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sabato, gennaio 28, 2012
Istituto Universitario Ipnosi e di Comunicazione.
Qui di seguito i seguenti i temi del nostro I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione in sinergia con la Scuola di Ipnosi Costruttivista.
Linee guida dell’I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione.
Il nostro I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione sviluppa le competenze professionali più significative su cui formare gli allievi.
Come il nostro I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione attiva le competenze professionali.
Premesse operative e presupposti dell’I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione.
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I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione
1. Linee guida dell’I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione.
Sono ormai 12 anni che la Scuola di Ipnosi Costruttivista forma operatori nella figura professionale del Counsellor, in tutti questi anni ci siamo orientati sempre più a definire i confini operativi di questa figura professionale nel contesto delle relazioni d’aiuto.
La nostra formazione si è arricchita dell’I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione, fino a considerare l’emergere di un profilo trasversale alle professioni nelle relazioni d’aiuto.
Sono cinque le parti che compongono il nostro percorso di formazione che vede nella figura del Counsellor il punto centrale nel nostro percorso:
Formatore, esperto dell’apprendimento.
Motivatore, entusiasta trascinatore, fiducioso nel futuro.
Counsellor, persona competente nelle relazioni d’aiuto.
Coach, in grado di accompagnare al risultato finale.
Mentore, persona con esperienza vista come modello.
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2. Il nostro I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione sviluppa le competenze professionali più significative su cui formare gli allievi come:
Esperti ma del cambiamento, non esperti cui delegare il cambiamento, a noi il compito di tirare fuori le risorse che le persone posseggono, gli utenti sono gli esperti della loro vita, noi ci limitiamo a favorire un processo Socratico, aiutando le persone ad organizzare il proprio mondo interno.
Consulenti, ermeneuti, stimolatori di conversazioni e azioni, noi perturbiamo la mente creativa attendendo una risposta come un’intuizione, un’illuminazione, una soluzione.
Consapevoli della nostra identità, prestiamo attenzione ai nostri valori, alle credenze, alle conoscenze che le persone, e noi, ci portiamo appresso.
Rispettosi, non ci presentiamo con un’idea preconcetta degli stili di vita o degli standard di salute, sappiamo valorizzare l’altro e riconoscere la sua specificità.
Curiosi, e attenti proponiamo un sapere in continuo divenire, che si rinnova sempre alimentandosi del dubbio e della ricerca.
Responsabili, proponiamo un rapporto paritario ma asimmetrico in cui il cambiamento e il miglioramento dipendono da noi.
Attenti e sensibili sappiamo ascoltare e sospendere il giudizio, il dialogo interno, lasciando spazio all’esperienza dell’altro.
Come facilitatori lavoriamo per creare nuove possibilità di scelta, ed insegnamo ad agire, perché la conoscenza avviene attraverso l’azione.
Irriverenti e curiosi, in quanto non crediamo mai ad una versione statica della “realtà” ma facciamo emergere ipotesi e colleghiamo fatti, come la religione, res lego, leghiamo assieme le esperienze ottenendone risultati.
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3. Come il nostro I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione attiva le competenze professionali:
Attraverso la vita sociale, dove la riflessione comune possa far emergere capacità che permettono lo sviluppo di potenzialità e un ripensamento della propria filosofia di vita, la costruzione di un “senso comune condiviso”.
Con processo costruttivo, non informativo, in quanto le conoscenze sono rese attraverso l’azione, l’agire, l’interazione, il dare strumenti operativi.
Due principi fondamentali dal pensiero di Heinz von Foerster divenuti principi della scuola:
Il principio etico, aumentare alle persone la possibilità di scelta.
Il principio estetico, se si vuole conoscere bisogna agire.
Attraverso il dialogo, in cui si utilizzano le differenze (competenze, posizioni gerarchiche, conoscenze, posizioni politiche, religiose….) dove diventa importante sapersi relazionare e saper ascoltare, cioè saper entrare e mantenere un dialogo, con se stessi, un dialogo col mondo interno, di cui come Counsellor siamo “sacerdoti” il cui Uffizio é quello di far conoscere alla persona il proprio “inconscio”, e verso il mondo esterno, la società, gli altri.
Con una partecipazione attiva, dove viene valutata la trasparenza sia degli obiettivi che degli strumenti e dove conta la capacità nel costruire concetti e categorie, nel discutere i risultati, le tappe e determinare il corso del processo, e il senso della forma, come descrizione, storia, che ne scaturisce. Uno spirito partecipativo anche perché nei gruppi, come nelle persone è importante non azzerare quello che si trova ma valorizzare il sapere di base, il sapere dell’altro.
La costruzione di storie autocorrettive che scorrono nel tempo verso uno scopo, un fine. In quanto la vita di per sé non ha un fine, siamo noi a darle un fine.
Un attenzione ai presupposti, le premesse, e alla discussione delle soluzioni fin ora tentate per cui la definizione e la ridefinizione diventano costanti della storia stessa.
Un processo costruttivo, in quanto a partire dalle risorse presenti si tenta di lavorare alla costruzione di una realtà possibile, alla co-creazione di processi possibili e viabili, adattabili.
Un processo coevolutivo, basato sul costante feedback, in quanto restituire e rivalutare diventano strumenti importanti e i concetti che emergono sono inerenti al tipo di rappresentazioni messe in gioco da tutte le persone presenti.
Un’indagine positiva, basata sulle risorse (non sugli aspetti deficitari e sulle mancanze), in quanto sono le risorse dei contesti i punti di forza delle persone ad essere utilizzati e messi in campo.
Con la collaborazione, non gerarchica, basata sulla convinzione che si è nella stessa barca animati da uno scopo comune.
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4. Premesse operative e presupposti dell’I.U.H.C Istituto Universitario d’Ipnosi e di Comunicazione:
La mente umana è un complesso di elementi, è una realtà psico-socio-fisio-antropologica. Comprende quantomeno corpo fisico e cervello in un tutt’uno.
Il mondo in cui viviamo ed il senso comune che condividiamo sono costruiti dalle persone che comunicano tra loro attraverso il linguaggio e nel sistema sociale che formano comunicando e relazionandosi tra loro.
La realtà, la mente e l’individuo sono aggregati di parti interagenti, la vita passa attraverso le relazioni di ogni parte. Il fenomeno della coscienza é legato alle relazioni che si generano tra parti differenti del cervello, le esperienze umane sono complesse e non riducibili, la complessità è alla base della vita. La complessità come il mondo del sacro, non è possibile disvelarla, è solo possibile contemplarla e viverla in un atto di fede.
La realtà è una costruzione sociale, che emerge da un’operazione di distinzione costruita nel dominio linguistico, il linguaggio veicola il consenso e la condivisione.
Ogni osservazione implica la scelta dei fenomeni da considerare in primo piano e quelli da mettere nello sfondo. L’idea dell’immagine e dello sfondo è fondamentale nella percezione, nel guardare come atto fisico, meccanico, e nel vedere come atto cognitivo, per poter vedere dobbiamo conoscere, saper distinguere.
I processi son ben descritti dalle metafore informative, le informazioni, differenze che creano una differenza, noi viviamo in un mondo di idee dove i fatti son diversi dalle forze, un fatto è frutto di una comprensione ed una decisione da parte di un soggetto autonomo, autoreferenziale.
Utilizzare metafore processuali, il processo è il mezzo, è l’obiettivo, la forma, la descrizione in un dominio linguistico. La metafora aiuta a distinguere i nostri processi e a creare in tal modo la conoscenza. La metafora rappresenta, facilita la comprensione e crea il consenso.
La vita si svolge attraverso la nostra punteggiatura degli eventi, ciò che scegliamo di vedere, questo è determinato da come guardiamo le cose che succedono nelle nostre esperienze. L’esperienza é la causa, il mondo è la sua conseguenza. Detto con l’attenzione di Heinz von Foerster, “è il mondo la causa primaria e la mia esperienza ne è la conseguenza, o è la mia esperienza a essere causa primaria e il mondo la conseguenza?”.
Un’epistemologia, studio della conoscenza, in cui l’osservatore è parte del sistema di riferimento ed è un prodotto del sistema stesso, non si posiziona all’esterno, non è neutrale, non osserva da un luogo privilegiato, così siamo parte della definizione, del mantenimento e della dissoluzione del problema che ogni coscienza porta. Non possiamo prescindere da come siamo fatti per dire come siamo fatti, siamo elaboratori di terz’ordine, organismi autopietici, che si auto generano in un dominio linguistico, dal pensiero di Maturana e Varela.
A partire da un’ottica dualistica, si passa alla complementarietà, doppie descrizioni, complementarietà dei punti di vista come garanzia di complessità. L’idea ed il rispetto della complessità, fondamentale nel processo della conoscenza, e come ci ricorda Edgard Morin, rinnovarsi costantemente nelle acque del dubbio.
La conoscenza nasce dalla nostra trasformazione di un universo in un multiverso, deriva dalla riflessione sulle operazioni che lo hanno fatto emergere, che gli hanno dato la forma, la conoscenza deriva dall’aver fatto una distinzione, per Spencer e Brown, le due regole della conoscenza sono, la prima “fare una distinzione”, la seconda “ricordare quale distinzione si è fatta”.
La nostra idea del mondo non può prescindere dai nostri valori, le premesse determinano ciò che si vede, i sistemi di riferimento, le categorie, i nostri giudizi, le etichette influenzano gli eventi, il ruolo dei pre-giudizi, le aspettative, obbligano alla capacità di riflettere sulle proprie rappresentazioni del mondo e della vita.
Le spiegazioni no son utili a cambiare, ma serve ipotizzare, descrivere infatti è costruire, dalle rappresentazioni alle approssimazioni, così si può guardare al futuro attingendo dalle deduzioni ottenute nella storia del passato.
Il passato serve per poter guardare al futuro con occhi nuovi. Non dividere, scomporre, ma vedere le cose assieme, alla ricerca dei pattern, modelli, di collegamento, per conoscere la struttura che connette, dal pensiero di Gregory Bateson.
Ogni conoscenza va vista come rapporto tra forma e processo, dal pensiero di Gregory Bateson, la contestualizzazione, l’introduzione del tempo e della processualità alla ricerca di un fine, di uno scopo, storicizzando passato, presente e futuro. Una visione teleologica dell’esistenza.
Ogni persona é eticamente responsabile delle scelte osservative che compie, verso la costruzione di una realtà come processo etico, aumentando le possibilità di scelta, ed estetico, agendo per conoscere, dal pensiero di Heinz von Foerster.
Vi é un limite nell’autoreferenzialità, una forma di aspettativa che si autoavvera, riflettere sui concetti che utilizziamo al fine di falsificare anziché validare le nostre idee, dal principio di falsificabilità scientifica di Karl Popper.
La conoscenza della conoscenza, un concetto nel metodo di Edgar Morin, sapere di sapere, sapere di non sapere, la conoscenza é un processo affettivo cognitivo e relazionale, è un processo complementare all’interno di una comunità, la base dell’unione e della comprensione, noi viviamo nella relazione.
Preferiamo ad una posizione ontologica, la realtà come esperienza stabile, vera, una posizione ontogenetica, pensando in termini evolutivi oltre che processuali, i sistemici riferimento, i confini, l’ordine che diamo alle cose, non sono a priori dati in natura, son definiti dalla punteggiatura che diamo agli eventi.
Consideriamo che saggezza è nell’individuo: gli individui si auto-regolano, auto-producono, auto-correggono, auto-mantengono, autoguariscono.
Non sono gli individui a dare origine ai problemi ma il loro dominio linguistico e cognitivo. Con la costruzione di un metodo cibernetico, con un lavoro in gruppo a non morire di incertezze o di certezze, la condivisione di più voci aiuta ad affrontare la complessità della vita.
Una particolare attenzione al concetto di circolarità, aspettativa, dai costrutti personali di G. A. Kelly noi siamo psicologicamente canalizzati, orientati dal modo in cui anticipiamo gli eventi.
Pensiero e azione sono indissolubili, agire per conoscere.
Importanza fondamentale del linguaggio: il linguaggio come costruttore di realtà. Apparentemente il linguaggio è denotativo, descrittivo, in sostanza il linguaggio è connotativo, costruisce la realtà.
In ogni individuo agiscono contemporaneamente forze omeostatiche e forze evolutive, cambiamento e stabilità, sono tutti processi complementari. Tre sono i principi che seguono le persone omeostasi appunto, fuga dal dolore, dal possibile danno, ed economia, minimo sforzo, massimo rendimento.
Neuroscienza costruttivismo e visione sistemica come modalità di approccio al reale, come studio della figura del Counsellor, come comprensione del potenziale e sviluppo dell’esperienza dell’ipnosi e degli stati mentali.
mercoledì, gennaio 25, 2012
Un universo dentro di se.
Non possiamo che considerare ciò che conosciamo, tutto il percepibile, il mondo attorno a noi, è fatto di cose a cui noi abbiamo dato nome e forma definendole e confinandole entro una cornice che si è fatta sempre più complessa man mano che è cresciuta la nostra conoscenza.
Poi c'è il resto, ciò che non può rientrare nell'ovvio, nel conosciuto, si apre un mondo in cui le persone in trance, ipnosi, usano il loro cervello in un modo creativo e particolare, si limita l'approccio razionale e si da spazio all'inconscio, come nell'opera di Salvator Dalì, il mondo dell'inconscio è compreso da quella porzione di esistenza che definiamo mondo sacro, ma di questo mondo non si può parlare, solo la fede ci porta al suo interno, qui mi fermo considerando che si può parlare con l'inconscio personale, ogni individuo possiede il proprio, ma non si può parlare dello spirito, si può solo parlare allo spirito, con la propria preghiera personale, nelle fiducia che Lui ci ascolti e se può ci aiuti, questo è possibile, legittimo ed auspicabile nell'accrescimento personale.
Dal costruttivismo. Marco Chisotti
Verità = l’invenzione di un bugiardo.
Conoscenza = nasce quando si ignora l’ignoranza.
Apprendimento = apprendere ad apprendere.
Scienza = l’arte di fare distinzioni.
Osservatore = colui che crea un universo, che fa una distinzione.
Oggettività = credere che le proprietà dell’osservatore non entrino nelle descrizioni delle sue osservazioni.
Costruttivismo = quando la nozione di “scoperta” è sostituita da quella di “invenzione”.
Realtà = una stampella comoda, ma superflua, che nasce attraverso il dialogo quando la forma apparente (denotativa) del linguaggio è scambiata per la sua funzione (connotativa).
Dialogo = vedersi attraverso gli occhi di un altro.
Etica = “Come” parlare; non si può parlare dell’etica senza fare del moralismo.
Heinz con Foerster.
Vi sono cose che nella mia testa non tramontano mai continuano a girare come pietre miliari, come punti attrattori, parole chiave, ma nel linguaggio c’è connotazione, la costruzione del mondo dove ci troviamo a vivere!
Due riti affiancati nella fotografia di Ennio Martignago, la chiesa ed il rito nella fede e nello spirito, l’industria e la fede nella scienza, il progresso, almeno l’idea che ne deriva. Difficile muoversi da entrambe le imbalsamature, dove sta la vita, il vivere, dove i confini, le parole di Heinz von Foerster consolano la mia ragione e mi fanno vivere il senso di quell’intelligenza che suppongo mi sia stata data per esser libero.
mercoledì, gennaio 18, 2012
Ipnosi regressiva dal vivo.
In molte occasioni mi son trovato a ricevere critiche sulle esperienze di ipnosi regressiva tanto da voler dare alcuni dettagli per riportare l'attenzione sul mondo interiore delle persone, sul loro bagaglio di risorse, per lo più inconsce che emergono in questi particolari momenti in cui si va in trance. A nome della nostra scuola di Ipnosi Costruttivista per chi ancora non ha visto in dettaglio i seguenti video vi auguro una buona visione.
Il video qui di seguito è apparso in un ultima esperienza televisiva dove abbiamo lavorato con Daniele Bossari, come spesso succede in questo tipo di esperienze molti commenti che ci son pervenuti parlano di finzione, voglio dirvi che l'esperienza qui presentata è autentica perché Daniele ha un intelligenza creativa ed è capace di coinvolgersi profondamente in ciò che fa, quando si lavora con l'ipnosi regressiva bisogna aspettarsi esperienze particolari che, quando si vive l'esperienza di rivivificazione, è come entrare in un sogno e si sa, è comune a tutti, quando si sogna è praticamente impossibile distinguere la realtà dal sogno.
Ancora più criticata è l'esperienza qui di seguito, ancora una volta si parla di finzione, dobbiamo dar retta a Sullivan famoso psichiatra psicanalista del secolo passato che dice, con parole mie, che noi abbiamo tante personalità quante sono le nostre relazioni, è così che siamo fatti, così viviamo le nostre esperienze con trasporto e coinvolgimento, in quest'esperienza Mr. Lap, così vuole che venga chiamata quella sua parte "nascosta" che emerge ogni notte e lo guida in una vita parallela, pur nella sua vita assolutamente normale la persona che vedete è speciale, capace di un trasformismo inconscio radicale, al pari di molte esperienze d'impossessamento, esorcismo, dove però non c'entra la religione ed i suoi protagonisti, angeli e diavoli, ma c'entrano i Maja e la loro cultura, i suoi guerrieri, il loro cuore, e re Salem è uno di loro!
La persona qui sotto non ha bisogno d'essere presentata, è conosciuta e la sua storia è particolare, quello che vive con noi è proprio ciò che ha vissuto nella sua esperienza, la sua intelligenza, come ho detto, ci ha guidato a considerare una vera esperienza rivissuta con noi, difficile negarne l'autenticità!
La donna avvenente che parla in trance con grande naturalezza che potete seguire nel video seguente, è realmente in trance, in uno stato naturale di trance dove vive un momento di semplice vita quotidiana, così capita spesso di portare le persone in ipnosi regressiva e loro, quasi deluse, tornano a ricordare l'esperienza vissuta come una vita normale, semplice, dove non succede nulla di particolare, dove tutto è semplice e normale, l'ipnosi è questo, uno stato mentale che non si può comandare con la ragione!
Forse con l'intervista che potete seguire qui di seguito in due trances vi chiarite alcuni passaggi dell'esperienza dell'ipnosi da cui nasce anche l'esperienza di ipnosi regressiva.
Per qualunque approfondimento con articoli e dispense potete accedere ai nostri siti dal link sottostante.
Http://www.aerf.it
Buona lettura e per qualunque cosa potete mandarci un email.
Info@ipnosicostruttivista.it
Marco Chisotti.
mercoledì, dicembre 28, 2011
Qualcosa che deve esser vero perché quel che dico abbia un senso.
Ma da quando m'interesso di psicologia ho dovuto piegarmi alla dimensione della comprensione, lasciando in parte la dimensione della spiegazione.
La spiegazione sta alla comprensione come il calcio europeo sta al football americano, il calcio è giocato su di un terreno condiviso, le squadre s'affrontano con l'idea di superare l'avversario condividendo il terreno di gioco, mentre il football un gioco in cui si conquista il territorio a spese della squadra avversaria, non vien condiviso il campo ma al contrario viene conquistato.
Le spiegazioni son esperienze di conquista, le condivisioni sono esperienze di partecipazione.
Buona parte dei nostri comportamenti volontari son giustificati, se giustifichiamo le nostre scelte siamo più facilmente accettati, la ragione guida la dimensione della spiegazione, mentre l'emozione guida la dimensione della partecipazione.
Spiegare un fatto non è semplicemente orientarsi verso la ragione, in fondo portando avanti una spiegazione allineiamo coscienza e pensiero, ci facciamo una ragione, fin qui niente di male, purtroppo le spiegazioni non si fermano a spiegare un fatto, pongono le condizioni perché un fatto ci continui ad influenzare.
Condividendo empaticamente le esperienze emotive, siamo condizionati dalle conseguenze dei fatti che reputiamo credibili.
Gli interazionisti simbolici nel campo della sociologia sostengono: "Se un fatto è reale, o vien considerato reale, lo è comunque nelle sue conseguenze."
L'interazionismo simbolico è un approccio teorico sviluppatosi negli Stati Uniti d'America, costituisce una prosecuzione in sociologia e psicologia del pensiero pragmatista di William James, un filosofo psicologo statunitense dell'800, veramente un pragmatico, citando il suo acuto pensiero, per lui la più grande scoperta della sua generazione è che gli esseri umani possono cambiare le loro vite cambiando le abitudini mentali, William James pare dicesse ai candidati al suicidio: "Aspettate il giornale di domani". E ancora: "L'arte d'essere saggi è l'arte di capire a cosa si può passar sopra", "Il genio [...] è poco più che la facoltà di percepire in un modo inconsueto".
Il suo pensiero è di matrice costruttivista infatti: "Mentre una parte di ciò che noi percepiamo viene dagli oggetti che ci stanno dinanzi, attraverso i nostri organi di senso, un'altra parte (ed è possibile sia la parte maggiore) proviene sempre dal nostro cervello."
Ma scusate mi son perso a seguire il suo interessante pensiero così ora torno al nostro interazionismo simbolico, che pone l'accento sulla creazione dei significati nella vita e nelle azioni umane, sottolineando la natura pluralistica della società, il relativismo culturale e sociale delle norme e delle regole etiche e sociali e la visione del sé come socialmente strutturato. Esso si occupa principalmente dell'interazione sociale che ha luogo nella vita quotidiana della gente.
Non è dunque importante che sia vero un fatto, se viene creduto vero allora per la persona son vere le sue conseguenze.
Ora facciamo un esempio, per chi non conoscesse la magia Voodoo, questa risale al popolo degli Yoruba (denominato anche Akù) dell’Africa occidentale: la sua religione, Vodun in effetti è un misto di altre religioni da cui ha ereditato una forte spiritualità arcaica.
Il termine Vodun significa letteralmente “spirito” ed è ascrivibile direttamente a quella che viene definita “magia nera”, ancorché alcuni studiosi ascrivono la religione Vodun a quella della “magia bianca” che evolverebbe in magia atta a nuocere a causa di “stregoni” cattivi chiamati Bokor.
Gli spiriti venerati dalla religione Vodun sono molteplici e prendono il nome di Loa (mistero): durante i riti Vodun questi spiriti vengono non solo “evocati” ma anche nutriti.
Le persone che credono a tali esperienze se colpite da questa magia si disperano, stanno male fisicamente e possono anche morirne, mentre la stessa magia non ha effetto in chi non vi crede. Se un fatto è vissuto come reale, vero, lo è comunque nelle sue conseguenze, ed il corpo fisico risponde alla prima conseguenza.
I fatti son spiegazioni, descrizioni, a cui noi diamo la patente di verità, di conseguenza noi siamo condizionati, orientati dal modo in cui anticipiamo i fatti, gli eventi, siamo i migliori profeti di ciò che crediamo e dunque delle sue conseguenze.
È G.A. Kelly con la sua teoria dei costrutti personali ad avvicinarci semplicemente all'idea che la nostra realtà non è frutto di una esplorazione, la realtà che conosciamo è frutto di una nostra costruzione.
"I processi psicologici sono canalizzati dall'anticipazione degli eventi". Kelly afferma che l'attenzione va focalizzata sulla persona, intesa nel suo insieme come sistema complesso, e sulla natura processuale della sua vita psicologica. Noi passiamo costantemente da una condizione di forma, la descrizione che diamo di ciò che facciamo, ad una condizione di processo, in cui agiamo, ed sviluppiamo le forme descrittive da cui siamo partiti, (mia libera interpretazione del pensiero di Gregory Bateson forma e processo.
Attraverso il linguaggio viene evocato il senso di un continuo movimento, di un muoversi verso, guidato e intenzionato dal modo in cui il soggetto anticipa, attraverso il suo sistema di costrutti, gli eventi del mondo.
La persona, così concepita, è una forma (descrizione) in continuo movimento (processo). Ciò che fa sì che tale movimento non sia caotico e casuale è il concetto di anticipazione predittiva e il controllo delle ipotesi come spinta al cambiamento del sistema di costruzione personale da cui attingere in futuro. L'intelligenza nell'uomo sappiamo è di tipo ipotetico deduttiva, costruiamo ipotesi predittive e deduciamo imparando dalle nostre esperienze passate.
Per il counsellor o lo psicologo è importante capire quanto il processo di anticipazione della realtà non funzioni più come dovrebbe e si protragga in un continuo impatto invalidante con la realtà sino ad arrivare, in casi estremi, dopo continua perdita di autostima, all’annullamento di se stessi.
“In vista di una comprensione psicologica, ciò comporta la necessità di considerare il comportamento di una persona non come reazione, esito o come conseguenza di fatti stimolo ma come ciò che realizza ed esprime un’intenzione, una proposizione, un progetto. Comporta, da uomini scienziati quali siamo, di interrogarci e di costruire ipotesi sul senso che quel comportamento acquista alla luce di ciò che anticipa e non di ciò che l’ha determinato”. G.A. Kelly, non una causa effetto limitante, bensì un intenzione, una volontà orientante la persona verso il mondo come desiderato.
Siamo abituati a considerare la logica della causa effetto, uno fatto che produce un risultato, mentre ci possono essere fatti diversi a produrre stessi risultati, ad esempio un bacio ed uno schiaffo possono esser vissuti entrambi come: "Finalmente ti sei accorto di me!". Al contrario uno stesso fatto può produrre due risultati diversi, un bacio d'amore ed un bacio di giuda.
La nostra realtà è più complessa di quanto ci appare, l'uomo è più complesso di quanto lo facciamo, non risponde ad una semplice logica lineare, neppure ad una elaborata logica circolare.
La vostra intelligenza gioca e scherza con voi costantemente, anche ora, tenendosi sveglia, curiosa ed attiva, come: "Natura vacuum fugit!", (la natura fugge il vuoto), così la mente fugge la noia.
Noi non possiamo prescindere da come siamo fatti per dire come siamo fatti, dunque siamo fatti dei pensieri che ci producono, ci troviamo in un meraviglioso paradosso, la vita, dove ci lamentiamo che non potremmo assolutamente appartenere ad un gruppo di persone che accettasse tra i suoi membri uno come noi!
Che la costruzione del vostro 2012 vi sia propizia. Marco Chisotti.
giovedì, ottobre 06, 2011
Il mondo delle idee ..... in concreto!

Ricordo le prime sensazioni che ho provato usando il mio primo MAC, traduceva le mie idee in concreto, scrivevo, stampavo, creavo qualcosa partendo dai miei pensieri.
Ho sempre fatto fatica a capire il mondo DOS, il linguaggio dei programmatori era lontano dai miei orizzonti e mi son sempre rifiutato di studiarlo, ma con Steve Jobs (1955 2011) e l'invenzione delle finestre (windows) sul PC tutto è diventato semplice. Ricordo che usavo il mouse e cliccavo sulle icone col mio MAC, quando gli altri altri scrivevano lunghe stringhe di comandi, che rendevano la macchina pesante, troppo pesante.
Ha reso semplice per me tradurre il mondo delle idee in concreto, e mi ha permesso di farlo con l'intuizione e non con lo studio, ho avuto solo bisogno di pensare perché il MAC mi traduceva le cose, ha reso semplice qualcosa che era tremendamente difficile.
Poi da lui c'era sempre da aspettarsi una bella sorpresa, i miei più bei regali, che mi son fatto e che ho fatto, son stati Apple ed io mi reputo molto difficile nell'essere accontentato da qualcosa, in questo momento sto scrivendo con una sua creazione di pochi etti, sottile, sensibile al tocco, scrivo coi pollici sostenendo l'iPad con le mani.
Prima con la musica, poi con le applicazioni ha reso fruibile ai più il mondo dell'informazione, dell'organizzazione, della creatività!
Quando vedi le cose che pensi il tuo pensiero diviene più consistente, ed io che mi son sempre interessato di idee e mi son impegnato a rendere fruibili so quanto sia importante.
L'ultima visione di Steve attraverso l'iPhone solo ieri mi ha coinvolto, infatti l'iPhone è in grado di scrivere sotto dettatura direttamente i tuoi sms, le tue email, il suo fine è sempre stato di rendere facile e semplice l'immaginario, anche il più incredibile!
Il mio MAC 25 anni fa m'ha permesso di scrivere la tesi con facilità, di confezionarne un'altra in breve tempo, venderla ad un mio amico e pagarmici il Mac su cui scrivevo, leggeva ciò che scrivevo già 10 anni fa, ed oggi continua ad agevolarmi nella realizzazione dei miei pensieri.
"Siate affamati siate folli!" è ciò che dice meglio di lui, ha rivoluzionato il mondo attraverso la tecnologia, non ha mai cessato di nutrirsi e nutrirci di novità, non ha mai cessato di stupirci con le sue "folli" creazioni.
Credo che siano state tante le cose che son state inventate nel mondo della tecnologia non da lui direttamente, ma son state le sue proposte e le sue visioni che han trasformato un idea in qualcosa di concreto ed usufruibile. È come se qualcuno avesse inventato la ruota ma senza saper che farsene, lui ci ha detto come si poteva usare la ruota, c'è l'ha fatto vedere e noi l'abbiamo capito.
Cercherò di mantenere la visione positiva e creativa che ha sempre avuto verso le vicende della vita, di capire il significato della morte come strategia del nuovo che emerge e rimpiazza il vecchio, spero rimanga questo bel messaggio di crescita e cambiamento che Steve ci ha lasciato anche ad Alice, mia figlia, che ha imparato ad usare il computer su un Mac, anzi sui tre Mac che possedevo nel 1996 quando è nata due iMac e due ibook, ora usa il suo iPhone che gli ho regalato un anno fa, io ancora devo comprarmelo, forse gli resterà anche a lei il gusto di poter concretizzare le sue idee con facilità, come è stato per me. Grazie Steve!
-- Post From My iPad Marco Chisotti
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martedì, settembre 13, 2011
Counsellor si Counsellor no!

Voglio solo dare alcune rassicurazioni in merito ad una sentenza di primo grado che sta girando tra gli psicologi in merito alle scuole di Counselling, intanto il titolo di Counsellor, non essendo un titolo protetto, sotto una legislazione, non è soggetto ad alcuna restrizione rispetto alla sua figura professionale nell'ambito delle relazioni d'aiuto, la nostra scuola e tutti i suoi docenti stanno per entrare nel dipartimento di Counselling ed Ipnosi dell'Università U.U.P.N OF UNITED POPULAR NATION West Africa - Ouagadougou, 03.B.P 7021 – Burkina Faso Dipartimento of Media and Human comunication, essendo un ente preposto all'insegnamento, come ogni altra università, non gli si può proibire di formare persone nell'arte del Counselling, non credo che potranno ottenere di dismettere ogni forma d'insegnamento dell'arte del Counselling, penso piuttosto che in un clima Europeo di liberalizzazioni, l'Italia è una delle poche nazioni Europee ad inventare ogni giorno una gabella a favore di corporativismi ed ogni altra forma di sbarramento alla libera iniziativa. Vedremo i futuri sviluppi della cosa, che al momento è stata portata avanti in Lombardia, torniamo ad auspicarci una regolamentazione della figura del Counsellor in modo da appacificare questi inutili e sterili battibecchi in cui a farne le spese son sempre i clienti che non possono decidere serenamente a chi rivolgersi, se ad uno Psicologo o ad un Counsellor o ad uno Psicologo Counsellor, per affrontare le loro difficoltà. D'altronde le scuole di Counselling son nate per colmare una forte lacuna dell'università nel formare persone in grado, dal punto di vista concreto, di dare sostegno in una relazione d'aiuto sotto il profilo professionale del Counsellor. Nei 12 anni passati da che esiste la Scuola di Counselling in Ipnosi Costruttivista, abbiamo formato persone le più diverse, ed abbiamo sempre sottolineato di operare a seconda della propria competenza, il Counselling è una prassi operativa, un metodo di lavoro che può essere applicato a tutte le professioni, permettendo di migliorare il proprio Approccio comunicativo e relazionale, aiutando le persone, attraverso la propria relazione, Ad affrontare la propria vita. Non c'è interesse alcuno da parte di un Counsellor a fare diagnosi, esprimere giudizi, costruire profili psicologici, cose che per altro son fatte gratuitamente da parte di tutti, in ogni contesto, il Counsellor sa che certe cose non servono, se non quando ci si trova dinnanzi a patologie, li possono operare solo psicologi e medici, noi prepariamo persone capaci di comunicare, relazionarsi, essere ematiche, condividere e comprendere gli altri, come qualunque madre o padre, o buon educatore sarebbe in grado di fare, che colpa ne ha un Counsellor se le persone si trovan bene a parlar con lui e chiede di tornare per schiarirai le idee. Il Counsellor è solo una persona intelligente che sa di non poer tracciare confini, di non poter creare etichette, costruire contenitori, semplicemente si mette a disposizione degli altri, li ascolta e li aiuta a tirar fuori le proprie risorse, li aiuta a raggiungere i propri obiettivi, non è altro che una persona intelligente e di buon senso. Io continuerò a formare persone intelligenti e di buon senso che si sentiranno in grado di usare gli strumenti dell'Ipnosi e del Counselling, non sono pratiche protette perché sono patrimonio dell'Umanità e non ci si può mettere sopra un sigillo di proprietà. Buone relazioni d'aiuto a tutti!

-- Post From My iPad Marco Chisotti
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lunedì, agosto 29, 2011
La sufficienza delle idee e l'insufficienza del vivere. Marco Chisotti.

Ho frequentato tante idee nella mia vita, da addetto ai lavori e da sprovveduto, a seconda delle circostanze, ho saputo dare risposte, ho saputo costruire soluzioni, molte volte le ho semplicemente ascoltate le idee delle persone, son arrivato a capire che con le idee si può vivere o morire, a seconda delle circostanze, si vive quando queste si prestano a renderci adattabili, si muore quando ci costringono a lottare senza un fine adattabile alla vita stessa.
Ma non ci sono solo le idee, la vita è tante cose, caso, necessità, il più delle volte le idee arrivano dopo, arrivano ad aggiustare la logica con cui pensiamo di condurre la nostra vita.
Lavorare con il mondo attraverso le idee che le persone si son fatte del loro mondo è complesso, tutto va al contrario di ciò che ci si potrebbe aspettare, l'unica possibilità è ascoltare, non capire o spiegare, eppure ci vien chiesto molto spesso di addomesticare il loro mondo per renderlo razionale, domande del genere mi fan capire la difficoltà che hanno i sacerdoti a spiegare il fatto che lo sguardo di Dio, giusto ed equo, venga a mancare quando succedono fatti inspiegabili magari nei confronti di bambini, considerati, giustamente, immacolati nei confronti della vita.
Di solito l'uomo di Dio risponde con una spiegazione tautologica, a noi mortali non ci è permesso di comprendere i disegni di Dio, di fatto in questo modo sfuggono alla richiesta di spiegare e capire, sfuggono facendo appello alla fede ed alla speranza, risorse queste che per antonomasia stanno proprio solo dentro di noi! Noi speriamo ed abbiamo fiducia utilizzando la parte non razionale del nostro cervello, usando il pensiero non razionale, lo sguardo del nostro inconscio, del nostro spirito.
Così le soluzioni alla maggior parte dei problemi psicologici della vita non possono passare per una soluzione razionale, perlomeno le soluzioni razionali son frutto di un senso compiuto, son dunque tentate da tutti, son frutto del senso comune e condiviso, e non riescono a farci star meglio. Amiamo, gioiamo, patiamo, lottiamo, alle volte vinciamo, ma per poter vivere tutto questo speriamo, abbiamo fede, poi capiamo, comprendiamo, alla fine realizziamo il nostro disegno nel tempo che ci è dato da vivere.
Le soluzioni ai problemi della vita si trovano nella speranza e nella fede, speranza verso il futuro e fede nel nostro inconscio, l'angelo che ci protegge, lo spirito che ci guida, o il nostro assistente interiore che ci aiuta ad affrontare la vita.
Alle volte mi sento semplice spettatore, osservo, descrivo dando forma a ciò che vedo, alle volte son attivo, mi sento protagonista, anche vincente, quando riesco ad aiutare qualcuna a comprendere che vive in mondo di idee, che queste hanno una loro logica che ci influenza, ci condiziona, in quel momento son nel processo del flusso delle loro idee e le cambio con loro per loro, così cambiano l'idea del loro vivere e tutto si riequilibra, un momento magico, che non succede spesso ma che dà grande soddisfazione, che fa sentire chi si interessa di relazioni d'aiuto veramente utile.
Il mondo delle idee è affascinante ed è l'unico mondo di cui noi abbiamo coscienza, di cui siamo consapevoli, ma è anche l'unico mondo che non possiamo controllare, almeno concretamente, possiamo solo frequentare, possiamo partecipare, è il mondo del perché alle volte del come, è il mondo dei dubbi, alle volte delle certezze, ma nella nostra testa non c'è posto per altro, come le immagini di un mondo lontano che parla di noi!

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