini cambiamenti dell'umore o del comportamento, disturbi del sonno, incubi, enuresi, ansia di separazione, insicurezza, cambiamento delle abitudini alimenta. Più in particolare il bambino abusato sessualmente mostra un interesse inusuale verso le questioni sessuali e pone domande per capire se tra amore e sessualità c'è un nesso e se c'è sempre amore nella sessualità. Accusa disturbi del sonno, incubi, terrore notturno, enuresi; il bambino ritorna a fare la pipi addosso e non solo a letto, fa sogni paurosi con figure e mostri grandi che lo inseguono e lo trattengono contro la sua volontà. Può essere in preda a sintomi di ansia, depressione e comportamenti di isolamento.&lt;br /&gt;Il bambino non vuole rimanere da solo con una certa persona, chiede di non essere lasciato solo infatti afferma spesso: "non mi lascerai da solo?” .Spesso è proprio questa frase - domanda che il bambino usa per comunicare il proprio problema. Può assumere comportamenti seduttivi nei confronti dell'adulto, per esempio, ricerca del bacio sulla bocca.&lt;br /&gt;Per sentimenti relativi al proprio corpo vissuto come sporco o danneggiato, acqua e sapone vengono super usati ed aumenta anche la durata dei lavaggi; lamenta doloretti in varie parti del corpo. Rappresenta in giochi, disegni o fantasie, contenuti sessuali o aspetti dell'abuso.&lt;br /&gt;Altri:&lt;br /&gt;-         riduzione dell'autostima;&lt;br /&gt;-         difficoltà ad amare o a dipendere dagli altri, è meno affettuoso, ha un comportamento aggressivo o distruttivo;&lt;br /&gt;-         ha paura di intraprendere nuove relazioni o attività: è stranamente silenzioso, non sembra incuriosito (come di solito) alle novità e alle nuove conoscenze;&lt;br /&gt;-         la maestra si accorge che qualcosa non va infatti vanno incontro più facilmente a fallimenti scolastici;&lt;br /&gt;-         fa abuso di alcool o di droga;&lt;br /&gt;-         instabilità emotiva, ansia, sensi di colpa e vergogna, passività, pianti improvvisi e immotivati, bruschi cambi di umore, irritabilità;&lt;br /&gt;-         esitamento o paura insilata di persone o luoghi;&lt;br /&gt;-         contentezza di essere in situazioni normalmente sgradevoli, ma vissute comunque dal minore come protettive (ad esempio ospedalizzazioni);&lt;br /&gt;-         riferimenti al fatto di avere dei segreti che non si possono comunicare;&lt;br /&gt;-         improvvisa perdita di interesse per attività prima molto gradite;&lt;br /&gt;-         rifiuto di partecipare ad attività ludiche o sportive;&lt;br /&gt;-         rifiuto di spogliarsi in occasione di attività sportive o visite mediche;&lt;br /&gt;-         rifiuto di sottoporsi a visite mediche;&lt;br /&gt;-         eccessiva docilità e passività durante gli accertamenti ginecologici in bambine piccole;&lt;br /&gt;-         inadempienza scolastica;&lt;br /&gt;-         disturbi dell’apprendimento, crollo improvviso del rendimento scolastico;&lt;br /&gt;-         fughe da casa;&lt;br /&gt;-         fobie, malesseri psicosomatici (cefalee, dolori addominali, nausee, enuresi, ecc.);&lt;br /&gt;-         comportamenti aggressivi;&lt;br /&gt;-         disturbi del sonno;&lt;br /&gt;-         disturbi dell’alimentazione;&lt;br /&gt;-         paura degli adulti;&lt;br /&gt;-         atteggiamento seduttivo e spesso sessualizzato nei confronti degli adulti;&lt;br /&gt;-         conoscenza anomala di aspetti della sessualità adulta in bambini molto piccoli;&lt;br /&gt;-         disegni a contenuto sessuale traumatico;&lt;br /&gt;-         giochi sessualizzati con bambini più piccoli;&lt;br /&gt;-         incapacità di stabilire relazioni positive con i coetanei;&lt;br /&gt;-         depressione, malinconia, angoscia;&lt;br /&gt;-         autolesionismo;&lt;br /&gt;-         tentativi di suicidio;&lt;br /&gt;-         condotta delinquenziale.&lt;br /&gt;E’ importante non diffondere in maniera esagerata tutti questi indicatori poiché è reale il rischio che tutti vedranno abusi dappertutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bibliografia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ABBURRA’ A. ,BOSCAROLO R., GAETA A., GOGLIANI F., LICASTRO E., TURINO R.&lt;br /&gt;(a cura di) (2000), Il bambino tradito. Carenze gravi, maltrattamento e abuso a danno di minori. Carocci Editore, Torino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAFFO E. (a cura di) (1982), Abusi e violenzeall’infanzia. Unicopli, Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FOTI C. (2000), Percepire, pensare e ascoltare il maltrattamento. BBURRA’ A. ,BOSCAROLO R., GAETA A., GOGLIANI F., LICASTRO E., TURINO R., op.cit.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MONTECCHI F. (a cura di) (2002), Abuso sui bambini: l’intervento a scuola.Franco Angeli, Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SAVARESE G. (2002), Minori e abuso sessuale. Oltresalerno, Sito Internet: &lt;a href="http://www.oltresalerno.it/"&gt;Www.oltresalerno.it&lt;/a&gt;, 13 marzo 2002.&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-6674470155269060294?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/6674470155269060294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/6674470155269060294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2008/02/cura-del-dott.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-7542554255834857583</id><published>2008-02-10T22:37:00.000-08:00</published><updated>2008-02-10T22:36:13.576-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;br&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;            &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;A cura del Dr. MASSIMO SANTORO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;&lt;b&gt;L'immagine allo specchio e lo specchio dell'immagine attraverso la fotografia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div style="border:none;border-bottom:solid windowtext 1.5pt;padding:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;border:none;mso-border-bottom-alt: solid windowtext 1.5pt;padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;&lt;b&gt;L'uso della foto nel Counselling&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;&lt;b&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;La fotografia è un fenomeno sociale: dalla fototessera alle foto di cerimonie e vacanze, ai reportage, alle cartoline, ai manifesti pubblicitari e alle foto d'arte essa assume funzioni di documentazione, interpretazione, memoria storica, ricerca sociale, antropologica e psicologica. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;E' parte integrante della vita collettiva e familiare. Sicuramente nelle famiglie dove sono presenti bambini si fotografa di più, ma la necessità di immortalare con immagini fotografiche momenti di vita piacevole, di fermare ricordi ed emozioni viene sentita da chiunque. Basti pensare alla "frenesia fotografica" dei turisti davanti a paesaggi e opere d'arte.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;L'importanza delle fotografie, quale strumento educativo, deriva dall'interesse e dallo stretto legame che esse hanno per la memoria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;La memoria è il mezzo attraverso il quale gli individui conservano i propri trascorsi ed è attraverso i ricordi che noi possiamo comprendere svariate situazioni; infatti, essa contiene: azioni, idee, emozioni, persone, oggetti, che hanno fatto parte e che tuttora fanno parte della personalità e delle esperienze sociali di ciascun individuo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Attraverso la memoria immagazziniamo le informazioni che assimiliamo dal mondo esterno. Essa può essere paragonata ad una biblioteca, dove accumuliamo tutte le conoscenze che possano servirci per la nostra esistenza o soddisfare i nostri bisogni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Le fotografie, come mezzo educativo per comprendere e stimolare la nostra memoria, sono estremamente utili all'individuo, poiché la fissazione dei ricordi e del riconoscimento degli stessi, a livello individuale, avviene per mezzo di quadri individuali e sociali preesistenti all'individuo, quali il linguaggio, la rappresentazione dello spazio, le rappresentazioni del tempo, tutti elementi che forgiano ed educano gli individui. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Nella memoria, dunque, il passato non è mai accessibile in modo diretto, e non è mai conservato in modo definitivo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;La mediazione con il presente lo costituisce di volta in volta in forme diverse. La memoria emerge come insieme dinamico, luogo non solo di selezione, ma di reinterpretazioni e riformulazioni del passato (Bartlett, 1932).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;La sua funzione più che essere quella di fornire ricordi perfettamente coincidenti del passato, consiste nel preservare gli elementi del passato che garantiscono ai soggetti il senso della propria continuità e la conservazione della propria identità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Identità che si interseca e si mescola ad altre identità. I gruppi sono il fulcro dove si formano le personalità degli individui, dove si creano pensieri, idee, dove si condividono: oggetti, affetti, sensazioni. Ma le immagini che emergono, quando si richiama il passato, sono diverse da individuo a individuo, pur avendo condiviso lo stesso gruppo. In questa prospettiva la memoria è frutto di una mediazione, di incroci e di integrazioni di memorie diverse. L'azione educativa, quindi, consiste nel richiamare alla mente queste immagini stimolando la persona attraverso un elemento esterno che gli permetta di partorire i propri ricordi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;La fotografia stimola la persona a portar fuori se stesso, nel rispetto di quanto: prova, sente, ricorda.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Le foto portano a riappropriarsi della propria storia di vita o meglio a prendere coscienza di quanto si è vissuto, e ciò, servirà, soprattutto al soggetto per comprendere le rappresentazioni mentali, le immagini, le situazioni, le interazioni, che quotidianamente vede ma non riconosce. Attraverso le fotografie il soggetto ha modo di riflettere su se stesso, sulla realtà familiare, sulla situazione lavorativa, sulle dinamiche d'interazione che usa, sui suoi sentimenti, paure, ecc.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Come suggerisce Duccio Demetrio in "&lt;i&gt;Storie di vita"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;, (1996), l'educazione si occuperà di considerare soltanto ciò che ha generato apprendimento e ciò che è stato elaborato cognitivamente su questi piani:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;I) il piano delle informazioni, rivelatesi indispensabili alla vita pratica, morale, affettiva, identitaria e che ci darà, allora, qualche cosa di significativo agli effetti della ricostruzione dell'educazione intellettuale, sentimentale, civile, professionale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;II) Il piano delle rielaborazioni, ovvero delle destinazioni che il soggetto ha impresso a quanto imparato, funzionali alla realizzazione di un'immagine positiva, accettabile, ed estimativa di sé.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;IlI) piano delle restituzioni, coincidente con tutto quanto il narratore di sé racconta a se stesso tra sé e sé, o al suo interlocutore, in merito a quanto ritiene di essere riuscito a trasmettere, a comunicare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Le foto in ambito educativo trovano applicabilità con giovani, adulti, anziani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;I tempi che abitano tale formazione sono: il passato, il presente, il possibile. I ritmi di crescita e di sviluppo cognitivo sono: i bilanci di vita; esami di realtà; proiezioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Esaminando gli scritti di Wallon, Preyer e Lacan&lt;a style="mso-footnote-id:ftn1" href="#_ftn1" name="_ftnref1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character:footnote"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e precisamente nell'affrontare lo sviluppo dei bambini, si potrebbe ipotizzare un'analogia tra l'utilizzo foto e lo stadio" dello specchio", nonostante le diverse interpretazioni ed impostazioni a livello generale del suddetto stadio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Durante la fase dello specchio si definisce lo schema corporeo, la distinzione fra sé e gli altri e l'articolarsi del linguaggio verbalizzato sintatticamente. Infatti intorno al quarto mese di vita l'interesse del bambino si acuisce per la propria immagine riflessa e quella di chi gli sta accanto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Il bimbo cerca di toccare la propria immagine nello specchio, qualora sia presente anche una figura estranea al bambino, quest'ultimo tende ad osservare alternativamente la propria immagine e la figura reale dall'esterno. Intorno ai due anni si osserva che il bambino vive una forte conflittualità nei confronti dello specchio poiché il bambino sa che l'immagine di una figura nota è un'immagine vuota.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;La mano che cerca l'altro dietro allo specchio riduce l'ampiezza del proprio movimento e si limita, nel caso della propria immagine, a toccare il retro dello specchio. In questa fase si possono generare dei disturbi, accentuando lo stato di conflittualità che si determina dal rapporto tra una figura raggiungibile e una figura vuota.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;La persona si troverà di fronte ad un dilemma: immagini sensibili, ma non reali; immagini reali ma che sfuggono all'esplorazione percettiva.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Al termine della fase dello specchio vi è il punto d'arrivo che può essere raggiunto solo tramite la mediazione dell'altro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Analizzando nei minimi particolari la fase o stadio dello specchio e di come esso favorisca lo sviluppo del futuro soggetto ossia la percezione del sé corporeo, i conflitti che lo specchio determina, l'importanza dell'altro, la consapevolezza dei propri limiti, ecc.; esperienze, che il bambino sperimenta per la sua crescita e il suo sviluppo, si ripetono sotto forme diverse al soggetto adulto nell'arco della vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Di fronte alle difficoltà, talvolta l'adulto perde il contatto col proprio sé corporeo e i conflitti sono &lt;b&gt;&lt;i&gt;visti ma non riconosciuti&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; (Alvin W. Gouldner in "&lt;i&gt;La sociologia e la vita quotidiana&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial"&gt;" p.41)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Inoltre, può capitare che il contatto con la realtà è precario e la percezione che si ha tra le istanze interne e la realtà, mancano di un collocamento stabile con l'esterno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Partendo dall'immagine di sé, che il soggetto ha costruito nell'arco della propria vita che col tempo ha perso di vista o è diventato fonte di frustrazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;La fotografia (proprio come lo specchio) può essere utilizzata, in ambito educativo, proprio per ripristinare e riordinare aspetti della propria vita che col passar del tempo si sono o sono stati oscurati. Proprio come lo specchio, l'immagine fotografica serve innanzi tutto per conoscersi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Infatti la persona in difficoltà, attraverso le foto, ha modo di narrarsi e quindi di svelare come in realtà si percepisce e come si rapporta nell'ambito familiare e sociale. Per quanto riguarda la propria percezione corporea, l'adulto non si percepisce nella totalità, tutto ciò, è causato dal fatto che si guarda poco; e l'immagine che si crea di sé deriva dai rimandi che gli altri gli rimandano durante le interazioni. La foto invece rispecchiano angolazioni, posture, gesti, mai osservati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Sull'immagine corporea, vero specchio mentale delle nostre percezioni, s'innesta il nostro vissuto psicologico, che condiziona e/o deforma la nostra l'immagine.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;L'immaginazione oltre ad identificarsi con la rappresentazione mentale che ogni persona ha di se stessa, introduce anche la dimensione personale che interpreta la realtà e permette il confronto con il reale partendo proprio dal vissuto soggettivo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Il problema in questo caso è: l'interrelazione tra la funzione cognitiva (che ci permette la visione oggettiva della realtà) e la funzione immaginativa (che trasforma il reale attraverso l'esperienza soggettiva che ne abbiamo).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Da non trascurare, poi, è la fantasmatizzazione, che non considera il reale ma lo ingloba nei vissuti psichici profondi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;La fotografia, utilizzata come specchio dell'immagine del proprio corpo, può far sì che si stabilisca un equilibrio tra le funzioni cognitive e affettive in relazione al corpo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Variazioni dell'immagine corporea, secondo Schilder, sono gradite alla persona e vengono indotte anche per esempio dall'abbigliamento, dalla danza, dal maquillage, dal movimento espressivo ecc.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Talvolta guardando una foto si prende coscienza di come si è in realtà e quindi si avrà una differente percezione del proprio sé, diversa da com'è stata vissuta sino al momento considerato. Quindi l'immagine fotografica assume, in questo caso, anche un'altra funzione: svelare aspetti che non sono presenti alla coscienza, cioè attraverso le foto possono emergere situazioni conflittuali, stati d'animo, sensazioni, contenuti, sentimenti, che sono sfuggiti all'esplorazione percettiva del soggetto. L'individuo attraverso le foto, si riapproprierà della realtà che lo riguarda, materializzando ed interiorizzando il proprio vissuto, portando un cambiamento al suo presente. La fotografia sarà, quindi, fonte d'informazione, d'elaborazione, d'introspezione, di rimembranze, di proiezioni. Ancora le foto portano allo svelamento e alla percezione di una nuova realtà, di un rinnovato modo di vedere e vivere la quotidianità. Quindi, come lo specchio così anche le fotografie divengono un mezzo capace di divenire oggetto utile alla comunicazione, senza originare ansia eccessiva e predisponendo il soggetto al cambiamento. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Le fotografie possono spiegare e illustrare la storia individuale, di coppia e di famiglia del cliente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Attraverso la descrizione che la persona fa si possono avere molte informazioni sugli individui ritratti, si viene così a conoscenza degli stereotipi, degli atteggiamenti, delle tradizioni presenti all'interno della famiglia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;In tal modo si potrà avere un quadro chiaro dei cambiamenti che, durante gli anni, hanno interessato i singoli membri ed il sistema sociale di appartenenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Si potrà, altresì, esplorare il significato che i mutamenti hanno prodotto, nonché studiare: le norme familiari, lo stile, l'abbigliamento, le alleanze. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Alcune foto aiutano ad entrare in contatto con ricordi legati a persone morte o con cui non si hanno più contatti. Esse sono una grande opportunità per rivedere i sentimenti e le emozioni legate a persone scomparse. Talvolta rivisitare queste foto con gli occhi da adulto permette la rivalutazione di eventi problematici. Rivisitando il passato le persone possono affrontare situazioni che potrebbero essere rimaste senza soluzione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Nel guardare le foto si dovrà porre attenzione all'espressione della persona, agli stati d'animo, alle azioni, alla mimica facciale, alla postura e ai commenti spontanei. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Inoltre nell'esaminare le foto sarà opportuno esaminare le distanze esistenti fra i componenti: se sono troppe strette, invischiate oppure se sono distaccate. Molte foto rappresentano persone con le braccia conserte, con le mani dietro la schiena o sprofondate nelle tasche: tutto per evitare il contatto fisico con gli altri. Di notevole importanza sono i dettagli, quali: l'assenza di espressioni di affetto, di calore, d'intimità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Altro aspetto da considerare è quanto affetto e sostegno hanno ricevuto le persone nei primi anni di vita, ciò è possibile esaminando le foto dove i bambini sono ritratti nelle braccia di un adulto, dall'atteggiamento e dalle espressioni impresse sulla pellicola o supporto digitale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Il modo in cui i bambini vengono tenuti in braccio è estremamente importante nello sviluppo della loro capacità di rapportarsi agli altri.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Il bambino che viene tenuto – fisicamente ed emozionalmente – con vero affetto, da adulto saprà amare ed essere amato. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Diversamente proverà un senso di vuoto interiore e di nostalgia che si manterranno nel tempo e che comprometteranno i suoi rapporti da adulto e la sua capacità di essere genitore. Guardando le foto si nota spesso che alcuni adulti mostrano un modo contenente e sicuro di tenere i bambini in braccio; altri lo fanno in modo distratto e sembrano non prestare alcuna attenzione al bambino, altri ancora, li tengono in un abbraccio ansioso e troppo saldo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Attraverso le foto si può prendere coscienza della distanza esistente tra familiari o vedere l'invidia e la rivalità esistente fra fratelli. La posizione che si occupa, le distanze e l'attaccamento nei confronti di un familiare sono degli indizi importantissimi per comprendere il ruolo che si ha o si aveva in famiglia. Attraverso la riproduzione fotografica si può ipotizzare la preferenza per i maschi o le femmine, perché il genere favorito occuperà la posizione in primo piano, mentre gli altri avranno un posto di minore rilievo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Le fotografie sono di grande aiuto per individuare e vedere i problemi, perché mettono in risalto le interazioni familiari, talvolta confermando oppure smentendo memoria e percezione. Davanti alla macchina fotografica si possono inconsciamente manifestare aspetti importanti del funzionamento di una famiglia. Non di rado si possono esplorare legami dissolti da tempo, le persone in questo caso appaiono rigide, distanti le une dalle altre, con le braccia penzoloni o nascoste; oppure vediamo che alcune persone sembrano avere un ruolo protettivo, mentre altre sono chiaramente protette. Le foto ci possono dare dimostrazione del tipo di funzione svolta dai vari membri della famiglia all'interno del sistema familiare. Alcuni bambini, ad esempio, devono rivestire ruoli da adulti molto gravosi sin da piccoli. Di solito chi ha questo ruolo, nella foto, si situa o è posizionato al centro, questa centralità rappresenta il fulcro della famiglia, il soggetto che media ed unisce un gruppo. Di contro il &amp;lt;&amp;lt;capro espiatorio&amp;gt;&amp;gt; o la &amp;lt;&amp;lt;pecora nera&amp;gt;&amp;gt; di un gruppo, all'interno di una fotografia, è messo da parte, parzialmente nascosto dagli altri o addirittura escluso.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Concludendo si può osservare come, attraverso le foto, i bambini imitano i genitori e come, assorbono l'aspetto degli adulti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Infatti, spesso, gli adulti riproducono inconsciamente il linguaggio corporeo e le espressioni dei genitori; tale realtà emerge proprio osservando una vecchia fotografia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" align="center" style="margin-left:0cm;text-align:center"&gt;BIBLIOGRAFIA&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;Bria-Oneroso&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;     &lt;/span&gt;&lt;u&gt;L'incoscio collettivo&lt;/u&gt;. Sviluppi e prospettive dell'opera di &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                           &lt;/span&gt;Matte Blanco, MI, Franco Angeli, 1999.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;D. Demetrio&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;u&gt;Raccontarsi. L'autobiografia come cura di sé,&lt;/u&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                          &lt;/span&gt;Cortina, Milano, 1996.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;Carotenuto A.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;    &lt;/span&gt;&lt;u&gt;Le lacrime del male&lt;/u&gt;, Mi, Bompiani, 2001.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt;Combs J.M.- Ziller R.C.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;     &lt;/span&gt;Photographic self-concept of counsellees, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                                        &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;&amp;lt;&amp;lt; &lt;u&gt;Journal of Counselling Psycology&lt;/u&gt;&amp;gt;&amp;gt;, vol. 24,&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;     &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                                           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;n°5, pp. 452-455. 1997.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;Crittini N.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;          &lt;/span&gt;&lt;u&gt;L'educazione dei ragazzi difficili secondo il metodo&lt;/u&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                           &lt;/span&gt;&lt;u&gt;non direttivo&lt;/u&gt;, Brescia, La scuola, 1974&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;Ferrucci F.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;u&gt;La relazione d'aiuto&lt;/u&gt;, Teoria e tecnica della psicologia&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                           &lt;/span&gt;umanistico-relazionale, Rm, Magi, 1991. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;Halbwachs M.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;u&gt;La memoria collettiva&lt;/u&gt;, a cura di P. Jedlowski, Milano,&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                          &lt;/span&gt;Unicopoli, 1987. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;Halbwachs M.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language: FR"&gt;&lt;u&gt;Cadres sociaux de la mémoire&lt;/u&gt;, Paris, Alcan, 1925. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language:FR"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                           &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoFootnoteText" style="tab-stops:list 39.75pt"&gt;&lt;span lang="FR" style="font-size:12.0pt;mso-ansi-language:FR"&gt;Honoré&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;B.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;        &lt;/span&gt;&lt;u&gt;Vers l'oeuvre de formation&lt;/u&gt;, L'Harmattan, Paris, 1992.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language:FR"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="DE" style="mso-ansi-language:DE"&gt;Krauss D.A.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt;&lt;u&gt;A summary of characteristics of photographs which make&lt;/u&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                         &lt;/span&gt;&lt;u&gt;them useful in counseling and therapy&lt;/u&gt;, Camera Lucida, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                          &lt;/span&gt;vol. 1, n°2, pp. 7-11. 1980.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt;Knowles M.S.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;u&gt;La formazione degli adulti come autobiografia,&lt;/u&gt; Milano, &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                          &lt;/span&gt;Raffaello Cortina, 1996.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;Funari E.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;u&gt;La struttura e il desiderio&lt;/u&gt;, Saggio sulla percezione in &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                          &lt;/span&gt;psicoanalisi, Firenze, Guaraldi, 1978.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language:FR"&gt;Lacan&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;J.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;            &lt;/span&gt;&lt;u&gt;Le stade du miroir comme formateur de la fonction du Je&lt;/u&gt;,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                          &lt;/span&gt;Ecrits, pp.95-100. Trad. italiana: Lo stadio dello specchio&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                          &lt;/span&gt;come formatore della funzione dell'Io, Scritti, I, pp.87-94&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                          &lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt;Torino, Einaudi, 1974.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt;Milgram S.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;       &lt;/span&gt;&lt;u&gt;The individual in a social world&lt;/u&gt;, Massachusetts, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                         &lt;/span&gt;Addison-Wesley, 1977&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;Olagnero M Saraceno C. &lt;u&gt;Che vita è. L'uso dei metodi biografici &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                                         &lt;/span&gt;&lt;u&gt;nell'analisi sociologica,&lt;/u&gt; Roma N.I.T., 1993.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;Passerini L.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;        &lt;/span&gt;&lt;u&gt;Storia e soggettività: le fonti orali, la memoria&lt;/u&gt;, La Nuova &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                           &lt;/span&gt;Italia Editrice, Scandicci (Firenze) 1988.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;Perina L.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;            &lt;/span&gt;&lt;u&gt;Scuola di fotografia, strumenti tecniche e segreti&lt;/u&gt;, Prato, &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                           &lt;/span&gt;Demetra, 2006.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;Prejer W.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language:FR"&gt;&lt;u&gt;L'ame chez l'enfant&lt;/u&gt;, trad. Franc., Alcan, 1887.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language:FR"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language:FR"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="DE" style="mso-ansi-language:DE"&gt;Rorschach H.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;    &lt;/span&gt;&lt;u&gt;Psychodiagnostik,&lt;/u&gt; Bern, Bicher; trad. &lt;/span&gt;It. Psicodiagnostica, &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                         &lt;/span&gt;Roma, Kappa, 1981.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;Wallon&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;H.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;        &lt;/span&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language:FR"&gt;&lt;u&gt;La notion du corps propre chez l'enfant&lt;/u&gt;, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language:FR"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                         &lt;/span&gt;&amp;lt;&amp;lt;j. de Psychol. &lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;, nov. dic., 1931, trad. italiana: in&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                         &lt;/span&gt;Sviluppo della coscienza e formazione del carettere,&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                         &lt;/span&gt;pp.36-78, Firenze, La nuova Italia, 1967. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language:FR"&gt;Wallon H.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;u&gt;Le role de l'auter dans la coscience du &amp;lt;&amp;lt;moi&amp;gt;&amp;gt;&lt;/u&gt;, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language:FR"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                         &lt;/span&gt;&amp;lt;&amp;lt;j. Egyptien de Psychol.&amp;gt;&amp;gt; , 2, 1946.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language:FR"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language:FR"&gt;Wallon H.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;        &lt;/span&gt;&lt;u&gt;Kinesthesie et image visuelle du corps propre chez l'enfant&lt;/u&gt;,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                         &lt;/span&gt;&amp;lt;&amp;lt;Bull. Psychol.&amp;gt;&amp;gt;, Tome VII, 1954.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language:FR"&gt;Wallon H.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;        &lt;/span&gt;&lt;u&gt;Les origines du caractèr chez l'enfant&lt;/u&gt;, Paris, P.U.F. , 1970. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language:FR"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;Zavalloni R.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;    &lt;/span&gt;&lt;u&gt;La terapia non direttiva nell'educazione&lt;/u&gt;, Roma, Armando, &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;                        &lt;/span&gt;&lt;span lang="DE" style="mso-ansi-language:DE"&gt;1975.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="DE" style="mso-ansi-language:DE"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div style="mso-element:footnote-list"&gt;&lt;br clear="all"&gt; &lt;hr align="left" size="1" width="33%"&gt;  &lt;div style="mso-element:footnote" id="ftn1"&gt; &lt;div class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id:ftn1" href="#_ftnref1" name="_ftn1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Lacan J. &lt;i&gt;&lt;u&gt;Le stade du miroir comme formateur du Je, &lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style:normal"&gt;ecrits, pp.95-100. trad. italiana: Lo specchio come formatore delle funzioni dell'Io, Scritti, I, pp 87-94, Torino, Enaudi, 1974. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;/div&gt; &lt;/div&gt; &lt;!--EndFragment--&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3437509-7542554255834857583?l=chisotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/7542554255834857583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3437509/posts/default/7542554255834857583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chisotti.blogspot.com/2008/02/cura-del-dr.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09482068826703388753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://www.caranzi.it/chisottimarco.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3437509.post-2209823993025068995</id><published>2008-01-06T04:16:00.001-08:00</published><updated>2008-01-06T04:16:26.817-08:00</updated><title type='text'>Bateson model</title><content type='html'>&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="4" style="font: 13.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;Bateson model&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;Gregory Bateson è un pensatore eclettico che attraversa tutto il novecento&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;(1904-1980) e la sua formazione scientifica iniziale parte dalla biologia (il padre&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;era un importante biologo) per proseguire con l'antropologia per interessare e&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;condizionare pesantemente poi ambiti importanti della filosofia, in particolare&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;l'epistemologia, la cibernetica e la psicoterapia.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;Partendo dalla sintesi del pensiero batesoniano come lui stesso l'ha esposto nella&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;sua ultima conferenza tenutasi in Inghilterra, e cioè che un qualsiasi sistema&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;composto da più elementi, il fattore che identifica il sistema stesso non si riduce e&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;non può essere ridotto ai singoli componenti ma alle relazioni che questi&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;intrattengono l'uno con l'altro. Nell'esempio della mano, quindi, la mano stessa non&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;viene identificata per le cinque componenti definite dalle dita, ma dalla relazione&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;che unisce le dita l'una all'altra: e dunque sono quattro le relazioni e non cinque.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;Ciò significa dire anche che la mano esiste come mano non per gli oggetti di cui è&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;composta - le cinque dita - ma per come quegli oggetti sono in connessione tra&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;loro, e in particolare dalla possibilità che il pollice ha di opporsi alle altre quattro&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;dita della mano. Per cui la mano è una mano perchè esiste una quadri-relazione&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;del pollice con le altre dita che permette alla mano di fare e essere una mano.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;La struttura che connette e identifica un sistema è proprio la relazione. Io esisto in&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;quanto sono in relazione con gli altri, o con il mondo e l'altro esiste perchè è in&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;relazione con me.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;Questo spostamento dalla forma al processo è un salto epistemologico&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;particolarmente interessante. Significa spostare l'attenzione, per esempio in campo&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;diagnostico, dalla struttura, la forma appunto, alla relazione che tale struttura&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;intrattiene con il contesto in cui è immersa, cioè il processo per cui quella struttura&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;agisce e fa quel che fa o è quel che è. Se da osservatore descrivo una anomalia,&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;una patologia del sistema vivente, non mi concentro più sulla sola struttura, sulla&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;forma, ma indago il processo, ossia sposto l'attenzione sulla relazione che pone in&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;connessione il sistema al suo ambiente. Lo vedremo più avanti come tale concetto&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;sia di estrema importanza, specie in campo terapeutico, ma anche in ambito&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;conoscitivo in generale.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;Un altro punto interessante incluso nel pensiero di Bateson è quello che vede&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;qualsiasi modello interpretativo della natura come un processo stocastico.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;Partendo dal dato incontrovertibile che la natura ha una struttura complessa e che&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;non può essere definita in maniera puntuale e definitiva, e quindi oggettiva, arriva&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;alla conclusione che noi possiamo prendere una mira che coinvolge tutto il nostro&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;essere e che per tentativi si conclude con la strutturazione di una mappa che cerca&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;di descrivere un territorio, la natura appunto nella quale siamo obbligatoriamente&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;immersi.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;Per Bateson la natura non è misurabile ma ci si può avvicinare e la si può&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;comprendere solo attraverso processi di tipo stocastico: perchè la misura non è&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;della natura, non gli appartiene, ma è un processo umano è una componente&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;culturale dell'uomo, è una modalità descrittiva, linguistica e dunque un prodotto&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;dell'uomo una sua derivata e non una proprietà intrinseca della natura.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="2" style="font: 10.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;157&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;Quando noi descriviamo la natura, la sottoponiamo a delle leggi matematiche, a&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;delle regole logiche, questa rappresentazione non è però la natura, ma è la faccia&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;che noi abbiamo costruito della natura: è appunto la rappresentazione umana&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;della natura.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;Un altro concetto interessante di Bateson è quello che viene identificato con il&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;termine di doppio legame. In particolare all'interno delle relazioni familiari e/o&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;affettive in genere, il doppio legame, svolge un ruolo di fattore patogenetico che&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;può spiegare in parte alcuni disturbi come la schizofrenia.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;In sintesi il doppio legame si manifesta quando un elemento della relazione&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;afferma una cosa ma con il paraverbale la sconfessa: per esempio quando la&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;madre dice al figlio di volergli molto bene, ma contemporaneamente assume un&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;atteggiamento paraverbale e posturale che nega tale affermazione, o quanto meno&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;la contraddice in parte. Il figlio che vive questa relazione ambigua e contraddittoria&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;non riesce a definire il comportamento della propria madre che dice una cosa e&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;allo stesso tempo manda altri messaggi e atteggiamenti che veicolano proprio il&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;contrario di quanto affermato.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;Vediamo ora come il modello batesoniano ci permette di vedere come reagiamo a&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;livello di pensiero e quali sono i presupposti che determinano delle risposte in ogni&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;essere umano: andiamo cioè a vedere i modelli di pensiero tipici dell'approccio&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;alla realtà di Bateson.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;Consapevole che ogni modello in sé è tautologico, cioè è capace di autospiegarsi,&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;ha messo in evidenza che in relazione alla vita e al mondo della vita tale modello&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;può fornire delle risposte assolutamente diversificate, talvolta anche errate,&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;nonostante la logica sopra cui sono edificate sia ineccepibile e coerente. La logica&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;in sé non porta alla verità perchè è un modello che fornisce delle conferme che&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;appartengono al nostro mondo culturale e in certi casi tali conferme coincidono con&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;il mondo biologico quindi la mappa che la logica ci fornisce rende maggiormente&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;agibile il territorio che stiamo praticando.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;Dalla prospettiva in prima persona la mappa costruita con il modello di pensiero&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;fondato sulla logica diventa il territorio, perchè su quella mappa e con quella&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;mappa l'uomo si adatta più o meno armonicamente con il mondo in cui è immerso.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;Da una prospettiva in terza persona, cioè da osservatori esterni al sistema, quella&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;stessa mappa non può assolutamente rappresentare il territorio, anzi è e rimane&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;sempre una semplice rappresentazione, una costruzione culturale. Il ponte che&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;unisce comunque la mappa che ciascuno si costruisce con il territorio che pratica&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;viene sempre e solo gettato e alla fine percorso nel corso della relazione: in quella&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;situazione nella quale il soggetto si connette con il mondo, cioè tutte le volte in cui&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;esegue una qualsiasi esperienza di conoscenza.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;La mappa rappresenta la conoscenza che obbliga! è la mia rappresentazione, il&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;mio pregiudizio del territorio. Ma è anche la strategia che permette di praticare&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;quel determinato territorio.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;Bateson assieme ad altri scienziati nel centro fondato proprio da lui, il Mental&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" style="font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;b&gt;Recherch Istitute, ha messo a punto a livello teorico quelli che sono stati i principi&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;font face="Helvetica" size="3" styl
